Come rendere locale un contenuto globale

 Categoria: Attività correlate alla traduzione

Nel corso degli ultimi decenni si è assistito a una evoluzione esponenziale del processo di globalizzazione, che ha investito tutti gli ambiti socioeconomici.
Nel caso specifico del settore linguistico, la diffusione sempre maggiore di Internet e degli strumenti informatici di supporto alla traduzione ha portato notevoli vantaggi sia per i traduttori che per i committenti, in termini di organizzazione e gestione di progetti multilingua, mantenimento della coerenza terminologica e stilistica, volume del materiale tradotto.

Col termine internazionalizzazione, strettamente correlato al concetto di globalizzazione, si indica il processo che ha come obiettivo l’adattamento di un prodotto per agevolarne la localizzazione, senza rendere necessaria una nuova progettazione. Generalmente, un prodotto viene internazionalizzato durante il ciclo di sviluppo, pertanto il processo di internazionalizzazione precede le fasi successive di localizzazione. Tale flusso di lavoro riduce notevolmente i tempi e i costi di produzione, garantendo il rilascio di un prodotto finale perfettamente inserito nella realtà locale cui è indirizzato. Per citare un esempio, il processo di internazionalizzazione per un’applicazione software può riguardare la separazione del testo traducibile dal testo che costituisce il codice dell’applicazione. Tale operazione agevola il successivo processo di traduzione, riducendo la possibilità per i traduttori di commettere errori o di modificare il codice di programmazione. Un altro esempio di internazionalizzazione riguarda la stesura del testo che verrà successivamente tradotto. Tale compito viene generalmente svolto dai technical writer, che scrivono per un pubblico globale, elaborando cioè il contenuto affinché sia facilmente adattabile alle varie culture locali.

Il termine localizzazione, traduzione dall’americano localization, deriva invece dalla parola inglese locale, che significa “piccola regione”. Nel linguaggio tecnico il termine indica il processo di preparazione di versioni specifiche di un prodotto destinato a un ambito locale, mediante l’adeguamento a requisiti culturali appropriati. Inizialmente, la localizzazione prevedeva esclusivamente la traduzione e l’adattamento di applicazioni software e relative guida in linea e documentazione annesse. Tuttavia, grazie all’enorme sviluppo di Internet e delle tecnologie IT, la localizzazione oggi comprende anche la traduzione e l’adattamento di siti Web e più in generale di tutte le applicazioni tecnologiche basate sul World Wide Web.
In tale contesto globale, è evidente che la traduzione, insieme alle attività di revisione e correzione ad essa correlate, rappresenta solo una delle fasi di un progetto più ampio di internazionalizzazione e localizzazione. Un progetto di localizzazione completo comprende, infatti, numerose altre attività, quali la gestione di progetti multilingua, lo sviluppo e il testing del software e della documentazione in linea, la conversione dei documenti in formati che ne agevolano la traduzione e l’impaginazione, la gestione delle memorie di traduzione e lo sviluppo di strategie di supporto e consultazione per la traduzione.

Un’altra differenza sostanziale tra traduzione e localizzazione risiede nel fatto che la traduzione, intesa secondo l’accezione tradizionale, viene eseguita solitamente sul prodotto finito, spesso già presente sul mercato. La localizzazione, invece, prevede la traduzione e l’adattamento del prodotto durante le fasi di progettazione, sviluppo e testing, garantendone in tal modo il contemporaneo rilascio in più lingue e paesi committenti. Grazie alla localizzazione, le aziende produttrici di software sono in grado di incrementare le vendite e la diffusione dei loro prodotti su scala globale, senza contare inoltre che spesso sono proprio i regolamenti comunitari e governativi a imporre la traduzione della manualistica e, più in generale, della documentazione nella lingua locale, senza la quale la commercializzazione del prodotto non è consentita. Si tratta, è evidente, di strategie produttive e di mercato perfettamente in linea con l’era della globalizzazione.

Autore dell’articolo:
Maria Porrone
Traduttrice EN-ES>IT
Torino

Traduzione e localizzazione nel settore IT (2)

 Categoria: Attività correlate alla traduzione

L’inglese, eccezion fatta per i bilingue, resta una lingua straniera e, per quanto bene la si possa padroneggiare, un lettore medio sottoposto allo stimolo continuo e coatto di tradurre e interpretare dei contenuti, a volte anche molto complessi , fa presto a perdere il piacere della lettura e, con esso, l’interesse verso il contenuto. Così una brochure, per esempio, concepita per facilitare la diffusione della conoscenza (e quindi anche l’acquisto) di un prodotto o di un servizio, perde il fine per il quale è stata concepita. Per un’azienda questo può tradursi in un mancato ricavo (e prima o poi svilupperanno un software in grado di quantificarlo!). Allo stesso modo, quando i contenuti riguardano, per esempio, la risoluzione di un problema tecnico, questo può impattare significativamente sulla soddisfazione del cliente (customer satisfaction) e quindi sulla sua fidelizzazione.

Un altro fenomeno diffuso è quello della cattiva traduzione dei contenuti web (soprattutto delle pagine destinate ai Distributori (VAD), Rivenditori (VAR), System Integrator (SI), Sviluppatori (ISV) e altre società partner) quando questa viene affidata a traduttori automatici o a personale con buona conoscenza della lingua di partenza ma con una scarsa conoscenza della lingua di destinazione (appunto l’italiano). Questa pratica provoca i danni peggiori in quanto non c’è niente di peggio, per chiunque con un minimo di alfabetizzazione, che leggere la propria lingua deformata e mortificata. Eppure si tratta di un fenomeno talmente diffuso e accettato che all’interno delle comunità dei suddetti destinatari spesso ci si adegua all’errore, adottando nel liguaggio parlato palesi storpiature terminologiche (frutto della cattiva traduzione) al solo scopo di intendersi. Questo avviene perchè, malgrado tutto, e come ci ricordavano i latini, un documento scritto conserva sempre una sua intrinseca autorevolezza.

Questo fenomeno può portare alla nascita di sotto-idiomi di piccole comunità, ma fuori da quel contesto non ha nessuno sviluppo e non produce alcun miglioramento della comunicazione in senso lato. Un errore di traduzione, per quanto piccolo, può inficiare la relazione di fiducia tra chi scrive e chi legge trattandosi di un errore di comunicazione a tutti gli effetti che non ha tempo e occasione per essere corretto.

Autore dell’articolo:
Paola Minieri
Proficiency in English
Esperta linguaggio e best practise IT
Milano

Traduzione e localizzazione nel settore IT

 Categoria: Attività correlate alla traduzione

Ero un colletto bianco e per scelta personale ho rinunciato ai miti del “posto fisso” e del “contratto a tempo indeterminato” per dedicare tempo e energie, visto che sono ancora giovane, al mestiere delle traduzioni. Per fare questo mi sono presa un lungo periodo sabbatico. E devo confessarvi che mi sento sollevata. Avendo lavorato in una multinazionale di informatica leader di mercato mi sono resa conto di quanta poca attenzione venga data alla traduzione e alla localizzazione in italiano della documentazione tecnico-commerciale e dei contenuti web. Benchè l’inglese abbia oggi una diffusione larghissima, soprattutto in aziende multinazionali con casa madre in paesi anglofoni e in aziende modernamente strutturate, non dobbiamo dimenticare che la lingua madre è e resterà per un paese la fonte più efficace di comunicazione e di apprendimento.

Nel settore IT in Italia (ma anche in Francia) il tema della traduzione del materiale di marketing viene sempre più spesso trascurato dando per scontato che dall’altro lato imprenditori e clienti capiscano l’inglese (lingua in cui viene prodotto il 70% dei contenuti IT) e che soprattutto siano predisposti a leggere (o meglio studiare) documenti in tale lingua nel momento in cui fanno le proprie scelte commerciali. Purtroppo non è così. Un gran numero di Business Partner, con i quali ho lavorato in questi dodici anni, ha lamentato una scarsa propensione per la lettura (nonchè comunicazione orale) in inglese. Non molto tempo fa, durante un’attività di ricerca e selezione di nuovi Partner commerciali per un prodotto proveniente da un’acquisizione (e con rappresentanza limitata in Italia), dovetti rinunciare ad una società con buone competenze e provate esperienze sul mercato in quanto nè i tecnici nè il Direttore Commerciale erano in grado di sostenere un incontro conoscitivo con gli executive della società acquisita (che erano inglesi).

La mancata localizzazione di contenuti web di siti pubblici (che promuovono prodotti e servizi verso i clienti finali) o di siti protetti (che promuovono servizi rivolti a partner e fornitori) porta ad un inaridimento della relazione tra Vendor e Rivenditore e tra Vendor (o Rivenditore) e cliente. Questo è ancora più vero in tempi, come i nostri, in cui gran parte dei servizi di supporto (customer service) sono de-centralizzati ed offerti da strutture che nulla o poco hanno a che vedere con l’organizzazione commerciale centrale. Il lavoro dell’organizzazione centrale di società quotate in borsa è sempre più concentrato su attività che portano fatturato a breve termine (questo coinvolge, ahimè, anche le divisioni marketing) e tra queste non rientrano la localizzazione e la traduzione, attitivà che invece semplificherebbero la diffusione della conoscenza di servizi e prodotti in un mercato altamente competitivo.

La seconda parte dell’articolo verrà pubblicata domani.

Autore dell’articolo:
Paola Minieri
Proficiency in English
Esperta linguaggio e best practise IT
Milano

La new economy e la traduzione

 Categoria: Attività correlate alla traduzione

Qual è la realtà oggi? La prima evidenza è il ruolo determinante che l’economia ha assunto nella vita di oggi, diventando la prima componente essenziale cui si rapportano anche gli sviluppi politici, sociali e culturali della civiltà sulla strada del terzo millennio. L’apertura tecnologica dei mercati, la globalizzazione e l’apertura dei mercati finanziari nel giro di poco tempo hanno infatti cambiato volto e prospettive non solo all’economia, ma anche alla vita del pianeta.

Secondo molti economisti, stiamo vivendo la terza rivoluzione industriale. Dopo quella della macchina a vapore e dopo l’elettrificazione, si è arrivati alla società dell’informazione o – ancora meglio – della conoscenza, legata ai computer, all’elettronica, alla robotica e alle biotecnologie.
E questa new economy, la nuova economia, non solo modifica i fattori di produzione e di formazione dei prezzi, ma trasforma la catena del valore e arriva a mutare i contenuti del lavoro, i profili professionali, la struttura della società e la cultura stessa delle persone.

Di fronte a una realtà in movimento, un movimento continuo e così rapido, anche la sua rappresentazione o descrizione, cioè il linguaggio, non può restare immobile. Il linguaggio dell’economia di oggi ha acquisito un’identità nuova, un’identità globale. Basta leggere un annuncio economico, un avviso pubblicitario, per rendersi conto delle enormi novità introdotte nel linguaggio della scienza economica dei nostri giorni.
I rapporti e la collaborazione tra i diversi Paesi nell’ambito economico stanno diventando sempre più intensi. In questo contesto sociale, i traduttori ed interpreti che lavorano in questo campo diventano le figure importanti che possono contribuire al successo in tali rapporti internazionali.

