Traduttori a inizio carriera

 Categoria: Operatori nel settore traduzioni

I traduttori a inizio carriera, in quanto tali, spesso commettono errori. E quando parliamo di errori non ci riferiamo solo ad errori di traduzione ma anche e soprattutto ad errori nella scelta del proprio percorso professionale. Dopo la scuola interpreti e traduttori o la laurea in lingue, credono di poter lavorare fin da subito come traduttori indipendenti e offrono servizi professionali non essendo ancora professionisti.
I nostri lettori non ci fraintendano, non è affatto nostra intenzione denigrare i nostri giovani colleghi. Ci preme solo sottolineare come l’ardore giovanile a volte porta a commettere errori di cui ci si pente in seguito.
All’inizio della loro carriera quasi tutti i giovani traduttori, anche se di talento e in grado di offrire traduzioni di discreta qualità, non hanno la necessaria esperienza per poter gestire progetti in autonomia. Prima di provare a volare da soli, dovrebbero avere la pazienza di crescere professionalmente sotto l’ala protettrice di un’agenzia di traduzioni o di un traduttore professionista.
In questo modo, i loro progetti di traduzione verrebbero seguiti, indirizzati e controllati da personale esperto in grado di dare ai giovani traduttori consigli e suggerimenti preziosi nonché di apportare le necessarie correzioni tecnico-stilistiche al progetto e consegnare al cliente finale un prodotto di ottima qualità.

Questo tipo di percorso è assolutamente normale in tutti gli studi di professionisti. Architetti, ingegneri, avvocati, medici devono tutti fare la “gavetta” prima di potersi affermare nei loro campi. Immaginatevi un giovane laureato in giurisprudenza che difende una multinazionale in un processo per frode fiscale. O un giovane laureato in medicina che esegue un trapianto di fegato.
Lo stesso vale per la traduzione: dopo gli studi occorrono anni di pratica per diventare a tutti gli effetti veri traduttori.
Talvolta invece, come accennavamo all’inizio dell’articolo, i giovani traduttori non hanno la pazienza sufficiente di aspettare e si propongono su internet come traduttori professionisti senza averne le credenziali.
Su internet si riconoscono quasi sempre per i prezzi estremamente convenienti che offrono. Affermano di essere in grado di tradurre da e verso la propria lingua madre e non forniscono referenze circa i lavori eseguiti in precedenza, o, se le forniscono, non sono verificabili.
Talvolta, per dare l’impressione di maggior professionalità, cedono alla tentazione di proporre i propri servizi anche in combinazioni linguistiche per cui non sono affatto preparati, e, nel caso ricevano lavoro in tali combinazioni si rivolgono a colleghi altrettanto inesperti.

Traduttori improvvisati

 Categoria: Operatori nel settore traduzioni

Purtroppo per la reputazione dei traduttori professionisti e per il prestigio del settore della traduzione nel suo complesso, ci sono in giro false agenzie di traduzione e falsi traduttori che offrono servizi di traduzione senza poi somministrarli concretamente, lasciando i malcapitati clienti in braghe di tela.
Oltre a questi veri e propri truffatori vi sono poi altri soggetti che offrono servizi di traduzione senza possedere minimamente le credenziali per potersi definire traduttori.

A differenza dei primi, che operano palesemente in malafede, i secondi non hanno quasi mai intenti fraudolenti. In pratica però, pur senza volerlo, offrono ai propri clienti servizi talmente scadenti da poter quasi essere definiti truffe.
I traduttori improvvisati sono persone che per qualche motivo parlano piuttosto bene o anche molto bene un’altra lingua. Magari hanno vissuto all’estero, magari sono sposati con una persona straniera, oppure si recano spesso all’estero per lavoro, o hanno due genitori di nazionalità diverse, o infine hanno una sana passione per una lingua e la studiano in autonomia.
Tutte queste ragioni possono essere più che valide per fare di questi individui dei buoni parlanti ma nessuna di esse fa di loro un buon traduttore.
Parlare una lingua straniera non è affatto sufficiente per poter tradurre un testo in modo efficace. Occorrono anni di studio e di preparazione tecnica per poter garantire al cliente che la traduzione sia corretta e adeguata al contesto per cui è stata pensata.

Una traduzione non è un semplice passaggio di parole da una lingua ad un’altra. Per fare in modo che la trasmissione del messaggio avvenga in modo corretto occorre essere in possesso di requisiti che un traduttore improvvisato non può proprio avere.
La peggiore situazione si profila quando il traduttore improvvisato è al contempo piuttosto bravo con internet (o con il marketing in genere) e riesce inizialmente a costruirsi un piccolo giro d’affari. Quasi certamente la sua avventura nel mondo della traduzione finirà molto presto e molto male ma altrettanto male finirà per quei clienti distratti che non avranno fatto in tempo ad accorgersi della sua scarsa professionalità.

Il mercato globale della traduzione (2)

 Categoria: Operatori nel settore traduzioni

Nell’articolo di ieri abbiamo visto come il mercato della traduzione abbia tratto grandi benefici dal processo di globalizzazione e come quest’ultimo, di riflesso, si sia alimentato e continui ad alimentarsi di traduzioni.
Tuttavia, come tutte le cose, anche la globalizzazione produce tanti effetti negativi. Nel nostro settore uno di questi è stato il proliferare incontrollato di pseudo traduttori e pseudo agenzie di traduzione che hanno inquinato il mercato con le loro offerte da mercatino dell’usato.
Il mercato della traduzione è estremamente frammentato, è come un centro commerciale di dimensioni mondiali. Nelle vetrine dei negozi si può trovare di tutto: dalle grandi agenzie di traduzione con migliaia di traduttori e avanzatissimi sistemi di controllo della qualità fino al cameriere che ha lavorato una stagione all’estero e si improvvisa traduttore.

