Il più grande salto tecnologico del decennio

 Categoria: Strumenti di traduzione

L’ultimo aggiornamento di Google nell’ambito della traduzione rappresenta il più significativo slancio tecnologico degli ultimi dieci anni.  Google translate da adesso si servirà della Traduzione automatica neurale (GNMT) per tradurre intere frasi in una volta sola, a differenza della traduzione parola per parola, e secondo i ricercatori, il risultato si avvicinerà molto di più alla traduzione umana e il prodotto finale sarà ancor più semplice da leggere.

A settembre 2016, Google aveva annunciato che la rete neurale avrebbe potenziato Google translate e già a metà novembre venne lanciata la tecnologia per le combinazioni di otto lingue, nello specifico da e verso l’inglese, francese, tedesco, spagnolo, portoghese, cinese, giapponese, coreano e turco. Il sistema non è perfetto e ancora sbaglia qualcosa (per esempio dimentica di tradurre alcuni termini o sbaglia nella comprensione dei nomi di persona) ma per numerose lingue vi è stata una riduzione del numero di errori dal 55 al 85 %.

Ciò segnerà l’inizio di una nuova era per il mondo della traduzione? Chi conosce questo mondo può immaginare facilmente le difficoltà nel passaggio da una lingua all’altra, trasmettere ogni sfumatura e far passare i valori e il contesto culturale da una cultura a un’altra. Come potrà mai, quindi, una macchina eseguire un compito così complesso?

AI e Deeplearning della frase
La Traduzione Automatica Neurale utilizza una tecnologia all’avanguardia al fine di ottenere accurate traduzioni del contesto e non frasi spezzate tradotte parola per parola, migliorando di gran lunga la qualità del risultato. Essa si affida a ripetute reti neurali di memoria a breve termine (LSTM-RNNs) e reti neurali potenziate da unità di elaborazione grafica (GPUs) e unità di elaborazione tensor (TPUs). Il passaggio di conoscenza è l’ingrediente chiave della nuova ricetta, denominata da Google “Zero-shottranslation”, la quale permette alle macchine di apprendere la traduzione tra due lingue senza che siano già state istruite in precedenza.

In breve, usando gli esempi fatti da Google, il nuovo sistema sarà in grado di insegnare alle macchine come tradurre dal giapponese al coreano senza che siano state formate prima per quella combinazione linguistica. I ricercatori Google hanno eseguito esperimenti al fine di formare il sistema multilingue con le combinazioni desiderate, quali inglese-giapponese e coreano-inglese. Il sistema GNMT ha in seguito condiviso i suoi parametri per tradurre la combinazione di queste quattro lingue scoprendo che era possibile per il sistema tradurre tra giapponese e coreano senza nessuna formazione precedente. Ma com’è possibile?

I ricercatori Google hanno scoperto che il nuovo sistema trasferisce la “conoscenza traduttiva” da una combinazione linguistica all’altra e, secondo loro, ciò vuol dire che “la rete codifica qualcosa riguardo l’aspetto semantico della frase piuttosto che memorizzare semplicemente le traduzioni frase per frase. Questo lo interpretiamo come il segno dell’esistenza di un’interlingua all’interno della rete.” I dettagli di questa scoperta sono ancora poco chiari, tuttavia si tratta di un’invenzione innovativa, essendo la prima volta che questo tipo di trasferimento di apprendimento funzioni in una traduzione automatica.

Conclusioni
Finora, GNMT ha dimostrato di essere il software di traduzione più efficace, dal momento in cui guarda la frase come un intero segmento da tradurre, tentando di captare le sfumature dietro le singole parole. Tuttavia fa ancora degli errori, soprattutto quando incontra termini rari o nomi propri e il sistema ricorre ancora a una traduzione parola per parola. Di certo esiste ancora una lacuna tra la traduzione automatica e quella umana, e la prima richiederà sempre tempo per essere revisionata e la maggior parte delle volte riscritta. Tuttavia, l’ultimo traguardo di Google nell’innovativa tecnologia di traduzione segna l’inizio di una nuova era per le traduzioni automatiche avanzate, con il potenziale di rivoluzionare la comunicazione globale. Servono pensatori lungimiranti per cambiare il mondo, e nel fare ciò Google è al primo posto.

Fonte: Articolo scritto da Ilaria Ghelardoni e pubblicato il 27 gennaio 2017 sul sito Ulatus

Traduzione a cura di:
Dott.ssa Delia Puccio
Traduttrice Freelance ENG>ITA/ITA>ENG CHN>ITA/ITA>CHN
Ragusa

I “ferri” del mestiere׃ dal cartaceo al 2.0

 Categoria: Strumenti di traduzione

Si dice che il traduttore sia l’ultimo cavaliere errante della letteratura, l’“artigiano” delle parole. Come ogni bravo artigiano nella sua bottega, anche il traduttore, nel compimento della sua professione, si avvale dell’uso di strumenti atti a migliorare la qualità del lavoro e , in alcuni casi, anche la velocità.

Nel corso degli anni questa professione si è evoluta così come la società che ci circonda. Sono infatti lontani i tempi in cui San Girolamo traduceva la Bibbia servendosi di una piuma d’oca… oggigiorno lo strumento indispensabile per questo lavoro è sicuramente il computer. La rapida diffusione delle nuove tecnologie ha dato vita a strumenti di lavoro divenuti ormai necessari per la professione. Andiamo con ordine׃ sicuramente quando pensiamo ad un traduttore associamo questa figura a un dizionario. Ed è vero. Anche se nell’era moderna  l’uso di strumenti cartacei provocherebbe disappunto nei nativi digitali, i tradizionali supporti cartacei, vale a dire  dizionari e vocabolari monolingue o bilingue , occupano ancora un posto d’onore nelle scrivanie di molti traduttori.

Bruno Osimo afferma che “lo strumento principe per conoscere le accezioni di un vocabolo è il dizionario monolingue dizionari bilingui sono elenchi di interpretazioni preconfezionate”[1]. L’uso di entrambi è sicuramente l’approccio migliore anche perché il dizionario monolingue serve per cogliere le sfumature , invece l’altra tipologia a definire meglio il significato.

Il traduttore che lavora con i linguaggi specialistici dovrà anche procurarsi dizionari sull’area specifica o anche quello dei sinonimi e dei contrari. A partire dagli anni Cinquanta la traduttologia teorica e pratica ha ricavato grande impulso dalle applicazioni del calcolatore elettronico sul processo di traduzione. Qui iniziamo a parlare della traduzione automatica che rappresenta anche in molti casi della possibile sostituzione del traduttore umano con quello artificiale.

La rapida diffusione delle nuove tecnologie ha tuttavia dato origine a preziosi strumenti di ausilio alla traduzione, grazie ai quali il traduttore diventa sempre più efficiente, migliorando la qualità e  la rapidità del suo  lavoro.

Accanto alla traduzione automatica troviamo la traduzione assistita (CAT) anche se ,ovviamente, non parliamo della stessa cosa, ma di due fasi distinte che possono fare parte o meno del processo di traduzione. Mentre la traduzione automatica è la traduzione “grezza” di un testo che deve essere rielaborato mentre la traduzione assistita è l’utilizzo di software speciali atti a velocizzare il processo di traduzione . Tra i CAT tools  troviamo sicuramente SDL Studio, Wordfast, Matecat che utilizzano delle memorie di traduzione che “suggeriscono” dei segmenti già tradotti e memorizzati. il traduttore è libero di accettare tali traduzioni, di modificarle o di rifiutarle. Oltre ai CAT tools  possiamo trovare altre risorse on line come i glossari tematici on-line che aiutano moltissimo nella aree specifiche della traduzione e anche per quanto riguarda la facilità di consultazione.

Autrice dell’articolo:
Milena Signorello
Traduttrice EN-ES > IT
Santa Maria di Licodia, Catania

[1] Bruno Osimo , Traduzione e nuove tecnologie ,cit., p.19

Siamo tutti traduttori…

 Categoria: Strumenti di traduzione

Per un traduttore professionista che lavori in questo settore da decenni, la superficialità con cui oggi molte aziende si approcciano alle traduzioni è veramente disarmante.

Quante volte sentiamo dire: “Ma che bisogno c’è di un traduttore? Io uso Google Translator”.

Effettivamente negli ultimi tempi Google Translator o altri sistemi di traduzione automatica si sono dimostrati un valido aiuto, ma fino ad un certo punto. Pur essendo strumenti utili e veloci da utilizzare, spesso non riconoscono la terminologia specifica di un determinato settore. Tuttavia, questo limite, che può essere considerato uno svantaggio dal punto di vista linguistico, a volte può trasformarsi in un momento di pura ilarità. Per spiegare meglio questo aspetto divertente dei traduttori automatici, vado a ripescare nel passato un esempio di traduzione che se non fosse stata riletta da un essere umano avrebbe potuto creare qualche imbarazzo al cliente. In un contesto puramente tecnico, in cui si parlava dell’installazione di un condizionatore, improvvisamente le istruzioni raccomandavano di “mettere la temporizzatrice sul letto”. Ovviamente una frase del genere si presta a varie interpretazioni, che nulla hanno a che fare con l’installazione del timer sul muro sopra il letto.

Parlando invece di ricette di cucina, come dovrebbe comportarsi un cuoco inglese se nel suo ricettario gli venisse chiesto di “fare a pezzi il faraone e metterlo in forno”? Sembrerebbe più un consiglio adatto ad un serial killer.

Quindi, nonostante il mondo di oggi si stia dirigendo sempre più verso l’automatizzazione, l’intervento umano è ancora necessario, se non altro per evitare brutte figure ai clienti.

Autrice dell’articolo:
Nicoletta Gherardi
EN-IT Translator
Imola (BO)

6 motivi per non usare Google Translate

 Categoria: Strumenti di traduzione

Google Translate (GT) è stato lanciato nell’aprile 2006 come servizio statistico di traduzione automatica, che utilizzava documenti delle Nazioni Unite e del Parlamento europeo per raccogliere dati linguistici. Durante la traduzione, andava a cercare in questi documenti dei pattern che aiutassero a decidere quale fosse la traduzione migliore. Ad oggi l’applicazione include più di 100 lingue ed è in grado di tradurne 37 tramite immagine, 32 tramite voce e 27 tramite video in tempo reale. Notevole, se non fosse per i lati negativi.

È pur vero che questo strumento può essere utile durante un viaggio, quando si ha bisogno di capire,da una lingua straniera,le indicazioni su come raggiungere la stazione dei treni, ma la situazione è diversa quando un tuo cliente deve tradurre importanti documenti riservati o contenuti creativi, che presentano sottili sfumature e presuppongono una buona comprensione della lingua di origine. Se si tratta di contratti legali, bilanci, istruzioni sulle norme di conformità, documenti sanitari, studi farmaceutici o video di global branding, difficilmente GT sarà lo strumento adatto. Va sottolineato che le aziende potrebbero convincersi che sia più conveniente evitare di rivolgersi a un’agenzia di traduzione e approfittare invece del servizio gratuito, ignorando il fatto che Google raccoglie tutti i dati tradotti. Ciò è particolarmente rischioso quando si tratta di informazioni riservate.

6 motivi per non usare Google Translate
1. La traduzione automatica consente di risparmiare tempo e di ridurre i costi, ma le piattaforme di traduzione gratuite non sono l’ideale se si tratta di documenti importanti, riservati, o di contenuti creativi. I clienti potrebbero scegliere un’agenzia di traduzione, con la certezza che i propri documenti sarebbero al sicuro.
2. Si sa che gli strumenti di apprendimento e di traduzione automatici hanno dei bug. GT ora utilizza una combinazione di apprendimento automatico e aiuto di volontari in carne e ossa per rendere le traduzioni più accurate, ma la perfezione è ancora lontana. Le agenzie di traduzione hanno precisi standard di qualità che assicurano i migliori risultati.
3. Come ci fa notare The Guardian, se la versione inglese di The Girl from Ipanema fosse tradotta automaticamente da Google, Frank Sinatra canterebbe: “Girl in the golden body, sun from Ipanema, the it swung its more than a poem” (in italiano, Google Translate ci riporta: “Ragazza del corpo dorato del sole di Ipanema, la tua oscillazione è più che una poesia”, ndt), che chiaramente non ha molto senso. La letteratura, la musica e la poesia non sono così minacciate, poiché GT ancora non coglie le sfumature necessarie nella traduzione per trasmettere l’idea originale del testo.
4. Le traduzioni inverse con l’uso di GT non garantiscono un controllo sull’accuratezza della traduzione del contenuto.
5. L’uso di GT richiede una connessione a Internet.
6. Gli interpreti non possono utilizzare GT perché dovrebbero digitare tutto ciò che la gente dice durante riunioni e conferenze per riuscire a fornire una traduzione. Sarebbe un lavoro lungo, inefficace e impreciso.

Presumibilmente, con l’aumento del numero di volontari coinvolti nel lavoro di correzione e con un maggior numero di documenti nel database, questo strumento aumenterà l’accuratezza delle traduzioni, ma il contesto e le sfumature uniche della lingua saranno una sfida difficile da superare. Una macchina non ha senso dell’umorismo e non è ancora in grado di trovare le parole giuste per testi particolari. Sebbene la tecnologia avanzata stia modificando il nostro approccio nei confronti della traduzione, l’industria tradizionale per ora è al sicuro, perché GT non traduce valori culturali, apprezzati da quelle aziende che ci tengono ad arrivare al pubblico nel modo migliore e più naturale possibile.

Fonte: Articolo scritto da Donna Twose e pubblicato il 3 ottobre 2017 sul sito Gala

Traduzione a cura di:
Silvia Tamanini
Traduttrice EN IT IT NL IT IT
Trento

I traduttori sostituiti dalle macchine? (2)

 Categoria: Strumenti di traduzione

< Prima parte di questo articolo

“Made in Turkey:” la traduzione automatica e il contesto
Uno dei punti di forza della traduzione automatica è la velocizzazione del lavoro. Gli uomini possono avere bisogno di giorni per rivedere un documento, mentre i sistemi di traduzione automatica ci mettono solo qualche ora a tradurre lo stesso testo. Secondo Kmiec la tecnologia può avere alcuni vantaggi in determinate circostanze.