L’attualità dell’argomento della presente ricerca è determinata dai motivi sopraindicati. Inoltre, nella traduttologia moderna esiste ancora la necessità di uno studio più dettagliato delle particolarità della traduzione del linguaggio economico, in quanto il suddetto linguaggio è un fenomeno molto complicato e dinamico. L’argomento in questione richiede una particolare attenzione soprattutto nel contesto del Kazakistan per una semplice ragione: l’Italia è uno dei partner principali del nostro Paese nel settore della collaborazione economica. E’ uno dei Paesi leader per la qualità dei diversi tipi di prodotti, l’industria italiana è molto sviluppata, inoltre, il Kazakistan potrebbe applicare l’esperienza italiana in alcuni settori, soprattutto nel settore terziario, in particolare nel settore del turismo. Nel mese di novembre dell’anno 2009, a Roma, in seguito al Business Forum Italia-Kazakistan, a cui ha partecipato anche il Presidente della nostra Repubblica N.A. Nazarbayev, sono stati firmati circa 150 accordi di collaborazione economica tra i nostri Paesi.

Autore dell’articolo:
Leontyeva Alla
Traduttrice IT>RU – FR>RU
Reggio Calabria

Master traduzione inglese-italiano

 Categoria: Attività correlate alla traduzione

Un master universitario per traduttori residenti in tutto il mondo: www.mastertraduzionespecialistica.it.

Il Consorzio interuniversitario ICoN Italian Culture on the Net www.italicon.it, composto da 20 università italiane, eroga da oltre un decennio un Corso di laurea online in Lingua e cultura italiana (laurea italiana di I livello) per cittadini stranieri e italiani residenti all’estero. Iscrivendosi a questo corso di laurea si sono finora laureate già più di 200 persone in molte nazioni, dall’Australia al Canada, dall’Argentina alla Germania, dimostrando così, con tutta evidenza, la validità di un’iniziativa impegnata a veicolare l’offerta di una proposta culturale di alto livello attraverso modalità organizzative fruibili nei più diversi contesti culturali e socio-economici.

Alla luce di questo incoraggiante bilancio, da alcuni anni ICoN offre anche master universitari di I livello, concepiti come prosecuzione del Corso di laurea in lingua e cultura italiana. Si tratta di un ulteriore impegno per la promozione della lingua e della cultura italiana nel mondo e per la valorizzazione del patrimonio culturale italiano, obiettivi che costituiscono la missione istituzionale del Consorzio.
Tra queste seconde iniziative, segnalo qui un Master in Traduzione specialistica inglese-italiano erogato dalle Università di Bari, Genova e Pisa.

Questo master, fondamentalmente online, con soli tre cicli tra lezioni, approfondimenti ed esami frontali, è alla sua quarta edizione e a breve raggiungerà presumibilmente il numero di oltre 50 diplomati, provenienti da diversi paesi nel mondo. La prima edizione pilota del master è stata riservata ai residenti all’estero, mentre a partire dalla seconda, alla luce delle molte richieste ricevute, si è deciso di renderlo disponibile anche per i traduttori dall’inglese verso l’italiano che vivono in Italia. Le iscrizioni resteranno aperte fino al 22 novembre 2011. Il Master comincerà il 16 gennaio 2012 e terminerà l’11 gennaio 2013.

Per potervi accedere sarà necessario essere in possesso di una laurea almeno triennale di I livello o di una laurea straniera equivalente – come può essere per esempio un BA – , avere una conoscenza molto buona dell’inglese pari ad almeno il livello C1 del Quadro Comune Europeo di Riferimento e conoscere l’italiano scritto a livello madrelingua, con una buona capacità di scrittura e redazione di testi in italiano. Queste competenze verranno verificate attraverso un test d’ingresso online che si terrà il 2 dicembre 2011.

Il master è stato considerato indubbiamente impegnativo a giudizio dei corsisti che l’hanno concluso ma allo stesso tempo è stato valutato molto utile sia per gli approfondimenti teorici sia per l’affinamento delle capacità traduttive nei domini specialistici scelti. A questo proposito specifichiamo che è possibile frequentare classi virtuali di due tra i sei domini offerti che sono: ambiente ed energia, biomedicina e discipline del farmaco, diritto, economia, informatica e localizzazione, tecnologia. Si tratta dunque di un’offerta declinata in più sezioni che coprono in effetti tutte le aree più ampiamente richieste nel mercato della traduzione oggi. Un vantaggio senza dubbio rilevante è la flessibilità data dalla comunicazione virtuale che in modalità asincrona coinvolge tutti i paesi del mondo in cui vivono i corsisti.

Le attività in presenza sono soltanto tre, a inizio, metà e fine programma: due volte a Pisa e una volta alla Direzione Generale della Traduzione di Bruxelles e al Comitato Economico e Sociale/Comitato delle Regioni. Per il resto, la didattica è erogata online attraverso classi virtuali con forum e supportate da tutori specializzati. Le lezioni online, denominate moduli, sono raggruppate nelle sezioni Fondamenti della traduzione, Linguistica contrastiva per la traduzione, Risorse linguistiche e informatiche per la traduzione e Introduzione alla traduzione nei domini specialistici, quest’ultima suddivisa a sua volta in due parti. Non è necessario altro: è tutto in www.mastertraduzionespecialistica.it.

Lo scopo principale è dare ai corsisti gli strumenti necessari per acquisire un metodo di lavoro che renda possibile collocarsi e posizionarsi nella fascia alta del mercato della traduzione dopo aver perfezionato le proprie tecniche traduttive. Altro importante obiettivo, per raggiungere il quale il corsista lavorerà durante lo stage previsto nel mese di ottobre insieme a un traduttore freelance, è potenziare la capacità traduttiva in termini di cartelle per poter passare da una produttività limitata di tipo didattico a una produttività quanto più possibile vicina a quella realmente richiesta nel mercato della traduzione.

Chi non è interessato a ottenere il titolo universitario di master o non è in possesso del titolo di studio richiesto (laurea italiana o titolo straniero equivalente), può frequentare il master in modalità parziale. Il corsista iscritto in questa modalità non svolgerà lo stage e la prova finale ma potrà frequentare tutto il percorso online e svolgere eventualmente esami. Ambedue le opzioni, comunque, offrono certamente un importante contributo per migliorare le proprie opportunità di crescita personale e professionale in un ambito lavorativo particolarmente rispondente alle sempre più crescenti esigenze di comunicazioni e scambi interlinguistici, nei più diversi settori culturali e economici.

Autore dell’articolo:
Laura De Renzis
Responsabile Relazioni esterne
Consorzio ICoN Italian Culture on the Net

Bilinguismo e funzioni cognitive

 Categoria: Attività correlate alla traduzione

Recenti studi canadesi si sono interessati all’influenza del bilinguismo sullo sviluppo della capacità di attenzione.
Si è creduto per molto tempo che fosse negativo crescere in un ambiente bilingue, poiché per il fatto di essere sollecitati in modo diverso dalle due lingue, i bambini avrebbero manifestato maggiore distrazione e confusione. E’ stato invece confermato che i bambini bilingue hanno una capacità d’attenzione superiore a quella dei bambini monolingue: in particolare essi manifestano migliori capacità di controllo esecutivo, cioè sono più abili a distinguere tra compiti diversi e a coordinare informazioni complesse, senza lasciarsi distrarre da fattori interferenti. L’acquisizione di tale competenza rappresenta una tappa significativa nello sviluppo cognitivo del bambino ed è anche una delle prime capacità che deteriorano con l’età.

Per quali ragioni il bilinguismo migliorerebbe il controllo esecutivo?
Bisogna considerare che i bambini bilingue si confrontano quotidianamente con una situazione un po’ più difficile dei monolingue: devono infatti scegliere la lingua da utilizzare per rivolgersi a una persona piuttosto che ad un’altra e devono filtrare in modo immediato la lingua del loro interlocutore. Dal momento che nella mente dei parlanti bilingue le due lingue sono sempre attive simultaneamente, essi sviluppano un meccanismo di inibizione che consente loro di gestirle senza conflitto. Questo allenamento intenso ad un compito di attenzione apporta dei vantaggi anche al di là del linguaggio, in particolare migliorando l’abilità di eseguire più compiti contemporaneamente o in rapida progressione. Là dove c’è una piccola perdita per quanto riguarda le conoscenze linguistiche, ci sono dei benefici direttamente misurabili.

Nei paradigmi sperimentali di cambiamento di compito i bambini bilingue riescono con più facilità rispetto ai monolingue a porre attenzione alla forma e al colore di un oggetto simultaneamente, poiché già abituati a trattare più informazioni alla volta e a passare prontamente dall’una all’altra.
Essi sono avvantaggiati nell’adattarsi a situazioni e regole nuove e nel trovare strategie diverse per risolvere problemi grazie alla loro notevole flessibilità cognitiva. Tale funzione permette di tenere in memoria un obiettivo e di agire per raggiungerlo, ignorando le distrazioni che potrebbero impedirne il conseguimento. Una funzione dunque importante per riuscire in ogni ambito della vita.

Alcuni risultati suggeriscono inoltre che alcuni di questi vantaggi cognitivi vengono mantenuti nella terza età, proteggendo i bilingue dal declino delle funzioni mentali che in genere accompagna l’invecchiamento. In particolare una ricerca dell’Università di Toronto (2007) ha rivelato un effetto protettivo enorme del bilinguismo sulla demenza: il fatto di parlare due lingue durante tutta la vita ritarderebbe di quattro anni l’apparizione dei sintomi della demenza.
E’ stato così dimostrato che il bilinguismo, oltre a rappresentare un indiscutibile arricchimento culturale, favorisce il benessere del nostro cervello. Più l’apprendimento delle lingue è precoce, più le nostre connessioni neuronali saranno ricche e migliori saranno le nostre performances cognitive per l’intero arco dell’esistenza.

Autore dell’articolo:
Laura Morea
Psicologa e traduttrice francese-italiano
Novara

Buona traduzione o buon marketing? (4)

 Categoria: Attività correlate alla traduzione

Concludo con l’articolo di oggi la mia lista sulle azioni da consigliare ad un traduttore al fine di incanalare la propria carriera sui binari giusti.

4 – AVERE PRONTI I BIGLIETTI DA VISITA: Appena cominciamo a notare che il lavoro arriva, armiamoci il prima possibile di bigliettini da visita da “mollare strategicamente” dove e come possiamo. Se ad esempio ci capita di andare ad un convegno sulla traduzione, ad un corso di aggiornamento su Trados, ecc., non andiamoci mai senza una business card da poter lasciare a potenziali clienti futuri;

5 – IL SITO INTERNET: Avete pensato ad un sito internet? Certo, non deve essere per forza un passo indispensabile per tutti, ma può risultare utile per promuoverci, e, perché no, anche divertente e interessante da progettare. In fondo, anche il sito ci deve rispecchiare, ed è, a suo modo, un “grande biglietto da visita interattivo in rete”. Inoltre, ci può aiutare ad aumentare esponenzialmente la nostra visibilità e quindi la nostra rete di clienti. Se fossi alla ricerca urgente di una persona che mi traducesse un documento per me fondamentale, la prima risorsa che utilizzerei è Google;

6 – IL BLOG: Il blog a mio parere è un discorso in divenire, e pure abbastanza delicato. Intendo dire che, a differenza del sito, il blog è “vivo”. Bisogna nutrirlo, accudirlo e coccolarlo su base costante, e bisogna farlo nel modo giusto. Se decidiamo di tenere un blog, dobbiamo essere sicuri di aver voglia di farlo, di essere disposti ad investire periodicamente (ad esempio una volta a settimana, o ogni dieci giorni) un po’ della nostra energia in questo. Detto ciò, e dando per scontato che abbiamo qualcosa di davvero INTERESSANTE da dire, il blog può essere davvero un bel modo di farsi conoscere, ma anche di conoscere e imparare a nostra volta.