Per i clienti del centro commerciale spesso non è facile distinguere i prodotti di qualità dai prodotti scadenti e da quelli falsi.
Nemmeno i prezzi costituiscono un buon indicatore della qualità poiché, accanto a grandi agenzie che col tempo sono riuscite a ottimizzare le loro procedure interne e riescono a offrire un prodotto ottimo a prezzi molto competitivi, coesistono ciarlatani che vendono a costi esorbitanti servizi scadenti ma ben presentati e pubblicizzati.
Per districarsi in questa giungla di offerte e acquistare il servizio desiderato è necessario procedere con grande attenzione. Dare un’occhiata fugace su internet e concludere la navigazione dopo aver fatto rapidamente tappa in due o tre porti, non permette di captare le differenze sostanziali nei servizi forniti dai vari operatori del settore. Occorre effettuare un’analisi più approfondita verificando, oltre ai prezzi, le soluzioni offerte e la metodologia di lavoro adottata.

Ciò che sembra risparmio oggi (in termini di tempo e denaro) può rivelarsi esattamente l’opposto domani. Errori nella traduzione di contratti, nella traduzione di manuali tecnici, nella traduzione di siti internet possono causare danni molto ma molto maggiori rispetto al costo di una traduzione ben eseguita, sia in termini economici che di reputazione aziendale o personale.
Consapevoli della difficoltà nell’identificare i vari operatori di mercato, abbiamo preparato una specie di vademecum per il cliente, una guida da utilizzare per cercare di orientarsi nel settore della traduzione. Senza voler stilare nessuna classifica di merito o emettere giudizi, nei prossimi giorni parleremo dei vari soggetti che operano in questo settore.

Prima parte di questo articolo

Il mercato globale della traduzione

 Categoria: Operatori nel settore traduzioni

Il mercato della traduzione corrisponde perfettamente alla definizione di mercato globale.
Anzi, di più, forse è il mercato più globale che ci sia.
Come tutti sappiamo, il progresso tecnologico è stato uno dei motori della globalizzazione.
Con esso, abbiamo assistito a un miglioramento dei mezzi di comunicazione, dei mezzi di trasporto, alla nascita e alla diffusione planetaria di internet.
Oggigiorno i paesi sono più aperti, la gente si muove da un paese all’altro senza barriere o quasi, si muovono le merci, i servizi, le idee.
Questo processo ha reso necessario comunicare in più lingue e ciò ha comportato una forte crescita nella domanda di traduzioni a livello mondiale.

La prima legge dell’economia è l’equilibrio tra domanda e offerta, pertanto, a fronte di una domanda sempre crescente di questo tipo di servizi, sono aumentati gli operatori in grado di offrirli.
Questo fenomeno è stato veicolato da un potentissimo mezzo di comunicazione globale quale internet, che ha reso semplicissimo l’incontro tra chi richiede traduzioni e chi le offre. Attualmente, un numero sempre crescente di aziende e privati sfrutta i motori di ricerca per entrare in contatto con i professionisti in grado di fornire i servizi di traduzione o localizzazione di cui necessitano, siano essi nazionali o internazionali.
Dall’altro lato, internet consente ai professionisti della traduzione (e non solo) di presentare la propria offerta ed entrare in contatto con potenziali clienti di tutto il mondo.

Se in un primo momento è stato il processo di globalizzazione ad aver permesso la crescita del mercato della traduzione, ora è il contrario, è il settore della traduzione che sta alimentando il processo di globalizzazione.
Al giorno d’oggi  si vendono prodotti e servizi in tutto il mondo grazie alla traduzione, si leggono libri di ogni tipo grazie alla traduzione, si vedono film grazie alla traduzione, si naviga su internet grazie alla traduzione. Nel mercato della traduzione i clienti sono globali, i fornitori sono globali, i traduttori sono globali, i servizi prestati sono globali, il mezzo utilizzato per operare è globale: cosa c’è di più globale del mercato della traduzione?

Seconda parte di questo articolo

Un progetto di traduzione

 Categoria: Tecniche di traduzione

Chi conosce dall’interno un’agenzia di traduzioni sa che ad ogni progetto di traduzione, per breve che sia, partecipano moltissime persone.
Dopo aver contattato l’agenzia e inviato il testo da tradurre, il cliente riceve un preventivo formulato da uno dei project manager. Se il cliente conferma il lavoro, il project manager invia il testo a un traduttore madrelingua esperto della materia trattata. Se il testo è molto corposo la traduzione viene suddivisa fra più traduttori coordinati nel loro lavoro dal project manager.

Al termine del lavoro di traduzione, il testo viene passato a un altro traduttore con le stesse prerogative del primo e questi effettua una revisione del lavoro svolto. Anche in questo caso, se il progetto è di una certa consistenza, la revisione viene effettuata da un equipe di traduttori.
Prima della consegna al cliente, viene effettuata una revisione finale. La revisione può essere effettuata da un ingegnere, da un architetto, da un medico, da un avvocato, insomma da un professionista del settore con una profonda conoscenza della materia trattata.
Anche quando il progetto è molto corposo la revisione viene effettuata da una sola persona per uniformare il lavoro. Nel caso il cliente lo richieda, dopo la revisione il testo passa nelle mani di un proofreader, di cui abbiamo parlato nell’articolo dell’8 marzo. Se il testo è un po’ legnoso, questi fa in modo che scorra in modo fluido e lo rende più godibile.

In questa fase il testo di partenza, salvo rare eccezioni, non viene nemmeno preso in considerazione. Il proofreader in genere non conosce nemmeno la lingua di partenza.
Oltre al lavoro sul testo, in un progetto a volte si rende necessario l’intervento di grafici, programmatori o esperti web. Il loro intervento nella maggior parte dei casi è marginale ma talvolta è invece assolutamente determinante per la buona riuscita del progetto.
Infine, le agenzie di traduzione che possono contare su un dipartimento di qualità, effettuano un controllo a campione delle varie fasi di traduzione, revisione e proofreading e assegnano un punteggio a chiunque abbia partecipato al progetto.
Questo tipo di controllo non influisce direttamente sulla qualità del testo consegnato al cliente, ma nel tempo permette di creare una graduatoria che i project manager utilizzano per selezionare i candidati più adatti a ciascun progetto.

