<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>easy languages</title>
	<atom:link href="http://www.traduzione-testi.com/traduzioni/feed" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.traduzione-testi.com/traduzioni</link>
	<description>Agenzia di traduzione</description>
	<lastBuildDate>Fri, 18 May 2012 03:55:16 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.0.1</generator>
		<item>
		<title>La lingua tedesca e la riforma ortografica</title>
		<link>http://www.traduzione-testi.com/traduzioni/le-lingue/la-lingua-tedesca-e-la-riforma-ortografica.html</link>
		<comments>http://www.traduzione-testi.com/traduzioni/le-lingue/la-lingua-tedesca-e-la-riforma-ortografica.html#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 18 May 2012 03:55:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Easy Languages</dc:creator>
				<category><![CDATA[Le lingue]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.traduzione-testi.com/traduzioni/?p=3206</guid>
		<description><![CDATA[Le origini della lingua tedesca possono esser fatte risalire all&#8217;epoca del Grande Impero di Carlo Magno quando la diffusione del Cristianesimo fece sentire sempre più pressante l&#8217;esigenza di creare una lingua che fosse comprensibile a tutti. Inizialmente il tedesco si presentava in maniera molto frammentaria, comprendendo una vasta varietà di idiomi e dialetti derivanti dal [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Le origini della lingua tedesca</strong> possono esser fatte risalire all&#8217;epoca del Grande Impero di Carlo Magno quando la diffusione del Cristianesimo fece sentire sempre più pressante l&#8217;esigenza di creare una lingua che fosse comprensibile a tutti. Inizialmente il tedesco si presentava in maniera molto frammentaria, comprendendo una vasta varietà di idiomi e dialetti derivanti dal ceppo indoeuropeo. La nuova lingua cominciò a svilupparsi sotto l&#8217;influenza del latino e dai dialetti della Germania meridionale (<em>Hochdeutsch</em>). Il fiorire, però, delle arti e della Letteratura, condusse la lingua a svilupparsi in maniera più complessa e articolata. Si giunse così alla seconda fase di <strong>evoluzione della lingua germanica</strong> (dal XII al XV secolo: <em>Mittelhochdeutsch</em>). In quel periodo la vita era influenzata dalla vita di corte e pertanto, lentamente, l&#8217;influsso della lingua francese si fece sempre più presente nello <strong>sviluppo della lingua tedesca</strong>.<br />
Grazie alla diffusione della stampa da parte di Gutenberg, la lingua tedesca cominciò ad esser maggiormente divulgata presso il popolo e quindi a subire ulteriori e importanti cambiamenti e rivoluzioni. Grazie poi alla traduzione della Bibbia in un linguaggio popolare effettuata da Martin Lutero, la <strong>nascita del Nuovo Tedesco</strong> (lingua parlata attualmente da tutti i popoli germanici) afferma la sua ragion d&#8217;essere.<br />
Essa, come ogni altra lingua, ha avuto il suo percorso di sviluppo tramite le numerose <strong>fasi storiche della civiltà e cultura tedesca</strong>. Si annoverano nel corso del XX sec. <strong>due importanti riforme ortografiche</strong> della lingua e ogni <strong>valido e serio traduttore</strong> dovrebbe conoscerle bene per poter comprendere appieno lo sviluppo di questa lingua affascinante e complessa nello stesso tempo. La prima risale al 1901 e la seconda al 1996-98.</p>
<p>Le due riforme ortografiche</p>
<p><strong>La riforma ortografica</strong> (in tedesco <em>Rechtschreibreform</em>), è entrata in vigore a partire dal 1º agosto1996. La prima conferenza si tenne a Berlino nel 1875, ma le conclusioni raggiunte vennero respinte dai paesi che vi avevano preso parte. Dopo questo insuccesso si tennero molte altre conferenze, durante le quali furono presentate proposte di riforma, ma le più interessanti si tennero a Vienna nel 1986, nel 1990 e nel 1994: nel corso di quest&#8217;ultima conferenza fu proposta la riforma definitiva.</p>
<p>Tale riforma comprende tali importanti punti:</p>
<p>• Corrispondenza tra suoni e lettere (uso della doppia ss: ß nelle parole brevi).<br />
• Uso di maiuscole (Nomi, Oggetti, Lingue, etc) e minuscole.<br />
• Uso di grafie separate e unite.<br />
• Uso dei trattini.<br />
• Punteggiatura (fondamentale per costruire le <em>Nebensätze</em>: le frasi secondarie).<br />
• Divisione sillabica di fine riga.</p>
<p>Conoscere a fondo tale riforma e applicarla nella fase di traduzione, per un <strong>traduttore di una lingua neolatina</strong> risulta di primaria importanza; avendo particolari strutture e precise regole, tali nozioni assumono importanza prima della composizione e della tipologia del testo. Poi troviamo la <strong>capacità del traduttore</strong> di districarsi il più fedelmente possibile tra le parole, termini e significati, poi nella propria esperienza e <strong>conoscenza della lingua e della cultura tedesca</strong>.</p>
<p><strong>La traduzione non potrà mai essere fedele</strong> al cento per cento, in seguito ai vari <em>backgrounds</em> e <strong>stili dei traduttori</strong>, ma avvicinarsi il più possibile al modo di scrivere dei popoli germanici e seguire queste <strong>regole ortografiche</strong>, risultano i primi passi per apprezzare, comprendere meglio il tedesco e tradurlo più fedelmente possibile in un&#8217;altra lingua.</p>
<p>Autore dell’articolo:<br />
Erminia Maltri<br />
Traduttrice DE-EN&gt;IT</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.traduzione-testi.com/traduzioni/le-lingue/la-lingua-tedesca-e-la-riforma-ortografica.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>La traduzione scientifica</title>