Autore dell’articolo:
Sara Alice Manis
Traduttrice e Interprete EN – IT – RU
Pomigliano D’Arco (NA)

Buona traduzione o buon marketing? (3)

 Categoria: Attività correlate alla traduzione

Le mosse fondamentali che un traduttore dovrebbe fare all’inizio o comunque durante la propria carriera sono, a mio avviso, le seguenti:

1 – AVERE UN PIANO: Fare un piano prima di iniziare ad agire. Avere ben chiaro quali sono gli obiettivi che si vogliono raggiungere, porsi un limite in merito al denaro da spendere, al tempo da impiegare al giorno, e una scadenza finale entro cui raggiungere il proprio scopo. Le scadenze possono essere anche più di una. Possiamo avere un obiettivo generale a lungo termine, e degli obiettivi e scadenze minori lungo il cammino verso il “grande traguardo”;

2 – AVERE DEI CONTATTI “PROFESSIONALI”: Moltissimi di noi ricorrono all’uso dell’e-mail, di skype, msn, e di tanti altri metodi di comunicazione in rete. Nel momento in cui però decidiamo di servirci di questo tipo di canali anche in ambito lavorativo, sconsiglierei di dare ai nostri potenziali clienti lo stesso indirizzo yahoo che diamo ai nostri amici, o lo stesso ID skype, con magari un soprannome o un nome buffo. La cosa migliore è crearsi dei contatti ad hoc, solo per il lavoro. Lo stesso può essere fatto in realtà anche con il numero di telefono. Attivare ad esempio un nuovo numero di cellulare che sia il nostro contatto solo per la “parte lavorativa” della nostra vita può evitarci imbarazzi superflui (vi è mai capitato, ad esempio, di rispondere al telefono in maniera assolutamente annoiata e informale, per scoprire subito dopo che si trattava di una chiamata di lavoro?);

3 – CONTATTARE IL CLIENTE: Dopo aver delineato il piano in maniera chiara e aver creato i nostri recapiti ad hoc, possiamo cominciare ad agire per farci conoscere. Secondo la mia esperienza, i modi di contattare potenziali clienti sono fondamentalmente tre: per e-mail, per telefono e di persona. Ovviamente vanno operate delle distinzioni, e, a clienti diversi, vanno applicati tipi di approccio diversi. Ad esempio, un’azienda relativamente grossa, con un sito internet con relativa e-mail di contatto ecc. andrà contattata per e-mail. Un piccolo studio di avvocati che vogliamo approcciare per offrire i nostri servizi come traduttori legali probabilmente andrà contattato telefonicamente, o anche di persona, e così via. C’è da dire che, soprattutto con il metodo e-mail, nel caso di mancata risposta potrebbe essere necessario reiterare l’intervento nel tempo. Una buona idea in questo caso è ad esempio quella di ricontattare la stessa azienda, o la stessa agenzia di traduzione, con una nuova e-mail, ma aggiungendo delle nuove referenze, dei nuovi titoli conseguiti nel frattempo, o delle nuove esperienze lavorative, in modo da non risultare ripetitivi e pedanti;

Nell’articolo di domani descriverò altre tre mosse importanti nella carriera di un traduttore più o meno giovane e più o meno inesperto.

Autore dell’articolo:
Sara Alice Manis
Traduttrice e Interprete EN – IT – RU
Pomigliano D’Arco (NA)

Buona traduzione o buon marketing? (2)

 Categoria: Attività correlate alla traduzione

Il fatto è che ad alcuni viene naturale muoversi nel mondo del lavoro con disinvoltura, proporsi in maniera sfacciata al punto giusto, pensare istintivamente alle mosse strategiche per arrivare alla meta con successo e in tempi relativamente brevi. Sarebbe bello se questo talento facesse parte di ognuno di noi, ma, ahimė, non è cosi. E allora che speranza rimane a tutti quei bravi professionisti che sono in grado di eseguire una traduzione impeccabile ma che non sono naturalmente portati per le public relations? Dovrebbero gettare la spugna e darsi ad un’altra professione? Oppure pagare qualcuno per fare il lavoro di promozione al posto loro?

Niente di tutto ciò, per come la vedo io. Esistono in commercio degli utilissimi libri sulla professione del linguista, sia in italiano che in altre lingue (posso fornire dei titoli, se a qualcuno interessa), ai quali i giovani freelance possono far riferimento per imparare a muoversi nel modo più intelligente al fine di valorizzare il loro talento. Oltre a questo, perchė non imparare anche dai nostri colleghi? Se vediamo che un altro professionista (in questo come in altri campi) fa delle mosse intelligenti e si sponsorizza nel modo giusto, perchė non prendere esempio?

Ecco perchė, dopo aver letto, osservato e ponderato, in questo mio primo intervento vorrei condividere con voi un breve elenco di quelle che sono, a mio parere, le mosse giuste da consigliare a un giovane traduttore in una fase più o meno iniziale della carriera.

L’elenco verrà pubblicato in due articoli separati, domani e dopodomani.

Autore dell’articolo:
Sara Alice Manis
Traduttrice e Interprete EN – IT – RU
Pomigliano D’Arco (NA)

Buona traduzione o buon marketing?

 Categoria: Attività correlate alla traduzione

La mia esperienza nel mondo della traduzione e dei servizi linguistici fino ad ora mi ha insegnato che un traduttore, per poter arrivare a dei guadagni dignitosi, non deve soltanto essere bravo nel proprio lavoro, ma deve anche, e forse a volte ancora prima, essere un buon manager di sé stesso. Come ogni buon libero professionista che si rispetti, anche il linguista deve sapersi promuovere.

Secondo la mia personale esperienza, oggi come oggi il mercato, in questo campo come purtroppo in molti altri, si trova già ad un livello di saturazione notevole. Dato questo per assodato, un giovane traduttore che si trovi a dover muovere i primi passi nel mercato del lavoro e che pensi di raggiungere l’obiettivo di vivere unicamente di questa attività a tempo pieno, deve pensare strategicamente fin dall’inizio.

Ho riflettuto spesso e volentieri sull’importanza di questo aspetto, e spesso e volentieri mi sono domandata “E’ più importante la qualità del servizio, o la qualità della PROMOZIONE del servizio?”. A prescindere dal fatto che se vogliamo essere dei professionisti degni di questo nome la qualità DEVE sempre essere alta, sono in breve tempo giunta alla conclusione che gestire e promuovere in maniera intelligente e strategica la propria immagine e i propri servizi siano un requisito fondamentale per far diventare questo mestiere, che nasce prima di tutto come una passione per la maggior parte di noi, anche un’attività redditizia.

Continuerò a esporre le mie idee nel post di domani.

Autore dell’articolo:
Sara Alice Manis
Traduttrice e Interprete EN – IT – RU
Pomigliano D’Arco (NA)

L’interprete diventa traduttore

 Categoria: Attività correlate alla traduzione

Ad essere sincera sono sempre stata più attratta dall’interpretazione piuttosto che dalla traduzione. Da un lato perché lavorando come interprete si ha l’opportunità di viaggiare e scoprire moltissimo, dall’altro perché sono sempre stata poco precisina, poco attenta al dettaglio e interessata al nocciolo del discorso. Proprio questi pregi/difetti mi hanno resa veloce e funzionale nella traduzione, in poche parole adatta all’interpretazione. Tuttavia i problemi dell’interprete non sono del tutto diversi da quelli del traduttore. Certo, l’interprete simultaneista ha a che fare con la velocità d’eloquio dell’oratore, con la divisione dell’attenzione, deve poter prendere decisioni repentine, deve parlare un buon italiano, privo di cadenze regionali. L’interprete che lavora in consecutiva deve avere un’ottima tecnica di annotazione, nonché una buona memoria. L’interprete di comunità deve far comunicare due parti, prestando forse più attenzione all’interpretazione di quelli che sono atti illocutori, piuttosto che locutori. Eppure tutte queste figure, insieme a quella del traduttore, sono accumunate da una capacità fondamentale: la capacità di comprendere il messaggio comunicativo.

In qualità di studente, ho fatto l’errore di tradurre o interpretare in modo meccanico, traducendo parola per parola. Poi riascoltando o rileggendo il mio prodotto finale, mi sono resa conto che così non poteva funzionare. Il prodotto non era semplicemente fruibile e il mio errore è stato quello di aver tradotto ciò che non avevo capito. Non si può tradurre se non sia ha prima un’ infarinatura sull’argomento, se non si legge prima il testo, se il messaggio chiave non è chiaro. Sembra banale, ma è ciò che molti tendono a fare ed è ciò che rende una traduzione non fruibile. Quando parlo di fruibilità, mi riferisco alla caratteristica del testo, scritto o orale che sia, di essere compreso e percepito come se fosse nato in italiano.

In questa concezione mi ritengo molto vicina alla teoria del senso della Seleskovitch, secondo la quale il senso prevale sulle parole. Questo è l’approccio che rende un’interprete davvero bravo e professionale. Per il traduttore credo valga la stessa regola, prima il senso, poi le parole. Ovvio, se parliamo di traduzione in ambito poetico-letterario tutto ciò viene meno, in quel caso prevale la parola, lo stile, l’estetica. Ma, se abbiamo a che fare con testi divulgativi, informativi o addirittura tecnici, tradurre la parola prima del senso non sarà che ingannevole. Per questo motivo, fatta eccezione per l’ambito poetico-letterario, credo che la figura dell’interprete non sia poi molto diversa da quella del traduttore: entrambi sono dapprima lettori/ascoltatori e solo successivamente latori del messaggio compreso.

Autore dell’articolo:
Chiara Paoloni
Traduttrice freelance EN-DE>IT
Jesi (AN)

Meglio tardi che mai

 Categoria: Attività correlate alla traduzione

Oggi viene inaugurata a Roma, nei pressi di piazza Barberini, la prima “Casa delle traduzioni” italiana. Il progetto, in cantiere dal 2003, intende sopperire alla carenza nazionale di una struttura interamente dedicata al mondo della traduzione; il che permetterà all’Italia di uniformarsi, finalmente, al trend europeo nel settore. Sono molti, infatti, i paesi europei che hanno già attivato misure in questa direzione, dando vita alle così dette Case o Collegi del Traduttore.
Tra le molte esperienze che si potrebbero citare a proposito, è esemplare il lavoro svolto da Françoise Wuilmart, direttrice del Collège européen de Traducteurs littéraires di Seneffe in Belgio; la quale, oltre ad aver fondato nel Collège una struttura di tutto rilievo, ha anche progettato e realizzato un Centro europeo di traduzione letteraria (CELT), ovvero una scuola di formazione post-universitaria che si contraddistingue per le metodologie innovative proposte: approccio pragmatico alla traduzione, seminari condotti da alcuni dei migliori traduttori francesi e belgi, ecc…

La “Casa delle traduzioni” italiana si inserirà nel circuito bibliotecario romano, in qualità di biblioteca specializzata, dando voce e spazio alle iniziative di promozione della cultura italiana e della traduzione qualificata, anche attraverso un eventuale inserimento nella rete Recit (Réseau européen des centres internationaux de traducteurs littéraires).
L’obiettivo del progetto, secondo le dichiarazioni rese dalla responsabile Simona Cives, è quello di creare un luogo d’incontro per i traduttori che diventi anche un punto di riferimento nazionale in grado d’incentivare la multiculturalità, favorire il confronto tecnico-artistico fra i traduttori e promuovere la professionalità di chi svolge questo mestiere; diffusissimo, ma poco riconosciuto.
Se si eccettuano le numerose associazioni di categoria (SNS- Sezione Traduttori, AITI, il network dei traduttori di Biblit,…) e le molteplici iniziative librarie (Salone del libro di Torino, Fiera del libro di Bologna, Fiera della Piccola e Media Editoria romana, Pisa Book Festival,…), i traduttori, contrariamente a molti altri liberi professionisti, sono gli unici a non poter usufruire di un albo appositamente dedicato, magari diviso per settori, che certifichi ufficialmente le competenze tecniche possedute.