L’ordine SVC in inglese e in italiano

 Categoria: Le lingue

Sia l’inglese che l’italiano, sebbene con gradi diversi, nella costruzione della frase seguono un ordine SVC, soggetto-verbo-complemento.
Generalmente in entrambe le lingue il tema (o elemento conosciuto) della frase precede il rema (o nuova informazione). Tema e soggetto tendono a coincidere occupando la parte iniziale della frase mentre il predicato e il rema compaiono come secondo termine.
Tuttavia, se nell’inglese moderno lo schema SVC è decisamente il più utilizzato, in italiano, pur essendo utilizzato con frequenza, per questioni di stile e di espressività individuale talvolta ci si allontana da esso.

La versatilità dell’italiano è possibile grazie al suo vasto sistema di desinenze, mentre la scarsa flessibilità dell’inglese è dovuta alla sua semplicità morfologica.
In questa lingua infatti, il senso o l’interpretabilità di un enunciato dipendono principalmente dalla posizione rigidamente fissata dei diversi elementi grammaticali da cui è costituita, così come dall’accento tonico, dai gruppi ritmici e dai canoni di intonazione della lingua parlata.
La differenza principale fra le due lingue è la capacità dell’italiano nel porre il soggetto dopo il verbo, in qualche caso addirittura alla fine della frase. L’inglese invece, come tutti sappiamo, accetta l’inversione (tra l’altro in modo rigido) solo nella frase interrogativa.

L’inglese seguirà le orme del latino?

 Categoria: Le lingue

L’inglese non è la lingua più parlata del mondo come numero di persone (lo precedono il cinese e l’hindi) ma è quella territorialmente più diffusa e di gran lunga la più studiata.
È l’unica lingua onnipresente ai quattro angoli della Terra e la sua importanza è molto maggiore di quella raggiunta da lingue come il greco, il latino o il francese, che in passato hanno aspirato ad essere lingue universali.
In assenza di un pressante organismo regolatore (come la Real Academia Española e l’Académie française) l’inglese, pur mantenendo un nucleo comune, si evolve seguendo percorsi divergenti nei vari paesi in cui viene parlato. E anche all’interno dello stesso paese, le influenze di altre lingue e di altre culture lo plasmano creando nuove parlate. È il caso dello “spanglish” e dell’inglese “afroamericano” negli Stati Uniti, tanto per citare due esempi.

Il latino fu la base delle lingue romanze, che, a sommi capi, scaturirono da modifiche regionali alla lingua ufficiale di stato.
Seppur in modo impercettibile, esso continua ad essere presente nel nostro modo di parlare (poche righe fa, senza rendercene conto, abbiamo utilizzato “onnipresente” e “divergenti”) ma non possiamo certo affermare che il latino sia la nostra lingua.
La domanda sorge spontanea: l’inglese seguirà le orme del latino? come sarà tra 500 anni? E tra 1000? Nasceranno nuove lingue dal processo di adattamento cui facevamo riferimento poc’anzi? Diventeranno lingue ufficiali con le proprie regole e la propria grammatica così com’è stato per le lingue romanze?

Il sistema scolare è cambiato moltissimo rispetto a 1500 anni fa e oggigiorno internet offre a chiunque un’immediata possibilità di accesso a informazioni circa gli usi ritenuti corretti della lingua. Questo, a dispetto delle considerazioni fatte nella prima parte di questo articolo, ci porta a pensare che l’inglese, a differenza del latino, potrebbe sopravvivere a lungo senza eccessive trasformazioni.
Tuttavia, la storia ci insegna che gli esseri umani, per loro stessa natura, vivono adattandosi: se troveranno qualcosa che per loro è più utile lo utilizzeranno senza indugi.
Ai posteri l’ardua sentenza…

Traduzioni legali

 Categoria: Servizi di traduzione

La traduzione legale (o giuridica) è un’area della traduzione particolarmente delicata.
Come talvolta avviene anche in altre aree della traduzione, le difficoltà nascono dalla possibile (e alquanto probabile) non corrispondenza tra termini e concetti nelle due lingue oggetto della traduzione e tra le istituzioni del paese dove è stato prodotto il documento da tradurre e quello in cui deve essere utilizzato il documento tradotto.
Se la traduzione contiene degli errori interpretativi, può causare danni gravissimi sia in termini economici che personali. A livello economico si pensi ad esempio alle conseguenze che potrebbero scaturire da alcune imprecisioni nella traduzione di un contratto fra due aziende.
A livello personale si pensi agli effetti dell’errata traduzione di un atto legale per l’affidamento di un minore o per una pratica di adozione.

Per queste ragioni, per eseguire traduzioni legali corrette è necessario avere alle spalle anni di esperienza in campo giuridico.
Inoltre, per trasmettere in modo chiaro e inequivocabile i contenuti del testo di partenza, è d’obbligo per il traduttore disporre, oltre che di grandi capacità, di documentazione giuridica perfettamente aggiornata (codici, manuali, dizionari, ecc.).
Se riesce nel proprio intento ed esegue un lavoro di qualità, la traduzione può essere addirittura migliore dell’originale.
Con “migliore” ovviamente non ci riferiamo al piano contenutistico ma alla chiarezza espositiva.
I documenti giuridici infatti sono spesso molto ingarbugliati e utilizzano un linguaggio pomposo che in qualche caso ne rende difficile la comprensione.
Il traduttore, per poter raggiungere il suo obiettivo finale (la corretta trasmissione del messaggio in modo chiaro) talvolta è costretto ad utilizzare parafrasi o note chiarificatrici di vario genere.

Così come il diritto comparato è lo studio delle similitudini e delle differenze fra gli ordinamenti giuridici dei vari stati, la traduzione giuridica è, in un certo senso, lo studio comparato della terminologia giuridica appartenente a tali ordinamenti. Di fatto, non si può fare traduzione giuridica senza fare, in un modo o nell’altro, diritto comparato.