La traduzione automatica aumenta l’efficienza in determinate situazioni, a seconda dell’argomento della traduzione. Ma in molti altri casi è solo uno spreco di tempo perché le parole che utilizza corrispondono spesso alle definizioni più comuni dei termini del testo originario,” dice il linguista. E aggiunge che un altro ostacolo è rappresentato dal fatto che le macchine non posseggono capacità linguistiche sofisticate.

“Per l’espressione inglese ‘Made in Turkey’ si trovano traduzioni come ‘Prodotto in Tacchino’, perché la macchina ha confuso la nazione con il volatile,” dichiara Kmiec. Moya aggiunge che una traduzione automatica scarsa può addirittura ridurre l’efficienza, perché obbliga i revisori a lavorare più tempo su un documento che non scorre bene. Ma ammette che in alcune situazioni può essere vantaggiosa. E Boulton la pensa più o meno come lui.

“Considerando le esperienze che ho avuto finora, no, la traduzione automatica non rende il lavoro più semplice. Per una persona qualsiasi che si ritrova davanti a un testo e vuole farsi un’idea del contenuto, la traduzione automatica può essere utile,” dichiara la traduttrice. “Ma nei miei settori (tecnico, legale e marketing) è uno spreco di lavoro rispetto al metodo tradizionale, che prevede l’uso di memorie di traduzione, glossari e le mani con cui scrivere.”

Fonte: Articolo scritto da Jake Schild e pubblicato nel luglio 2017 sul Translation Journal

Traduzione a cura di:
Francesca Clemente
Traduttrice EN, ES>IT
Milano

I traduttori sostituiti dalle macchine?

 Categoria: Strumenti di traduzione

Hal, il primo robot del grande schermo, è apparso nel film 2001: Odissea nello spazio quasi cinquant’anni fa. Oggi, dopo mezzo secolo dall’uscita del film, non abbiamo raggiunto il livello di super intelligenza rappresentato nel film, ma senz’altro ci stiamo avvicinando. E con il progresso dell’intelligenza artificiale l’idea di un mondo dominato dalle macchine sembra sempre meno improbabile. La tensione tra uomo e macchina è particolarmente palpabile nel settore linguistico, dove in molti hanno predetto che la traduzione automatica prima o poi si sostituirà ai traduttori umani.  Gli analisti del settore hanno espresso parecchie riflessioni, ma che cosa ne pensano i traduttori di questo scenario?In fin dei conti,se l’intelligenza artificiale supera quella degli uomini,sono loro a essere coinvolti più da vicino. Abbiamo parlato con tre linguisti per conoscere il loro punto di vista sulla traduzione automatica e abbiamo scoperto che tutti e tre sono del parere che, nonostante il progresso tecnologico, i traduttori non devono ancora radunare le proprie cose e liberare la scrivania.

La traduzione automatica è di buona qualità?
Abbiamo raccolto le opinioni di alcuni traduttori che grazie ai loro quarant’anni di esperienza si sono potuti fare un’idea della qualità della traduzione automatica, dei suoi pregi e dei suoi difetti. Tutti e tre ne hanno notato i limiti, specialmente nella scelta delle parole in base al contesto. Jorge Moya e Claudia Boulton sostengono che la traduzione automatica sia di bassa qualità.

“Con i testi molto semplici può anche funzionare, ma non appena ci si ritrova davanti a un testo tecnico o, ancora peggio, a un testo di marketing o di formazione delle risorse umane, la traduzione automatica proprio non funziona,” afferma Boulton, che lavora con il tedesco e l’inglese. “Mi sono ritrovato a revisionare moltissimi testi talmente incomprensibili che, in pratica, ho dovuto ritradurli da zero.”

Nicolas Kmiec, traduttore dall’inglese al francese, ammette che la traduzione automatica non è efficace se applicata a testi letterari o di medicina, ma nota che la tecnologia ha comunque fatto passi da gigante.

“Credo che la qualità stia migliorando. Un’azienda mi ha chiesto di revisionare un testo molto tecnico prodotto con un sistema di traduzione automatica e devo dire che era fatto abbastanza bene. Una volta che si inserisce la terminologia nella macchina, il rischio di incorrere in errori di significato, di traduzione e di lessico si riduce molto,” afferma. “C’è da dire che in questo campo le traduzioni sono abbastanza semplici: si tratta di frasi brevi con soggetto, verbo e complemento oggetto.”

Seconda parte di questo articolo >

Fonte: Articolo scritto da Jake Schild e pubblicato nel luglio 2017 sul Translation Journal

Traduzione a cura di:
Francesca Clemente
Traduttrice EN, ES>IT
Milano

Traduzione automatica vs traduzione ‘umana’

 Categoria: Strumenti di traduzione

In una società dalla tecnologia sempre più raffinata e in continuo sviluppo, il mondo della traduzione ‘opera dell’uomo’ affronta quotidianamente minacce sempre nuove. Siti web in grado di tradurre all’istante interi saggi, app che di fatto traducono in simultanea quello che viene detto, strumenti di ogni genere in grado di decifrare qualsiasi lingua, al semplice tocco di un pulsante. Ma è davvero la traduzione automatica la via da seguire? Molti, fra coloro che non hanno studiato una lingua straniera,  credono che la traduzione sia un semplice scambio ‘parola con parola’ fra due lingue. Eppure, noi traduttori sappiamo bene che non è così.

Una buona traduzione deve risultare naturale e scorrevole; il più delle volte si tratta di un vero processo creativo, giacché parole e frasi vanno ri-scritte e ri-combinate al fine di ottenere una traduzione ottimale, di senso compiuto e attraente per il lettore. Più di ogni altra cosa, una traduzione di qualità dovrebbe conservare il senso originale del testo, e solo un traduttore in carne e ossa può essere attento e consapevole delle diverse sensibilità culturali, avere familiarità con un determinato linguaggio o tono e conoscere le frasi idiomatiche; doti che una macchina, semplicemente, non può avere.

E ora parliamo dei vantaggi della traduzione automatica. Prenderemo come esempio Google Translator, lo strumento più diffuso per la traduzione automatica. Innanzitutto, è gratis, il che rappresenta un notevole vantaggio per molti. I traduttori ‘umani’ possono costare parecchio, soprattutto se il documento che si desidera tradurre è molto tecnico o specialistico. Google Translator è inoltre in grado di riconoscere da quale lingua si sta traducendo e fornire una traduzione istantanea nella lingua desiderata. Pur tuttavia, non è disponibile in tutte le lingue e, quasi sempre, non se ne ricava altro che una traduzione letterale, parola per parola. Sebbene in questo modo si abbia un’idea generale di ciò di cui tratta il testo originale, il testo tradotto automaticamente è spesso reso in una lingua piuttosto scadente, e suonerebbe innaturale se letto da un madrelingua.

Come abbiamo già detto, i traduttori viventi sono spesso costosi e impiegano più tempo dei traduttori automatici. Tuttavia, un essere umano può analizzare ogni singola parola o frase sulla quale stia lavorando, avendo la certezza di fornire la traduzione migliore, che rispecchi il contesto del documento. Oltre a ciò, i traduttori di solito sono specializzati nel settore inerente alle traduzioni su cui lavorano, e dunque hanno una conoscenza approfondita della necessaria terminologia, non solo,  sanno strutturare la traduzione in modo che scorra naturalmente e abbia un senso compiuto per il lettore.

Dunque, in conclusione, una traduzione automatica può essere indicata quando si abbia bisogno di un breve riassunto di ciò che si sta leggendo o di un’idea generale di ciò di cui il documento tratta. Tuttavia, se il vostro obiettivo è ottenere una traduzione professionale, di qualità e che suoni naturale, affidatevi a una persona reale, accanto alla quale possiate lavorare, e che vi garantisca la corretta trasmissione al pubblico del vostro messaggio.

Fonte: Articolo scritto da Jennifer Lee e pubblicato il 3 luglio 2017 sul blog A Translator’s Thoughts

Traduzione a cura di:
Marilù Cafiero
Traduttrice/adattatrice
Roma

Importanza della “gestione terminologica”

 Categoria: Strumenti di traduzione

L’efficace gestione della terminologia è molto importante per i traduttori
Nessuno potrà negare che Internet abbia oggigiorno cambiato quasi interamente il nostro modo di fare le cose, incluso il modo in cui cerchiamo informazioni, il modo in cui riceviamo informazioni, e il modo in cui ci scambiamo informazioni.
Oggi, infatti, è abbastanza normale per piattaforme online contenenti video e immagini venir considerate le più popolari in merito alla trattazione di determinati argomenti. Con la popolarità di queste piattaforme qualcuno potrà domandarsi quale sia l’importanza della comunicazione scritta e quanto importante sarà nell’avvenire.
La verità è che il testo scritto rimarrà sempre la componente principale di Internet nonché la componente più importante riguardante documenti online o cartacei.
Detto questo, è sempre bene ricordare come si debba usare la corretta terminologia a fronte di un progetto di traduzione .

Definire la “gestione terminologica”
La gestione terminologica può essere definita come:
“La documentazione, l’archiviazione, la manipolazione e la presentazione della terminologia. Terminologica può essere definita a sua volta come: “Le parole speciali che appartengono all’arte, alla scienza, ad un’entità sociale, o ad un autore”.
La gestione efficace della terminologia è molto importante per i traduttori, ma lo è inoltre per le società clientelari e per quei professionisti che lavorano per mezzo di competenze specifiche. Quando la terminologia è gestita in modo appropriato può incrementare l’appetibilità dei prodotti, migliorandone la leggibilità dei contenuti derivanti dalla lingua di origine, e riducendo inoltre i problemi di traduzione che possono scaturire dalla sovrabbondanza dei termini utilizzati.

Che cosa è la gestione terminologica?
Fondamentalmente la gestione terminologica permette al traduttore o all’agenzia sia d’immagazzinare che di recuperare termini aggiornati, e successivamente di integrarli in un documento tradotto. Molte attività commerciali utilizzano strumenti di gestione della terminologia con  questo fine. Essenzialmente, uno strumento di gestione della terminologia o un database capace di memorizzare le informazioni aggiornate in merito ai termini imposti dalle regole di traduzione, permetterà ai traduttori freelance e alle agenzie di risparmiare tempo ed energie.

Perché vengono utilizzati gli strumenti di gestione terminologica?
Ci sono vari motivi a fronte dei quali un freelancer o un’agenzia di traduzione potranno decidere se utilizzare o meno uno strumento di gestione terminologica.

  • Il primo motivo è che la terminologia può cambiare e se i vecchi termini vengono utilizzati per la traduzione di un nuovo documento questo potrà arrecare confusione ed eventuali incongruenze testuali.
  • Il secondo motivo è che questi strumenti possono far risparmiare molto tempo e sono semplici da utilizzare. I traduttori investono una grande parte del loro tempo nella ricerca dei termini più appropriati, e questa ricerca consiste nel localizzare tutte le informazioni necessarie per comprendere il significato di un concetto ed utilizzarlo correttamente. Questa ricerca di dati ‘tecnologici’ richiede un importante investimento di tempo da parte del traduttore, arrivando talvolta ad occupare il 75% del tempo impiegato per la traduzione.
  • Il motivo finale è che la maggior parte delle agenzie di traduzione lavora con molte lingue differenti e naturalmente ogni lingua utilizza i propri termini specifici. Uno strumento di gestione terminologica significherà pertanto che il traduttore non si vedrà costretto a ricordare tutti questi termini, e servirà inoltre a preservare la coesione dei testi per ciascun cliente.

Fonte: Articolo scritto da Stacey e pubblicato il 30/09/2016 su OneHourTranslation

Traduzione a cura di:
Paolo Coruzzi
Londra (Regno Unito)

Per la fine della traduzione automatica

 Categoria: Strumenti di traduzione

Buon pomeriggio, stimati colleghi traduttori e clienti.

Cosa molto comune nel nostro ambiente è l’uso del computer come strumento per il lavoro di traduzione. A parte l’ovvio uso di strumenti di editazione testi e dizionari online che, oltre a dare il significato dei vocaboli assistono il traduttore al fine di sapere se una determinata traduzione è usuale oppure se è usata dai parlanti reali della lingua d’arrivo, abbiamo anche alcuni software che aiutano ad agevolare le nostre attività linguistiche. Se il lettore ha già familiarizzato con questi, avrà letto/sentito parlare dell’acronimo CAT o computer-assisted translation tools che possono allo stesso modo essere definiti come strumenti di memoria di traduzione. Questo perché si tratta di strumenti che ausiliano ad agevolare le attività e gestire la qualità dei progetti.

Cosa molto diversa, cari lettori, è l’uso di traduttori automatici, i quali utilizzano algoritmi per far sì che il computer possa tradurre dei brani da una lingua all’altra. Credo che molti di noi abbiano già avuto esperienze quasi comiche dinnanzi all’inadeguatezza di una macchina in questo compito tanto umano che è la traduzione di testi. E se i testi originali sono letterari o artistici la superiorità dell’essere umano diventa ancora più evidente.  Tutti noi dobbiamo comprendere una cosa: la traduzione di testi non è un lavoro per le macchine.  I testi sono creazioni culturali prodotte da agenti culturali e da soggetti immersi nelle proprie reti sociali altamente complesse e ricche di sottigliezze ed effetti dei significati che nessuna macchina potrà mai raggiungere. La produzione di significati ed effetti della significazione si verifica ad ogni lettura e ad ogni riscrittura del testo; la tessitura discorsiva con le sue macchie, andirivieni, non è qualcosa che possa essere prodotta in serie o elaborata/pastorizzata dal nostro attuale modello di messa a fuoco nel risultato.

