Com’è nata la mia passione per le lingue

 Categoria: Le lingue

Fin da piccola sono sempre stata affascinata dalla diversità e dalle altre culture. Sotto questo punto di vista i miei genitori non mi hanno mai fatto mancare nulla, sono sempre stata circondata dai libri, i quali mi venivano regalati ad ogni occasione. Mi hanno sempre affascinato la scrittura e la lettura, il saper mettere insieme parole ed emozioni è un mestiere nobile e non per tutti, bisogna possedere oltre ad una cultura personale notevole, un discreto grado di coinvolgimento, nel senso di sapersi coinvolgere e saper coinvolgere l’altro tramite la narrazione.

Personalmente ritengo che la lingua italiana sia dotata di infinite sfumature, come ogni lingua straniera, ed il requisito imprescindibile per conoscere appieno una lingua straniera e saperla tradurre è conoscere bene la propria. È un principio che mi è stato insegnato dai professori che ho avuto e che condivido appieno, avendoci oltretutto avuto a che fare in svariate situazioni.

Tornando alla mia passione per le lingue, una volta diventata un’accanita lettrice in brevissimo tempo, aggiungendoci il fatto che sono stata una delle prime della classe ad imparare a leggere e scrivere, inizialmente i miei approcci alla lingua inglese non furono subito brillanti, era strano per me il fatto che una parola si scrivesse in un determinato modo e si pronunciasse in un altro.

Eppure, man mano che la studiavo e apprendevo nuovi concetti per me divenne un gioco irrinunciabile, un gioco che mi interessava sempre di più. Ero sempre più desiderosa di sapere tutto sulle lingue straniere. Come tutti i bambini della mia epoca, in un primo momento ho iniziato a studiare l’inglese alle elementari, alle medie si aggiunse il francese, al liceo lo spagnolo, raggiungendo così tre lingue straniere di studio. Ero sempre più entusiasta di ciò, a tal proposito scelsi un liceo linguistico. Ho avuto insegnanti eccezionali con cui sono rimasta in contatto tuttora, i quali non soltanto mi hanno motivata sempre più a raggiungere dei buoni risultati, bensì sono stati capaci di tirare fuori il meglio di me e infondermi ancora di più l’amore smisurato verso le lingue straniere.

Quando è arrivato il momento di scegliere l’università avevo le idee molto chiare in merito: volevo perfezionare le lingue straniere e concentrarmi sulla traduzione e l’interpretariato. Al liceo iniziai ad appassionarmi anche al doppiaggio per conto mio. Imparai che non sempre le battute rese in lingua originale corrispondevano perfettamente al labiale italiano, per varie motivazioni, tra cui la sincronia, le differenze tra cultura di partenza e cultura d’arrivo, i modi di dire eccetera eccetera. Non bisogna dimenticare che il doppiaggio è un tipo di traduzione, e così da cosa nasce cosa, ecco nato in me il desiderio di scoprire di più riguardo a questo mondo. Scelsi la SSML Carlo Bo di Bologna, il cui piano di studi comprendeva lo studio di una prima lingua (l’inglese per tutti) e di una seconda, a scelta tra francese, spagnolo e tedesco. A malincuore abbandonai il francese e mi orientai sullo spagnolo, mi è sempre piaciuta di più come lingua, a livello di suoni, grammatica e cultura in generale.

Seconda parte di questo articolo >

Autrice dell’articolo:
Stella Zecchini
Traduttrice ENG<>ITA e SPA<>ITA
Bologna