Come si legge in tutti i libri di grammatica tedesca, l’articolo è uno dei componenti indispensabili della frase, poiché, grazie ad esso, è possibile stabilire il genere, il numero ed il caso del nome a cui si riferisce.
Il traduttore, a maggior ragione, lo considera essenziale per poter comprendere la costruzione del periodo e, di conseguenza, per poter riprodurre fedelmente il messaggio, che l’autore del testo vuole trasmettere ai lettori.
La domanda, quindi, sorge spontanea: come si determina l’articolo di un vocabolo, di cui, probabilmente, si conosce anche il significato, ma di cui si ignora il genere? Tenendo bene a mente il fatto che in tedesco, a differenza della lingua italiana, esistono tre generi (maschile “der”, femminile “die” e neutro “das”), la risposta è più semplice di quanto si possa immaginare: imparare a memoria! Non esiste, infatti, una ricetta segreta, che possa permettere al traduttore di identificare qualsiasi articolo senza l’ausilio del dizionario, una ricetta che possa alleviare tutte le sue fatiche ed evitare questa inutile e ripetitiva perdita di tempo.
E dunque … chi non ha mai perso le staffe, nemmeno una volta, di fronte agli articoli tedeschi, chi, consapevole della loro importantissima funzione, non si è mai arreso di fronte all’amara realtà, alla loro inequivocabile superiorità, faccia un passo avanti!
Nonostante l’articolo segua, come si è detto, una particolare razionalità a noi totalmente sconosciuta, esistono alcune regole, anche se non sono numerose, che permettono il riconoscimento immediato del genere ed accendono una piccola speranza nel cuore del traduttore o di chi studia la lingua tedesca. Innanzitutto, sono tutti maschili i sostantivi che presentano le seguenti desinenze: -ent, -ant, -or, -ig, -ich, -ling, -ismus, -en (ad eccezione degli infiniti sostantivati), -el (ad eccezione di: das Pendel, die Schachtel), -er (ad eccezione di: das Fenster, die Schwester, die Mutter, das Zimmer); i giorni della settimana, i mesi e le stagioni. Sono femminili i nomi che terminano in: -ung, -heit, -keit, -schaft,-anz, -enz, -ion, -ei, -ie, -ik,
-ur, -tät, -e (ad eccezione dei sostantivi che hanno una declinazione debole, degli aggettivi sostantivati ed alcune altre parole, quali: das Ende, der Schnee, das Auge, der Kaffee, der Tee,…) e i numeri.
I sostantivi con le seguenti desinenze, infine, sono neutri: -chen, -lein, -o, -ment, -um (ad eccezione di alcune parole, tra cui: der Irrtum, der Reichtum,…), le lettere, gli infiniti sostantivati, la maggior parte dei sostantivi che iniziano con Ge- (alcune eccezioni: der Gewinn, die Gewalt, die Gestalt,…), le medicine, i metalli e le sostanze chimiche.
Inoltre, se si utilizza un articolo diverso, può accadere che ciò modifichi non solo il genere grammaticale, ma anche il significato del sostantivo stesso; i casi più noti sono: der See (m) = il lago – die See (f) = il mare; der Leiter (m) = il direttore – die Leiter = la scala. Perciò, nel caso in cui non si può fare affidamento sulla propria ferrea memoria o nessuna regola grammaticale può venire in nostro aiuto (come, purtroppo, capita spesso!), alla domanda “der, die o das?”, ahimè … è meglio rispondere, anche se a noi duole dirlo, con l’aiuto del vocabolario, evitando, così, di cadere in errore.
Autore dell’articolo:
Debora Colombo
Traduttrice EN-DE › IT
Filattiera (MS)