D’altra parte, possiamo (e dobbiamo) utilizzare strumenti assistiti da computer per farci ausiliare – perché è quello che sono: assistenti. Il traduttore dell’era attuale non può permettersi di ignorare che viviamo in un mondo di richieste rapide e scadenze sempre brevi. Viviamo e apparteniamo ad un modello di produzione basato sui risultati e con regole severe. Tuttavia, non dobbiamo dimenticare che tale modello è lo stesso che valorizza sempre di più l’informazione. Più di questo, l’informazione corretta, giusta e al momento giusto. È per queste ragioni che dobbiamo valorizzare il nostro lavoro nel modo migliore: eseguendolo bene, senza diminuire la grandiosità di quel che è umano, che ci rende diversi e unici nella natura, e utilizzando più di qualsiasi altro, il nostro strumento più importante, ossia il linguaggio, con tutti gli oneri e vantaggi ad esso inerenti.

Grazie a coloro che hanno letto il testo sopra!

Fonte: Articolo scritto dalla traduttrice Taíse Maria Marchiori Soares e pubblicato il 10 marzo 2017 sulla sua pagina professionale Facebook

Traduzione dal Portoghese Brasiliano a cura di:
Tatiana Marchiori Soares
Revisore: Diego Quattrone
Traduttori freelancers IT < > PT/BR
San Salvatore (RC)

Il futuro della traduzione (2)

 Categoria: Strumenti di traduzione

< Prima parte di questo articolo

Non posso negare che, menzionare tali caratteristiche umane nel riferirmi a dispositivi elettronici, produce in me una sensazione quantomeno strana. Il fulgore dell’occhio rosso di HAL che canta lentamente Daisy in 2001, Odissea nello Spazio, getta un’inquietante luce su ciò che sembra aspettarci in futuro. Ma niente paura, compagno linguista! La minaccia di Skynet, nonostante sembri che ogni tipo di traduzione automatica stia per bussare alla tua porta come Terminator, pronta a farti fuori, è in realtà ancora lontana. Forse non arriverà mai. Potrebbe sembrare che la chiave per la sopravvivenza risieda nella nostra umanità imperfetta, perché la maniera in cui scegliamo di comunicare tra noi è tanto imperfetta quanto la nostra stessa natura; qualcosa che gli algoritmi di auto-perfezionamento potrebbero non essere mai capaci di comprendere.

E’ vero che la tecnologia è una forza da tenere in considerazione, in constante movimento, e che la cosa più probabile è che, un giorno, questi programmi ricevano delle migliorie sostanziali rispetto a quello che offrono oggi. Probabilmente, produrranno traduzioni accettabili, ma non c’è dubbio alcuno che avranno bisogno di un intervento umano affinché diventino qualcosa di più che un guscio vuoto e senza vita. Perché non importa la velocità di un microchip o la quantità di informazioni che può processare in un secondo. I computer non capiranno mai il significato di un testo come un essere umano, poiché sono privi, innanzitutto, della capacità di crearlo. Finora, nessun computer ha potuto replicare o programmare quella misteriosa illuminazione che ha luogo nel profondo del cervello umano.

La traduzione automatizzata, incluso la più sofisticata, continuerà ad essere uno strumento utile e conveniente. Nel migliore dei casi, i traduttori potranno utilizzarla per pre-tradurre testi tecnici tediosi e ripetitivi, come manuali d’istruzione, bollettini meteo, parcelle di avvocati (qualsiasi testo con schemi prevedibili), che possano modificare successivamente e migliorare. Se consideriamo la regola generale, tuttavia, la soluzione più semplice e veloce sarebbe tradurre tutto da zero, con l’aiuto di uno strumento di traduzione assistita. L’idea che il software di traduzione automatica possa sostituire i traduttori è, in un certo senso, quasi utopica, perché l’attività celebrale può essere limitata, certo, ma la vera anima di un traduttore sarà sempre unica, e non può essere copiata. Infatti, se questo giorno arriverà mai, i computer rimpiazzeranno non solo i traduttori, ma tutta la razza umana. Skynet sembra avere cose più importanti da fare.

Fonte: Articolo pubblicato il 27 novembre 2016 sul blog Trusted Translations

Traduzione a cura di:
Chiara De Bellis
Traduttrice freelance
Madrid – Spagna

Il futuro della traduzione

 Categoria: Strumenti di traduzione

Come affermò una volta la famosa traduttrice cilena Marina Orellana: “La traduzione non è la traslitterazione, ovvero la trascrizione delle parole da una lingua all’altra. (…) Ciò che realmente importa è comprendere le idee ed esprimerle correttamente”. Se, infatti, questa è l’essenza della traduzione, allora l’arte del linguista sembrerebbe assomigliarsi a quella del poeta, la cui delicata arte consiste nella trasmissione di immagini e idee che trascendono la formalità del testo materiale al fine di produrre qualcosa di più complesso ed etereo: il significato in sé. In particolar modo per la letteratura, ma anche per quasi tutte le forme di espressione artistica, il significato è un’entità in continuo cambiamento ed evoluzione.

Come potrebbero le macchine, incapaci di qualsiasi associazione creativa, competere con l’illuminazione creativa irripetibile concepita dall’artigiano della parola? Presumere che un’applicazione possa fare un’interpretazione sincera durante la traduzione di un testo, è per me altrettanto difficile che aspettarsi che un tostapane componga un pezzo jazz originale. E’ vero, le macchine come le conosciamo oggi possono essere programmate per stabilire ed associare qualunque tipo di schema intricato a velocità incredibili, minimizzando gradualmente la possibilità di commettere errori. Tuttavia, rompere gli schemi in modo caotico ed erroneo, capace di creare nuove associazioni possibili è qualcosa che solo gli esseri umani possono fare. Per ora…

Quest’anno, le aziende come Google, hanno cominciato ad applicare l’uso dell’ IA, e i loro motori di ricerca sono ormai in grado di processare le traduzioni migliorando il modo in cui queste piattaforme associano interi segmenti (invece che singole parole). Inoltre, utilizzano internet come banca dati linguistica in costante evoluzione. A questo punto, la contrapposizione tra uomo e macchina inizia ad farsi interessante: l’intelligenza artificiale e le reti neuronali hanno cominciato a replicare il processo di “comprensione”, al punto che i computer hanno sviluppato la capacità di “ragionare” e “imparare” dai propri errori, la quale cosa permette alle loro capacità di evolversi all’interno di un insieme di conoscenze determinato. Sembrerebbe che stiamo lentamente giungendo a ciò che i tanti film di fantascienza ci avevano anticipato, mettendoci in guardia: il giorno in cui gli umani diventano obsoleti e vengono rimpiazzati dalle macchine.

Seconda parte di questo articolo >

Fonte: Articolo pubblicato il 27 novembre 2016 sul blog Trusted Translations

Traduzione a cura di:
Chiara De Bellis
Traduttrice freelance
Madrid – Spagna

Gli errori di Google traduttore (3)

 Categoria: Strumenti di traduzione

< Seconda parte di questo articolo

Diagnosi: non utilizzare in un lavoro professionale
Il  traduttore di Google non è uno strumento utile per la traduzione professionale.Tutte le ragioni esposte in tutto l’articolo lo relegano solamente ad un mero passatempo. Possiamo, sì, trascorrere momenti di intrattenimento incontrando e godendo noi stessi dei suoi errori. Ma non dobbiamo mai superare il confine utilizzandolo in alcuni dei nostri lavori. Tuttavia, molte volte abbiamo letto testi tradotti che erano chiaramente “vittime del traduttore di Google“. Se avessimo prestato attenzione alla cartella “spam” delle nostre email, ne avremmo trovate centinaia di esse. Qualche volta possiamo anche trovarle nelle reti sociali. Facebook, se non il traduttore di Google, utilizza un sistema molto simile per tradurre testi che non appartengono alla lingua del sistema dell’utente.

Abbiamo bisogno di un traduttore che ci “salvi” dal traduttore di Google
Un cliente non ci perdonerebbe mai di effettuare una traduzione utilizzando questo sistema. Si sentirebbe truffato, in modo che oltre a perderlo immediatamente, potremmo avere alcuni problemi legali con esso. Ma non è la ragione più influente per rinunciare al suo utilizzo. Lavorando con il traduttore di Google dimostriamo solo la nostra incompetenza. Oltre a cercare di avere poche risorse professionali, dimostriamo poco interesse e rispetto per coloro che aiutano a mantenere i nostri conti correnti positivi alla fine del mese. In un settore competitivo ed esigente, non possiamo permetterci questi fallimenti. L’area umanistica esige molto, ogni giorno. È per questo che dobbiamo guardarci molto dal ferire l’orgoglio dei nostri clienti. Nel presentare una traduzione mediante lo strumento di Google è molto probabile che si senta insultato. Per evitare questo, ed allo stesso tempo per fornire al nostro lavoro un aspetto ottimale, è meglio ricorrere ad un traduttore professionista. Questa figura, libera i testi dai molteplici errori di traduzione di cui abbiamo parlato. Inoltre dà loro una qualità che li rende accessibili non solo ai nostri clienti, ma anche a molti altri. Per questo un traduttore può aiutarci molto anche a configurare i nostri testi per una pagina web. Questo è utile soprattutto a coloro che possiedono un’attività con prospettiva internazionale. Però questo è un tema che tratteremo in un altro articolo.

Fonte: Articolo scritto da José Manuel Peque e pubblicato il 5 settembre 2016 sul blog Leon Hunter

Traduzione a cura di:
Chiara Basile
Dottoressa Magistrale in Lingue e Traduzione
Palermo

Gli errori di Google traduttore (2)

 Categoria: Strumenti di traduzione

< Prima parte di questo articolo

L’inglese come intermediario tra la lingua di origine e di destinazione
Tutte queste irregolarità che abbiamo trattato si possono osservare a prima vista. Basta avere un paio di nozioni di lingua di destinazione per rilevarle. Proprio così, ogni studente di inglese o francese è a conoscenza di esse a colpo d’occhio. Sembra che questo problema sia molto più grave con le lingue minori o esotiche. La percentuale di errori in questo caso supera il 50%, come per esempio l’indù o il cinese. Personalmente mi è capitato un aneddoto al momento di usare il traduttore di Google, per tradurre un saluto in tailandese. Uno dei miei contatti lavora a Bangkok e io decisi un giorno di salutarlo in questa lingua. Fu una brutta idea. A quanto pare ciò che il traduttore ha interpretato non aveva senso in quella lingua, in quel contesto. Chiaramente, non l’ho fatto di nuovo. Scherzi a parte, l’origine di questo errore di traduzione sembra essere nell’inglese. A quanto pare, e come si può leggere in un articolo del “el diario.es” del 2014, il motore di Google usa la lingua anglosassone come intermediario. Questo fa sì che qualsiasi traduzione prima di presentare una soluzione, venga filtrata attraverso l’inglese, provocando in tal modo una soluzione intermedia che non soddisfa l’utente. A volte produce anche strani risultati o parole “miste” che non hanno significato in qualsiasi modello di lingue.

Più affidabile usato su parole o frasi brevi che in lunghi testi
Un’altra causa che rende il traduttore di Google uno strumento inaffidabile, è che funziona meglio con brevi testi. Si può facilmente dimostrare prendendo il testo di una canzone in inglese. Se la incolliamo per intero nel traduttore, siamo in grado di ottenere un risultato perfettamente assurdo. Forse questo è il metodo migliore per individuare ad occhio nudo la sua errata traduzione.Tuttavia, con frasi brevi, senza essere perfetta, dà un risultato più credibile. Forse la ragione di questo si trova nel motore dell’applicazione che è stato progettato più per risolvere parole o brevi frasi che paragrafi o testi più elaborati.

Terza parte di questo articolo >

Fonte: Articolo scritto da José Manuel Peque e pubblicato il 5 settembre 2016 sul blog Leon Hunter

Traduzione a cura di:
Chiara Basile
Dottoressa Magistrale in Lingue e Traduzione
Palermo


Gli errori di Google traduttore

 Categoria: Strumenti di traduzione

Molti di noi hanno usato alcune volte il traduttore di Google. Non vi è alcun motivo per negarlo, né dovremmo vergognarci. Lo abbiamo fatto normalmente per conoscere l’argomento o la lettera del testo o la canzone che ci emoziona. Certamente una percentuale molto elevata di utenti Internet spesso hanno usato questo strumento. Tuttavia, in molti abbiamo anche notato  i suoi numerosi errori di traduzione. In questo articolo andremo ad esporre molti di quegli errori che il conosciuto strumento Google commette. Mostreremo anche il motivo per cui questi errori ne rendono sconsigliabile l’utilizzo in un lavoro professionale.

Quando il diavolo si nasconde nell’algoritmo
Il principale di questi errori di traduzione si trova nel metodo stesso con cui il traduttore di Google esegue le conversioni. L’algoritmo che utilizza questo strumento non si basa su un “vademecum” linguistico come sarebbe stato desiderabile. Viene utilizzata, per così dire in qualche modo, una “lista piatta” concettuale in cui i termini di ogni lingua sono tradotti con il loro solito significato. Il problema di questo è che si perdono le sfumature per offrire una soluzione automatica che non sempre risulta essere corretta. La statistica non sostituisce né aiuta a correggere le migliaia di varianti linguistiche che possiede ciascun linguaggio. Né risolve nulla, presentare un significato standard per ogni termine, in qualsiasi tipo di dichiarazione, perché si perdono le così importanti differenze grammaticali come il genere o il numero. Per non parlare dell’ordine grammaticale, che a volte si perde anche nella traduzione automatica. Quante volte nell’utilizzo dello strumento, abbiamo incontrato questo problema? Ad esempio, volendo tradurre in inglese una situazione nella quale era stato coinvolto un personaggio femminile, troviamo una traduzione al maschile. E viceversa. Altro errore molto frequente della traduzione è quello del trattamento di cortesia. È comune trovare la formula “voi” invece del colloquiale “tu” o improvvisamente incontrare un singolare quando usiamo il plurale. Ma tutti questi errori non smettono di essere una conseguenza dell’utilizzo della traduzione in termini più statistici ed economici che linguistici. E l’utilizzo di un sistema automatico che tende a guardare le soluzioni normali e “accademiche” invece di particolari sfumature.