		<link>http://www.traduzione-testi.com/traduzioni/problematiche-della-traduzione/la-traduzione-scientifica.html</link>
		<comments>http://www.traduzione-testi.com/traduzioni/problematiche-della-traduzione/la-traduzione-scientifica.html#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 17 May 2012 02:23:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Easy Languages</dc:creator>
				<category><![CDATA[Problematiche della traduzione]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.traduzione-testi.com/traduzioni/?p=3201</guid>
		<description><![CDATA[Sempre più frequentemente all&#8217;università vengono fatti acquistare agli studenti iscritti a discipline medico-biologiche libri di testo redatti da autorevoli scienziati stranieri (spesso americani) e tradotti poi in italiano. Mi sono trovata a tradurre un capitolo di un libro scientifico dall&#8217;inglese all&#8217;italiano e ho scoperto che in questo lavoro il problema più grande sta nell&#8217;inesistenza di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sempre più frequentemente all&#8217;università vengono fatti acquistare agli studenti iscritti a <strong>discipline medico-biologiche</strong> libri di testo redatti da autorevoli scienziati stranieri (spesso americani) e tradotti poi in italiano.<br />
Mi sono trovata a<strong> tradurre un capitolo di un libro scientifico dall&#8217;inglese all&#8217;italiano</strong> e ho scoperto che<strong> </strong>in questo lavoro<strong> il problema più grande sta nell&#8217;inesistenza di termini italiani</strong> che abbiano lo stesso significato di quelli inglesi. L&#8217;inesattezza in campo scientifico, però, è inammissibile, e così l&#8217;utilizzo di sinonimi e perifrasi. Perciò, sempre più spesso nei libri di testo parole o concetti che sono molto chiari in inglese vengono &#8220;italianizzati&#8221;, oppure fatti semplicemente sparire.</p>
<p>Di seguito riporto alcuni esempi: in statistica si parla spesso di &#8220;intervallo di confidenza&#8221;, ovvero la probabilità che un dato parametro ricada in quel determinato intervallo. Vi starete sicuramente chiedendo &#8220;Perché diavolo i matematici hanno definito questa probabilità un intervallo di<em> confidenza</em>&#8220;? La risposta è molto semplice, in inglese questo intervallo è chiamato &#8220;<em>confidence interval</em>&#8221; o &#8220;<em>confidence range</em>&#8220;. <em>Confidence</em> non ha nulla a che fare con la <em>confidenza</em>! &#8220;<em>Confidence</em>&#8221; indica la sicurezza, la &#8220;fiducia&#8221; che se quel determinato parametro cade in quel determinato intervallo, allora è molto probabile che sia corretto.</p>
<p>Un altro esempio: in inglese esiste il verbo &#8220;<em>to perform</em>&#8221; che sostanzialmente significa &#8220;fare&#8221;, ma ha in realtà moltissime sfumature, soprattutto creative e/o intellettuali: e infatti il termine <em>performance</em> è già entrato nel lessico comune, a intendere uno sforzo o un&#8217;opera di tipo artistico, o una prestazione di tipo fisico, che si presta a valutazione o critica.<br />
Spesso nei laboratori di ricerca, quando si parla fra colleghi, si dice &#8220;ho performato una PCR&#8221;, perché in effetti &#8220;aver performato una PCR&#8221; significa di più che &#8220;aver fatto una PCR&#8221;. L&#8217;idea che trasmette &#8220;aver fatto una PCR&#8221; è un elenco di attività meccaniche e consecutive: ho preso i tubini, li ho messi nella macchina l&#8217;ho fatta partire. &#8220;Performare una PCR&#8221; invece sottintende anche il lavoro intellettuale che c&#8217;è dietro; ovvero aver pensato quale DNA prendere, quali concentrazioni usare, che reagenti aggiungere, il tipo di ciclo ideale; e ovviamente i risultati attesi.</p>
<p>Un ultimo esempio mette in cattiva luce i primi traduttori che si sono trovati ad affrontare il problema della<strong> traduzione scientifica</strong>. I fotosistemi presenti nelle foglie sono costituiti da un cosiddetto &#8220;complesso antenna&#8221;, che in italiano si chiama proprio così. In inglese invece ha il nome di &#8220;<em>light-harvesting antenna complex</em>&#8221; che rende perfettamente l&#8217;idea del suo compito. E&#8217; un complesso che raccoglie la luce, ma non la &#8220;raccoglie&#8221; soltanto, la cattura, la fa sua e la utilizza per sintetizzare zuccheri.</p>
<p>In tutti questi casi, il calco dall&#8217;inglese può essere giustificato sia per trasferire rapidamente un concetto più ricco del suo omologo italiano, sia nella &#8220;pigrizia&#8221; del parlante o del traduttore, che sopratutto in ambiente scientifico può contare su <strong>solide conoscenze linguistiche</strong> da parte di chi legge o ascolta.</p>
<p>Autore dell’articolo:<br />
Martina Bodner<br />
Laurea Specialistica in Biotecnologie Industriali<br />
Traduttrice DE-EN&gt;IT<br />
Caldaro sSdV (BZ)</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.traduzione-testi.com/traduzioni/problematiche-della-traduzione/la-traduzione-scientifica.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Traduzione automatica: grande illusione (3)</title>
		<link>http://www.traduzione-testi.com/traduzioni/traduttori-freelance/traduzione-automatica-grande-illusione-3.html</link>
		<comments>http://www.traduzione-testi.com/traduzioni/traduttori-freelance/traduzione-automatica-grande-illusione-3.html#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 16 May 2012 09:56:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Easy Languages</dc:creator>
				<category><![CDATA[Traduttori freelance]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.traduzione-testi.com/traduzioni/?p=3195</guid>
