Elogio della traduzione (giuridica)

 Categoria: Servizi di traduzione

Un settore della traduzione che provoca una certa riluttanza tra i giovani che si avvicinano a questo mondo è la traduzione giuridica, che oggi comprende anche (a nostro avviso impropriamente), un tipo di testi più vicini al linguaggio amministrativo che a quello puramente giuridico. Esempi del primo sono i certificati accademici, di nascita, di morte, e, in generale, la maggior parte dei documenti rilasciati dagli uffici pubblici.
Questa riluttanza a prima vista si deve all’idea, peraltro non completamente falsa, che i testi giuridici siano troppo formali, monotoni e con una struttura implacabilmente rigida. Si ritiene pertanto che la parte creativa che tanto piace al traduttore sarà drasticamente ridotta. Anche questo è vero, ma è altrettanto vero che lo stesso vale per altri testi appartenenti alla sfera della traduzione specializzata in generale. E inoltre, anche uscendo da quest’ambito, la traduzione letteraria non è forse una delle più chiaramente delimitate e difficili specializzazioni all’interno del vasto mondo della traduzione?

Ad ogni modo, tornando all’argomento iniziale, diremo che questa rigidità che menzioniamo è quanto meno molto variegata, data la vasta gamma di documenti legali che possiamo trovare. Non è la stessa cosa, ad esempio, tradurre una sentenza di divorzio o un certificato di nascita, come non è la stessa cosa tradurre una citazione giudiziaria o un testamento.
La verità è che, anche se non sembra, la maggior parte dei documenti giuridici sono pieni di sottigliezze e sfumature sintattiche, la cui risoluzione, anziché risultare noiosa, produce particolare piacere e soddisfazione in coloro che considerano veramente appassionante l’arte del tradurre.

Masochismo, diranno alcuni. Puro divertimento diranno invece quelli che considerano la traduzione (compresa quella giuridica) come un modo molto bello di allenare la mente.