Seconda parte di questo articolo >

Fonte: Articolo scritto da José Manuel Peque e pubblicato il 5 settembre 2016 sul blog Leon Hunter

Traduzione a cura di:
Chiara Basile
Dottoressa Magistrale in Lingue e Traduzione
Palermo

I software di traduzione sono affidabili? (2)

 Categoria: Strumenti di traduzione

< Prima parte di questo articolo

Naturalmente tali strumenti svolgono comunque un lavoro notevole, e malgrado qualche errore, i lettori in genere riescono a cogliere il senso generale di quelle traduzioni. In testi brevi come ricette, istruzioni o tweet, tendenzialmente le traduzioni online comportano la necessità di un minor lavoro di intuito. Ma comunque sia, si tratta di strumenti da maneggiare con prudenza quando i testi sono più lunghi e i dettagli assumono un’importanza critica, come in contesti lavorativi o accademici.Come insegnante di inglese quale seconda lingua, ogni semestre mi capita sotto gli occhi una manciata di tesine che sono state scritte facendo uso di un qualche traduttore automatico. Credo che ogni insegnante di lingue sia d’accordo se affermo che sì, ce ne accorgiamo sempre. Spesso massicce porzioni di testo risultano semplicemente incomprensibili.

Ma le traduzioni imperfette possono non soltanto confondere i lettori: possono anche ingannarli o perfino offenderli. Nel mondo della pubblicità ci sono stati molti esempi eclatanti di slogan tradotti in maniera scorretta, nelle campagne di marketing condotte in paesi stranieri. «Come alive», slogan di Pepsi Cola traducibile in italiano più o meno con “cambia vita” o “vivi davvero”, venne tradotto nelle pubblicità cinesi “facciamo risorgere i vostri antenati dalla tomba”. Quello dell’associazione americana dei prodotti a base di latte, «Got milk?» – semplicemente “hai del latte?” – in Messico venne tradotto “stai allattando?”. E il Big Mac di McDonald’s inizialmente in Francia avrebbe dovuto chiamarsi “Gros Mec”, finché l’azienda non si rese conto che in francese significava “grande magnaccia”.

Benché questi errori siano divertenti, essi fungono anche da esempi da non seguire per tutti coloro che fanno uso di software di traduzione in contesti lavorativi. Quando si lavora con una lingua straniera non è la semplice traduzione che infonde significato a un testo, ma anche le sottigliezze culturali, i doppi sensi e il gergo del luogo. Fino a quando un Pesce Babele collaudato non arriverà sul mercato, i programmi di traduzione andrebbero sempre usati con cautela.

Fonte: articolo scritto da Anne Merritt e pubblicato il 23 agosto 2013 sul sito del Telegraph

Traduzione a cura di:
Emanuele Boccianti
Traduttore freelance
Roma

I software di traduzione sono affidabili?

 Categoria: Strumenti di traduzione

I traduttori online stanno diventando sempre più sofisticati, ma questi strumenti sono pericolosi usati in situazioni dove i testi sono più lunghi – usateli con prudenza, dice Anne Merritt.

Nella Guida Galattica per Autostoppisti di Douglas Adams un dispositivo chiamato Pesce Babele permette a chi lo usa di parlare in un’estremità, mentre all’altra il ricevente sente il messaggio tradotto nella propria lingua.Tra i tanti gadget fantascientifici del romanzo, questo potrebbe in fondo essere uno dei meno improbabili. Con compagnie come Google che perfezionano costantemente i loro prodotti di traduzione linguistica, sembra solo questione di tempo prima che questa tecnologia giunga a uno stadio ottimale. Oggi social media come Facebook e Twitter mettono a disposizione opzioni di traduzione automatica dei testi. Non soltanto gli utenti possono tradurre messaggi provenienti dai loro contatti stranieri, hanno anche la possibilità di restare aggiornati su eventi globali come la Primavera Araba e gli attuali tumulti in Egitto, scavalcando la barriera linguistica per tenersi informati in tempo reale.

Benché Google Translate sia verosimilmente il più conosciuto dei traduttori online, Bing di Microsoft si appresta a diventare un suo diretto concorrente. Sia il software di traduzione di Bing sia quello di Google utilizzano un tipo di linguistica computazionale chiamato Traduzione Automatica Statistica (in inglese SMT, che sta per Statistical Machine Translation). Questo metodo fa uso di vasti database di documenti tradotti da esseri umani (libri, siti web, testi delle Nazioni Unite) per individuare degli schemi nelle traduzioni e tracciare paralleli tra le caratteristiche dei vari linguaggi. Più che una traduzione parola per parola, questa tecnologia cerca le combinazioni tra parole e le ricorrenze comuni, in modo da poter dedurre coniugazioni e struttura del testo. In teoria, più elementi riesce a catalogare più raffinata diventa nel riconoscere gli schemi, quindi il software di traduzione migliora costantemente. Col diventare più intuitivi e sofisticati, questi software sono soggetti a problematiche inevitabili. Perciò, quanto è affidabile un software di traduzione?

Al punto a cui è arrivata adesso la tecnologia, ci sono alcuni difetti che tendono a verificarsi. Mentre la SMT è stata sviluppata per rintracciare frasi e altri spezzoni linguistici, questi sistemi non sempre colgono il senso di miriadi di espressioni idiomatiche (come i verbi “frasali” inglesi) presenti in ogni lingua. Inoltre, questi traduttori non sono sufficientemente sofisticati da comprendere la sintassi di testi più lunghi. Mentre software di questo tipo sono in grado di fornire traduzioni grammaticalmente corrette di frasi semplici come «sono andato a farmi una nuotata», probabilmente si impantanerebbero su un periodo come «sarei andato a farmi una nuotata ma il tempo era così bello che invece ho fatto una passeggiata».

Seconda parte di questo articolo >

Fonte: articolo scritto da Anne Merritt e pubblicato il 23 agosto 2013 sul sito del Telegraph

Traduzione a cura di:
Emanuele Boccianti
Traduttore freelance
Roma

6 motivi per iniziare a usare un CAT tool!

 Categoria: Strumenti di traduzione

Non tutti i traduttori sono abituati a utilizzare i CAT Tools, nonostante alcuni software come Trados SDL siano sul mercato da più di 25 anni!
Questi programmi presentano alcuni indubbi vantaggi: non solo aiutano a realizzare traduzioni di alta qualità, ma consentono anche a traduttori e clienti di risparmiare una notevole quantità di tempo (e di denaro!).
Ecco alcuni motivi per cui questi programmi possono essere di grande aiuto nei progetti di traduzione:

1 – Memorie di Traduzione (TM)
Per chi ha eseguito (o acquistato) in passato la traduzione di un progetto simile (che siano 200 o 20.000 parole), le TM sono in grado di conservare tutte le passate traduzioni. In questo modo, quando viene creato un progetto, è possibile importare specifiche memorie di traduzione che mostreranno eventuali corrispondenze riutilizzabili (approssimate, dette “fuzzy matches“, o piene), oltre a tutte le preesistenti parole ripetute all’interno del nuovo contenuto. Di conseguenza, non sarà necessario impiegare tempo, denaro, e sforzo nella traduzione di frasi o termini già tradotti in passato.

2 – Preferenze terminologiche
Sia nel caso in cui sia stato creato in passato un database terminologico (“term base“) o che venga fornito un glossario di specifici termini approvati, i CAT Tools consentono di importare queste parole nel progetto. I traduttori possono così cercare termini particolari nel term base o aggiungere traduzioni di termini “chiave” che ritengono potranno essere utili in futuro. Queste traduzioni, inoltre, appaiono a video quando si presentano nel testo sorgente, il che conduce al punto successivo…

3 – Coerenza
I CAT Tools riconoscono e mettono in evidenza le “ripetizioni” (all’interno dello stesso file) e i “fuzzy matches”, garantendo coerenza all’intero testo. Il traduttore ha la possibilità di cercare i termini nel testo sorgente e di conseguenza verificare come siano stati tradotti dall’inizio alla fine, in modo che diverse traduzioni dello stesso termine non costituiscano mai un problema, il che rappresenta un enorme risparmio di tempo oltre che un grande aiuto!

4 – Garanzia di qualità
La maggior parte dei CAT Tools consente ai traduttori di eseguire un semplice controllo ortografico prima di completare il lavoro. È disponibile, inoltre, un’analisi di qualità (“QA analysis“), per mettere in evidenza eventuali incongruenze di tag, numeri mancanti o non corrispondenti, e segmenti non tradotti, insieme a molte altre funzioni che possono essere utili al fine di ottenere un prodotto di alta qualità.

5 – Layout
Un’altra caratteristica utile di tutti i CAT Tools è la possibilità di esportare il lavoro completato nello stesso formato del testo sorgente. Il file potrebbe risultare leggermente modificato, dal momento che alcune lingue utilizzano più parole rispetto ad altre, richiedendo perciò maggiore spazio, ma è comunque molto più comodo rispetto a dover ricreare l’intero formato del documento. Questo, quindi, garantisce che il progetto venga consegnato nello stesso formato del testo sorgente.

6 – Salvataggio nel cloud
Molti CAT Tools sono passati a un sistema di memoria traduttiva basato su piattaforma cloud, come Memsource, SDL, Wordbee e MemoQ. Il loro ambiente di traduzione si trova nella “nuvola”. Questo consente non solo di condividere in tempo reale tutto il contenuto elaborato, ma anche di salvare automaticamente nel cloud e nella memoria traduttiva del progetto ogni segmento confermato. Quindi, ad esempio, qualora il traduttore avesse problemi di connessione a internet, il cloud gli consentirebbe di accedere facilmente al lavoro precedentemente tradotto da ogni computer, semplicemente accedendo al sito web del CAT Tool.

Fonte:  Articolo pubblicato il 20 giugno 2016 sul Blog di Trusted Translations

Traduzione a cura di:
Cristiano Bacchieri
Traduttore freelance EN, FR > IT
Parma

Errori di Google Translate (2)

 Categoria: Strumenti di traduzione

< Prima parte di questo articolo

Parla sporco al tuo pubblico
Deve trattarsi di uno degli errori più divertenti di Google Translate in assoluto. Il piccolo paese galiziano AsPontes era scandalizzato l’anno scorso dopo che Google Translate era stato usato per tradurre un profiletto online per pubblicizzare il festival locale del grelo. Sfortunatamente per loro, quando Google ha tradotto il testo dal galiziano allo spagnolo, il grelo è diventato clitoride. Perciò, invece di pubblicizzare il festival della deliziosa verdura locale, si pubblicizzava qualcosa di più interessante. Secondo il quotidiano The Guardian, nell’annuncio tradotto si leggeva così: “il clitoride è uno dei prodotti tipici della cucina galiziana. Dal 1981….il festival ha fatto del clitoride uno dei prodotti chiave della gastronomia locale”.
Pensa alla brutta figura fatta con i visitatori! Per non parlare poi di quanti forestieri siano arrivati per il festival e se ne siano andati con l’amaro in bocca. AsPontes stava pensando di trascinare Google in tribunale per la pessima traduzione (e non è uno scherzo!) ma l’amministrazione comunale sembra sia giunta saggiamente alla conclusione che tutti i soldi che sarebbero stati spesi per un processo avrebbero potuto essere investiti, invece, per traduttori umani e qualificati ed ha quindi pensato di investirli in miglior modo.

Parla in Codice
Nel 2014, i ricercatori hanno notato che per qualche strana ragione, Google Translate traduceva il testo segnaposto LoremIpsum in un modo alquanto strano. Nonostante LoremIpsum sia in realtà un termine latino bastardizzato, senza senso, vengono fuori termini come NATO e China. C’erano talmente tante frasi dal tono politico nella traduzione che alcuni hanno pensato che potesse trattarsi  di qualche codice segreto. Tuttavia, probabilmente era solo una pessima traduzione automatica.

Insulta tua madre
Nel 2005, Google Translate avrebbe tradotto la frase “la madre di Britney è molto carina” in spagnolo come “Il seno di Britney è molto bello”. Allo stesso modo, “mia madre è bella ed eccezionale”  viene tradotta con “il mio seno è bello e fresco”. Quindi, per farla breve, secondo la versione Google Translate del 2005, tua mamma è una tetta. Google Translate intrattiene i ragazzini di 13 anni da più di dieci anni.

Va male in geografia
In passato Google Translate ha dovuto combattere con la geografia. Per esempio, come mostrato nel motore di ricerca People, per un certo periodo, “Amo la Svezia” sarebbe stato tradotto con “Amo il Canada”. Intanto, “Amsterdam”, nella traduzione dall’olandese all’inglese diventava “Londra”. A parte il fatto che entrambe le città sono le capitali dei loro rispettivi Paesi, non hanno altro in comune.
La maggior parte degli errori, se non tutti, sono stati corretti. Tuttavia, almeno fino a che le macchine non prenderanno coscienza e conquisteranno il mondo, ce ne saranno sempre degli altri e, in ogni caso, non saranno solo grossolani errori e assurdità a destare preoccupazione. La maggior parte degli errori che Google Translate commette sono molto più banali, una parola sbagliata qui, un’espressione imbarazzante lì, ma è veramente questo il modo in cui vorresti presentare la tua azienda a clienti che non parlano inglese? Noi speriamo di no!

Se preferisci farlo come si deve sin da subito, dai uno sguardo ai nostri servizi di traduzione e scrivici! Saremmo felicissimi di darti una mano!

Fonte: Articolo scritto da Alison Kroulek e pubblicato il 3 febbraio 2016 sul Language Blog di K International

Traduzione a cura di:
Alessandra Carichino
Traduttrice EN>IT>EN; RU>IT
Lecce

Errori di Google Translate

 Categoria: Strumenti di traduzione

6 casi in cui Google è andato fuori di testa
A prima vista, Google Translate può sembrare un servizio di traduzione semplice e gratuito per le aziende. Non lasciarti ingannare. I sistemi di traduzione automatica incorrono in ogni sorta di errore che un traduttore umano potrebbe tranquillamente evitare. Ed inoltre, è gratuito. Cos’altro potrebbe succedere, ti domanderai. Se scegli di ricorrere a Google Translate non sorprenderti nel momento in cui va fuori di testa e:

Insulta i tuoi clienti
Lo scorso gennaio, il gruppo online di attivisti LGTBAll Out ha promosso una petizione in rete contro Google Translate. Qual era il problema? Come sinonimo della parola gay, l’applicazione suggeriva un certo numero di offese denigratorie. Secondo All Out:
“500 milioni di persone usano Google Translate ogni mese e a molte di queste persone vengono proposte parolacce e insulti….Google è già provvisto della tecnologia in grado di filtrare il linguaggio oltraggioso: digitare femmina non dà come risultati parole sessiste”.
È abbastanza facile comprendere come questo possa accadere. Fondamentalmente la gente è stupida e le parole che usa per descrivere determinate classi di persone possono non essere in linea con i termini che la tua azienda (o esseri umani per bene in generale) vuole usare. Google Translate fondamentalmente tira a indovinare i significati delle parole mettendo a confronto documenti e pagine web in diverse lingue. Ciò provoca errori di traduzione che Google deve correggere manualmente, come successo in questo caso.

