Ogni traduzione presenta delle difficoltà più o meno grandi. Vi sono comunque alcune problematiche quasi sempre presenti in ogni progetto di traduzione. Tra queste le principali e maggiormente ricorrenti riguardano le parole chiave (in particolare quando assumono un valore simbolico), le combinazioni di parole, i falsi amici e le componenti di significato esplicite ed implicite. Oggi ci occuperemo delle parole chiave, domani delle altre tre.
Parole chiave
Si tratta di parole usate più volte all’interno di un testo e che hanno un’importanza fondamentale nell’economia dello stesso.
A volte un testo può contenerne molte, il traduttore deve identificarle tutte e fare in modo di usare sempre la medesima terminologia ogni volta che si imbatte nella stessa parola chiave.
Per ovvi motivi, trovare un’equivalenza lessicale appropriata per queste parole è più importante che per gli altri termini generici.
Infatti, se una di queste parole chiave non viene tradotta correttamente, il messaggio centrale del testo può non arrivare a destinazione o arrivarci nel modo sbagliato. Se non si usa sempre lo stesso termine per tradurre una parola chiave, si potranno avere effetti negativi sulla coerenza del testo e sul senso generale di quest’ultimo. Ad ogni modo, si dovrà tener conto dei diversi contesti nei quali compare una certa parola chiave e all’occorrenza la si dovrà tradurre utilizzando parole diverse.
Si immagini di dover tradurre un testo di giornale che parli di telefoni fissi e cellulari nella lingua di un paese dove non esistono reti telefoniche. Sarà innanzitutto necessario isolare il componente comune a entrambi i termini (ad esempio “apparecchio per effettuare comunicazioni a distanza”) e successivamente il componente che li contraddistingue (postazione fissa, mobile).
Com’è facile immaginare, le difficoltà nel tradurre le parole chiave aumentano nel passaggio dai termini materiali ai concetti astratti ad esempio in ambito socio-politico o religioso. Nei casi più ostici sarà importante non considerare le parole individualmente ma per area semantica.
Rimanendo per semplicità su oggetti concreti, se ad esempio si devono tradurre termini del mondo della telefonia come “telefono fisso”, “telefono portatile”, “telefono cellulare”, “telefono satellitare”, sarà d’obbligo individuare componenti più specifici sia comuni che differenziali. Prima di scegliere la parola più adeguata per ciascun termine del gruppo, sarà opportuno fare un raffronto fra tutti i termini che si pensa di utilizzare, arrivando in tal modo a stabilire un set semantico omogeneo ma con le opportune differenze.
Se le culture dei paesi di partenza e di arrivo presentano molte differenze fra loro, bisognerà fare ricorso a dei termini importati anche per le parole chiave. Ad ogni modo, in casi così estremi, sarà fondamentale che le espressioni utilizzate (le parole importate e le modifiche aggiunte) siano assolutamente naturali sia grammaticalmente che semanticamente. Se in qualche caso ciò non fosse possibile, sarebbe allora auspicabile utilizzare un termine magari non del tutto corrispondente, ma comunque naturale. All’interno del contesto si farà poi in modo di rimediare alle differenze di senso create da noi stessi con la tecnica utilizzata.
In certi testi troviamo poi alcune parole chiave particolari, denominate token words, ossia “parole marchio”, le parole cioè che caratterizzano un luogo, uno stile, un’epoca, una moda, ecc. Generalmente tali parole vengono semplicemente traslitterate. A titolo esemplificativo si considerino le parole plaza de toros e matador in un testo che riproduce l’ambiente spagnolo della corrida (tra l’altro essa stessa una parola spagnola ormai entrata nel dizionario italiano). Trattandosi di parole molto caratterizzanti è opportuno trascriverle così come sono senza effettuare alcuna traduzione.
In qualche caso certe parole chiave assumono infine un valore simbolico, aggiungendo al senso principale un senso figurativo o metaforico. Nei suddetti casi, bisognerà apportare degli aggiustamenti alla traduzione.
Questo tipo di problematica è più ricorrente nei testi religiosi e in quelli politici. Nella traduzione si dovrà fare molta attenzione a non tralasciare un’eventuale componente simbolica della parola chiave presente nel testo.
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