A tal proposito, è emblematica la situazione dei traduttori giurati italiani, costretti ad iscriversi all’albo generico dei periti e dei consulenti tecnici delle Camere di Commercio, le cui procedure variano a discrezione delle singole sedi (non tutte, ad esempio, prevedono un esame di qualifica al ruolo), per poter accedere alla posizione di CTU (Consulente Tecnico d’Ufficio), soltanto presso la sede del Tribunale della città di residenza.
In questo senso, la realizzazione della “Casa delle traduzioni”, pur essendo ancora un’istituzione embrionale, potrebbe rappresentare un centro d’orientamento per chiunque voglia intraprendere il lavoro del traduttore: per esempio, indirizzando alla scelta di percorsi di studio e master adeguati, o fornendo informazioni, attraverso corsi e seminari ad hoc, sulle nozioni giuridiche di base necessarie per svolgere questo lavoro.

Il programma completo dell’inaugurazione, che prevede l’intervento di numerosi ospiti in rappresentanza delle Istituzioni e del mondo artistico-letterario ed editoriale, è reperibile sul sito del Comune di Roma www.comune.roma.it; inoltre, un video di presentazione della “Casa delle traduzioni” è visibile collegandosi al seguente link: www.mediatecaroma.it.
In attesa degli eventi futuri, non resta che augurarsi che questo ambizioso progetto decolli; anche attraverso il supporto e la collaborazione di chi ancora non crede all’utilità di simili proposte e guarda a queste iniziative con scetticismo e diffidenza.

Autore dell’articolo:
Daniela Corrado
Conciliatrice, traduttrice dall’inglese e dal francese all’italiano

Tradurre e viaggiare

 Categoria: Attività correlate alla traduzione

Proseguiamo con la lista dei suggerimenti utili per il traduttore viaggiatore:

4. Ricordiamoci di portare con noi tutto il materiale in formato digitale che utilizziamo normalmente quando eseguiamo le traduzioni da casa: dizionari bilingue e monolingue, glossari, risorse terminologiche varie. Tra gli oggetti che è indispensabile portarsi dietro non dimentichiamoci una chiavetta usb, che può sempre far comodo.

5. Se siamo in attesa della conferma di un progetto o dobbiamo consegnare un lavoro a breve, avvisiamo il cliente o l’agenzia di traduzione del nostro viaggio ma rassicuriamoli sul fatto che continueremo a lavorare e che rispetteremo le scadenze pattuite. Questo, da un lato dimostra che siamo responsabili e coscienziosi nell’organizzazione del nostro lavoro, dall’altro rende noto ai nostri datori di lavoro che potrebbero ricevere delle risposte non proprio in “tempo reale” come d’abitudine.

6. Viaggiare apre sempre la mente. Entrare in contatto con culture anche leggermente diverse dalla nostra stimola sempre la nascita di nuove idee. E allora perché non cerchiamo di indirizzare questi stimoli verso la nascita di nuove idee riguardanti il nostro lavoro? Magari idee riguardanti nuove strategie di marketing oppure riguardanti nuovi servizi linguistici da proporre.

7. Se la meta del nostro viaggio è un paese dove si parla una delle lingue con cui lavoriamo, cerchiamo di sfruttare al meglio questa possibilità e facciamo della nostra vacanza un’occasione di crescita professionale oltre che di svago e distrazione. Quando si è in vacanza si ha voglia di staccare e di non pensare al lavoro ma, visto che in fin dei conti le lingue oltre che un lavoro sono una grande passione, sarebbe stupido non sfruttare l’occasione di approfondire le nostre conoscenze linguistiche e culturali.

8. Se davvero decidiamo di portarci una traduzione in viaggio o riceviamo un nuovo incarico tanto imprevisto quanto irrifiutabile, almeno cerchiamo di ritagliarci del tempo per riposare e rilassarci, auspicabilmente in misura maggiore o quantomeno uguale a quando siamo nel nostro consueto luogo di lavoro, casa o ufficio che sia. Dopotutto siamo in vacanza!

Il traduttore viaggiatore

 Categoria: Attività correlate alla traduzione

In questo blog abbiamo più volte sottolineato come la tecnologia abbia cambiato la professione di traduttore nel corso del tempo. Oggigiorno, quasi tutte le traduzioni possono essere eseguite efficacemente in qualunque luogo del pianeta, purché sia presente un computer e una connessione internet. Non essendo legato ad un luogo fisico ben definito, il traduttore in teoria può viaggiare molto più liberamente rispetto a tante altre tipologie di lavoratori.
Tuttavia, anche se la tecnologia ci aiuta moltissimo e quanto appena detto sostanzialmente corrisponde al vero, se non adottassimo alcuni accorgimenti si potrebbero comunque incontrare difficoltà di vario genere. Di seguito forniamo delle indicazioni per evitare di incappare in situazioni spiacevoli quando si è lontani dal proprio quartier generale.

1. La miglior cosa da fare sarebbe portarsi dietro il proprio computer portatile (avendo cura di fare preventivamente un backup completo del suo contenuto). Tuttavia, qualora si voglia viaggiare “leggeri” e non lo si voglia portare con noi, prima della partenza sarebbe quantomeno opportuno accertarsi circa la possibilità di accedere a computer piuttosto moderni e funzionali nel luogo dove soggiorneremo.

2. Lo stesso tipo di indagine andrebbe fatta per la connessione internet. Ci sono paesi nei quali la velocità di connessione è molto bassa e l’accesso ad internet è sottoposto a forti limitazioni. Questo ci potrebbe causare grossi problemi qualora ci trovassimo a dover gestire allegati di un certo peso o comunque dovessimo navigare parecchio.

3. Prima di partire ricordiamoci di registrare un messaggio per la segreteria telefonica che avvisi della nostra assenza. Anche nel nostro account di posta elettronica dovremmo preparare un messaggio automatico che faccia presente che non avremo la possibilità di controllare le e-mail in modo frequente. L’ideale sarebbe fornire sia ai clienti fidelizzati sia ai potenziali nuovi clienti dei recapiti di colleghi fidati che possano gestire eventuali progetti di traduzione al posto nostro e allo stesso tempo “tenerli caldi” ed evitare il rischio che possano trovare altri traduttori in gamba. In assenza di colleghi di nostra fiducia dovremmo quantomeno fare presente quando saremo in grado di rispondere loro.

Nell’articolo di domani proseguiremo la lista dei suggerimenti utili al traduttore viaggiatore.

La lingua del pianto

 Categoria: Attività correlate alla traduzione

Recentemente, alcuni ricercatori francesi della Scuola Normale Superiore del Centro Nazionale di Ricerche Scientifiche di Parigi e alcuni ricercatori tedeschi delle Università di Wurzburg e Leipzig, hanno pubblicato un articolo sulla rivista “Current Biology”, nel quale hanno descritto i risultati di una ricerca condotta su un campione di 60 neonati, 30 dei quali con genitori francesi e 30 con genitori tedeschi.
L’obiettivo della ricerca era dimostrare che i bambini, quando sono nel ventre materno, riescono a sentire le voci delle proprie madri. Non solo, sarebbero anche in grado di percepire la diversa intonazione nel parlare e di conseguenza potrebbero intuire le emozioni contenute nei messaggi vocali!

Per dimostrare la veridicità delle loro teorie hanno analizzato attentamente il pianto dei neonati e hanno riscontrato una chiara differenza fra i due gruppi. Mentre i bambini con genitori francesi piangevano con i suoni tipici di una curva melodica ascendente, quelli tedeschi lo facevano con un tono discendente, caratteristiche chiaramente identificabili nelle loro lingue native.
Secondo i ricercatori, questi risultati dimostrerebbero che i neonati non solo sono capaci di produrre melodie diverse di pianto ma che addirittura sono in grado di riprodurre la melodia tipica della lingua che hanno ascoltato durante la loro vita fetale, nell’ultimo trimestre di gravidanza. È stato infatti dimostrato che prima di detto periodo è fisicamente impossibile che ciò avvenga.

Questi dati, in contrasto con quanto sostenuto dalle teorie ortodosse, pongono l’accento sull’importanza del pianto dei bambini come base per lo sviluppo del linguaggio.
Prima di questo studio, era stato dimostrato che l’esposizione dei bambini alla lingua dei genitori influiva nelle percezioni dei primi, però si riteneva che la lingua influenzasse la produzione di suoni più tardi.

Autore dell’articolo:
Paolo Cantini
Traduttore en/de>it
Villafranca Padovana (PD)

L’Epifania, che tutte le feste si porta via

 Categoria: Attività correlate alla traduzione

Stanotte la Befana è passata dalle nostre case riempiendo di dolcetti le calze dei bambini buoni e di carbone quelle dei bambini cattivi. Anche con gli adulti la vecchietta non è stata equanime.
Ad alcuni ha ricordato che il giorno dopo non sarebbero dovuti andare a lavoro e avrebbero potuto prolungare le ferie per altri tre giorni, mentre ad altri, forse più cattivi ma con ogni probabilità semplicemente più sfortunati, ha ricordato di mettere la sveglia per il traumatizzante rientro sul lavoro del venerdì mattina. Costoro si consolino: è sì vero che a loro domattina toccherà l’ingrato compito di alzarsi per andare a lavoro, ma è anche vero che ad altri è andata persino peggio. Si tratta dei colleghi che non hanno mai smesso di lavorare durante tutto il periodo delle festività, e, come se non bastasse, nelle loro case la Befana non è neppure passata. Secondo lei era inutile annunciare la fine delle feste a persone per le quali le feste non erano praticamente mai iniziate…

Il blog sulla traduzione diventa di tutti

 Categoria: Attività correlate alla traduzione

Nel mese di dicembre abbiamo pubblicato in rete vari comunicati stampa per dare un certo risalto mediatico all’evento odierno, ovvero l’apertura del nostro blog ai contributi esterni. Questo piccolo spazio dedicato alla traduzione è nato in sordina nel giugno 2009 ma, a distanza di circa un anno dalla sua nascita, ha iniziato ad ottenere un discreto riscontro in termini di accessi e di interesse suscitato. Per questo motivo, gli utenti del blog (per lo più addetti ai lavori) negli ultimi mesi ci hanno chiesto sempre più insistentemente di dar loro la possibilità di pubblicare articoli. Dopo aver riflettuto a lungo sul da farsi, abbiamo deciso di assecondare le loro richieste: da oggi il blog sulla traduzione diventerà di tutti, chiunque potrà dare sfogo alla propria vena di scrittore e potrà inviarci un articolo.
Si tratta di un cambio di direzione molto significativo poiché finora gli articoli sono stati scritti esclusivamente da personale interno all’agenzia. Come si suol dire: “anno nuovo, vita nuova”.

