Il genere neutro

 Categoria: Le lingue

Quanti generi esistono nella lingua italiana? Nonostante vari secoli di studio ed analisi del linguaggio, e nonostante le moderne grammatiche sostengano con decisione che nella nostra lingua esistono due soli generi (maschile e femminile), la questione, a nostro modo di vedere, non è del tutto chiusa.
Le lingue di origine indoeuropea come la lingua italiana, distinguono generalmente due generi, ai quali talvolta se ne aggiunge un terzo: il genere neutro. Al contrario, altre lingue di origine diversa, ampliano questa partizione in maniera considerevole, differenziando fra cose animate e inanimate, reali e immaginarie, terrene e spirituali, con forme e misure diverse, ecc. Alcune lingue africane arrivano a distinguere ben 14 generi!

In italiano, ogni sostantivo, cioè ogni parola che indichi una cosa, un oggetto o un’essere vivente, in concreto o in astratto, è contraddistinta dal genere maschile o da quello femminile.
Anche se in qualche caso l’attribuzione del genere è avvenuta in un modo un po’ casuale o ha seguito le radici etimologiche delle parole, se ci fermassimo a quest’analisi superficiale, concluderemmo che nella nostra lingua non esiste assolutamente nessun sostantivo neutro.
Tuttavia, al di là del piano “materiale” che rappresentano le parole (cioè il “significante”, anche se detto un po’ impropriamente) c’è il piano del significato. E qua il tema si complica.
Facciamo alcuni esempi, facendo particolare attenzione al pronome utilizzato alla fine delle frasi:

Le rimaneva una flebile speranza e si aggrappava ad essa.
Le rimaneva una flebile speranza e si aggrappava a ciò.

Nel primo caso, il sostantivo “speranza” (di genere femminile) viene sostituito dal pronome concordante “essa”. Diversamente, nella seconda frase, il pronome “ciò” si riferisce al sintagma nominale costituito dalla proposizione “Le rimaneva una flebile speranza”, cioè, non si riferisce a un oggetto ma ad una situazione o fatto, e la genetica del linguaggio ha deciso di non assegnargli un genere “sessuale”.
Nell’articolo di domani analizzeremo un po’ più a fondo la questione.

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