Come uccidere una lingua (2)

 Categoria: Le lingue

Sapir-Whorf sosteneva che la lingua parlata da un individuo influenza i suoi canoni di pensiero rispetto alla percezione del mondo.
Questa famosa ipotesi ci è sempre sembrata affascinante per vari motivi, però in modo particolare per il rilievo di alcuni aspetti come l’ordine delle parole nella costruzione di un pensiero e per il modo in cui tale ordine influisce sull’importanza relativa delle parole all’interno di una frase.
Il motivo per cui citiamo questo illustre studioso è per riallacciarci all’articolo apparso ieri su questo blog. In esso abbiamo accennato al ruolo degli organismi che elaborano le regole normative di una lingua (ossia che determinano le parole accettate e quelle non accettate, gli usi corretti e quelli non corretti, ecc.), e a come l’inglese sia di fatto l’unica lingua, fra quelle più diffuse, che non ha un organismo di questo tipo.

Rileggendo l’articolo, la nostra mente ci ha portati verso l’ipotesi di Sapir-Whorf e a porci le seguenti domande: in che modo ciò viene recepito dagli angloparlanti? Significa forse che i loro pensieri sono più malleabili? Significa che oppongono più resistenza a un’autorità centrale?
Non rientra nelle nostre competenze fare un’analisi linguistico-sociologica né è nostra intenzione provarci. La contrapposizione però ci sembra davvero stridente.
Da un lato una lingua come dovrebbe essere: fluida, in evoluzione, viva. Dall’altro lingue quasi imprigionate o che comunque non riescono a sentirsi veramente libere perché per poter far loro una parola devono aspettare che essa venga inserita nel dizionario da un organismo regolatore.
Che i nostri lettori non ci fraintendano. Non siamo a favore dell’anarchia linguistica! È necessario che una lingua abbia delle regole per poter essere insegnata e tramandata. Queste regole però non devono essere asfissianti, non devono uccidere una lingua. E soprattutto non possono essere stabilite da un ristrettissimo numero di persone la cui volontà in qualche caso si scontra frontalmente con quella che è la volontà delle masse.
Un buon comunicatore non è forse un individuo che utilizzando la propria lingua trasmette un messaggio in modo corretto e comprensibile a tutti? O forse per essere considerati tali bisogna seguire scrupolosamente i dogmi di questi organismi evitando di usare parole magari comunissime ma che ancora non hanno raggiunto l’olimpo dei dizionari?

Prima parte di questo articolo

Come uccidere una lingua

 Categoria: Le lingue

In una lingua ci sono pochi aspetti che risultano tanto interessanti e intriganti come la capacità di cambiare e di rinnovarsi. Sono queste caratteristiche che rendono le lingue vive, senza di esse le lingue si paralizzerebbero e si incamminerebbero inesorabilmente verso la scomparsa dallo scenario linguistico.
Ciononostante, in molte lingue ci sono gruppi ristretti individui che vorrebbero mantenerle inalterate. Si tratta di convinti sostenitori della purezza delle loro lingue, che desiderano che esse resistano al cambiamento e all’evoluzione, all’adattamento a nuove realtà, a nuove tecnologie, ecc.

La manifestazione più evidente di questa tendenza è sicuramente l’abbondanza di corpi regolatori che essenzialmente decidono ciò può essere considerato parte di una lingua e ciò che invece non ne è degno.
Senza dubbio, fra queste istituzioni ne esistono alcune che resistono a tutte le influenze esterne (per esempio, la Académie française) e altre che invece sono più permeabili ai contributi esterni.
Le più ostinate di tutte sono decisamente quelle che non accettano innovazioni né cambi che si originano all’interno dello stesso gruppo di parlanti madrelingua, un senso di “puritanesimo” che la maggior parte della gente trova soffocante.

Fra le lingue più parlate del mondo, l’inglese è praticamente l’unica che non conta con nessun organismo regolatore. In conseguenza di ciò, non deve sorprendere che l’inglese fluttui e si evolva a un ritmo fenomenale.
Noi consideriamo che qualsiasi ragionamento dal quale partano questi organismi regolatori è totalmente assurdo e crediamo che l’effetto che produrrà nel lungo periodo questo sforzo ottuso di mantenere pura la lingua, sarà semplicemente quello di diminuirne l’importanza e la versatilità fino ad ucciderla.
C’è di più. In qualche caso tali organismi sono talmente chiusi e conservatori che sorge il dubbio che siano alimentati da idee xenofobe e di superiorità culturale, il che non fa altro che renderceli ancora più antipatici. Fortunatamente, in molte lingue la maggior parte della gente lascia da parte le norme stabilite da questi organismi e con il loro comportamento garantisce il vigore e la capacità di adattamento della loro lingua.

Seconda parte di questo articolo

Traduzione di curriculum e lettere di raccomandazione

 Categoria: Servizi di traduzione

 

Come abbiamo più volte sottolineato in questo blog, quando si esegue una traduzione, un’informazione di cui il traduttore deve necessariamente disporre è il destinatario della stessa. A chi si rivolge il documento? Qual è il suo pubblico o il mercato di riferimento?
È importante conoscere questo dato poiché le differenze interculturali tra il paese in cui è stato redatto il documento originale e quello di destinazione del documento finale possono essere sostanziali e pregiudicare gravemente il buon esito del progetto.
È ciò che accade ad esempio con la traduzione di curriculum (*) e la traduzione di lettere di raccomandazione.
I documenti di questo tipo presentano infatti un certo grado di differenza da un paese all’altro. Quelle principali riguardano il tipo di informazioni inserite e il modo in cui esse vengono presentate.
Per esempio, è piuttosto frequente che i curriculum redatti in Europa siano piuttosto corposi, mentre negli Stati Uniti i curriculum brevi sono decisamente più gettonati.
Nel vecchio continente inoltre, spesso contengono molte informazioni personali altamente confidenziali (data di nascita, nazionalità, numero del documento d’identità, indirizzo del domicilio, ecc.), mentre negli Stati Uniti certe informazioni generalmente vengono omesse. Chi manda qualche e-mail oltreoceano in cerca di lavoro non sempre è a conoscenza di quest’aspetto.

Anche le lettere di raccomandazione presentano qualche spina e in qualche caso, paradossalmente, possono ottenere l’effetto contrario rispetto a quello desiderato. Le differenze culturali tra due paesi talvolta sono così marcate che l’uso di un certo tipo di terminologia può far sì che un elogio nella lingua di partenza arrivi nel modo sbagliato a chi legge il curriculum trasformandosi in un boomerang per il candidato.