Ovviamente, non tutti gli articoli che ci arriveranno verranno pubblicati. La pubblicazione infatti non è automatica come in molti altri siti, gli articoli verranno pubblicati solo se la redazione li riterrà in linea con i requisiti minimi richiesti. In fondo agli articoli approvati, qualora gli autori lo desiderino e ne facciano richiesta, verranno inseriti i loro nomi, i loro cognomi, la provenienza e la qualifica.
Il fatto che ogni articolo sarà oggetto di valutazione permetterà di mantenere alta la qualità dei contenuti. Non ci interessa riempire le pagine del blog, il nostro obiettivo di lungo periodo è quello di far sì che esso diventi un punto di riferimento in rete per chi opera nel settore della traduzione, un luogo dove trovare informazioni utili, comunicare notizie di interesse pubblico, discutere di varie tematiche, trovare collaboratori per progetti da svolgere a più mani, dare consigli, condividere esperienze e molto altro ancora.
Affinché questo spazio acquisisca tale importanza è indispensabile che gli articoli siano scritti in modo corretto, che siano interessanti e che in redazione ne giungano molti. Solo così, chi si è occupato finora della stesura della articoli, potrà dedicarsi all’aspetto cruciale di ogni blog che si rispetti, ovvero la moderazione dei commenti, che per il momento sono disabilitati a causa della scarsità di risorse a nostra disposizione.

Ringraziamo sentitamente tutti coloro che con i loro articoli contribuiranno a far crescere il blog sulla traduzione, nella speranza che esso raggiunga quanto prima gli obiettivi che ci siamo prefissi.

Il passaggio dal vecchio al nuovo

 Categoria: Attività correlate alla traduzione

Fin dagli inizi dell’Impero Romano, gennaio era il mese dedicato a Giano (Iānus in latino), un dio che veniva rappresentato con due facce rivolte verso direzioni opposte, da cui derivava l’appellativo di Giano bifronte.
Il suo ruolo era quello di vigilare le porte (ianuae), i passaggi (iani) e i ponti: grazie alle sue due facce, ne sorvegliava contemporaneamente l’entrata e l’uscita. Da qui la simbologia gli attribuì il ruolo di protettore di tutto ciò che aveva un inizio e una fine, nonché di custode di ogni forma di passaggio e cambiamento.
La scelta di questa divinità per rappresentare il passaggio dall’anno vecchio a quello nuovo non sembra quindi per niente casuale, anche se, in realtà, gennaio era dedicato a Giano ancora prima che la riforma del calendario del 46 a.C stabilisse che gennaio sarebbe diventato il primo mese dell’anno.

I romani festeggiavano la notte del 31 dicembre mangiando con gli amici miele, datteri e fichi per coprire le amarezze dell’anno appena trascorso e propiziare la dolcezza di quello in arrivo. Questa antica abitudine romana entrò poco a poco in Europa, dove, con la stessa finalità portafortuna, si iniziarono ad offrire lenticchie, delle quali si diceva che propiziassero la prosperità economica. Con il tempo, ogni nazione ed ogni regione europea ha sviluppato tradizioni e usanze proprie ma, quello che è rimasto, è la considerazione della notte di San Silvestro come un passaggio dal vecchio al nuovo.

Tecniche di interpretazione simultanea (2)

 Categoria: Attività correlate alla traduzione

L’interpretazione in retour di cui abbiamo parlato nel post di ieri è particolarmente utile nell’ambito di una riunione o una conferenza per fornire un relais tra le lingue meno conosciute e quelle più diffuse.
Ma che cos’è un relais? È l’interpretazione passando attraverso una terza lingua.
Quando un relatore si esprime in una lingua della quale non è fornita l’interpretazione diretta in una determinata lingua, per far sì che le sue parole vengano tradotte in quella lingua, un interprete può collegarsi ad un’altra cabina e sfruttare il lavoro di un collega.

Se, ad esempio, un relatore sta parlando in greco e, pur essendo presenti alcuni delegati svedesi in sala non è presente nessun interprete greco-svedese, un interprete inglese-svedese può ascoltare l’audio della cabina del collega greco-inglese ed eseguire la traduzione simultanea dall’inglese allo svedese. L’interprete traduce da una lingua diversa da quella utilizzata dal delegato, ma questo non comporta una grossa perdita di qualità.
Quando solamente uno o due interpreti conoscono una lingua non molto diffusa in modo passivo, si dice che essi sono i pivot (dal francese “perno”) per le altre cabine, che li utilizzano in relais. La tecnica del pivot in sostanza consiste nell’uso di una sola lingua come relais.

Un’altra tecnica di interpretazione simultanea è il cosiddetto cheval, dalla parola francese che significa “cavallo”. Si utilizza questa dicitura per indicare un interprete che sta “a cavallo” di due cabine nel corso di una stessa riunione, ossia lavora alternandosi in due cabine.
In genere ad ogni incontro sono presenti almeno due interpreti per lingua, ma se le lingue utilizzate in una riunione sono soltanto due, si può decidere di fare a meno di uno dei due utilizzando un interprete “cavallo” che traduce da e verso entrambe le lingue spostandosi da una cabina all’altra a seconda delle necessità.

Prima parte di questo articolo

Tecniche di interpretazione simultanea (1)

 Categoria: Attività correlate alla traduzione

In ambito europeo, la DGI, Direzione Generale Interpretazione, per poter garantire l’ampia gamma di soluzioni necessaria allo svolgimento di riunioni con 23 lingue ufficiali, utilizza tutte le tecniche di interpretazione simultanea esistenti.
Ieri abbiamo parlato del regime linguistico simmetrico (l’interpretazione è garantita da e verso tutte le lingue e ciò permette ai partecipanti di parlare e ascoltare nella loro lingua) e del regime linguistico asimmetrico (i partecipanti possono esprimersi in molte lingue ma l’interpretazione è fornita solo verso alcune).
Nell’articolo di oggi parleremo del retour (lo stesso interprete traduce da e verso due lingue) mentre in quello di domani parleremo del relais (interpretazione tra due lingue passando per una terza), del pivot (l’utilizzo di una lingua unica come relais) e dello cheval (un unico interprete lavora alternandosi in due cabine nell’ambito della stessa riunione).

Come brevemente accennato nel post di due giorni fa, generalmente gli interpreti di conferenza traducono verso la loro lingua attiva (cioè la loro madrelingua o Lingua A) a partire dalle loro lingue passive (Lingue C).
Tuttavia, alcuni interpreti, oltre alla propria madrelingua, hanno una conoscenza perfetta anche di una seconda lingua (definita Lingua B) che li mette in condizione di interpretare verso questa lingua partendo dalle altre lingue conosciute. Hanno cioè due lingue attive, anche se, per evidenti ragioni, spesso nella Lingua B non eseguono traduzioni in simultanea ma solo in consecutiva.
Sono pochi gli interpreti in grado di interpretare in due lingue e, quando ciò avviene, in gergo tecnico si dice che hanno un retour, un termine francese che significa “ritorno”. Molto rari sono i casi di interpreti che hanno più di due lingue attive.

Seconda parte di questo articolo

Regimi linguistici simmetrici e asimmetrici

 Categoria: Attività correlate alla traduzione

Quando in una riunione o in una conferenza tutte le lingue utilizzate dai partecipanti nel corso dei loro interventi vengono interpretate in tutte le lingue, il regime linguistico applicato viene definito, in gergo tecnico, completo e simmetrico. Se, ad esempio, in una riunione sono presenti partecipanti di 10 nazionalità diverse e viene garantita l’interpretazione verso tutte le lingue, siamo in presenza di un regime linguistico 10-10, con 10 lingue attive e 10 lingue passive.
In un regime linguistico simmetrico i partecipanti possono intervenire utilizzando liberamente la loro lingua e ascoltare, sempre nella loro lingua, la traduzione delle parole pronunciate dagli altri partecipanti.

In qualche caso, i partecipanti ad una riunione sono in grado di comprendere una lingua senza problemi ma non si sentono sufficientemente preparati per parlarla. Questa “abilità” può essere sfruttata per diminuire il numero degli interpreti necessari allo svolgimento della riunione e diminuirne i costi organizzativi. Nelle riunioni con pochi partecipanti le differenze in termini di costi non sono molto marcate, ma, nelle riunioni dove le lingue utilizzate sono molte, il risparmio è notevole. Si pensi, ad esempio, alle riunioni che si svolgono presso le istituzioni dell’Unione Europea dove le lingue ufficiali sono 23: per qualche riunione è necessaria la presenza di decine e decine di interpreti. Sfruttando le conoscenze linguistiche dei delegati, si possono diminuire drasticamente i costi di interpretazione.

Un regime linguistico nel quale si possono parlare più lingue di quelle di cui è possibile ascoltare l’interpretazione viene definito regime asimmetrico ridotto. Ovviamente, per poter utilizzare questo regime, è imprescindibile che tutti i partecipanti comprendano almeno una delle lingue attive. In gergo tecnico, una riunione con il regime EN-EL-FR-IT-ES-DE/EN-IT-ES è una cosiddetta “riunione 6-3”, in cui i partecipanti possono parlare inglese, greco, francese, italiano, spagnolo o tedesco, ma l’interpretazione è fornita solo in inglese, italiano e spagnolo.

Interpretazione: lingue attive e passive

 Categoria: Attività correlate alla traduzione

Nel nostro blog finora abbiamo parlato raramente di interpretazione poiché è un servizio che la nostra agenzia non fornisce direttamente.
Tuttavia, l’interpretazione (o interpretariato che dir si voglia) meriterebbe sicuramente più spazio, vista la strettissima parentela con la traduzione scritta.
Nell’articolo di oggi e in quelli dei prossimi giorni approfondiremo alcune tematiche cui abbiamo fatto riferimento in alcuni articoli pubblicati nell’ormai lontano agosto 2009.
In uno di quegli articoli facemmo un rapido accenno alla suddivisione fra Lingua A, Lingua B e Lingua C così come riconosciuta dall’AIIC, l’Associazione Internazionale Interpreti di Conferenza.

La Lingua A e la Lingua B sono le cosiddette lingue “attive”. Le lingue attive sono le lingue verso le quali l’interprete traduce partendo dalle altre lingue che conosce. In genere l’interprete lavora sia in traduzione simultanea che in consecutiva verso la Lingua A (che è la sua madrelingua) mentre verso la Lingua B, pur avendone una padronanza praticamente perfetta, preferisce tradurre solo in consecutiva. Ad ogni modo, vi sono interpreti che traducono sia in simultanea che in consecutiva verso entrambe le lingue.
Nell’ambito di riunioni o conferenze nelle quali vi siano degli interpreti a lavoro, la lingua attiva è quindi la lingua parlata dagli interpreti e ascoltata dai partecipanti.
La Lingua C, invece, è detta “passiva”. L’interprete la comprende perfettamente e la sa anche parlare bene, ma non ad un livello tale da poter interpretare verso di essa (o esse, nel caso ve ne siano più di una). In un incontro, la lingua parlata dai partecipanti e ascoltata dagli interpreti è quindi la lingua passiva.

Nell’articolo di domani continueremo a parlare di questa tematica.

Un errore di interpretazione

 Categoria: Attività correlate alla traduzione

Ultimamente abbiamo affrontato spesso il tema dell’interpretariato nel settore pubblico, soprattutto in quello ospedaliero. Ne abbiamo parlato negli articoli del 23 giugno, del 25 giugno e del 12 luglio. Purtroppo siamo costretti a parlarne di nuovo poiché qualche giorno fa è accaduto uno spiacevole episodio che conferma la scarsità di risorse qualificate in questo settore e la pericolosità per i pazienti derivante dal perdurare di questo stato di cose.