		<description><![CDATA[Alla luce di quanto detto finora, potrebbero essere oggetto di una errata traduzione termini inglesi come bachelor e work. Il primo può essere tradotto in italiano con “scapolo”, ma può indicare anche una persona che ha conseguito un BA, oppure il paggio di un cavaliere, o ancora un animale maschio, come una foca, che rimane [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Alla luce di quanto detto finora,  potrebbero essere oggetto di una errata traduzione termini inglesi come <em>bachelor</em> e <em>work</em>. Il primo può essere <strong>tradotto in italiano</strong> con “<em>scapolo</em>”, ma può indicare anche una persona che ha conseguito un BA, oppure il paggio di un cavaliere, o ancora un animale maschio, come una foca, che rimane senza compagnia durante la stagione degli accoppiamenti. In casi simili, la scelta del <strong>termine più appropriato  in fase di traduzione</strong> avviene  in considerazione delle caratteristiche della situazione comunicativa, a seconda che si tratti di un contesto legato a questioni inerenti al matrimonio, di un contesto universitario e lavorativo, medievale o zoologico. Con <em>work</em> invece si può indicare una serie di testi in letteratura (<em>literary masterpiece</em>), così come è possibile designare una serie di impianti (<em>factory</em>) in un contesto tecnologico.</p>
<p>Un<strong> traduttore esperto</strong> e colto riuscirebbe senza troppi indugi a selezionare il significato più adatto al testo che ha davanti; una macchina, al contrario, produrrebbe <strong>traduzioni inevitabilmente equivoche</strong>, come ci ha dimostrato anche il grande Umberto Eco, il quale ha voluto saggiare personalmente l’efficienza di “Altavista”, uno dei tanti sistemi di <strong>traduzione automatica</strong> offerti da Internet, sottoponendogli l’espressione inglese <em>The works of Shakespeare</em> e richiedendone la <strong>traduzione italiana</strong>. Lo scrittore, grazie a questo esperimento, è riuscito a mettere in luce il carattere “ironico” e “assurdo” che connota la maggior parte delle traduzioni realizzate da strumenti simili. Altavista infatti, ignorando che Shakespeare fosse un celebre poeta ha proposto la seguente traduzione: <em>Gli impianti di Shakespeare</em>.</p>
<p>Esiste infine un altro aspetto che un <strong>traduttore automatico</strong> non riesce a considerare: si tratta del controllo dello stile e del registro di un testo, fondamentale soprattutto nei testi letterari e poetici in cui gli  elementi che concorrono alla definizione del piano della forma e dell’espressione sono direttamente funzionali al contenuto del testo. Un <strong>traduttore uman</strong>o può preservare lo stile dell’autore mantenendo in vita l’effetto del contenuto originale e riproponendo quelle scelte espressive tipiche e specifiche del testo di partenza. Un traduttore automatico, invece, si limita a relazionare tra loro le parole del linguaggio “standard”, senza alcuna considerazione stilistica e formale.</p>
<p>Esaminando le lacune e i<strong> limiti della traduzione automatica</strong> si ha modo di evidenziare quanto complicata ed insostituibile sia la <strong>professione del traduttore</strong>, riflettendo sull’importanza di riconoscere a tale figura quella centralità e quella visibilità che per troppo tempo le sono state negate a causa di pregiudizi infondati che consideravano la traduzione alla stregua di un’attività marginale e secondaria cui tutti potevano accedere senza neppure disporre di un bilinguismo esperto o che tendevano a relegarla ad un esercizio di tipo dilettantistico, perseguito in genere da aspiranti a professioni più evolute ed erudite.</p>
<p>Autore dell’articolo:<br />
Maria Canzolino<br />
Traduttrice DE-EN-FR-AR&gt;IT<br />
Nocera Inferiore (SA)</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.traduzione-testi.com/traduzioni/traduttori-freelance/traduzione-automatica-grande-illusione-3.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Traduzione automatica: grande illusione (2)</title>
		<link>http://www.traduzione-testi.com/traduzioni/traduttori-freelance/traduzione-automatica-grande-illusione-2.html</link>
		<comments>http://www.traduzione-testi.com/traduzioni/traduttori-freelance/traduzione-automatica-grande-illusione-2.html#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 15 May 2012 09:39:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Easy Languages</dc:creator>
				<category><![CDATA[Traduttori freelance]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.traduzione-testi.com/traduzioni/?p=3191</guid>
		<description><![CDATA[Una macchina non può fare tutto ciò, perché non ha una mente né capacità di percezione o di discernimento che le consentano di considerare tutta questa serie di fattori; essa non è in grado di “ragionare” o “formulare” ipotesi circa il significato delle parole del testo che le viene sottoposto e ed il suo funzionamento [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una macchina non può fare tutto ciò, perché non ha una mente né capacità di percezione o di discernimento che le consentano di considerare tutta questa serie di fattori; essa non è in grado di “ragionare” o “formulare” ipotesi circa il significato delle parole del testo che le viene sottoposto e ed il suo funzionamento si esaurisce nella semplice e sterile produzione di equivalenze automatiche tra <strong>parole di lingue diverse</strong> sulla base di un dato dizionario. In altri termini, un qualsiasi<strong> strumento programmato per tradurre</strong> non è in grado di eseguire un processo di “interpretazione”, a differenza di un <strong>traduttore in carne ed ossa</strong> che compie ogni suo passo sulla base di continue congetture, finalizzate a cogliere, nell’intero spettro del contenuto messo a disposizione da una voce di dizionario, l’accezione o il senso più probabile e ragionevole e rilevante in quel contesto e in quel mondo possibile.</p>