Il traduttore, che conosce a fondo la cultura della lingua d’arrivo, è consapevole di queste problematiche e può cercare di risolverle in due modi. Il peggiore è decidere autonomamente di “forzare” il messaggio del testo per fare in modo che arrivi nella maniera che egli considera appropriata. Pur facendo l’interesse del proprio cliente, sceglie di aiutarlo nel modo sbagliato. Molto meglio spiegargli direttamente la faccenda. Quasi sempre il cliente recepisce il messaggio e riscrive il proprio curriculum oppure si procura una lettera di raccomandazione che non contenga una terminologia ambigua e, così facendo, aumenta notevolmente le proprie possibilità di ottenere un impiego.

 

 

(*) è in corso un dibattito fra linguisti sulla forma corretta del plurale della parola di origine latina “curriculum”. In italiano i plurali delle parole straniere mantengono la stessa forma del singolare, ma alcuni studiosi sostengono che il latino non può essere considerato una lingua straniera e pertanto la parola al plurale dovrebbe trasformarsi in curricula, seguendo appunto la regola latina. Ad ogni modo, visto che nei più autorevoli dizionari della lingua italiana la parola curriculum al plurale rimane invariata, noi seguiamo la loro indicazione.

I progressi della traduzione

 Categoria: Strumenti di traduzione

Quando noi traduttori ormai un po’ in là con gli anni ci soffermiamo a ricordare il passato, la prima cosa che ci torna in mente è che solo una ventina d’anni fa erano pochissimi i colleghi (e ancora meno gli scrittori) che utilizzavano abitualmente il computer per lavorare.
Oggigiorno è impensabile affrontare una traduzione tecnica senza un editor di testi, senza un buon programma di traduzione assistita, senza internet, senza dizionari tecnici digitali, ecc. Eppure non più tardi di tre decadi fa, i traduttori non avevano risorse digitali, solo tantissima carta e una macchina da scrivere.
A volte è incredibile la facilità con la quale ci si dimentica del passato. La vita è talmente frenetica che si pensa sempre al presente e al futuro, sono pochi i momenti in cui ci soffermiamo a ricordare il tempo che fu.
I nostri genitori hanno vissuto un’epoca nella quale non vi era assolutamente la tecnologia che c’è adesso. Erano poche le case nelle quali c’erano la lavastoviglie, il frigorifero, la lavatrice. In nessuna c’era la televisione, la gente la sera si riuniva al bar a vedere l’unica televisione del paese. Oggigiorno sembra impossibile ma per millenni il mondo ha fatto a meno di tutto ciò, e quel che stupisce ancor di più è che ha funzionato!

Che il mondo di adesso sia migliore o peggiore, con tanti strumenti di appoggio, è qualcosa che devono giudicare quelli che hanno vissuto quella situazione di passaggio, non certo i giovani di oggi, nati praticamente con il modem incorporato. È passato sufficiente tempo per poter paragonare i risultati ed è pertanto arrivato il momento di fare un bilancio e trarre delle conclusioni.

Restando nell’ambito della traduzione, che è il mondo nel quale viviamo da tanti lustri, è fuori discussione che la tecnologia abbia trasformato radicalmente la professione di traduttore.
Con gli strumenti di adesso è tutto più facile e veloce anche se, proprio in virtù di ciò, viene richiesta una qualità di traduzione decisamente più alta e una rapidità di consegna nettamente superiore. Il traduttore lavora meglio ma produce molto di più quindi la sua qualità di vita non ha subito grossi scossoni.
Quando lavorava con la macchina da scrivere e commetteva un errore doveva farlo sparire con una gomma che, se usata con troppa energia abradeva il foglio e nel peggiore dei casi lo forava. Però era comunque felice poiché in quel momento non sapeva che entro breve tempo sarebbero arrivate le macchine da scrivere elettriche, seguite a ruota da quelle elettroniche e infine dai computer. Il presente è insufficiente solo quando diventa passato. Quando è in attività, quando è presente, sembra che non possa essere superato da niente.
E invece il superamento c’è stato, ed ha prodotto un cambiamento spaventoso nel giro di solo dieci anni. Quello che non è cambiato è la sensazione che si prova di fronte a un nuovo testo da tradurre. Quella, finché sarà l’uomo a farla sarà sempre la stessa.

Il proofreader

 Categoria: Operatori nel settore traduzioni

A seconda del tipo di progetto, della sua dimensione e della sua complessità, intervengono nel processo di traduzione e revisione varie figure professionali.
Nella fase iniziale la traduzione viene affidata ad uno o più traduttori coadiuvati da un project manager. Una volta terminata la traduzione, viene revisionata da uno o più revisori e, nell’ultima fase, anche se si tratta di un documento molto corposo, il lavoro viene ripassato a pettine da un solo specialista del settore oggetto della traduzione per assicurare omogeneità a tutto il testo. Nelle fasi di revisione, in inglese “editing”, si interviene sul testo per verificarne la consistenza terminologica, l’adeguatezza lessicale, lo stile di scrittura, la leggibilità, e, se non fatto in precedenza, vengono apportate le opportune modifiche per far sì che il testo sia adeguato al pubblico di destinazione (localizzazione).

Tuttavia, nonostante tutti questi passaggi, può accadere che in una traduzione permangano errori ortografici o piccole imprecisioni di vario genere (punteggiatura, maiuscole, grassetti, corsivi, spazi, sottolineature, abbreviazioni, ecc.). Il proofreader (in italiano “correttore di bozze”) è il professionista che si occupa di “ripulire” il testo da tutte queste imperfezioni.
Si tratta di un madrelingua nella lingua di destinazione, che possiede una conoscenza perfetta della propria lingua ed è dotato di ottime capacità espressive e analitiche.
Visto che nella fase di revisione sono stati accuratamente controllati tutti gli aspetti relativi alla traduzione, non è fondamentale che il proofreader sia a sua volta un traduttore nè tantomeno un profondo conoscitore della materia trattata.