Il 21 agosto una bambina cinese di sei mesi è stata portata dalla madre all’ospedale di Prato per la comparsa di alcuni puntini rossi sulla cute. La donna, che non parla per niente la lingua italiana, era stata accompagnata da una sua connazionale che, per un compenso di 20 euro, si era prestata a farle da interprete. Dopo averla visitata, i medici le avevano prescritto un antistaminico chiamato ”Tinset” nella dose di tre gocce al giorno. L’interprete ha erroneamente tradotto ”tre cucchiaini”.
Il giorno dopo, la madre, notando che la figlioletta non stava affatto bene, l’ha portata di nuovo al Pronto Soccorso, dove la piccola è arrivata in preda ad una crisi epilettica provocata verosimilmente dal sovradosaggio del farmaco.
La bambina è stata ricoverata in prognosi riservata nel reparto di Pediatria. Attualmente è fuori pericolo, ma se non fosse stata prontamente soccorsa, con ogni probabilità sarebbe deceduta a causa di un errore di interpretazione. Gli inquirenti stanno indagando per scoprire l’identità dell’interprete improvvisata.

Come molti sapranno, la comunità cinese di Prato è la più grande d’Italia ed una delle più grandi d’Europa, se non addirittura la più grande in assoluto. I cinesi, per loro stessa natura, tendono a creare comunità chiuse e scarsamente integrate. Sono assolutamente refrattari all’apprendimento di altre lingue e trovano all’interno delle loro comunità quasi tutto ciò di cui necessitano per vivere. Al di là della criticabilità del loro atteggiamento e del loro stile di vita, ci chiediamo come sia possibile che in una città che da quasi un ventennio è densamente popolata da cinesi, non sia stato creato un servizio d’interpretariato permanente almeno all’interno dell’ospedale per evitare questo tipo di problematiche.

L’Article Marketing

 Categoria: Attività correlate alla traduzione

L’Article Marketing è una forma di comunicazione che ha lo scopo di promuovere un’impresa e/o i prodotti/servizi da essa offerti attraverso la pubblicazione di articoli, recensioni e comunicati stampa in siti appositi.
L’Article Marketing è nato diversi anni fa negli Stati Uniti, in Italia se ne parla già da qualche anno ma non è ancora molto diffuso.
Gli articoli possono essere pubblicati in siti nati esclusivamente per l’Article Marketing oppure in blog e riviste online specializzate nel settore della propria azienda. Negli articoli è possibile inserire dei link di approfondimento del tema trattato e, in questo modo, chi si occupa di SEO (Search Engine Optimization) e gli webmaster riescono ad aumentare la visibilità del proprio sito e migliorarne il posizionamento sui motori di ricerca.
Gli scopi per cui gli articoli vengono inseriti in rete insieme ai riferimenti e ai contatti del sito dal quale provengono sono sostanzialmente i seguenti:

- Aumento della popolarità generale
- Ottenimento di link di ritorno di qualità verso il proprio sito
- Aumento della cosiddetta “link popularity
- Aumento del numero di visitatori interessati in particolare al tema trattato nel proprio sito.
- Gestione della propria reputazione online

Per questi e altri motivi, dalla prossima settimana, ogni mercoledì, anche noi di Easy Languages inizieremo a pubblicare articoli nei vari canali che la rete mette a disposizione.

Aumento degli iscritti nelle facoltà di lingue

 Categoria: Attività correlate alla traduzione

Dall’inglese come lingua regina indiscussa dei mercati, al rumeno o al polacco come lingue di nicchia, quel che è certo è che, a dispetto della crisi economica mondiale, il settore della traduzione è in costante espansione.
Indirettamente, questo dato è confermato dall’aumento degli iscritti alle facoltà di lingue e di traduzione. Secondo i risultati di una recente indagine, nell’ambito delle facoltà umanistiche questo tipo di percorso universitario è l’unico contraddistinto da un trend positivo.
Il settore della traduzione non è certo immune dalla crisi, ma i problemi sono altri, su tutti la riscossione dei crediti. Il numero degli studenti che ogni anno decidono di intraprendere una carriera professionale in questo settore dimostra che siamo senza dubbio in un momento estremamente positivo. Le relazioni internazionali, sia politiche che economiche sono in costante crescita e, di conseguenza, anche il settore della traduzione professionale tende alla crescita.

Oltre all’incremento delle relazioni commerciali con altri paesi, che generano la gran parte del lavoro per le agenzie di traduzioni, un settore in forte espansione è quello della traduzione giuridica, all’interno del quale è in aumento la richiesta di traduzioni legate ai flussi migratori in entrata, fenomeno praticamente inarrestabile che ha caratterizzato il nostro paese negli ultimi vent’anni e che porta con sé la necessità di tradurre documenti di vario genere: certificati, attestati, permessi, ecc.
Come in qualsiasi libera professione, anche nel settore della traduzione vi è una certa percentuale di improvvisazione. C’è ancora chi crede che basti conoscere una lingua per potersi definire un traduttore. La presenza sul mercato di traduttori scarsamente qualificati è difficile da combattere e arreca un grave danno sia economico che d’immagine a chi svolge questa professione con serietà. Ad ogni modo, si tratta di un fenomeno che riguarda soprattutto i privati poiché le imprese solitamente verificano le credenziali dei loro fornitori e pretendono da loro la fattura, escludendo di fatto dal mercato i “traduttori della domenica“.

Un sistema informatizzato di traduzione

 Categoria: Attività correlate alla traduzione

Quando avviene un incidente (di qualsiasi genere, non solo automobilistico) e le vittime rimangono coscienti, i medici possono comunicare con loro ed ottenere informazioni preziose per effettuare una diagnosi accurata.
Quando però le vittime sono straniere e non parlano una parola nella lingua dei soccorritori, l’accesso a tali informazioni diventa impossibile e questo può pregiudicare la salute dei pazienti.
Per ovviare a questo tipo di problemi, in Spagna il SAMUR (Servicio de Asistencia Municipal de Urgencia y Rescate de Madrid) già da 3 anni ha installato nelle sue ambulanze un sistema informatizzato di traduzione istantanea in varie lingue.

L’obiettivo di questo dispositivo, pionieristico nel suo genere in Europa, è di diminuire i tempi di applicazione delle cure adeguate per i pazienti che parlano poco spagnolo.
Il nuovo sistema informatizzato di traduzione, alla creazione del quale hanno collaborato gli stessi medici del SAMUR, prevede la traduzione in varie lingue dell’intero protocollo ufficiale di domande (più di 1500) da seguire in caso di incidenti di varia natura.
Gli immigrati o i turisti stranieri possono ascoltare (o anche leggere sullo schermo di un computer) tali domande, che sono formulate in modo tale da necessitare solo una risposta affermativa o negativa, senza che debbano dare nessun tipo di spiegazione.
Il sistema prevede anche alcune informazioni in lingua circa l’eventuale ricovero in ospedale e il tipo di cure e di trattamento che verrà applicato. All’arrivo dell’ambulanza all’ospedale, l’insieme delle risposte e un breve resoconto dell’accaduto vengono consegnati al medico che si occuperà del paziente.

L’interpretariato nei servizi pubblici

 Categoria: Attività correlate alla traduzione

L’interpretariato nei servizi pubblici (anche detto interpretariato comunitario o interpretariato sociale) è l’attività di mediazione linguistica che permette la comunicazione tra chi lavora nel settore pubblico (ospedali, tribunali, questure, municipi, scuole, prefetture, ecc.) e gli utenti che non parlano la lingua ufficiale.
Immaginate di essere in vacanza in un paese straniero del quale non conoscete la lingua e di trovarvi in una delle seguenti spiacevoli situazioni:

a) vi rubano il portafogli con documenti e carte di credito e siete a centinaia di chilometri dall’ambasciata o dal consolato italiani.
b) vi ammalate o vi ferite e avete bisogno di assistenza medica.
c) vi accusano di un crimine e vi mettono in prigione.

Potremmo fare dozzine di altri esempi ma crediamo che quelli appena citati siano sufficienti.
Come vi sentireste? Vi sentireste al sicuro, protetti, capiti?

Sicuramente, la prima cosa che fareste (qualora aveste la possibilità e il tempo di farlo) sarebbe cercare un professionista che parli la vostra lingua. Vi rendereste presto conto che non è per niente facile poiché nella maggior parte dei paesi esteri, come in Italia del resto, i servizi pubblici non dispongono di interpreti qualificati.
Nel nostro paese, in teoria, visto l’esponenziale aumento degli immigrati avvenuto negli ultimi anni, gli interpreti professionisti dovrebbero essere richiestissimi dal settore pubblico. In realtà, non è affatto così. Anche se viene percepita chiaramente la scarsezza delle risorse messe in campo, il reclutamento di interpreti specializzati è a livelli bassissimi.
La professionalità sembra non avere valore e non viene assolutamente riconosciuta. Le assunzioni sono sempre a tempo determinato, spesso con contratti giornalieri, o, addirittura, a prestazione. Il salario è bassissimo e, spesso, i requisiti richiesti sono ridicoli (nessun titolo di studio specifico e nessun test di valutazione). Si preferisce rivolgersi a volontari di ONG, a studenti di lingue, ad amici o familiari degli utenti, bambini compresi.
Tutto questo danneggia pesantemente sia gli interpreti seri e preparati (da un punto di vista economico e d’immagine), sia gli utenti del servizio. Quello che è un diritto del cittadino sancito dalle nostre leggi, si trasforma in un atto che dipende unicamente dalla buona volontà di terzi.

Musica e studio di una lingua

 Categoria: Attività correlate alla traduzione

Nell’articolo di oggi vorremmo segnalarvi il sito www.morkol.com, in cui si possono visualizzare i video di tante canzoni e il relativo testo.
I video (tratti da Youtube) appaiono sulla parte sinistra dello schermo mentre i testi sulla destra. A disposizione degli utenti ci sono moltissimi autori internazionali, la maggior parte dei quali cantano ovviamente in lingua inglese. Purtroppo, a dispetto del vasto elenco di autori presente sul sito, il numero di canzoni disponibili per ciascuno di essi è molto scarso.

Anche se i noiosi dialoghi precotti presenti nei cd dei libri di testo o dei corsi interattivi sono sempre raccomandabili, utilizzando questo sito si ha la possibilità di “allenare l’orecchio” in modo divertente, scegliendo le canzoni che più ci piacciono. La musica è in generale uno strumento molto utile per chi si sta dedicando allo studio di una lingua poiché permette di migliorare nella comprensione e nella pronuncia.

Tuttavia, segnaliamo che non tutte le canzoni presenti nella lista sono selezionabili: scegliendone alcune il video non si carica correttamente. Un altro aspetto migliorabile riguarda la “staticità” dei testi. Il sito è utile anche così com’è ma se i testi si evidenziassero man mano che il cantante va avanti con le parole, sarebbe, è proprio il caso di dirlo, tutta un’altra musica.

Redazione e revisione certosina

 Categoria: Attività correlate alla traduzione

Quando leggiamo un’opera tradotta e troviamo un errore, tendiamo sempre a pensare che la colpa sia del traduttore. L’autore del libro viene assolto ancor prima di essere processato.
Anzi, l’ipotesi della sua colpevolezza viene scartata a priori, non viene nemmena presa in considerazione. L’indiziato numero uno è sempre il traduttore.