<p>Le <strong>difficoltà che un computer incontra nel processo traduttivo</strong> derivano essenzialmente dall’incapacità di operare una <em>disambiguazione contestuale</em> e, di conseguenza, di risolvere eventuali problemi di <em>sinonimia e polisemia</em>, due proprietà dei segni linguistici che mettono a volte in serie difficoltà anche un traduttore professionista.<br />
Si parla di <em>sinonimia</em> quando si riscontra un’assoluta identità del significato in due o più <strong>segni linguistici con significanti diversi</strong>. Sono sinonimi, ad esempio, termini come <em>padre/father/père</em> e <em>papà/daddy</em>, che apparentemente non sembrerebbero procurarci alcun tipo di problema, rinviando ciascuno alla figura paterna sul piano designativo; in realtà, i termini in questione non esprimono una sinonimia perfetta, poichè non sono assolutamente interscambiabili, risultando in un determinato contesto necessaria l’espressione di una variante piuttosto che un’altra, con il fine di enfatizzare una particolare reazione emotiva oppure di suscitare un certo effetto sul lettore e/o ascoltatore. Per essere più chiari, tutti siamo abituati a dire <em>Dio è nostro padre/God is our Father</em> e non <em>Dio è nostro papà/God is our daddy</em>, perché <em>papà/daddy</em> ha un uso più informale e colloquiale trovando generalmente applicazione nel gergo familiare. Un computer non riesce a cogliere simili sfumature di linguaggio incorrendo facilmente in errore, con risultati talvolta imbarazzati.</p>
<p>Un altro <strong>limite delle macchine traduttrici </strong>risiede nell’incapacità di riconoscere, e quindi di <strong>tradurre in maniera accettabile</strong>, le parole <em>polisemiche</em>, ovvero quelle che possono assumere un significato diverso a seconda del contesto comunicativo; la<strong> traduzione automatica</strong> infatti è quasi sempre programmata per compiersi secondo un sistema “algoritmico” per cui le parole della lingua di partenza e quelle della lingua di arrivo sono correlate tra loro in un rapporto 1:1, quindi ad ogni parola corrisponde un unico significato all’interno del vocabolario elettronico.</p>
<p>La terza e ultima parte dell’articolo sarà pubblicata domani.</p>
<p>Autore dell’articolo:<br />
Maria Canzolino<br />
Traduttrice DE-EN-FR-AR&gt;IT<br />
Nocera Inferiore (SA)</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.traduzione-testi.com/traduzioni/traduttori-freelance/traduzione-automatica-grande-illusione-2.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Traduzione automatica: grande illusione</title>
		<link>http://www.traduzione-testi.com/traduzioni/traduttori-freelance/traduzione-automatica-grande-illusione.html</link>
		<comments>http://www.traduzione-testi.com/traduzioni/traduttori-freelance/traduzione-automatica-grande-illusione.html#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 14 May 2012 02:47:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Easy Languages</dc:creator>
				<category><![CDATA[Traduttori freelance]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.traduzione-testi.com/traduzioni/?p=3182</guid>
		<description><![CDATA[Chi crede che una macchina o un qualsiasi “cervello elettronico” possa sostituire del tutto il lavoro del traduttore vive una grande illusione. Gli esperti nel campo della traduzione automatica concordano nel sostenere che un computer non potrà mai eguagliare le capacità di un traduttore umano perché, di fatto, non può operare come un essere umano. Tale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Chi crede che una macchina o  un qualsiasi “cervello elettronico” possa sostituire del tutto il<strong> lavoro del traduttore</strong> vive una grande illusione. Gli esperti nel campo della<strong> traduzione automatica</strong> concordano nel sostenere che un computer non potrà mai eguagliare le <strong>capacità di un traduttore umano</strong> perché, di fatto, non può operare come un essere umano. Tale strumento, pur velocizzando e rendendo più agile il lavoro, è infatti privo dell’intelligenza e della sensibilità umana, le quali non rappresenterebbero componenti  “accessorie” o “variabili” dell’<strong>attività traduttiva</strong>, bensì elementi “imprescindibili”, capaci di percepire la reale natura di un testo e di trasmetterne il significato più autentico nella cultura di arrivo.</p>
<p><strong> I limiti della traduzione automatica</strong> trovano una loro ragion d’essere nella natura stessa della traduzione. Si è soliti pensare, erroneamente, che quest’ultima rappresenti una semplice e passiva trasposizione di segni linguistici da una lingua naturale all’altra, ma in realtà è molto di più: la traduzione costituisce un processo di elaborazione mentale complesso che richiede una grande capacità di comprensione e di analisi e presuppone non solo la <strong>conoscenza di una o più lingue straniere</strong>, ma anche di tutta quella serie di fattori culturali, emotivi, psicologici che concorrono alla creazione e alla produzione di un testo.</p>