Tutti i passaggi successivi alla traduzione vera e propria sono importanti in egual misura.
Un lavoro non perfetto vanifica gli sforzi dell’equipe che lo ha eseguito e soprattutto vanifica l’investimento di chi lo ha commissionato. La mancanza di chiarezza di un lavoro, la poca scorrevolezza, la scarsa coerenza terminolgica, o semplicemente la presenza di errori vari, diminuiranno l’interesse di un lettore o di un potenziale cliente e ciò determinerà inevitabilmente il fallimento del progetto di traduzione.

La traduzione in cinese del discorso di Obama

 Categoria: Attività correlate alla traduzione

 

Nell’articolo del 15 febbraio abbiamo parlato del grande potere che può avere un traduttore nella manipolazione dell’opinione pubblica. L’esempio che abbiamo descritto probabilmente ha fatto addirittura sorridere alcuni lettori poiché si trattava di una situazione piuttosto divertente e soprattutto di scarsissima importanza (non ce ne vogliano Pelé e Maradona).
Nell’articolo di oggi, seguendo il filo conduttore del potere di manipolazione delle parole da parte di un traduttore, citeremo invece un episodio di una certa rilevanza che siamo certi non farà sorridere nessuno.

Si tratta della traduzione ufficiale in cinese del discorso di insediamento dell’ultimo presidente degli Stati Uniti.
Il Partito Comunista della Repubblica Popolare Cinese considerò le parole di Barack Obama come troppo forti e dirette per la popolazione cinese e per questo motivo decise che la versione ufficiale della traduzione in cinese non fosse fedele al discorso originale del presidente.
Nella versione trasmessa da tutti i mezzi di comunicazione statali vennero omesse parti relative al comunismo, alla corruzione e ai metodi di eliminazione del dissenso. Venne inoltre ritenuto opportuno interrompere la trasmissione in diretta sul canale di stato quando Obama menzionò la lotta contro il comunismo.

Risulta impressionante come, facendo alcuni tagli e magari sostituendo qua e là qualche parola, si possa potenzialmente manipolare l’opinione di più di un miliardo di persone.
Tuttavia, a dispetto della forte censura operata anche sul web dal Partito Comunista, siamo convinti che il messaggio, almeno alle fasce più moderne, sia arrivato tramite internet. I cinesi che parlano inglese sono tanti e speriamo che almeno loro si siano accorti del papocchio. Il problema sono i milioni di persone semi analfabete che vivono nelle campagne o che non hanno accesso alla rete. Su di esse il risultato della traduzione manipolata è sicuramente quello auspicato dal Partito.

Traduttori specializzati

 Categoria: Operatori nel settore traduzioni

Il traduttore deve avere la piena padronanza della propria lingua d’origine, delle sue regole ortografiche, grammaticali, sintattiche, morfologiche. Deve avere una grande capacità espressiva e analitica. Idem dicasi per quanto riguarda la lingua verso la quale traduce.
Il buon traduttore oltre a conoscere alla perfezione due lingue deve conoscere le regole, le tecniche e gli strumenti di traduzione e deve avere talento nel tradurre.
L’ottimo traduttore, oltre a conoscere alla perfezione due lingue e avere un’ottima preparazione nel campo della traduzione deve avere anche una buona cultura generale.
Il traduttore specializzato è un ottimo traduttore che in più vanta una conoscenza approfondita di un determinato settore.

La specializzazione di un traduttore in un certo campo può derivare da molti fattori. Egli può aver sviluppato in proprio una passione talmente forte per una certa tematica da essere in grado di tradurre documenti specialistici in totale scioltezza. Può aver studiato all’università e sostenuto diversi esami su una certa materia (magari anche all’estero). Può essere un professionista di un determinato settore che si dedica anche alla professione di traduttore specializzato.
I principali settori nei quali si specializzano i traduttori sono quello medico-scientifico, quello giuridico-legale, quello informatico e quello tecnico (che racchiude un infinità di campi di attività anche molto diversi fra loro).

Oggigiorno le agenzie di traduzione per essere competitive e offrire ai propri clienti un servizio di qualità, devono poter contare su un elevato numero di traduttori specializzati, in modo tale da coprire tutti i settori appena menzionati (considerando che il settore tecnico include decine di sotto settori) in più combinazioni linguistiche possibile. Per questa ragione la nostra agenzia e molte altre agenzie concorrenti si avvalgono di migliaia di traduttori freelance residenti in ogni parte del mondo.

Tradurre gli autori del passato

 Categoria: Traduzione letteraria

La traduzione non è processo chiuso, definitivo e nemmeno il testo originale lo è.
Ogni epoca interpreta le opere letterarie a modo suo e le osserva con i suoi occhi, diversi da quella precedente e da quella seguente. Illustri colleghi sostengono che ogni generazione deve ritradurre i classici per attualizzarli. Ma fino a che punto è opportuno tradurre autori vissuti secoli fa sulla base del linguaggio moderno? Come suonerebbe una commedia di Goldoni se la depurassimo dalle espressioni dialettali della sua epoca e le trapiantassimo artificialmente il linguaggio colloquiale di oggi? Una schifezza, senza alcun dubbio.
Tuttavia, molti lettori traggono giovamento e sollievo da quest’opera di attualizzazione dei testi, poiché permette loro di capire meglio e di conseguenza godere maggiormente della lettura.

