Il serbo-croato: nascita e declino (2)

 Categoria: Le lingue

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Nasceva finalmente una lingua nazionale, nonchè quella che sarebbe poi diventata lingua ufficiale della Federazione Jugoslava, distinta in due principali varianti, dalle differenze quasi inesistenti: quella Serba, con alfabeto cirillico, e quella Croata, con alfabeto latino. I decenni successivi all’accordo di Vienna furono anni d’oro, sia per la lingua, che si affermava lentamente anche a livello europeo e mondiale, sia per la nazione stessa, che sotto la guida di Tito si ritrovò a vivere un momento di stabilità e prosperità. Nel 1954 viene stipulata un’altra convenzione sottoscritta da 25 illustri scrittori e linguisti dell’epoca, tra cui il premio nobel per la letteratura Ivo Andric.

Vent’anni dopo, verso gli anni ’70, i primi conflitti a sfondo etnico sono solo un pallido preavviso di quello che avverrà con la guerra degli anni ’90.

Durante il conflitto civile avvenuto nel 1991, infatti, laddove ogni elemento possibile veniva considerato arma politica, l’elemento linguistico costituì uno degli strumenti più forti.  Ogni singolo nuovo stato emerso da questa tragica separazione corse ai ripari, proclamando la propria lingua ufficiale e rivendicando l’indipendenza linguistica. Questo fenomeno fu caratterizzato da una introduzione quasi forzata di neologismi che distinguessero le nuove lingue l’una dall’altra. Nascono così: il serbo, il croato, il bosniaco e il montenegrino.

La domanda principale è: ma queste differenze, così fortemente volute, sono davvero così rilevanti? Le differenze fondamentali sono differenze di pronunzcia: la divisione tra kajkavo, stokavo e cakavo è ancora oggi palese, come anche quella tra ikavski, ekavski e jekavski. Ma d’altronde, quale parlata del Nord non è diversa da una parlata del Sud? Lo stesso potremmo affermare per quanto riguarda delle scelte grammaticali, che cambiano da regione a regione. Dal punto di vista dell’uso dei vocaboli, le scelte linguistiche e soprattutto l’introduzione di forestierismi, essi sono dipesi dalla storia di ogni singola entità: nella regione della Dalmazia per esempio, è presente un gran numero di italianismi, dovuti alla dominazione italiana della seconda metà del ’900.  O ancora, la notevole presenza di parole turche in Bosnia, è dovuta all’islamizzazione del territorio nel XIX e XX sec.

Detto ciò, vi è un ultimo fondamentale dato di fatto da prendere in considerazione prima di concludere questo breve excursus: per quanto la separazione delle lingue sia ormai ufficiale, e per quanto questa verità possa risultare scomoda ai più, un serbo e un croato si capiranno sempre e comunque, anche senza il minimo sforzo.