<p>Ogni volta che<strong> </strong>un traduttore s’imbatte in una traduzione si prepara a compiere un’impresa abbastanza ardua; egli deve infatti impostare con delle scelte ragionate una<strong> strategia traduttiva</strong> che si addica alla tipologia del testo che ha di fronte e che gli consenta di rendere al meglio il contenuto del testo di partenza nella lingua del testo target, ricordando che la traduzione ha essenzialmente una finalità comunicativa e deve risultare accessibile anche a un lettore che non abbia alcun tipo di conoscenza della lingua e della cultura di partenza.<br />
Aleksander Svejcer ci insegna che <em>“la traduzione, essendo uno dei più complessi tipi di comunicazione linguistica, costituisce un processo pluridimensionale e multiforme, determinato da una quantità di fattori linguistici ed extralinguistici”. </em>Ciò vuol dire che il traduttore non deve essere soltanto un<strong> conoscitore di lingue</strong>, ma anche un <strong>buon linguista </strong>e soprattutto un bravo “etnografo”.</p>
<p>La seconda parte dell’articolo sarà pubblicata domani.</p>
<p>Autore dell’articolo:<br />
Maria Canzolino<br />
Traduttrice DE-EN-FR-AR&gt;IT<br />
Nocera Inferiore (SA)</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.traduzione-testi.com/traduzioni/traduttori-freelance/traduzione-automatica-grande-illusione.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Traduzione audiovisiva: nuove opportunità</title>
		<link>http://www.traduzione-testi.com/traduzioni/servizi-di-traduzione/traduzione-audiovisiva-nuove-opportunita.html</link>
		<comments>http://www.traduzione-testi.com/traduzioni/servizi-di-traduzione/traduzione-audiovisiva-nuove-opportunita.html#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 11 May 2012 02:06:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Easy Languages</dc:creator>
				<category><![CDATA[Servizi di traduzione]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.traduzione-testi.com/traduzioni/?p=3178</guid>
		<description><![CDATA[Ferma restando la tradizionale suddivisione dell’Europa e del mondo in dubbing e subtitling countries – in base dunque alla modalità di traduzione audiovisiva utilizzata – il confine appare sempre meno definito per effetto di una serie di fattori. Sebbene sia improbabile che il dibattito sul doppiaggio e il sottotitolaggio troverà mai una soluzione, nuove tecnologie [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ferma restando la tradizionale suddivisione dell’Europa e del mondo in <em>dubbing</em> e <em>subtitling countries</em> – in base dunque alla modalità di<strong> traduzione audiovisiva</strong> utilizzata – il confine appare sempre meno definito per effetto di una serie di fattori. Sebbene sia improbabile che il dibattito sul <strong>doppiaggio e il sottotitolaggio</strong> troverà mai una soluzione, nuove tecnologie hanno offerto e continuano ad offrire nuove opportunità per entrambe le modalità.<br />
Al di là delle tendenze nazionali predominanti, uno degli sviluppi più evidenti al giorno d’oggi è proprio la coesistenza di entrambe le modalità perfino in Paesi le cui consuetudini apparivano molto radicate. In Francia, buona parte dei <strong>prodotti audiovisivi</strong> importati viene offerta anche in versione sottotitolata, così come in Spagna, dove il numero dei <strong>film proiettati in versione originale con sottotitoli</strong> è cresciuto significativamente negli ultimi tempi. Al contrario la Grecia, un Paese tradizionalmente incline al sottotitolaggio, si è aperta al doppiaggio, a cominciare dalle soap opera latinoamericane; analogamente, in Danimarca, film americani per famiglie come <em>Flubber</em> e <em>Il dottor Dolittle</em> potevano essere acquistati, allo stesso prezzo, in VHS contenente sia la versione doppiata che quella sottotitolata in danese.</p>
<p>Il passaggio dalla tecnologia analogica a quella digitale, avvenuto negli anni Novanta, ha avuto e continua ad avere un’influenza sempre maggiore su ogni fase della <strong>produzione audiovisiva</strong>. DVD e DivX sono oggi tra le modalità principali per il consumo dei materiali filmici e contengono sempre sottotitoli, anche in presenza della <strong>versione doppiata</strong>; gli spettatori possono così scegliere tra un’ampia gamma di tracce, fino a 32 per i sottotitoli e fino a otto per il doppiaggio. Inoltre,<strong> </strong>il sottotitolaggio si è diffuso maggiormente con reti commerciali come Sky, che trasmettono anche <strong>film e materiali audiovisivi sottotitolati</strong>. Va poi ricordato che non udenti e ipoudenti stanno ottenendo l’accesso al mondo degli audiovisivi, in misura maggiore o minore a seconda dei Paesi, grazie a sottotitoli intralinguistici ed interlinguistici realizzati su misura.</p>
<p>Un’altra forma di sottotitolaggio da tenere in considerazione è quella del<em> fansubbing</em>. Il termine, nato dall’unione di <em>fan</em> (appassionato) e <em>sub</em>, abbreviazione di <em>subtitle</em> (sottotitolo), indica il <strong>sottotitolaggio non autorizzato dei dialoghi di un’opera audiovisiva</strong>, realizzato a livello amatoriale e distribuito gratuitamente in internet. La tradizione del <em>fansub</em>, iniziata con la creazione dei primi<em> anime club</em> negli anni Ottanta, è decollata nella metà degli anni Novanta grazie all’avvento su Internet di <strong>programmi di sottotitolaggio gratuiti</strong>. Si può addirittura affermare che il <em>fansubbing</em>, oggi un fenomeno sociale di massa in rete, rappresenti la maggiore manifestazione della <strong>traduzione amatoriale</strong>, come testimonia l’ampia<em> community </em>virtuale che vi ruota attorno.</p>