Alla luce di quanto detto, il traduttore che deve riadattare o tradurre autori del passato si trova a un bivio: una strada prevede l’utilizzo di un linguaggio moderno che lo conduce lontano dall’autore, l’altra prevede l’utilizzo di un linguaggio arcaico che lo porta lontano dal lettore.
Questa scelta risulta particolarmente delicata nella traduzione della poesia, giacché il linguaggio poetico è di per sé più astratto e letterario di quello della prosa. Pertanto, il traduttore, a nostro modo di vedere, dovrebbe riuscire a elaborare un linguaggio a metà tra l’antico e il moderno che, pur in presenza di qualche polverosa espressione ripescata nella soffitta della tradizione, permetta al lettore contemporaneo di godere dell’opera tradotta o adattata.
Nella scelta delle opere meritevoli di essere riadattate o ritradotte ciò che prevale è senza dubbio l’identificazione di un autore con il presente, e per questo motivo vengono tradotti quei libri le cui problematiche e i cui temi si adattano meglio alle nostre inquietudini, e vengono volutamente dimenticate nella soffitta opere che nella loro epoca hanno fatto furore ma che a noi dicono poco o niente…

L’importanza della comunicazione

 Categoria: Problematiche della traduzione

Mesi fa, negli articoli del 16, 17 e 18 novembre, abbiamo trattato il tema dell’importanza della comunicazione fra agenzia di traduzione e cliente. Si tratta di un aspetto davvero fondamentale nel nostro settore.
Per ottenere il miglior risultato possibile è necessaria una buona comunicazione non solo da parte del traduttore, ma anche e soprattutto da parte del cliente.
Nel caso vi sia una grande mole di materiale da tradurre molto tecnico e complesso, il risultato non dipende solo dalla competenza e dall’esperienza del traduttore ma anche dall’apporto che il cliente, o chi per lui, può dare al progetto.
A volte succede che l’azienda che richiede una traduzione (e magari la paga in anticipo) dia il lavoro già per eseguito senza tenere in considerazione le difficoltà che possono sorgere. Purtroppo non sempre fila tutto liscio. Per quanto bravi possano essere i traduttori incaricati di tradurre i documenti, questi a volte sono talmente ingarbugliati che nemmeno i loro proprietari li capiscono fino in fondo. Ciononostante vengono consegnati e dati per tradotti, senza alcun tipo di spiegazione o chiarimento di sorta, come se non fosse interesse stesso del cliente ottenere un buon risultato.

Quando si lavora con documenti contenenti espressioni, abbreviazioni, sigle, nomenclature particolari usate nell’azienda del cliente, è di fondamentale importanza che all’agenzia di traduzioni venga fornito un glossario che permetta al traduttore o all’equipe di traduttori di mantenere la coerenza terminologica in tutte le parti del documento. Se il cliente non dispone di un glossario è quantomeno auspicabile che fornisca spiegazioni, chiarimenti e quant’altro prima di dare inizio ai lavori di traduzione. In tal modo l’agenzia risparmia noiosi grattacapi ed è in grado di consegnare il prodotto finito in tempi più ristretti.
Dopo la pianificazione iniziale è inoltre importante che il cliente stesso o una persona di sua fiducia a conoscenza della tematica oggetto di traduzione venga messa a disposizione dell’agenzia come referente in grado di rispondere con celerità e concretezza alle eventuali richieste di chiarimento del traduttore che sta eseguendo il lavoro.
Questo canale di comunicazione, purtroppo a volte non è efficiente e costringe il project manager che sta coadiuvando il traduttore ad effettuare varie telefonate in cerca di qualche responsabile che possa chiarire certi dubbi. Anche in questa fase del progetto appare evidente come la mancanza di comunicazione da parte del cliente o comunque una cattiva comunicazione, possa pregiudicare l’esito finale del progetto stesso.

Imparare una lingua straniera (6)

 Categoria: Le lingue

Con il post di oggi chiudiamo quest’articolo relativo all’apprendimento di una lingua straniera. In futuro torneremo sicuramente sull’argomento.

Quando uno studente ha raggiunto un livello di apprendimento tale da permettergli una conversazione senza troppi intoppi con un individuo madrelingua, il suo percorso di studio può dirsi concluso.
È comunque importante che lo studente continui a praticare la lingua parlandola il più possibile e dedicando tempo anche ad attività di ascolto. I soggiorni all’estero, pur non indispensabili, sono sicuramente ottimi strumenti per migliorare anche sensibilmente le proprie capacità e le proprie conoscenze.
Per chi invece non si accontenta e vuole imparare una lingua alla perfezione, un soggiorno all’estero di alcuni mesi è assolutamente imprescindibile. Per chi desidera intraprendere la carriera di traduttore rimandiamo al nostro articolo del 13 gennaio.

Per poter affermare senza timore di conoscere veramente bene una lingua, occorre arrivare a pensare come pensa un parlante madrelingua. Non si tratta solo del diffusissimo stereotipo riguardo al “sognare” in un’altra lingua, questo è qualcosa che può accadere anche a studenti che non abbiano la totale padronanza della lingua.
Si tratta di un concetto che implica il totale svincolamento dal proprio approccio abituale a favore di un nuovo approccio che non venga però percepito come tale ma come naturale. Tale approccio comporta l’interpretazione di una situazione con l’essenza della nuova lingua in termini di vocabolario e struttura sintattica.
Ad esempio, nel caso di una frase come “Staff entrance only”, normalmente, chi si trova in una certa fase del proprio percorso di apprendimento la traduce come “Entrata di personale solamente”, ovvero in modo sicuramente corretto ma non certo appropriato. Solo con l’esperienza si potrà giungere a un approccio che permetta di poter tradurre “Proibito l’accesso alle persone non autorizzate”.

Imparare una lingua straniera (5)

 Categoria: Le lingue

Come dev’essere organizzato lo studio in autonomia per imparare una lingua straniera?
Lo studente, oltre che studiare sui libri forniti nell’ambito del corso può dedicarsi in totale autonomia a molte altre attività.
Come abbiamo accennato qualche giorno fa nel primo articolo dedicato all’apprendimento di una lingua, dipende tutto dalla volontà e dal tempo che si ha a disposizione.
Lo studente può ad esempio utilizzare altri libri di grammatica diversi da quello del corso e magari dotati di soluzioni. In tal modo non ha bisogno (o quantomeno non ha estremo bisogno) di essere seguito da un insegnante e può autocorreggersi.
Inoltre, può leggere giornali, libri di narrativa, ascoltare musica, vedere film in lingua originale o sintonizzare la parabola satellitare su emittenti straniere. La televisione è un aspetto molto sottovalutato. Vedere un programma nella lingua che si sta studiando risponde a tutte le necessità dello studente in quanto a contatto con parlanti madrelingua, ascolto e lettura. Inoltre, trasmette aspetti culturali quasi impossibili da capire leggendo storielle di due paragrafi in un libro di testo.

