Anche il codice dell’arrangiamento del suono ha un impatto diretto sul lavoro del traduttore. In un testo audiovisivo, il suono può essere intradiegetico o extradiegetico, a seconda che sia funzionale o meno alla narrazione: in-campo (ON) o fuori-campo (OFF), a seconda che la sua fonte sia visibile o meno. Il carattere corsivo, nei sottotitoli, indica che si tratta di un suono fuori-campo, suono che, in doppiaggio, non necessita degli accorgimenti di sincronizzazione labiale previsti per i suoni in-campo.
Un ulteriore problema traduttivo riguarda la rappresentazione di simboli iconografici (indici e simboli) dell’originale: la tendenza generale consiste nella rappresentazione linguistica dell’elemento iconografico, tramite un riferimento indiretto nel dialogo, ad esempio la sostituzione di un deittico spaziale con il sostantivo indicante il referente, per realizzare, nel testo d’arrivo, una corrispondenza testo-immagine.
Talvolta il traduttore audiovisivo si trova in situazioni in cui è necessario modificare l’illuminazione, la prospettiva, o l’uso dei colori (soprattutto in virtù del significato convenzionale ad essi associato). Le associazioni evocate dai colori, poiché legate a una determinata cultura, possono non coincidere con le associazioni evocate dallo stesso colore in un’altra cultura.
In fase di doppiaggio, un ruolo importante è giocato dalla sincronizzazione labiale, soprattutto nei primi e primissimi piani, in cui il traduttore deve trovare un analogo traduttivo che rispetti l’alternanza di apertura e chiusura delle labbra del personaggio sullo schermo, facendole corrispondere, rispettivamente, a vocali aperte e consonanti bilabiali. Tale sincronizzazione fonetica non è richiesta, invece, nella sottotitolazione.
A influire sul lavoro dei traduttori contribuiscono anche i tratti prossemici, i movimenti cinesici e i movimenti delle labbra dei personaggi. Nei testi audiovisivi, i tratti prossemici si riferiscono alla distanza tra i personaggi e la loro distanza dalla macchina da presa. Se più personaggi parlano contemporaneamente, la distanza tra i personaggi e la loro distanza dalla cinepresa sarà il criterio di selezione dei turni da inserire nei sottotitoli, per cui il traduttore sottotitolerà solo le battute dei personaggi più vicini alla camera, destinando una riga ad ogni battuta dei personaggi sottotitolati. In termini di articolazione fonetica, il traduttore audiovisivo tende alla “isocronia”, necessaria per produrre un effetto realistico e creare un prodotto più credibile. La traduzione in LA deve coincidere con l’intervallo di tempo e il numero di sillabe determinato dall’apertura e la chiusura delle labbra dei personaggi del prodotto audiovisivo di partenza. La “sincronizzazione” dei sottotitoli consiste nella coincidenza temporale dei dialoghi originali e dei sottotitoli corrispondenti, necessaria al fine della comprensione dell’impianto narrativo.
Autore dell’articolo:
Monia Marra
Traduttrice EN>IT – RU>IT
Castiraga Vidardo (Lodi)