E invece anche gli autori sbagliano. Non tutti gli scrittori sono magnifici prosatori o abili redattori. Alcuni di loro vengono tradotti non tanto per i loro meriti letterari, quanto per ragioni congiunturali come la moda, le pressioni politiche, i compromessi editoriali, ecc.
I nostri lettori si stupirebbero della quantità di errori che i traduttori correggono senza che il loro intervento venga notato. Errori di grammatica, di ortografia, di sintassi e in qualche caso errori concettuali come sfasamenti cronologici, nomi storici sbagliati, date, citazioni e riferimenti errati.

Si tratta di distrazioni che al traduttore attento non sfuggono e che, puntualmente, verifica su enciclopedie o altri testi accreditati ed eventualmente corregge. In questo modo, l’assunto di base dal quale siamo partiti in quest’articolo viene completamente ribaltato.
Anche se i traduttori purtroppo commettono veramente errori, spesso riescono a nasconderne molti altri non loro. Grazie al loro lavoro di redazione e revisione certosina svolto nell’ombra, gli autori di errori grossolani ottengono la gloria, mentre ai professionisti della traduzione resta solo la soddisfazione personale.

Legalizzazione di una traduzione

 Categoria: Attività correlate alla traduzione

Oltre all’asseverazione, di cui abbiamo parlato nell’articolo di ieri, spesso i clienti richiedono contestualmente anche la legalizzazione di una traduzione.

Il fine della legalizzazione (o apostille) è quello di attestare che la firma apposta da un pubblico ufficiale su un determinato documento sia autentica e che quel pubblico ufficiale al momento di apporla avesse la qualità legale per farlo.
La Prefettura – Ufficio Territoriale del Governo è l’ente preposto all’erogazione del servizio per delega del Ministro degli Esteri.
La competenza della Prefettura riguarda sia i documenti e gli atti rilasciati in Italia affinché abbiano valore all’estero, sia i documenti prodotti da autorità estere (ivi comprese rappresentanze diplomatiche e consolari in Italia) affinché abbiano valore in Italia.
A questa regola fanno eccezione gli atti firmati dai Notai, dai Funzionari di Cancelleria e degli Uffici Giudiziari per la cui legalizzazione, invece, è competente la Procura della Repubblica.
Il processo di legalizzazione è molto rapido. Le varie Prefetture dispongono infatti di un apposito registro di firme depositate e se la firma sul documento da legalizzare è presente in esso, l’iter si conclude con l’immediata apposizione del timbro di legalizzazione. Tuttavia, se la firma non è presente nel registro, la procedura di legalizzazione può durare anche alcuni giorni poiché vengono richieste tutte le informazioni del caso all’ente che ha emanato l’atto.
Una volte ottenute, si procede alla legalizzazione del documento.

La legalizzazione può essere richiesta da chiunque, semplicemente presentandosi presso la Prefettura con il documento da legalizzare e i suoi eventuali allegati. Il costo del servizio, salvo i casi di esenzione è una marca da bollo.

Asseverazione di una traduzione

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In certi settori, in particolare quello legale e quello commerciale, a un’agenzia di traduzioni vengono richiesti servizi aggiuntivi alla mera traduzione di un documento. Si tratta dell’asseverazione (di cui parleremo oggi) e della legalizzazione (di cui parleremo domani).

L’asseverazione (o giuramento) è l’attestazione ufficiale da parte di un traduttore circa la corrispondenza fra un determinato testo e la traduzione del medesimo che egli stesso ha eseguito.
Contratti, atti legali e notarili, lettere di incarico, certificati, documenti anagrafici, attestati, diplomi, sono tutti documenti per i quali viene sempre richiesta l’asseverazione per rendere valido il documento tradotto nel paese in cui dev’essere utilizzato.
L’asseverazione di una traduzione è una materia di competenza del Tribunale.
Il traduttore che ha eseguito la traduzione (che deve essere autorizzato e certificato), deve presentare personalmente il documento originale e il documento tradotto in un’apposita Cancelleria per le asseverazioni all’interno del Tribunale stesso. Il traduttore si assume la responsabilità della traduzione con un verbale di giuramento al Tribunale.
Generalmente tale giuramento può essere prestato al momento della presentazione della traduzione.

L’asseverazione è in effetti un servizio che viene reso in un normale giorno lavorativo e in pratica richiede solamente il versamento di una tassa di cancelleria sotto forma di bolli (diritti di cancelleria presso il Tribunale Ordinario o presso il Giudice di Pace) e l’applicazione di una marca giudiziaria ogni quattro pagine di traduzione.

La traduzione in cinese del discorso di Obama

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Nell’articolo del 15 febbraio abbiamo parlato del grande potere che può avere un traduttore nella manipolazione dell’opinione pubblica. L’esempio che abbiamo descritto probabilmente ha fatto addirittura sorridere alcuni lettori poiché si trattava di una situazione piuttosto divertente e soprattutto di scarsissima importanza (non ce ne vogliano Pelé e Maradona).
Nell’articolo di oggi, seguendo il filo conduttore del potere di manipolazione delle parole da parte di un traduttore, citeremo invece un episodio di una certa rilevanza che siamo certi non farà sorridere nessuno.

Si tratta della traduzione ufficiale in cinese del discorso di insediamento dell’ultimo presidente degli Stati Uniti.
Il Partito Comunista della Repubblica Popolare Cinese considerò le parole di Barack Obama come troppo forti e dirette per la popolazione cinese e per questo motivo decise che la versione ufficiale della traduzione in cinese non fosse fedele al discorso originale del presidente.
Nella versione trasmessa da tutti i mezzi di comunicazione statali vennero omesse parti relative al comunismo, alla corruzione e ai metodi di eliminazione del dissenso. Venne inoltre ritenuto opportuno interrompere la trasmissione in diretta sul canale di stato quando Obama menzionò la lotta contro il comunismo.

Risulta impressionante come, facendo alcuni tagli e magari sostituendo qua e là qualche parola, si possa potenzialmente manipolare l’opinione di più di un miliardo di persone.
Tuttavia, a dispetto della forte censura operata anche sul web dal Partito Comunista, siamo convinti che il messaggio, almeno alle fasce più moderne, sia arrivato tramite internet. I cinesi che parlano inglese sono tanti e speriamo che almeno loro si siano accorti del papocchio. Il problema sono i milioni di persone semi analfabete che vivono nelle campagne o che non hanno accesso alla rete. Su di esse il risultato della traduzione manipolata è sicuramente quello auspicato dal Partito.

Uno strumento per ricerche multilingue sul web

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Segnaliamo a tutti i nostri lettori un nuovo strumento molto utile per chi ha a che fare con le lingue in generale e allo stesso tempo utilizza molto internet. Si tratta del sito www.2lingual.com.
Normalmente quando dobbiamo effettuare una ricerca multilingue sul web, apriamo più finestre del browser allo stesso tempo. Con 2lingual non è necessario eseguire questa operazione, basta impostare una ricerca digitando una chiave nella nostra lingua d’origine (o in ogni caso in quella che ci interessa) e selezionare la seconda lingua nella quale vorremmo ottenere i risultati.
Il sistema genera immediatamente la ricerca in entrambe le lingue e fornisce i risultati con la stessa velocità di Google poiché utilizza la sua stessa piattaforma. Il concetto è semplicissimo: eseguire una ricerca su Google in due lingue allo stesso tempo.

Ovviamente il problema cruciale di questo strumento è la validità della traduzione della chiave di ricerca. Il sistema utilizza Google Translator e risulta quindi piuttosto efficace nel caso si debbano tradurre parole singole o concetti semplici, ma, com’è logico supporre, i risultati peggiorano sensibilmente quando impostiamo una chiave di ricerca più complessa.
Sul sito non c’è nessun tipo di informazione circa l’autore o gli autori del sistema, c’è solo una nota che dice che “2lingual è stato creato nella soleggiata Seattle, Washington”.

Investire in traduzioni professionali

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Le imprese moderne di dimensioni medio grandi e che hanno relazioni commerciali consolidate con paesi esteri, nella maggior parte dei casi, possono contare su personale esperto e qualificato in grado di gestire tali relazioni nel migliore dei modi.
Si tratta di professionisti che, in genere, hanno un’ottima padronanza di una o più lingue straniere e una buona conoscenza dei meccanismi commerciali che regolano i mercati nonché delle leggi e delle varie regolamentazioni legate al commercio estero.
Solo in casi particolari, come ad esempio la stipula di importanti contratti densi di tecnicismi, questo tipo di imprese necessita dei servizi di un’agenzia di traduzione.

Sul mercato globale esistono però moltissimi altri soggetti economici e non tutti possono contare su uno staff commerciale ben organizzato al proprio interno. Si tratta di aziende il cui livello di esportazioni è basso e discontinuo, e ciò non permette loro di assumere personale qualificato per gestire i loro affari sui mercati esteri.
Le imprese medio piccole che occasionalmente si imbattono in clienti stranieri spesso non hanno quindi gli strumenti per poter portare avanti un’adeguata relazione commerciale e sono quasi sempre costrette a rinunciare a possibilità potenzialmente fruttifere.
In certi casi, una conoscenza inadeguata della lingua di destinazione e dei temi interculturali legati ad essa, oltre che impedire la concretizzazione di ottimi affari, può causare anche spiacevoli situazioni e perdite economiche derivanti da malintesi.

Nel sito www.signspotting.com, cliccando più volte su “Rate Lost in Translation Signs” si trovano molti esempi di errori di traduzione riscontrati nelle comunicazioni commerciali tra soggetti impreparati. Si tratta di errori sicuramente divertenti per i lettori ma che probabilmente hanno causato forti imbarazzi e problemi a chi li ha commessi.
Investendo in traduzioni professionali, questi inconvenienti avrebbero potuto essere tranquillamente evitati. Le agenzie di traduzione garantiscono infatti ai propri clienti un’efficace forma di comunicazione che permette loro di evitare i disguidi che quasi sempre compromettono totalmente obiettivi che essi avrebbero invece a portata di mano.
Inoltre, trattandosi di risorse esterne, le imprese che fanno ricorso alle agenzie di traduzioni professionali non sono costrette ad assumere personale fisso o per lunghi periodi, e, potendo ricorrere quando vogliono ai loro servizi, pagano solo per quello che serve loro. In questo modo possono trasmettere i propri messaggi in tutta sicurezza e, a un costo accessibile, ottenere notevoli benefici in termini di risparmio di tempo e denaro.

Un errore di traduzione

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Nell’articolo di oggi parleremo di un divertente errore di traduzione che un collega ci ha segnalato. Pochi giorni fa un’emittente satellitare nostrana ha trasmesso un programma sul mondo del calcio negli Stati Uniti. Come tutti sanno, nel paese dalla bandiera a stelle e strisce il calcio non è certo lo sport nazionale. Ai primi posti nella scala delle preferenze degli americani troviamo il basket, il football, il baseball, e l’hockey su ghiaccio. Il calcio viene molto dopo.
I protagonisti del programma di cui sopra erano alcuni personaggi famosi ai quali venivano rivolte domande a proposito del calcio. Le domande e le risposte erano sottotitolate in italiano. Una delle domande in questione è stata: “Do you know who Pelé is? alla quale l’intervistato ha risposto “Sure, he’s the greatest soccer player of all time”.
Anche se si tratta di una risposta assolutamente sensata e udibile in qualsiasi altro paese del mondo, probabilmente tale risposta è dovuta alla militanza di Pelé nei New York Cosmos negli anni settanta, nonché al suo impegno come ambasciatore mondiale del calcio. Basti pensare che Pelé è stata la figura alla quale negli Stati Uniti il calcio è stato maggiormente associato fino all’arrivo di David Beckham nel massimo campionato alcuni anni or sono.