Fa un viaggio a Fantasilandia
A meno che tu non sia nell’industria del travestimento, probabilmente non vorrai vedere la parola Russia tradotta con “Mordor”. Purtroppo è quello che è successo all’inizio di questo mese:  la traduzione di Google Translate in ucraino che veniva fuori sullo schermo per la parola “Federazione Russa” era “Mordor”.
Di nuovo, questo errore veniva fuori perché Google Translate non può capire il contesto. In questo caso, ucraini infelici stavano realmente usando la parola “Mordor” in riferimento alla Russia dopo l’annessione della Crimea nel 2014. Ciò non vuol dire che tu voglia tradurre Russia con “Mordor” in tutti o nella maggior parte dei casi.

Seconda parte di questo articolo >

Fonte: Articolo scritto da Alison Kroulek e pubblicato il 3 febbraio 2016 sul Language Blog di K International

Traduzione a cura di:
Alessandra Carichino
Traduttrice EN>IT>EN; RU>IT
Lecce

Umani vs macchine: chi traduce meglio? (2)

 Categoria: Strumenti di traduzione

< Prima parte di questo articolo

La seconda sfida per Google Translate e Adriana è stata una traduzione vocale, ossia la traduzione del parlato di una lingua nel testo di un’altra. Google Translate ha eseguito il compito servendosi di un software di riconoscimento vocale, mentre Adriana ha prima ascoltato e poi digitato il testo. Gaby è stato alquanto colpito dal risultato di Google Translate ma ha deciso che sostanzialmente non era all’altezza neanche di questo compito.

Uno dei maggiori limiti del traduttore automatico […] era il fraintendimento di due parole nella traccia audio, infatti Google le riportava nell’originale spagnolo anziché tradurle in inglese. Per il resto, presentava gli stessi limiti mostrati nel primo esperimento, ovvero, Google capiva e traduceva i concetti base delle affermazioni ma aveva difficoltà nella resa in inglese delle strutture grammaticali e sintattiche. Di conseguenza alcune delle informazioni venivano quasi interamente perse in traduzione. Al contrario, Adriana ha prodotto una traduzione priva di difetti per Gaby, perché in grado di comprendere parole e contesto nel quale esse queste comparivano. Agli umani va anche il secondo round.

Ciò che si evince dall’esperimento è che gli umani non dovrebbero ancora cedere il posto alla traduzione automatica. Essi sono in grado di produrre frasi corrette in altre lingue, sia dal punto di vista logico che grammaticale, mentre le macchine mostrano ancora delle debolezze. Tuttavia non bisogna condannare la comodità delle traduzioni automatiche, utili per la traduzione di singole parole o in caso di necessità nell’apprendimento di una nuova lingua, come per la traduzione di luoghi e indicazioni. In ultima analisi si evince che gli umani restano ancora la miglior risorsa per la traduzione.

Fonte: Articolo scritto da Perry Koh e pubblicato il 21 setembre 2015 su BestTechie

Traduzione a cura di:
Mariangela Di Grado
Traduttrice freelance EN/DE/FR>IT
Salerno

Umani vs macchine: chi traduce meglio?

 Categoria: Strumenti di traduzione

La traduzione è una pratica spesso necessaria a diversi impieghi nel mondo. Dalla negoziazione di affari esteri a contesti educativi, fino alla comprensione di informazioni contenute in importanti documenti, si tratta di una tendenza che racchiude un potenziale destinato ad aumentare negli anni a venire.

Questo grande bisogno di tradurre ha portato Google – uno dei maggiori colossi della tecnologia mondiale – a sperimentare e lanciare un servizio di traduzione automatica: Google Translate. Uscito agli inizi del ventunesimo secolo, Google Translate è diventato un servizio comodo e molto utilizzato per tradurre velocemente numerose informazioni in altre lingue, che si tratti di singole parole o di interi documenti. Di recente il traduttore online ha aggiunto due impressionanti caratteristiche al suo sistema: la traduzione da immagini e quella vocale, il cui lancio ha spinto l’agenzia traduttiva VerbaLink ad operare un confronto tra i servizi offerti dai suoi traduttori e quelli del traduttore automatico. VerbaLink si è affidata al talento di due dei suoi traduttori per testare i servizi linguistici citati: Adriana, traduttrice professionista, ha sfidato testa a testa Google Translate, e Gaby, specialista del controllo qualità, ha giudicato i risultati del test.

Adriana e Google Translate hanno lavorato su due testi, entrambi dallo spagnolo all’inglese. Il primo era un documento scritto, riguardante i benefici dell’apicoltura, assegnato ad Adriana e digitato su Google Translate che si è mostrato molto competitivo, traducendo in maniera accurata lunghezza e parole principali dell’originale spagnolo. Secondo Gaby, Google ha comunicato adeguatamente i contenuti base del testo, invece i limiti più grandi hanno riguardato in modo particolare la grammatica e la sintassi dell’inglese. Il traduttore automatico stentava a tradurre le strutture grammaticali della lingua di arrivo producendo più traslitterazioni che una traduzione fedele. Al contrario, la traduzione di Adriana non ha mostrato problemi rilevanti secondo Gaby. La donna è riuscita a convertire il testo spagnolo in inglese costruendolo attraverso un convincente apparato di frasi. Il primo round va agli umani.

Seconda parte di questo articolo >

Fonte: Articolo scritto da Perry Koh il 21 settembre 2015 e pubblicato su BestTechie

Traduzione a cura di:
Mariangela Di Grado
Traduttrice freelance EN/DE/FR>IT
Salerno

La tecnologia non rimpiazzerà i traduttori (2)

 Categoria: Strumenti di traduzione

< Prima parte di questo articolo

Il passo successivo è rappresentato dalla traduzione automatica. I computer imparano, tramite enormi database di testi già tradotti, a rendere sempre migliori i suggerimenti su come tradurre interi periodi da una lingua all’altra. I traduttori di solito erano in disaccordo con questo processo, poiché consideravano il loro giudizio umano come insostituibile. Jiri Stejskal dell’“American Translators’ Association” afferma che oggi la traduzione automatica ha guadagnato rispettabilità.

Comunque sia, i cambiamenti tecnologici non hanno portato ad un consolidamento di un mercato frammentato. Lionbridge, che vanta il più alto fatturato dichiarato (489 milioni di dollari nel 2013), guadagna la maggior parte dei suoi ricavi da servizi diversi dalla traduzione. Come la maggioranza dei suoi rivali, Lionbridge promuove la tecnologia, pur essendo piuttosto tradizionale. Il cuore del suo business è la gestione dei progetti, ovvero fungere da intermediario tra clienti e traduttori freelance nei lavori come la gestione dei formati e delle posizioni dei file, le recensioni dei clienti e così via.

Lavori tediosi come questi, di gestione dei progetti, offrono un’opportunità per la “disruptive innovation” (l’innovazione che distrugge) – magari un equivalente nel mondo della traduzione di Uber, l’app dei taxi. È improbabile che un software rimpiazzi i traduttori, tuttavia potrebbe coordinare più efficientemente il loro lavoro con i clienti. Smartling, una compagnia americana che sta tentando di eliminare i mediatori umani in questo modo, ha tra i suoi clienti Tesla, produttrice di auto elettriche, e Spotify, un servizio di musica in streaming.

Jochen Hummel, un pioniere nelle memorie di traduzione, afferma che una svolta reale si avrebbe nel combinare il software, la memoria e la gestione dei contenuti in un unico database. Ma fare soldi può essere ancora difficile. Il colosso americano della tecnologia non ha provato a commercializzare Google Translate. Un ex dirigente ha affermato che l’azienda ha sperimentato un software di gestione dei contenuti, ma ha poi “deciso di focalizzarsi su cose più semplici, come le automobili automatiche.”

Fonte: Articolo pubblicato il 7 Febbraio 2015 su “The Economist”

Traduzione a cura di:
Federica Bucci
Traduttrice inglese, spagnolo > italiano
Sulmona (AQ)

La tecnologia non rimpiazzerà i traduttori

 Categoria: Strumenti di traduzione

Oggi puoi parlare al telefono in una delle maggiori lingue europee e un’app di Google tradurrà le tue parole in una lingua straniera, in forma scritta o attraverso una voce elettronica. Di recente, Skype, un servizio di telefonia tramite internet, ha affermato che avrebbe offerto praticamente la stessa cosa (solo in inglese e in spagnolo). Ma affermare che simili prodigi tecnologici implicheranno la fine di attività di traduzione tradizionali è prematuro.

Un software può dare un’idea generale di una lingua straniera, ma abbozzare non è abbastanza in presenza di un fine economico (se i dirigenti sono ragionevoli). Inoltre, i programmi poliglotti sono solo un graffietto in un’industria estesa. Il commercio della traduzione, dell’interpretazione e della localizzazione di software (modificare siti web, applicazioni e cose simili per metterle a disposizione in una lingua straniera) genera introiti di 37 bilioni di dollari l’anno, secondo una ricerca del Common Sense Advisory (CSA), un’azienda di consulenza.

Il mercato sta crescendo e si sta espandendo. Nell’Europa continentale, la traduzione un tempo era dominata dalle lingue FIGS (francese, italiano, tedesco e spagnolo); il giapponese, il cinese e il coreano erano le uniche lingue asiatiche di cui si parlava. All’incirca il 90% degli acquisti online vengono sostenuti da chi parla una tra 13 lingue, afferma Don DePalma del CSA. Ma altre lingue stanno crescendo, sia per ragioni politiche che commerciali.

I burocrati dell’Unione Europea oggi comunicano in 24 lingue. In Asia, lingue che una volta non venivano considerate, come il vietnamita e l’indonesiano, stanno diventando più importanti grazie alla crescita di quei Paesi. Le imprese che operano in Africa considerano le lingue del continente sempre più importanti. Grandi aziende di software, come Microsoft, trovano redditizio localizzare i loro prodotti in lingue minoritarie come il maya e il lussemburghese. La traduzione, dunque, non è più solo verso o dall’inglese.

La tecnologia, ben lontana dal rimpiazzare gli umani, si è rivelata invece uno strumento utile ad aiutarli nello stare al passo con le impetuose richieste di traduzioni di alta qualità. Le “memorie di traduzione” (TM) furono i primi importanti strumenti utili a tal scopo. A partire dagli anni 80 i traduttori ebbero accesso a enormi database TM che contenevano intere frasi già tradotte in precedenza in una data combinazione linguistica, che li aiutavano a velocizzare il lavoro ripetitivo, come la traduzione di manuali di istruzioni.

Seconda parte di questo articolo >

Fonte: Articolo pubblicato il 7 Febbraio 2015 su “The Economist

Traduzione a cura di:
Federica Bucci
Traduttrice inglese, spagnolo > italiano
Sulmona (AQ)

Tradurre: reazioni contro la tecnologia (3)

 Categoria: Strumenti di traduzione

< Seconda parte di questo articolo

Davanti a stimoli differenti la mia esperienza può essere legata a brutti o cattivi ricordi: se la storia che sto leggendo narra di un coniglio la mia reazione è positiva, perché la prima immagine che si apre nella mia mente è quella di Pisolino, il mio peluche preferito di quando ero bambino, un coniglietto panciuto azzurro, tuttavia, nella mente di un altro lettore le sensazioni potrebbero essere opposte, perché da piccolo, giocando nella fattoria del nonno, è stato morso da uno di questi terribili animaletti.

La questione però va oltre e mi porta a negare l’esistenza della sinonimia. Sbornia o sbronza? Albe-de-dessert o moscato moldavo? Di sbieco o di sguincio? Trincare o bere? I deliri annebbiati dai fiumi dell’alcool del protagonista di Mosca-Petuški di Erofeev mi appaiono con sfumature diverse a seconda delle parole utilizzate in varie traduzioni italiane o anche per quella che potrebbe sembrare un’inezia come la posizione di un aggettivo o di una virgola. Non ci si faccia ingannare da questi discorsi: lo stesso concetto è valido a tutti gli effetti anche per quello che viene considerato l’ambito tecnico-scientifico, non rimane confinato all’élite letteraria.

La sinonimia non esiste neanche qui. Una pompa di calore può raffreddare, refrigerare o raffrescare, mentre un’impresa di giardinaggio a corto di strumenti potrebbe ordinare un certo numero di tagliaerba, rasaerba o falciaerba. La scelta spesso è frutto di ragionamenti di marketing, dove la differenza la fanno le sfumature; occorre trovare quella giusta per innescare nel lettore la reazione voluta e accendere nel suo cervello una determinata spia: è come spingere un pulsante su un telecomando (ci sono ricascato, senza tecnologia non so stare).

Cara tecnologia, ti ho sconfitto. Tu non hai questa sensibilità verso la non-sinonimia, la tua “anima” non funziona come la nostra, non carpisci le sfumature, nella tua mente non si verifica quel meccanismo di stimolo e reazione che permette al traduttore umano di comporre un testo seguendo una certa sensibilità. E questo non cambierà mai; in fondo ho trovato il mio angolo di paradiso.

Autore dell’articolo:
Marco Panzavolta
Dottore in Traduzione Specializzata e in Lingue e Culture Moderne e Contemporanee
Ravenna

Tradurre: reazioni contro la tecnologia (2)

 Categoria: Strumenti di traduzione

< Prima parte di questo articolo

Tuttavia, ci sarà sempre qualcosa in cui fallirà, qualcosa di fondamentale che le manca ed è quel concetto misterioso che è l’anima. Dopotutto, se queste innovazioni fossero migliori di noi finirebbero per programmarsi e costruirsi da sole, e gli ultimi esseri umani rimasti passerebbero il loro tempo a girarsi i pollici in un robot-bar a rimpiangere i tempi in cui i padroni eravamo noi. Quello che è veramente diverso è il processo di assimilazione, il nostro modo di recepire e reagire alla lettura delle varie parole che diventano frasi e poi testo.

