Il burushaski: la lingua sopravvissuta (4)

 Categoria: Le lingue

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Quanti sono i parlanti di questa lingua nel Gilgit-Baltistan?
Non esistono statistiche ufficiali al riguardo. Analizzando i dati raccolti nel censimento del governo del 1981, Peter Backstrom calcolò che il numero approssimativo dei parlanti di burushaski in Pakistan a quell’epoca si aggirava tra i 55.000 e i 60.000. Secondo una pubblicazione del 2017, The Ethnologue calcola circa 96.800 parlanti di burushaski in Pakistan nel 2004. Per quanto mi riguarda, basandomi sulla mia personale esperienza comunicativa con i parlanti nativi di diversi dialetti del burushaski, credo che il numero totale di parlanti si aggiri intorno ai 100.000 o più. Qualche migliaio di loro si è trasferito nelle grandi città come Gilgit, Islamabad e Karachi. Qualcuno si è anche trasferito all’estero.

La generazione dei più giovani predilige l’uso dell’Urdu/Kashmiri?
Sì, la paura della deriva linguistica [1] è molto diffusa. Molti parlanti sono plurilingui (a diversi livelli) con il kashmiri, l’urdu e l’inglese. Il burushaski è fortemente influenzato dall’urdu e da altre lingue dominanti come il kashmiri (in Srinagar) e lo shina e il khowar (in Pakistan). Nonostante la comunità abbia cercato di preservare la lingua originaria nel tempo e di tramandarla alle generazioni più giovani, è molto forte la spinta della deriva linguistica verso lingue più dominanti e prestigiose, specialmente l’urdu.

Sono state messe in atto iniziative per preservare la lingua?
Molti studiosi locali del Pakistan si sono impegnati nel tempo in questo senso. Vari autori hanno pubblicato descrizioni di carattere grammaticale e collezioni di testi sui diversi dialetti. Io stessa ho portato avanti dei progetti di documentazione e conservazione linguistica sui quattro dialetti del burushaski con l’aiuto dei finanziamenti della US National Science Foundation.

La lingua non ha una tradizione letteraria scritta. Qual è l’alfabeto utilizzato?
Nonostante le varie proposte, finora non c’è unanimità nella scelta di un sistema di scrittura standard per questa lingua. I parlanti utilizzano sia l’alfabeto arabo-persiano con delle modifiche, sia l’alfabeto romano, ma non esiste un modo univoco per la scrittura di alcuni suoni (vocali e consonanti) che non sono presenti nell’urdu e nell’inglese.

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Fonte: Articolo scritto da Nipa Charagi e pubblicato il 19 gennaio 2019 sul sito Live Mint

Traduzione a cura di:
Giulia Incelli
Interprete e traduttrice (EN/AR/IT)
Roma (Italia)

[1] NdT: La deriva linguistica, talvolta chiamata trasferimento linguistico o perdita linguistica è il processo mediante il quale una comunità di locutori di una lingua passa a parlarne un’altra, abbandonando quindi la lingua precedente (da cui il termine “deriva”).