<p>Per quanto riguarda il doppiaggio, infine, le recenti innovazioni permetteranno di affinare la tecnica in almeno due modi: innanzitutto, migliorando la qualità del suono, attraverso l’<strong>analisi e la ri-sintesi delle voci dei doppiatori</strong>, e grazie alla possibilità di conservare la musica e gli effetti sonori originali isolandoli dal dialogo; in secondo luogo, manipolando l’immagine originale, ad esempio modificando il movimento labiale per ottenere una migliore sincronizzazione con le battute pronunciate in lingua di arrivo.</p>
<p>Autore dell’articolo:<br />
Federica Neri<br />
Traduttrice EN-ES&gt;IT<br />
Spoleto (Perugia)</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.traduzione-testi.com/traduzioni/servizi-di-traduzione/traduzione-audiovisiva-nuove-opportunita.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Traduttori si nasce o si diventa?</title>
		<link>http://www.traduzione-testi.com/traduzioni/traduttori-freelance/traduttori-si-nasce-o-si-diventa.html</link>
		<comments>http://www.traduzione-testi.com/traduzioni/traduttori-freelance/traduttori-si-nasce-o-si-diventa.html#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 10 May 2012 02:00:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Easy Languages</dc:creator>
				<category><![CDATA[Traduttori freelance]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.traduzione-testi.com/traduzioni/?p=3175</guid>
		<description><![CDATA[Nella società di oggi riuscire a guadagnarsi da vivere facendo ciò che si ama davvero e ciò per cui si è tanto sudato sui banchi di scuola è una prerogativa riservata a pochi fortunati. Ma non vi sono dubbi che portare avanti un’attività professionale con passione sia un ottimo punto di partenza per la sua [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nella società di oggi riuscire a guadagnarsi da vivere facendo ciò che si ama davvero e ciò per cui si è tanto sudato sui banchi di scuola è una prerogativa riservata a pochi fortunati. Ma non vi sono dubbi che portare avanti un’attività professionale con passione sia un ottimo punto di partenza per la sua riuscita.</p>
<p>Per quanto riguarda la mia esperienza, ho scoperto in cosa consistesse <strong>la professione del traduttore</strong> quando ero già all’università, ma già da bambina sapevo che, in un modo o nell’altro, nel mio futuro professionale ci sarebbero state <strong>le lingue straniere</strong>. Allora il sogno era di diventare assistente di volo e questo sogno è rimasto in piedi fino a che nel mio percorso universitario mi è stato assegnato il primo <strong>compito di traduzione</strong>. Ho capito immediatamente che quella era la mia strada, ciò per cui ero nata e tutti i dubbi che avevo sul percorso che avrei intrapreso in futuro si sono dissolti; fino a quel momento mi ero domandata come fosse possibile amare l’ambito delle lingue straniere, ma allo stesso tempo subire il fascino della grammatica, della matematica e di tutte le cosiddette “scienze esatte”. In fondo la traduzione (in particolare quella tecnica) ha dei punti in comune con le scienze: il suo scopo è dare un nome ad ogni cosa, ricercare una quantità potenzialmente infinita di informazioni e non smettere mai di imparare. Una volta entrata nel <strong>mondo della traduzione</strong>, mi sono accorta che i segnali di una mia propensione verso questo campo erano abbastanza evidenti già in passato: effettivamente non capita a tutti di non riuscire a frenare l’impulso di cercare il <strong>significato di qualsiasi testo straniero</strong> (orale o scritto) gli si pari davanti e provare una soddisfazione immensa quando quelle parole, che fino a qualche minuto prima apparivano criptiche, acquistano un senso da poter condividere con altri. In effetti, quello che il traduttore fa con la sua professione è proprio rendere accessibile a tutti qualcosa che prima era accessibile soltanto a pochi.</p>
<p>Affermare che “<strong>traduttori si nasce</strong>” è chiaramente eccessivo, ma una passione precoce per la grammatica, la perfezione dell’espressione e della lingua e la lettura è di certo un ottimo punto di partenza. Insomma, ciò che sostengo è che per <strong>diventare un traduttore</strong> degno di tale nome bisogna possedere due qualità fondamentali: la precisione (al limite della puntigliosità/maniacalità) e la curiosità che, proprio in quanto qualità, non possono essere insegnate o imparate. Sono doti naturali che, per dare dei frutti, vanno integrate con uno studio continuo e costante sia della propria professione, sia dell’ambito in cui ci si specializza.</p>
<p>Insomma, una predisposizione naturale unita a un’enorme quantità di tempo passato sulle “sudate carte” regala la possibilità di accedere a quello che, a mio avviso, è il mestiere più bello ed appassionante in assoluto e bisogna ritenersi dei privilegiati nel riuscire a guadagnarsi da vivere imparando ogni giorno qualcosa di nuovo.</p>
<p>Autore dell’articolo:<br />
Marianne Giammarco<br />
Traduttrice EN-FR&gt;IT<br />
Isola del Liri (FR)</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.traduzione-testi.com/traduzioni/traduttori-freelance/traduttori-si-nasce-o-si-diventa.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Traduzione e riferimenti culturali (2)</title>
		<link>http://www.traduzione-testi.com/traduzioni/problematiche-della-traduzione/traduzione-e-riferimenti-culturali-2.html</link>
		<comments>http://www.traduzione-testi.com/traduzioni/problematiche-della-traduzione/traduzione-e-riferimenti-culturali-2.html#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 09 May 2012 14:08:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Easy Languages</dc:creator>
				<category><![CDATA[Problematiche della traduzione]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.traduzione-testi.com/traduzioni/?p=3171</guid>