Ogni insieme di lettere stampato nero su bianco (o su schermo, diviso in stringhe, intervallato da tag, uffa), ogni frase, ogni capitolo, insomma, qualsiasi cosa leggiamo rappresenta uno stimolo per il nostro cervello; di fronte a un certo stimolo ognuno di noi ha una reazione particolare, che è dovuta e influenzata da tutta la nostra esperienza di vita. Si pensi al diverso significato attribuito al crisantemo dalla nostra cultura e, ad esempio, da quella giapponese, dove è simbolo di vita e gioia; facciamo un esempio ai limiti dell’assurdo: un’agenzia matrimoniale asiatica di successo vuole esportare il proprio business in Italia, attratta dalle grandi opportunità offerte dai nostri paesaggi romantici e storici.

Per farsi conoscere nella nostra penisola questa compagnia decide di tradurre (o, meglio, localizzare) il proprio sito web, che pullula di foto di cerimonie addobbate con cascate e archi di crisantemi e di descrizioni di servizi che fanno riferimento all’utilizzo di questo fiore per decorare la location della cerimonia. La reazione che abbiamo di fronte all’immagine del crisantemo è quella di pensare al lutto, alla tristezza e sono certo che il messaggio che vuole inviare questa agenzia sia del tutto opposto; sarà quindi necessario effettuare delle modifiche per stimolare nel lettore la reazione desiderata. Ad ogni stimolo una reazione, non solo a livello di cultura nazionale, ma anche sul piano personale.

Terza parte di questo articolo >

Autore dell’articolo:
Marco Panzavolta
Dottore in Traduzione Specializzata e in Lingue e Culture Moderne e Contemporanee
Ravenna

Tradurre: reazioni contro la tecnologia

 Categoria: Strumenti di traduzione

Il mestiere del traduttore ha i giorni contati. I programmi di traduzione automatica disponibili gratuitamente online ci spazzeranno via. Siamo pupazzi di neve nell’era del riscaldamento globale. – No, mi dispiace non so come si dica in russo ‘parmigiana di melanzane’. Ma che traduttore sei? Certo che se poi uno non sa neanche fare bene il proprio mestiere la faccenda assume contorni davvero drastici.

Ma davvero siamo una specie in via di estinzione? Per quanto sia ormai diventata una protesi vitale per il nostro corpo e per la nostra vita, mi sono sempre sentito in competizione con la tecnologia, anzi, mi è sempre stata decisamente antipatica. Ovviamente non ho potuto fare a meno di stipulare una pace col nemico: avrei abbracciato alcune tra le sue diavolerie e tentazioni a patto che mi avrebbe lasciato in pace nella mia occupazione di tutti i giorni; un modo per non pensare di aver venduto l’anima al diavolo. Ed ecco che ho deciso di tentare la strada della traduzione, il paradiso per un miscredente come me!

Dizionari polverosi, occhiali spessi, la calma di una biblioteca cupa e silenziosa, l’odore e il rumore della carta ingiallita di un vecchio libro, le mani sporche di inchiostro…sono stato ingannato. Scadenze, computer, CAT Tools, pre e post editing, Google Translate, xml, sdlxliff, localizzazione siti web, 100% match non mi pagano, crea un corpus con BootCaT che poi studiamo le ricorrenze di ‘parmigiana di melanzane’ su AntConc. Mai fidarsi dei cattivi. Eppure, secondo me l’ho fregata; ci ha provato, e il tentativo è apprezzabile: alcuni software di traduzione automatica riescono a tradurre in modo accettabile alcuni generi testuali, basti pensare al nuovo mestiere di pre e post editor (ho assunto il mio peggior nemico).

Seconda parte di questo articolo >

Autore dell’articolo:
Marco Panzavolta
Dottore in Traduzione Specializzata e in Lingue e Culture Moderne e Contemporanee
Ravenna

L’evoluzione dei (miei) CAT tool (3)

 Categoria: Strumenti di traduzione

< Seconda parte di questo articolo

Quinto Cat Tool
Sin da quando iniziai a conoscere quali sono i CAT tool disponibili sul mercato inciampai più volte su SDL Trados Studio. Ho letto una miriade di articoli di blog e commenti di traduttori che lo usano/usavano e che lo odiano o lo amano, o tutte due. La mia opinione è che “è solo un altro CAT tool”. Se andate sul loro sito web leggerete che è “il software di traduzione n.1 al mondo”; non posso confermare se è vero, ma l’articolo di blog CAT tool use by translators: what are they using?, pubblicato sulla piattaforma di blogging di Proz.com, conferma che è il CAT tool più utilizzato dai traduttori professionisti.

Vi consiglio di leggere l’articolo, è molto interessante. Se vi state chiedendo se ho comprato SDL Trados Studio o meno, la risposta è “sì” (l’ho installato in una macchina virtuale Windows e lo utilizzo sul mio Mac grazie a Parallels Desktop). Alla fine ho investito 795€ in questo CAT tool per due motivi principali: le offerte di lavoro più interessanti che trovo richiedono questo CAT tool e il settore europeo della traduzione combinato alle mie aree di specializzazione mi hanno in un certo senso spinto a comprarlo. Non lo odio e non lo amo, è uno strumento come un altro. SDL Trados Studio è attualmente il CAT tool che uso più di tutti, seguito da Wordfast Pro. Apro raramente gli altri che ho elencato, ma li tengo installati nel caso in cui un potenziale cliente voglia che li utilizzi.

Concludo dicendo che avere un (particolare) CAT tool non è per nulla obbligatorio. Ogni situazione è unica. In occasione di conferenze professionali ho conosciuto traduttori di grande successo che lavorano senza un solo CAT tool! Tuttavia, essendo io stesso un traduttore tecnico, ho constatato molto velocemente che questi programmi sono particolarmente utili se si vuole aumentare la propria produttività e garantire un uso costante della terminologia in un documento.

Divertitevi traducendo e trovate la soluzione che fa per voi!

Autore dell’articolo:
Enrico Antonio Mion
Traduttore EN/FR > IT
Specializzazione: ciclismo, e-commerce
Marseille (Francia)

L’evoluzione dei (miei) CAT tool (2)

 Categoria: Strumenti di traduzione

< Prima parte di questo articolo

Secondo Cat Tool
Il mio secondo CAT tool è stato CafeTran Espresso. Da bravo italiano, mi è bastato il nome per aver voglia di provarlo. Due anni fa costava 80€ e includeva aggiornamenti gratuiti per un anno e due licenze (ciò significa che si può scaricare e usare su due computer). Ora, sul loro sito, che tra l’altro è stato completamente riprogettato, si legge invece che costa 80€ annui o 200€ per una licenza perpetua. Tutto ciò mi fa pensare che questo CAT tool stia avendo grande successo, e ammetto che ne ero abbastanza soddisfatto. Ricordo che avevo notato sin da subito che l’interfaccia utente era più semplice di quella offerta da OmegaT e che aveva l’aria più professionale. A questo punto della mia carriera avevo già trovato il mio primo cliente e stavo creando e usando molte banche dati terminologiche e anche molte memorie di traduzione. Dimenticavo, il loro servizio clienti è eccezionale!

Terzo Cat Tool
Ero un felice utilizzatore di CafeTran Espresso quando scoprii Swordfish (320$ US) e lo comprai, soprattutto perché volevo approfittare dello sconto del 60% (!!!) offerto agli studenti prima di terminare il mio ultimo anno di università. Credo di aver scoperto Swordfish perché a scuola iniziai a imparare come effettuare l’allineamento di documenti e come estrarre termini, e volevo avere un programma che offrisse queste funzioni. Infatti, tra gli altri programmi offerti, su maxprograms.com si possono trovare Swordfish, che include dei plug-in molto utili (come Anchovy per l’estrazione di termini), e Stingray (100$ US – 60% per gli studenti), che è un programma di allineamento. Li comprai entrambi e iniziai a usarli tutti i giorni. Non ricordo aver riscontrato problemi particolari e continuavo a usare banche dati terminologiche e memorie di traduzione.

Quarto Cat Tool
Scaricai Wordfast Pro esclusivamente perché un’agenzia con la quale collaboro richiede l’uso di questo CAT tool. Quando scaricai e iniziai a utilizzare questo CAT tool ero a mio agio con questi tipi di programmi. Vi accorgerete che dopotutto non sono molto diversi l’uno dall’altro, se non forse per il fatto che l’interfaccia utente si presenta in colori diversi. Perciò non ho molte opinioni su Wordfast, direi solo che una licenza “con la data di scadenza” non mi incoraggia all’acquisto: Wordfast offre una licenza di tre anni al costo di 400€ e il 50% di sconto su ogni rinnovo successivo. La buona notizia è che si può scaricare e utilizzare gratuitamente, ma alcune funzioni sono limitate (ciò non mi ha mai impedito di lavorare su un progetto di traduzione).

Terza parte di questo articolo >

Autore dell’articolo:
Enrico Antonio Mion
Traduttore EN/FR > IT
Specializzazione: ciclismo, e-commerce
Marseille (Francia)

L’evoluzione dei (miei) CAT tool

 Categoria: Strumenti di traduzione

Se non si è un fornitore di servizi linguistici, probabilmente non si è mai sentito parlare di CAT tool, un acronimo che sta per Computer-Assisted Translation, la traduzione assistita dal computer. Scrivo questo articolo per condividere la mia esperienza con questo tipo di programmi e magari anche per aiutare chiunque sia nuovo in questo settore a sceglierne uno.

Non appena si fanno i primi passi nel settore della traduzione si sente parlare di CAT tool e, in qualche modo, si percepisce il bisogno di averne uno perché la sensazione generale è che il settore stesso lo impone. Ti viene sempre chiesto qual è il CAT tool che usi e i clienti si aspettano che ne menzioni almeno uno di quelli disponibili sul mercato. È per questo motivo che, mentre ero ancora uno studente, iniziai a cercare il mio primo CAT tool: sentivo il bisogno di provarne uno per vedere se era davvero necessario per la mia carriera o se era soltanto uno strumento superfluo. La scelta e l’uso dei miei CAT tool sono stati condizionati in primo luogo dal mio sistema operativo, Macintosh, poi dal prezzo del CAT tool stesso e infine dal mio flusso di lavoro (entrate).

Ora che ho svelato i retroscena posso iniziare a parlare dell’”evoluzione” dei miei CAT tool.

Primo Cat Tool
Se si sta per iniziare e si è studenti, è molto probabile che si scarichino dei programmi gratuiti. È per questo motivo che tutto ebbe inizio con OmegaT, un programma open source gratuito. Lo scaricai e fui contento, finalmente avevo installato un CAT tool. Lo usavo per fare i compiti di traduzione (e mi sono subito sentito come un traduttore professionista). OmegaT è un CAT tool perfetto per iniziare a capire il funzionamento di questi programmi. Ricordo che avevo creato una banca dati terminologica, che usavo spesso e volentieri, e che non mi era chiaro come gestire le mie memorie di traduzione. Più tardi mi sentii molto confuso anche a causa di tutti i plug-in che potevo installare. Se scegliete di provare OmegaT, vi consiglio di essere pronti a scaricare, installare e aggiornare molto spesso. Si tratta comunque di un programma gratuito, ottimo per rompere il ghiaccio!

Seconda parte di questo articolo >

Autore dell’articolo:
Enrico Antonio Mion
Traduttore EN/FR > IT
Specializzazione: ciclismo, e-commerce
Marseille (Francia)

Google Translate vs Traduzione umana (2)

 Categoria: Strumenti di traduzione

< Prima parte di questo articolo

Sorprendentemente, il Google Translator è stato in grado di produrre una traduzione dei contenuti audio e scritti in maniera relativamente veloce. Tuttavia, il programma non ha avuto la capacità di rilevare efficacemente le sfumature più sottili nel contenuto che consentono una traduzione più accurata. Al contrario, Adriana non solo è stata in grado di individuare quelle sfumature, ma le ha anche sfruttate per produrre una traduzione molto più precisa.

Quando si parla di intelletto, nella sfida tra uomo e macchine o tecnologia, l’elemento umano è ancora superiore. Il Google Translator ha avuto varie carenze che sono state subito evidenti, come la tendenza a essere iper-letterale quando traduce il contenuto di un testo o di un audio. Questo è dovuto al fatto che Google non ha la capacità di individuare certi idiomi culturali o le sfumature che indicano come una certa parola sia stata usata e ciò porta anche a una scelta mediocre dei vocaboli nelle traduzioni. Le translitterazioni raramente forniscono le traduzioni migliori.

Un’altra area in cui questo programma ha fatto fatica è stata quella grammaticale, non avendo l’abilità di tradurre le differenze nella forma grammaticale fra le due lingue. In più, c’è stato un problema con la frammentazione della sintassi, che ha ulteriormente diluito la chiarezza della traduzione. Al contrario, il traduttore umano se l’è cavata particolarmente bene nelle aree dove il programma artificiale è stato debole. Almeno per ora, quindi, non c’è ancora un sostituto per l’intelligenza umana, specialmente quando si tratta di traduzione linguistica.

Fonte: Articolo scritto da Costea Lestoc

Traduzione a cura di:
Florinda Gargiuoli
Direttore editoriale Sesat Edizioni
Bologna

Google Translate vs Traduzione umana

 Categoria: Strumenti di traduzione

Ammettiamolo: è da diversi decenni che sentiamo parlare della progressiva affermazione dell’intelligenza artificiale, con la promessa di macchine dotate d’intelletto in grado di competere con quello di un essere umano. E, sebbene fino a poco tempo fa ciò sembrava essere una pura illusione, i recenti sviluppi hanno prodotto alcuni risultati promettenti.

