Il burushaski: la lingua sopravvissuta

 Categoria: Le lingue
  • Parlata da una piccola minoranza in Kashmir e in Gilgit-Baltistan, il burushaski è una lingua isolata molto rara e affascinante
  • In Kashmir, i parlanti del burushaski vengono considerati i discendenti del re di una tribù originaria del nord del Pakistan

Partiamo da un presupposto: su un totale di 12,5 milioni di abitanti che popolano il Jammu e il Kashmir, si contano soltanto 350 parlanti di burushaski. Tuttavia, è nella regione del Gilgit-Baltistan, rivendicata dal Pakistan come quinta provincia, che si concentra il numero maggiore di parlanti, circa 100.000, tra le valli di Hunza, Nagar e Yasin. In Kashmir, i parlanti di burushaski sono considerati i discendenti di un re tribale proveniente dal nord del Pakistan e si concentrano principalmente nello Srinagar, alle pendici dell’Hari Parbat.

SadafMunshi, professoressa associata dell’Università del Texas del Nord (UNT) e dottorata in linguistica, ha concentrato le sue ricerche sulle lingue indoariane (hindi, urdu, kashmiri, romani o lingue “gitane”) e sul burushaski, considerata una lingua isolata.

La studiosa iniziò le sue ricerche linguistiche sul burushaski nello Srinagar nel 2003. Molte registrazioni furono raccolte durante il coprifuoco nella Valle del Kashmir, allora dilaniata dai conflitti. Munshi ci descrive come abbia inizialmente trovato molte resistenze da parte dei giovani parlanti della comunità, che non vedevano di buon occhio la sua ricerca e il suo intento di “decodificare” la loro lingua. Fortunatamente gli iniziali sospetti si dissiparono con l’intervento delle generazioni più anziane.

Munshi riconosce che la documentazione linguistica può comportare l’uso di metodi indiscreti, come la registrazione audio e video durante conversazioni comuni e in altri contesti comunicativi. “Un giorno stavo cercando di registrare un matrimonio come parte del mio studio per analizzare il discorso naturale e le canzoni. Nonostante avessi ottenuto il permesso dal capo famiglia, una donna si oppose. Avevo vissuto con loro per alcuni giorni per partecipare all’evento, ma alla fine ho dovuto rinunciare perché si è scatenata una discussione tra i membri della famiglia”.

La studiosa ha recentemente pubblicato un libro intitolato Srinagar Burushaski (Brill), in cui presenta una descrizione strutturale del burushaski parlato in Srinagar. In un’intervista via mail, Munshi ci parla della sua ricerca e del futuro di questa lingua. Estratti dell’intervista.

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Fonte: Articolo scritto da Nipa Charagi e pubblicato il 19 gennaio 2019 sul sito Live Mint

Traduzione a cura di:
Giulia Incelli
Interprete e traduttrice (EN/AR/IT)
Roma (Italia)