		<description><![CDATA[L&#8217;obiettivo è individuare nella nuova lingua dei corrispondenti che siano adeguati alla situazione specifica, valutando se il nuovo costrutto può corrispondere a quello iniziale per frequenza di utilizzo e per la classe sociale e l&#8217;età del personaggio che lo utilizza. In ogni caso è sempre da preferire una soluzione che sia leggermente distante da quella [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;obiettivo è individuare nella nuova lingua dei corrispondenti che siano adeguati alla situazione specifica, valutando se il nuovo costrutto può corrispondere a quello iniziale per frequenza di utilizzo e per la classe sociale e l&#8217;età del personaggio che lo utilizza. In ogni caso è sempre da preferire una soluzione che sia leggermente distante da quella originale, piuttosto che sceglierne una fedele ed equivalente a livello formale che suoni però forzata e artificiale.</p>
<p>All&#8217;interno del discorso riguardante la<strong> traduzione e i riferimenti culturali</strong>, possiamo aggiungere alcune <strong>considerazioni sulla traduzione delle espressioni e dei termini volgari</strong>. Seppure in genere non vengano concepiti come elementi culturali, i volgarismi sono in realtà strettamente legati alla cultura di un popolo e sono tra i termini più caratteristici di una cultura; non a caso si tratta delle prime parole che molti stranieri imparano e ricordano andando all&#8217;estero. Proprio per questo legame con la realtà geografica e sociale di partenza, non tutte le <strong>parole e le espressioni scurrili dispongono di un equivalente in altre lingue</strong>. Esse, particolarmente tipiche dell&#8217;oralità, possono esprimere diversi stati d&#8217;animo dei personaggi, come ira, spavento, paura, meraviglia, gioia; proprio per questo motivo occorre fare attenzione a non ometterle o neutralizzarle in modo aprioristico, ma anzi, al contrario, è necessario fare attenzione a ricercare soluzioni ugualmente idiomatiche nella lingua d&#8217;arrivo, che si utilizzerebbero in una situazione analoga, evitando di ricorrere a soluzioni innaturali.</p>
<p>Parlando infine della <strong>traduzione dell&#8217;ironia e dell&#8217;umorismo</strong>, ricordiamo che ogni cultura li intende in modo diverso e il grado di accettabilità spesso varia considerevolmente, tanto che alcune battute fanno ridere in una cultura e non in un&#8217;altra. Il traduttore deve dunque stabilire una gerarchia di priorità e decidere se riportare la forma linguistica originale, magari a discapito dell&#8217;effetto comico, o se ricercare una soluzione altrettanto comica allontanandosi dalla forma linguistica di partenza. Generalmente si ricerca una sorta di equilibrio tra le due possibilità ma, talvolta, è più importante riuscire a far ridere che tradurre il significato esatto e bisogna dunque ricreare l&#8217;ironia con altre parole o mediante il ricorso a espressioni piuttosto distanti da quella originale ma ugualmente efficaci.</p>
<p>Autore dell&#8217;articolo:<br />
Alice Campodonico<br />
Traduttrice EN-ES-FR&gt;IT<br />
Cogorno (GE)</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.traduzione-testi.com/traduzioni/problematiche-della-traduzione/traduzione-e-riferimenti-culturali-2.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Traduzione e riferimenti culturali</title>
		<link>http://www.traduzione-testi.com/traduzioni/problematiche-della-traduzione/traduzione-e-riferimenti-culturali.html</link>
		<comments>http://www.traduzione-testi.com/traduzioni/problematiche-della-traduzione/traduzione-e-riferimenti-culturali.html#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 08 May 2012 14:27:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Easy Languages</dc:creator>
				<category><![CDATA[Problematiche della traduzione]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.traduzione-testi.com/traduzioni/?p=3167</guid>
		<description><![CDATA[Uno dei maggiori problemi che si presentano in traduzione è rappresentato dal cambio di cultura e dalla conseguente difficoltà nella trasposizione dei riferimenti culturali. La lingua di una nazione e la sua cultura vivono in un rapporto di interdipendenza l&#8217;una dall&#8217;altra tanto che è quasi impossibile scindere i due argomenti: quando si parla di lingua si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Uno dei maggiori<strong> problemi che si presentano in traduzione</strong> è rappresentato dal cambio di cultura e dalla conseguente difficoltà nella trasposizione dei riferimenti culturali.<strong> La lingua di una nazione e la sua cultura</strong> vivono in un rapporto di interdipendenza l&#8217;una dall&#8217;altra tanto che è quasi impossibile scindere i due argomenti: quando si parla di lingua si fa riferimento alla cultura di cui è portavoce e quando si parla di cultura si fa riferimento alla lingua con cui questa si esprime. Proprio per questo sarebbe assurdo parlare di traduzione senza tenere presente lo stesso legame che esiste tra le due. Molto spesso infatti, si incontrano <strong>termini che sono ricchi di connotazioni locali e culturali</strong> che non sono spiegate nei dizionari nemmeno nei più specializzati e che sono impossibili da trasporre poiché, essendo intrinsecamente connessi a una realtà geografico-culturale, perderebbero il loro senso più complesso fuori da tale realtà. Talvolta vi sono parole che hanno equivalenti nella lingua verso cui si traduce, ma che hanno diverse associazioni nelle due culture. Insomma, tutti i riferimenti culturali presenti all&#8217;interno del <strong>linguaggio di un gruppo geografico-culturale</strong> rappresentano per il traduttore “grandi sfide”, ostacoli che egli deve necessariamente affrontare e superare.</p>