Un settore nel quale l’intelligenza artificiale è sempre più diffusa è quello dell’industria automobilistica. Esistono auto che hanno la capacità di parcheggiarsi da sole, con poca o perfino senza alcuna assistenza. Alcune possono correggere automaticamente l’accidentale deviazione in altre corsie o addirittura fermarsi quando viene rilevato un oggetto davanti alla macchina. Inoltre, Google ha sviluppato un veicolo che ha la capacità di guidarsi da solo per migliaia di chilometri privo di assistenza umana, senza il verificarsi di incidenti.

Recentemente, Microsoft e Google hanno rilasciato la loro versione di applicazioni dotate d’intelligenza artificiale che hanno la capacità di tradurre sia contenuti audio che testuali da una lingua a un’altra. Queste applicazioni possono essere scaricate su smartphone, tablet o pc.

Curiosi di scoprire se queste app sono all’altezza degli standard di un traduttore umano?
Una delle migliori aziende di traduzione ha deciso di mettere alla prova questa tecnologia. Lo scopo era determinare se questo tipo di programma avesse la capacità di individuare le sottili sfumature che esistono nella comunicazione linguistica e che hanno un impatto sull’interpretazione e sulla traduzione. L’azienda ha deciso di usare lo spagnolo come lingua da tradurre in inglese e ha, quindi, selezionato due dei propri migliori traduttori spagnoli per partecipare al test. Un traduttore, Gaby, sarebbe stata il giudice tra il traduttore umano, Adriana, e il tool di traduzione di Google.

Questo test si è concentrato su diversi elementi chiave che sono fondamentali per fornire un’accurata traduzione da una lingua a un’altra, compresi gli idiomi culturali, la grammatica e la comprensione. Inoltre, in questa valutazione è stato dato un peso anche ai generali punti di forza e punti deboli.

Nell’articolo di domani analizzeremo i risultati del test (ndr).

Fonte: Articolo scritto da Costea Lestoc

Traduzione a cura di:
Florinda Gargiuoli
Direttore editoriale Sesat Edizioni
Bologna

Linguee: nuove funzionalità

 Categoria: Strumenti di traduzione

Molti dei nostri cari colleghi hanno usato Linguee per anni, ed esso è un grande strumento. Noi ci assicuriamo sempre di mettere in evidenza ai nostri studenti più affezionati che Linguee non può essere solo utilizzato come un sostituto di dizionari di alto livello, ma piuttosto come uno strumento complementare. Ci sono strumenti del web davvero molto forti che rendono facile la vita dei traduttori e Linguee è uno di essi (e uno dei migliori, tra l’altro è la banca dati terminologica IATE).

Se non avete ancora familiarità con Linguee, sappiate che esso è essenzialmente uno strumento del web che ricerca traduzioni pubblicate attraverso il termine che state cercando. Non c’è alcuna garanzia che ciò che state cercando sia stato tradotto correttamente e non c’è alcuna recensione dei risultati, ma potete vedere i termini tradotti da altri, completi di link e fonti, e vedere il termine/i nel contesto, che può essere più utile. Esso è uno strumento di ricerca prezioso, e spesso, i risultati derivano da siti di alta qualità, come pubblicazioni dell’Unione Europea e delle Nazioni Unite. Linguee è disponibile in molte lingue. Esso è particolarmente utile per frasi parziali. Per provarlo, cercate qualcosa tipo “la corte è adesso aggiornata”.

Pochi giorni fa, abbiamo sentito alcuni nostri amici di Linguee che ci hanno raccontato di alcune delle loro ricerche più recenti, che risalivano al 9 Febbraio e che avevano messo in evidenza degli aggiornamenti per renderlo migliore. Qui di seguito ciò che hanno detto:
Linguee è un dizionario multi-linguistico online e uno strumento di ricerca per traduzioni, disponibile in più di 200 combinazioni linguistiche. Il nostro motore di ricerca dà accesso ad oltre un miliardo di testi tradotti ed ha risposto a più di 4 miliardi di quesiti, aiutando 25 milioni di persone diverse solo nel Novembre 2014.

Il lancio che ha avuto luogo lo scorso 9 febbraio (ndr) ha visto il debutto dell’innovativa tecnologia di auto-completamento ed auto-correzione (non l’ordinario flusso di auto-completamento – Linguee non mostra solo la parola che state cercando un attimo prima che finiate di scrivere, ma anche le relative traduzioni). Grazie a questa nuova tecnologia gli utenti hanno adesso a disposizione la traduzione richiesta un attimo dopo la battitura delle sole prime lettere della parola.

Altri significativi sviluppi riguardano contenuti drasticamente migliorati, il potenziamento di una funzione audio per la pronuncia e una versione mobile completamente nuova e dinamica. Durante l’ultimo anno, Linguee ha collaborato con oltre 400 traduttori professionisti, lessicografi e linguisti con l’obiettivo di mettere a disposizione dei suoi utenti il contenuto migliore disponibile sul web.

Fonte: Articolo scritto da Judy e Dagmar Jenner sul Blog Translation Times

Traduzione a cura di:
Anna Tammaro
Dott.ssa in Plurilinguismo e multiculturalità
Traduttrice e scrittrice free lance
Napoli

Tecnologia e barriere linguistiche (3)

 Categoria: Strumenti di traduzione

< Seconda parte di questo articolo

Come la gran parte dei traduttori professionisti, Lloyd Bingham, direttrice di Capital Translation a Cardiff, utilizza i metodi CAT per rendere il suo lavoro più efficace, senza che questi sostituiscano le tradizionali competenze traduttive. “Per le tecnologie di traduzione, vale il detto o le ami o le odi “, spiega Bingham. “E’ probabile che il traduttore freelance medio non le apprezzi tanto quanto una grande agenzia di traduzione. Queste tecnologie permettono alle agenzie di risparmiare denaro, mentre i freelance che le utilizzano devono effettuare sconti in quanto rendono la traduzione più efficace e veloce.

“Generalmente parlando, i traduttori lavorano volentieri con le tecnologie di traduzione ammesso che queste rendano il loro lavoro più efficiente e li aiutino a soddisfare in modo migliore le esigenze dei clienti. Strumenti come Google Translate non fanno questo. Se vuoi conoscere il senso di una frase, allora va bene. Ma mai fare affidamento su di esso per tradurre un documento ufficiale, figuriamoci se deve essere pubblicato”.

“I software CAT conservano segmenti di testo per futuri utilizzi in quella che noi chiamiamo memoria di traduzione“, spiega ancora. “Quindi se in futuro ci imbattiamo in un documento da tradurre che abbia parole simili, possiamo riutilizzare parti o addirittura l’intera traduzione di una data frase. Questo rende la traduzione molto più efficiente e più coerente, perché useremo la stessa terminologia, stile e registro per lo stesso cliente.

Bingham aggiunge: “Anche se i prezzi sono più bassi per via degli sconti, possiamo accettare più lavoro ad una qualità migliore, quindi ci sono tanti pro quanti contro. Inoltre, alcuni clienti si stanno accorgendo che Google Translate produce spazzatura e questo va ad alimentare la richiesta di traduzioni umane professionali.
La tecnologia, a quanto pare, sta avendo un forte impatto sull’industria della traduzione, ma è ben lontana dal sostituirla. Andy Way sottolinea: “Ci sono tante di quelle traduzioni da fare ( le stime indicano che solo il 5% circa di quello che ha bisogno di traduzione, viene di fatto tradotto), che un bravo traduttore non rimarrà mai a corto di lavoro. Quello che sta avvenendo, è un cambiamento nel suo lavoro”, prosegue Koehn. “I traduttori diventano sempre più degli editori sul contenuto di un testo più che veri e propri traduttori”.

In ogni caso, per quanto l’industria della traduzione possa progredire e migliorare, nessuna traduzione sarà mai buona come quando alla base c’è la comprensione della propria lingua, afferma Nataly Kelly. “Quando si imparano parole ed espressioni, si imparano anche valori culturali. Molte parole non hanno una vera traduzione, semplicemente perché quei concetti non esistono in un’altra cultura. La lingua riflette la costante evoluzione della società, motivo per cui gli esseri umani si tengono al passo più facilmente rispetto ai software. In poche parole, non esiste nulla che sostituisca l’apprendimento di una lingua straniera”.

Fonte: Articolo di Martin Williams in inglese pubblicato su “The Guardian” il 19 settembre 2014

Traduzione a cura di:
Napoli Vittorio
Dottore in traduzione specializzata

Tecnologia e barriere linguistiche (2)

 Categoria: Strumenti di traduzione

< Prima parte di questo articolo

Nataly Kelly, autrice di Found in Translation, spiega: “I traduttori professionisti fanno sforzi considerevoli per garantire che il messaggio venga percepito dal pubblico straniero alla stessa maniera in cui l’autore originale lo ha inteso. I software non hanno ancora questa capacità. Un software non possiede il senso dell’umorismo, né la capacità di selezionare le parole ideali per una tipologia di pubblico”.

Il Professor Philipp Koehn, presidente del reparto informatica e machine translation all’Università di Edimburgo concorda: “La traduzione automatica parlata è un problema peculiare in quanto si incontrano due tipi di tecnologie imperfette: il riconoscimento vocale e la traduzione”.
Koehn prosegue dicendo che le preoccupazioni riguardano il fatto che un eccessivo affidamento su app MT potrebbe portare le persone ad avere troppa fiducia in un numero ristretto di enormi società.

Citando il suo progetto Moses spiega: “Per noi, all’interno del settore della ricerca, costituisce di certo una preoccupazione, motivo per cui impieghiamo molto sforzo per lo sviluppo di software open-source”. “Al momento, le machine translation non realizzano enormi guadagni, tuttavia Google e Microsoft ci stanno lavorando su, quindi c’è una possibilità che questo avvenga”.

Ma per via della globalizzazione, alcune organizzazioni non hanno altra scelta rispetto all’utilizzo di nuove tecnologie. Angelique Petritis, un funzionario nel reparto linguistico alla Commissione Europea, spiega che l’istituzione è responsabile della traduzione di 2 milioni di pagine in 24 lingue diverse ogni anno. “Non saremmo in grado di realizzare questa missione senza tecnologie di traduzione aggiornate“, dice Angelique.

“Lo scopo della tecnologia non è rimpiazzare il traduttore umano, bensì velocizzare la sua attività sostituendo in automatico stringhe di testo precedentemente tradotte. Nella condizione migliore, il traduttore umano diventa un editore che è sempre responsabile del prodotto finale.
Aggiunge inoltre: “La tecnologia è uno strumento che aiuta a far fronte alla scarsa disponibilità di traduttori, velocizzando il loro lavoro e consentendo loro di concentrarsi sulle cose fondamentali. Contribuisce inoltre alla coerenza terminologica, indispensabile nei testi dell’UE”.

Terza parte di questo articolo >

Fonte: Articolo di Martin Williams in inglese pubblicato su “The Guardian” il 19 settembre 2014

Traduzione a cura di:
Napoli Vittorio
Dottore in traduzione specializzata

Tecnologia e barriere linguistiche

 Categoria: Strumenti di traduzione

L’eliminazione delle barriere linguistiche si tradurrà in una perdita di lavoro per i traduttori?
Il servizio di traduzione della Microsoft ispirato a Star Trek potrà mai prendere il posto della traduzione umana?
Gli assessori del comune di Swansea saranno senza dubbio consapevoli dei danni causati dalla tecnologia nel settore della traduzione. Quando nel 2008 la risposta di un traduttore è arrivata nella loro casella di posta elettronica, la frase in scozzese è stata debitamente impressa su un segnale stradale. La scritta dice: “Al momento, non sono in ufficio”.

Tuttavia, gli ultimi progressi della tecnologia stanno agevolando l’eliminazione delle barriere linguistiche, rivoluzionando così il ruolo del traduttore tradizionale.
Il lancio nel 2006 di Google Translate, il quale traduce basandosi su centinaia di milioni di testi in rete, ha fatto sorgere una domanda fondamentale : “La tecnologia prenderà il sopravvento?”. Oggi che Microsoft si prepara a lanciare il suo Star Trek Translator, un servizio di Skype che promette di capire le parole pronunciate e di tradurle e trasferirle oralmente verso un’altra lingua in tempo reale, questa domanda sembra più pertinente che mai.

Le dimostrazioni della app prima del lancio sono state sorprendenti, commettendo pochissimi errori.
Ma la pubblicità che ruota intorno alla nuova tecnologia non vuol dire che i computer abbiano ogni tipo di risposta; così la pensa Andy Way, professore associato d’informatica alla Dublin City University. “È più probabile che succeda qualunque cosa in Star Trek che esista un traduttore universale”, afferma Andy Way. Nonostante la tecnologia avanzata stia cambiando il nostro approccio alla traduzione, l’industria della traduzione tradizionale rimane per adesso al sicuro, aggiunge.

I professionisti dividono le tecnologie per la traduzione in due categorie distinte: machine translation (MT), che fa affidamento unicamente sui software e computer-assisted translation (CAT), che viene semplicemente utilizzata come aiuto ai traduttori. Nonostante entrambi conoscano un rapido sviluppo, secondo i traduttori, soltanto il metodo CAT restituisce risultati di qualità.

Seconda parte di questo articolo >

Fonte: Articolo di Martin Williams in inglese pubblicato su “The Guardian” il 19 settembre 2014

Traduzione a cura di:
Napoli Vittorio
Dottore in traduzione specializzata

La traduzione automatica: cenni storici

 Categoria: Strumenti di traduzione

Come tutti già sanno, la traduzione automatica è la traduzione di un determinato testo in una determinata lingua verso un’altra attraverso l’utilizzo di un computer che è, dunque, l’unico responsabile per la realizzazione della traduzione stessa.
Reifler, uno dei pionieri della traduzione automatica, definiva quest’ultima come “the sourmounting of the language barrier by automatic devices”. Incubo di molti traduttori, strumento di supporto per altri, l’idea di un processo automatico per la traduzione attraverso il computer nasce quasi contemporaneamente al computer stesso.