Ad ogni modo, quello che interessa a noi sono le traduzioni dei sottotitoli: “Conosci Pelé?”, “Certo, è uno dei migliori giocatori di tutti i tempi”, si leggeva mentre l’intervistato rispondeva alla domanda. Salta immediatamente agli occhi l’errore di traduzione. Infatti, la traduzione corretta non è affatto quella apparsa nei sottotitoli bensì “Certo, è il miglior giocatore di tutti i tempi”.
Visto che non si tratta di una frase con particolari difficoltà di traduzione in italiano, né si tratta di un riferimento culturale che noi italiani non possiamo comprendere, cosa può essere successo? Si tratta forse solo di un gigantesco errore di traduzione dovuto alla distrazione?
La faccenda ci ha talmente incuriosito che abbiamo cercato di rintracciare l’agenzia di traduzioni che ha redatto i sottotitoli. I risultati della ricerca ci hanno condotto nell’area partenopea e questo ci ha fatto sorgere un dubbio atroce. Visto che nella squadra locale ha militato un altro grandissimo del calcio, non sarà che un nostro collega autoctono (e sfegatato tifoso!) non ha resistito alla tentazione di alterare le parole dell’intervistato per non sminuire l’importanza del suo amatissimo campione? Naturalmente si tratta solo di una divertente supposizione, non abbiamo chiamato i nostri colleghi per verificare la loro buona fede.
Ad ogni modo, sia che si tratti di un macroscopico errore di traduzione, sia che si tratti di una deliberata alterazione del messaggio originale, questo è un esempio, seppur di scarsa importanza, di come una traduzione sbagliata possa influenzare l’opinione pubblica. Basta una piccola aggiunta o una piccola omissione per cambiare (in questo caso leggermente ma in qualche altro drasticamente) il senso del messaggio senza che nessuno (o quasi) se en accorga.

I traduttori nati

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Che tipo di individuo è un traduttore nato e quali sono le caratteristiche che lo rendono tale?
Di getto si potrebbe pensare che chi ha vissuto tutta la vita in un ambiente bilingue, chi ha una certa facilità nell’apprendimento di una lingua o domina più lingue, sia un traduttore nato o almeno un buon traduttore. Tuttavia, la capacità di muoversi agilmente fra due o più idiomi è solo una caratteristica della traduzione, sicuramente fondamentale ma non certo l’unica. Un’altra caratteristica cruciale è l’attenzione e la sensibilità verso il pubblico e il contesto, cioè la capacità di utilizzare indistintamente due lingue nel modo adeguato in varie situazioni e con interlocutori diversi.

Esistono persone o gruppi di persone che abbiano sviluppato una naturale predisposizione all’adattamento a persone e contesti diversi senza aver avuto nessun tipo di esperienza formale nel settore della traduzione? Esistono traduttori nati?
Tutti gli individui che vivono da tutta la vita in un contesto di bilinguismo potrebbero potenzialmente rispecchiare queste caratteristiche in senso ampio, tuttavia non sempre è così poiché chi è abituato ad utilizzare indistintamente due lingue talvolta ricompone i pezzi del puzzle in modo inadeguato e mescola elementi dell’una nella scatola dell’altra e viceversa.
Un esempio calzante del concetto che vogliamo esprimere in questo articolo è costituito dai parlanti bidialettali afroamericani che risiedono negli Stati Uniti.

Molti statunitensi di colore parlano normalmente il dialetto della propria comunità ma quando devono relazionarsi con individui esterni ad essa prestano particolare attenzione al proprio interlocutore e al contesto perché la loro lingua materna generalmente viene stigmatizzata nella comunità più ampia degli Stati Uniti, e la conseguenza della mancanza di attenzione in questo senso può provocare gravi conseguenze sociali (disoccupazione, povertà, razzismo, emarginazione, ingiustizia). Essendo ben consapevoli di questo, essi si sono abituati a realizzare frequentemente scelte fra l’inglese standard e l’inglese dialettale afroamericano a seconda dell’uditorio e del contesto.
Tuttavia, vista la scarsa domanda di traduzioni dall’inglese standard all’inglese afroamericano e viceversa, questi parlanti, a meno di non conoscere a fondo anche una terza lingua, hanno poche probabilità di poter intraprendere con successo la professione di traduttori.

Buona epifania!

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In Italia oggi è il giorno della befana.
Qui in Spagna invece, dove ha sede la nostra agenzia di traduzioni, è il giorno dei re magi, il giorno che tutti i bambini spagnoli aspettano con ansia e trepidazione.
Il Natale si festeggia come in Italia ma per i bambini il 6 gennaio è molto più importante del 25 dicembre. I regali che ricevono da Babbo Natale sono dei pensierini, i regali veri e propri sono quelli portati dai tre re magi.
Anche in Spagna, così come in Italia, ai bambini viene detto di comportarsi bene altrimenti riceveranno carbone. Però al posto della vecchietta malridotta che porta la calze con i dolcetti, ci sono Melchor, Baltasar e Gaspar con i loro paggi e i loro doni.

Un piccolo esempio di come due nazioni sorelle sotto moltissimi punti di vista, conservino ciascuna le proprie tradizioni.

Buona epifania a tutti

Traduzione in tempi di crisi (2)

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Perché i clienti delle agenzie di traduzione hanno problemi a pagare i servizi che queste offrono loro?
La risposta è semplicissima, non occorre essere economisti per poterla dare: si è innescato un circolo vizioso per colpa del quale i clienti delle agenzie, a loro volta fornitori di altri soggetti, hanno grossi problemi nel riscuotere dalla vendita dei loro prodotti o dei loro servizi oppure vendono molto meno di prima.
Di conseguenza ritardano i pagamenti alle agenzie o nei casi peggiori non pagano affatto. Le agenzie di riflesso ritardano i pagamenti ai traduttori, i traduttori non hanno denaro a sufficienza per poter vivere, cercano un lavoro alternativo che non c’è, i consumi diminuiscono e le aziende clienti delle agenzie di traduzioni non vendono i propri prodotti. Una spirale perversa dalla quale ognuno cerca di uscire come può.
Alcune agenzie stringono i cordoni della borsa e pongono condizioni di pagamento più rigide. Non tutti i clienti ovviamente possono sopportare di pagare in anticipo o comunque con scadenze più brevi e si rivolgono alla concorrenza.
Altre agenzie aumentano le tariffe per compensare le perdite generali derivanti dai mancati pagamenti ma anche in questo modo perdono una parte di clienti che si rivolgono alla concorrenza in cerca di prezzi più bassi.
Le agenzie che hanno una posizione finanziaria così forte da metterle in grado di mantenere condizioni di pagamento vantaggiose e prezzi relativamente bassi sono quelle che sicuramente riescono a fronteggiare la crisi nel migliore dei modi anche se i pericoli economici che corrono in un periodo di forte instabilità come questo sono alti. Il rischio è che alla fine, esponendosi troppo, il prezzo più alto lo debbano pagare esse stesse.

Se non è affatto difficile fotografare questa stanza buia, lo è sicuramente stabilire come si sia generata e cosa occorre fare per uscirne. Noi non siamo né politici né economisti, il nostro lavoro è tradurre, ed è quello che vogliamo fortemente continuare a fare. Lo facciamo con passione e professionalità tenendo le dita incrociate nella speranza che le misure adottate dai governi riescano a sortire presto i tanto auspicati effetti positivi che spezzino la catena di effetti dannosi che si è creata e tutto torni alla normalità.

Traduzione in tempi di crisi

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Da ormai più di un anno purtroppo non si fa altro che parlare di crisi economica. Ogni giorno ci giungono notizie al riguardo e nella maggior parte dei casi non sono buone. Alti tassi di disoccupazione, consumi in calo, intere famiglie sull’orlo della povertà, grandi istituti finanziari in difficoltà, valore delle azioni in picchiata, piccole attività commerciali che muoiono come mosche: un quadro davvero nefasto.

I governi si sono mossi per far uscire i propri paesi dal baratro e qualche effetto si è visto ma ancora siamo probabilmente piuttosto lontani dalla fine dell’incubo. La crisi non ha risparmiato nessun settore, tantomeno il settore delle traduzioni.
Basta dare uno sguardo alla cronologia degli eventi che hanno marcato questa crisi per capire facilmente come tutti i mercati siano interrelazionati fra loro: ciò che accade in uno di essi ha poi conseguenze sugli altri a livello globale.
Dato che l’industria della traduzione dipende fortemente da tali connessioni globali, anch’essa è stata colpita duramente dalla crisi. Nel mondo infatti, moltissimi traduttori freelance si sono visti costretti a cercare fonti di reddito alternative e una grossa quantità di agenzie di traduzione ha chiuso i battenti a causa della recessione.

Negli ultimi anni, le imprese più moderne e lungimiranti avevano capito che il mercato interno, sempre più invaso dalle merci di provenienza straniera (in particolar modo asiatica), non era sufficiente, e che, per poter sperare di sopravvivere, avrebbero dovuto aprirsi ai mercati esteri. Alcune imprese per raggiungere lo scopo hanno assunto personale specializzato (sicuramente la scelta migliore in termini di efficienza ma molto costosa e poco flessibile), altre hanno scelto di fare ricorso ai servizi delle agenzie di traduzione.
In un momento di crisi come questo, la propensione verso i mercati esteri è un fattore ancor più importante e per questo motivo ora più che mai la domanda di traduzioni è elevata. Quello che manca purtroppo sono le risorse per poterle pagare.

Seconda parte di questo articolo

Traduzione e teatro

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In Francia, vicino ad Arles, città sede della Casa del Traduttore, e non lontano da Avignone, dove tutti gli anni si celebra uno dei più famosi festival del teatro europei, esiste un’istituzione strettamente legata alle due appena citate: il Centro Internazionale della Traduzione Teatrale di Montpellier, conosciuto anche come “Maison Antoine Vitez”, celebre traduttore e regista teatrale francese, morto nel 1990.
In questo centro si porta tuttora avanti l’impagabile esperienza della convivenza tra scrittori, traduttori, critici e registi teatrali che perseguono alcuni degli ideali di Vitez: promuovere l’arte della traduzione teatrale, aprirsi al repertorio tradotto, ritradurre testi classici, tradurre nuovi testi.

Vitez, per il quale la traduzione era inseparabile dalla messa in scena e dal montaggio, distingueva in modo particolare tra “infratradurre” e “ipertradurre”.
Il primo concetto implica ad esempio tradurre izba con “casa” mentre il secondo implica una traduzione come “casa di campagna”. Egli rifiutava la soluzione più comoda, cioè lasciare semplicemente izba al fine di mantenere intatta la peculiarità della parola. Tra mantenersi fedele al significato o infedele allo stile, egli sceglieva la sua propria infedeltà allo stile dell’autore.
Paradosso della traduzione teatrale e della traduzione in generale, che egli esprimeva nel modo seguente: “Esiste l’idea condivisibile che non si possa tradurre, però ciò che è davvero intollerabile è non tradurre. Non si può tradurre però bisogna farlo”.
Questo pensiero ricorda molto da vicino ciò che diceva Klee a proposito della pittura: “L’arte non riproduce il visibile, lo rende visibile”. Scrivere è dire l’indicibile, tradurre è tradurre l’intraducibile.