<p>A livello pratico,<strong> il problema è dunque come tradurre tali riferimenti</strong> e se dare priorità allo stile o al contenuto. La risposta è, nella maggior parte dei casi, dare la priorità al contenuto, rispettando i contenuti del testo originale e individuando espressioni e termini idiomatici nella lingua d&#8217;arrivo che possano produrre un uguale impatto sui nuovi spettatori. <strong>La strategia di traduzione</strong> è dunque una strategia orientata alla lingua d&#8217;arrivo (<em>target-oriented</em>) che prende cioè in considerazione lo spettatore del prodotto tradotto e tenta di elaborare soluzioni chiare che non lo inducano in confusione.</p>
<p>Facendo dunque riferimento alla differenza tra equivalenza formale e dinamica di cui parla il celebre linguista Eugene Nida, possiamo affermare che, nel caso dei riferimenti culturali, si rende quanto più necessario e imprescindibile il ricorso all&#8217;equivalenza dinamica che parte dal principio dell&#8217;“effetto equivalente”, cioè fare in modo che la risposta del nuovo fruitore sia il più possibile simile a quella del fruitore originale.</p>
<p>Domani sarà pubblicata la seconda e ultima parte di questo articolo.</p>
<p>Autore dell&#8217;articolo:<br />
Alice Campodonico<br />
Traduttrice EN-ES-FR&gt;IT<br />
Cogorno (GE)</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.traduzione-testi.com/traduzioni/problematiche-della-traduzione/traduzione-e-riferimenti-culturali.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>UE: Multilinguismo a tutti i costi?</title>
		<link>http://www.traduzione-testi.com/traduzioni/traduttori-freelance/ue-multilinguismo-a-tutti-i-costi.html</link>
		<comments>http://www.traduzione-testi.com/traduzioni/traduttori-freelance/ue-multilinguismo-a-tutti-i-costi.html#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 07 May 2012 15:29:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Easy Languages</dc:creator>
				<category><![CDATA[Traduttori freelance]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.traduzione-testi.com/traduzioni/?p=3160</guid>
		<description><![CDATA[Il mantenimento, il sostegno e la promozione della diversità linguistica dei Paesi Membri, sono un perno incontestabile dell’impalcatura che sorregge la Comunità Europea; valori essenziali della sua Identità e Democrazia. In questo contesto, la Traduzione è lo strumento privilegiato della comunicazione tra le diverse istituzioni, la società civile e le autonomie locali in quanto permette a tutti gli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il mantenimento, il sostegno e la promozione della <strong>diversità linguistica dei Paesi Membri</strong>, sono un perno incontestabile dell’impalcatura che sorregge la Comunità Europea; valori essenziali della sua Identità e Democrazia. In questo contesto, la <strong>Traduzione è lo strumento privilegiato della comunicazione</strong> tra le diverse istituzioni, la società civile e le autonomie locali in quanto permette a tutti gli attori in gioco di esprimersi, comprendere e comunicare senza discriminazioni legate alle conoscenze linguistiche. Ciò è dimostrato anche dalla “Raccomandazione del forum delle imprese” che ben lontane dal considerare il multilinguismo un ostacolo, lo ritengono invece, studi alla mano, un fattore di assoluto vantaggio per l’economia della zona Euro.</p>
<p>Riuscire a finanziare e incrementare<strong> il multilinguismo europeo</strong> resta però, a detta di molti, un’impresa piuttosto ardua soprattutto da un punto di vista economico e organizzativo, tanto che nel 2005 alla vigilia di nuove adesioni, la Commissione incaricò il traduttore François Grin di individuare un possibile scenario linguistico per l’Europa. Dopo aver analizzato le conseguenze economico-politiche dell’adozione di <strong>un’unica lingua europea</strong> (l’inglese), di un<strong> trilinguismo (inglese, francese e tedesco)</strong> e di una <strong>lingua &#8220;artificiale&#8221; (l’esperanto)</strong>, il Rapporto Grin pervenne all’inaspettata conclusione che fosse da privilegiare l’ultima soluzione.</p>
<p>Come era immaginabile però, la Commissione si rivelò piuttosto scettica riguardo i risultati di Grin e a tratti addirittura indignata dall’esito di un Rapporto che sembrava mirato a incrinare le basi fondanti l’Unione, vale a dire proprio quei principi di rispetto delle diversità e delle culture autoctone (il motto dell’UE è proprio “Uniti nella diversità”), suo indiscusso vanto. Ma quanto ci costa tenere in piedi un apparato linguistico così complesso, composta da ben nove servizi linguistici che traducono migliaia di testi ogni anno in ben ventitré lingue? Stando ai dati degli ultimi anni, il costo risulterebbe in realtà estremamente esiguo, soprattutto se confrontato<br />
con altre politiche europee: soltanto 1,1 miliardo di euro, vale a dire l’1% del bilancio dell’UE, due euro l’anno a cittadino.</p>
<p><strong> Il contributo economico al multilinguismo</strong> si rivela dunque un costo (esiguo) indispensabile alla tutela del vasto <strong>patrimonio linguistico dell’Unione Europea</strong> e quindi della sua stessa identità; quello che il Commissario Orban ha a ragione definito: il “costo della Democrazia”.</p>
<p>Autore dell’articolo:<br />
Katia Antonacci<br />
Traduttrice freelance FR-DE-EN&gt;IT<br />
Roma</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.traduzione-testi.com/traduzioni/traduttori-freelance/ue-multilinguismo-a-tutti-i-costi.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