Il primo tentativo di “traduzione automatica” che merita di essere segnalato è quello realizzato nei primi anni ’30 da Georges Artstrouni, ingegnere francese di origine armena che creò una macchina per la traduzione delle lingue chiamata “cerveau mécanique” (cervello meccanico).
Il dispositivo creato da Artstrouni e sviluppato a partire dal 1929, era stato realizzato per eseguire un grande numero di compiti diversi fra i quali la contabilità, la crittografia e, addirittura, la produzione di tabelle di orari dei treni. Nonostante il progetto avesse riscosso grande successo durante l’Esposizione Universale di Parigi, la guerra e l’occupazione territoriale della Francia non ne permisero l’applicazione come previsto. Sin dall’inizio, però, l’ingegnere aveva avuto l’idea di associare il macchinario creato anche ad un’altra mansione, la traduzione, descrivendolo nel patentino datato 1933 come “capace di tradurre da una lingua straniera ad altre tre lingue in esso registrate”. Il dispositivo era costituito da 4 componenti principali: la memoria della macchina (un rotolo di carta alto 40 cm e lungo 40 metri che conteneva, disposti su varie colonne, i termini nelle differenti lingue), una tastiera attraverso la quale inserire le parole da ricercare, un meccanismo di ricerca e uno di “uscita” in grado di fornire il risultato.
Al giorno d’oggi, questi tipi di sistema hanno poco a che fare con la traduzione automatica di per sé, essendo principalmente relazionati con il concetto di “dizionario elettronico”. Nonostante ciò, l’idea di meccanizzare il processo di traduzione era lanciata e molti dei sistemi di traduzione automatica sviluppati negli anni a seguire si basarono proprio sul concetto del dizionario elettronico e della traduzione parola per parola potendo, in questo modo, considerare Artstrouni come uno dei pionieri.

Durante gli anni ’50, l’interesse rivolto alla traduzione automatica era più che altro accecato da visioni di traduzioni eseguite a grande velocità (anche a discapito della qualità): soprattutto durante l’epoca della Guerra Fredda, gli americani e gli inglesi avevano l’impellente necessità di un rapido accesso a tutte le informazioni scientifiche sovietiche. Il risultato? Cominciarono a finanziare progetti per lo sviluppo di macchinari in grado di effettuare traduzioni automatiche dal russo all’inglese: gli errori di sintassi non erano importanti, quel che interessava erano i contenuti.
Seguirono anni di alti e bassi in quest’area segnati in particolare dall’abbandono dei progetti a seguito del rapporto ALPAC (1966) e al “ritorno di fiamma” degli anni ’90 con l’arrivo di Internet in tutte le case e la necessità degli utenti di tradurre le infinite informazioni della rete.
L’archivio online (http://www.mt-archive.info/) reso disponibile da uno dei più grandi studiosi della traduzione automatica, John Hutchins, raccoglie articoli e pubblicazioni dagli anni ’80 ai giorni nostri, ma potendo anche contare su alcuni articoli che ne tracciano la storia iniziale (dagli anni ’50). Un’eccellente risorsa per chi volesse ripercorrere la storia dal “cervello meccenico” ai sistemi statistici come Google Traduttore!

Autrice dell’articolo:
Annalisa Zamagni
Traduttrice e interprete PT, FR, EN > IT
Lisbona, Portogallo

Articoli sulla traduzione audiovisiva (2)

 Categoria: Strumenti di traduzione

I due maggiori editori specializzati in traduzione, Saint Jerome e John Benjamins, presentano numeri dedicati al tema (della traduzione audiovisiva ndt).
La pubblicazione Canadese Meta lanciò un’edizione speciale sulla traduzione audiovisiva nel 2004, con numerosi articoli di ricercatori impegnati sull’argomento.
Ora, all’inizio del 2012, sta per uscire un altro numero speciale, che spero possa essere divulgato a breve.

La nuova edizione speciale di Meta sarà pubblicata da Jorge Diaz-Cintas,
traduttore e ricercatore con alle spalle un lungo elenco di articoli sul tema.
Altri autori onnipresenti in questo campo di studio, e che è molto interessante riproporre, sono Yves Gambier, editore del numero di Meta del 2004 e dell’interessante raccolta (Multi) Media Translation, disponibile su Google Books – il testo introduttivo, pur avendo più di 10 anni, continua ad essere attuale; Patrick Catrysse; Henrik Gottlieb; oltre, per il Brasile, a Vera Lucìa Santiago Araùjo e Eliana Franco.
Di autori bravi ce ne sono molti, ma purtroppo solo pochi hanno un sito e una serie attuale di pubblicazioni.

Infine, oltre a quello che io ho già pubblicato e presentato sull’argomento (da poco disponibile online) e del quale scrivo in questo blog, il mio maggior contributo al tema è stata la mia tesi di laurea.
A tale proposito vale la pena ricordare che le principali università del Brasile sono in possesso di cataloghi online di lavori accademici e permettono l’accesso digitale a molti di essi.
Ma questo è solo un primo spunto di carattere generale. Nel caso qualcuno di voi sia a conoscenza di altre pubblicazioni sulla traduzione audiovisiva, soprattutto se disponibile online, mi farebbe un enorme favore se mi informasse, affinché io possa integrare questa lista.
Spero vi sia utile!

Fonte: “Artigos sobre tradução audiovisual” di Carolina Alfaro de Carvalho, pubblicato l’11 febbraio 2012 sul blog “A Arte da Tradução”

Traduzione a cura di:
Francesca Manzione
Udine

Articoli sulla traduzione audiovisiva

 Categoria: Strumenti di traduzione

Verso la fine del 2011, la PUC (nota università di Rio de Janeiro ndt) ha pubblicato uno speciale sulla traduzione audiovisiva nel numero 11 di Tradução em revista (“Traduzione in rivista”).
La rivista annovera numerosi articoli sulla tecnologia, sulla sottotitolazione, sul doppiaggio, sulla traduzione di file audio, ecc.
Io ritengo imprescindibile, per chi è interessato all’argomento (anche fosse un semplice “spettatore con opinione”), l’articolo di Sabrina Martinez, “Tecnologia digitale, accessibilità e nuovi mercati per il traduttore audiovisivo”.
La Martinez mostra un panorama dell’evoluzione tecnologica e delle trasformazioni della traduzione audiovisiva in Brasile, arrivando ai riflessi della nuova legge sull’accessibilità e alla recente polemica sulla sempre maggior preferenza per il doppiaggio nella TV via cavo.
Ho intenzione di utilizzare questo articolo nei miei corsi, e ritengo che qualsiasi persona dovrebbe leggerne il testo per discutere questi argomenti con maggior cognizione di causa, disponendo di informazioni trasmesse da chi lavora e studia traduzione audiovisiva da molti anni.

Approfondiamo questo argomento: molti studenti di corsi di traduzione mi richiedono continuamente per il completamento di corsi e monografie di dar loro indicazioni sulla bibliografia esistente in materia di traduzione audiovisiva. A volte rimango stupita quando mi dicono che non hanno materiale su cui studiare, considerando che per studiare tutto quello che c’è in giro oggigiorno bisognerebbe trascorrere una vita intera a studiare – io credo che la difficoltà stia solamente nel selezionare il materiale più adatto.

Detto questo, elenco qui di seguito alcune risorse e, col tempo, ho intenzione di integrare la lista.
Il giornale Cadernos de tradução (“Quaderni di traduzione”) pubblicato dall’Università Federale di Santa Catarina, e la rivista Tradução & comunicação (“Traduzione e comunicazione”) di Anhanguera (ex-Unibero), non hanno pubblicato (che io sappia) un numero speciale sulla traduzione audiovisiva, ma quasi sempre compare qualche articolo sul tema in ogni numero. Occorre cercare un po’, ma è proprio in questo che consiste il lavoro del ricercatore. 

Fonte: “Artigos sobre tradução audiovisual” di Carolina Alfaro de Carvalho, pubblicato l’11 febbraio 2012 sul blog “A Arte da Tradução”

Traduzione a cura di:
Francesca Manzione
Udine

Traduttori vs tecnologia

 Categoria: Strumenti di traduzione

L’avvento della tecnologia ha certamente reso la vita più facile, per certi versi migliore. Nulla da ridire per quanto riguarda le migliorie che il progresso della scienza ha apportato. Tuttavia la domanda da porsi è: dove porterà tutto questo? Bisogna riflettere sul fatto che dopo centinaia d’anni di evoluzione, ciò che appare all’orizzonte è una persona dipendente dalla tecnologia, oserei dire un’incapace.
Calcolatrici, automobili che si parcheggiano da sole e così via: usiamo sempre meno il cervello, lasciando che siano le macchine a pensare, a lavorare per noi. Sono molte le aree professionali in cui determinate posizioni lavorative sono a rischio. Casse automatiche nei supermercati e l’e‐commerce, ad esempio, portano via lavoro perché le persone possono essere facilmente sostituite da un computer. La domanda da porsi è se vale la pena perdere il contatto umano per un piccolo guadagno, di tempo o denaro che sia.

Per quanto riguarda la traduzione, trovo sollievo nel credere che mai e poi mai una macchina potrà sostituire il lavoro di un traduttore. Molta gente si ostina ad utilizzare traduttori automatici per la traduzione di testi considerati “meno importanti”, come nel caso di siti web o menu di ristoranti. Così però non viene data la giusta importanza alla mediazione linguistica. Un tipico esempio di strafalcioni che si possono incontrare nella vita di tutti i giorni riguarda i testi turistici. È facile mettersi le mani nei capelli (per noi traduttori) o ridere (per i turisti) leggendo opuscoli informativi di piccole località turistiche o dépliant di piccoli alberghi. L’importanza di una buona traduzione viene spesso sottovalutata, e il lavoro viene fatto fare da parenti o amici che hanno studiato lingue al liceo o da traduttori automatici.

Certamente ci sono stati dei progressi per quanto riguarda la qualità dei traduttori automatici, ma voglio credere che non sarà mai abbastanza. Un computer non potrà mai sostituire il lavoro di un traduttore in carne ed ossa, con un’anima, un cervello pensante. Una macchina non potrà mai tener conto della cultura di un paese nel fornire una traduzione di una parola che sarà spesso e volentieri letterale, se non del tutto errata. Per non parlare del fatto che il testo va adattato: la localizzazione è importante quanto la traduzione stessa. Per tradurre bene serve una mente umana, che sappia leggere tra le righe, che traduca il messaggio, non le parole. E questi sono solo alcuni dei motivi per cui sono contraria all’utilizzo di traduttori automatici.

Un discorso a parte meritano invece i software per la traduzione assistita. Tramite l’utilizzo dei famosi “CAT tool” (e qui si potrebbe aprire un ulteriore dibattito per quanto riguarda la “contaminazione” della lingua italiana) si può tradurre molto più velocemente, creare glossari e memorie di traduzione che rendono la vita del traduttore più facile. Questo sì che è progresso. Far tradurre testi al computer invece è, a mio parere, un regresso. Voglio andare controcorrente ed essere ottimista nonostante i tempi, e credere che siamo in molti a pensarla così.

Autrice dell’articolo:
Athinà Nicole Giannaris (Trieste)
Traduttrice e proofreader EN-ES-GR>IT
Laurea triennale in Comunicazione Interlinguistica Applicata (SSLMIT)
Laurea specialistica in Traduzione (Università di Birmingham)

5 strumenti per la traduzione medica

 Categoria: Strumenti di traduzione

La ricerca terminologica è una parte consistente e di fondamentale importanza del lavoro dei traduttori in ambito medico. La rete offre loro centinaia di risorse per le coppie di lingue e le aree specialistiche più disparate. Karen Sexton ha indicato sul suo blog cinque siti particolarmente utili. Ecco come li ha selezionati:

Medilexicon: questo dizionario figura anche tra quelli citati nel mio post dedicato. È fantastico, soprattutto per cercare gli acronimi di trial clinici e brevetti. Lo trovo esaustivo e molto efficace per tradurre dall’inglese. Comprende anche un dizionario con definizioni, ma io lo utilizzo principalmente per cercare le abbreviazioni.
Pubmed: è un database di articoli scientifici estratti dalle principali riviste internazionali di settore. Durante la mia esperienza come ricercatore medico, qualche anno fa, era il motore di ricerca più utilizzato per la consultazione in ambito scientifico a livello mondiale, e credo lo sia ancora. Gli articoli provengono da riviste più che affidabili e danno accesso a informazioni di alto livello. Unico inconveniente: se non si è registrati al sito, per la maggior parte degli articoli è possibile consultare solo gli abstract. Secondo la mia esperienza spesso l’abstract è sufficiente, in quanto o include ciò che mi interessa o fornisce indicazioni su come proseguire le ricerche.
ScienceDaily: questo sito mi piace perché fornisce la sintesi di studi condotti in vari campi. Lo trovo utile soprattutto quando negli abstract di Pubmed l’informazione che cerco non è chiara: di solito utilizzo i suggerimenti ottenuti su Pubmed come chiave di ricerca su Science Daily per capire meglio la terminologia che sto traducendo.
Medline: la biblioteca nazionale americana di medicina è un’ottima risorsa anche come strumento di ricerca. È molto importante che i traduttori in ambito medico conoscano in modo approfondito gli argomenti dei loro testi prima ancora di mettersi all’opera. Ecco perché è indispensabile salvare tra i preferiti il collegamento a siti che pubblicano informazioni affidabili e accurate su diversi argomenti medici. Medline è decisamente uno di questi.
LILACS: è l’indice più importante e completo della letteratura scientifica e tecnica di America Latina e Caraibi e mette a disposizione articoli completi estratti da riviste di questi Paesi. Utile non solo per i traduttori da e verso le lingue latino-americane, ma anche per chi lavora e ricerca informazioni in altre combinazioni linguistiche in quanto la maggior parte dei contenuti sono in inglese e i traduttori latino-americani consultano le bibliografie per poi cercare gli articoli nella propria lingua. È molto pratico quando si cerca il traducente migliore per un dato termine.

Questi strumenti di ricerca sono davvero utili. Dateci un’occhiata e non esitate a registrarvi sul blog di Karen!

Traduzione dell’articolo apparso giovedì 31 luglio 2014 sul blog di ForeignExchange Translations a cura di:

Elisa Pesce
Traduzioni tecniche EN / FR / DE > IT
Torino