Avere la possibilità di entrare in contatto con una nuova lingua così come viene parlata dai parlanti madrelingua è un elemento insostituibile. Grazie a internet, questo è diventato possibile per chiunque. Oltre a navigare normalmente in siti scritti nella lingua oggetto di studio, si può infatti entrare facilmente in contatto con parlanti madrelingua attraverso reti sociali. Utilizzando poi comuni programmi di trasmissione dati, un microfono e un paio di cuffie si ha la possibilità di interagire con loro quasi come se stessimo conversando a telefono.
In questo modo, pur senza recarsi all’estero, si può praticare la lingua nel migliore dei modi: una soluzione efficace, comoda ed economica.

Imparare una lingua straniera (4)

 Categoria: Le lingue

Come insegnare una lingua straniera?
Stavolta la risposta non è così scontata come per la domanda di ieri.
I metodi di apprendimento di una lingua straniera infatti sono molti e tutti posseggono elementi di validità. Non esiste un metodo approvato e sicuro per raggiungere l’obiettivo in modo rapido ed efficace. O quantomeno non esiste a livello generale.
Vi sono insegnanti che privilegiano certi aspetti e insegnanti che ne privilegiano altri. Inoltre, i tempi di apprendimento variano da un individuo ad un altro e, come abbiamo accennato nel post di ieri, dipendono oltre che dalle capacità dello studente anche dal tempo che egli dedica allo studio.
Noi crediamo che una volta entrato in contatto con la lingua e acquisita un po’ di dimestichezza, lo studente stesso debba rendersi conto di quelli che sono gli esercizi che gli permettono di imparare di più e meglio.

In generale, per imparare una lingua straniera occorre dedicare spazio a tutti i tipi di esercizi esistenti. Oltre che alla grammatica pura, è importante leggere, scrivere, ascoltare, parlare. È fondamentale dare il giusto spazio ad ognuna di queste attività nelle varie fasi dell’apprendimento.
All’inizio del percorso “parlare” è impossibile poiché lo studente ovviamente non ha gli strumenti per poterlo fare. Anche “ascoltare”, per le stesse ragioni, non ha molto senso.
Nella prima fase è opportuno privilegiare la grammatica, la lettura e la scrittura. Gli esercizi di grammatica permettono di acquisire le regole su cui si basa una lingua; leggere piccoli brani, comprenderli, rispondere a delle domande su di essi, permette di aumentare il vocabolario (cioè la quantità di parole conosciute); scrivere frasi o brani elementari, aiuta a mettere in pratica quanto studiato a livello teorico.
Parlare e ascoltare, se svolte a un livello basico, sono comunque attività alle quali può essere dato un po’ di spazio fin da subito. Tuttavia, a nostro avviso, è più opportuno dedicarvisi in modo più ampio nella fase successiva, nella quale lo studente ha acquisito gli strumenti per poter formulare delle frasi e comprendere in qualche misura individui madrelingua.

In modo graduale, i pesi delle varie attività si modificano durante il percorso. Man mano che lo studente acquisisce dimestichezza con la lingua, l’insegnante, pur continuando a insegnare la grammatica e a dare ampio spazio alla lettura e alla scrittura deve privilegiare maggiormente le attività cui all’inizio aveva dedicato pochissimo tempo.
A un certo punto del percorso, è importante che l’insegnante cominci a fare lezione nella propria lingua d’origine, utilizzando l’italiano solo in rari casi d’emergenza. All’inizio è opportuno che l’insegnante utilizzi quasi esclusivamente l’italiano per far sì che l’impatto con la nuova lingua non sia traumatico ma poi è importante sfruttare la presenza di un madrelingua nell’aula per abituare l’orecchio all’ascolto di una lingua diversa dalla nostra.

Imparare una lingua straniera (3)

 Categoria: Le lingue

La prima domanda è: meglio frequentare un corso di lingua o studiare in autonomia?
La migliore opzione è senza ombra di dubbio la prima, molto meglio frequentare un corso piuttosto che fare tutto da soli. I vantaggi sono moltissimi. Innanzitutto la presenza di un insegnante (meglio se madrelingua), che conosce alla perfezione la lingua ed è in grado, oltre che di sciogliere qualsiasi dubbio dello studente, anche di fornirgli dei metodi di apprendimento e delle regole che lo possano aiutare nello studio. Da soli, senza l’aiuto di nessuno, per quanto il materiale didattico a nostra disposizione sia valido, se si hanno dei dubbi spesso non è possibile eliminarli.

Il secondo vantaggio del corso è il confronto con gli altri studenti. Se, com’è logico supporre (visto che i corsi non sono obbligatori), si tratta di persone motivate, l’atmosfera di solidarietà, di aiuto reciproco, di condivisione dell’obbiettivo (oppure anche di sana competizione) che si crea, porta a risultati irraggiungibili individualmente.
A livello pratico inoltre, la presenza di altri studenti permette di realizzare esercizi come interviste, giochi di ruolo, lavori di gruppo e cose simili, impossibili da realizzare in una situazione di studio autonomo.
Un altro vantaggio derivante dalla frequentazione di un corso è l’imposizione di un ritmo. Il corso presenta orari fissi e scadenze precise. Se una persona è veramente interessata ma ha poco tempo o comunque spesso è stanca e svogliata, in una situazione di studio autonomo essa tende a posticipare il momento dello studio riducendo non poco il tempo effettivamente dedicatovi. Al contrario, il fatto di dover frequentare un corso è visto come un obbligo, un’imposizione. Diciamo che lo studente sviluppa un senso del dovere che lo porta quasi sempre a frequentare con profitto le lezioni. In una situazione di studio autonomo, pur in presenza degli stessi stimoli, tale senso del dovere si sviluppa in misura decisamente inferiore. Inoltre, anche nelle ore nelle quali non frequenta il corso e deve organizzarsi lo studio da solo, lo studente deve fare i compiti assegnati dall’insegnante e anche questo, sempre dando per scontato il primissimo assunto di base ovvero avere la giusta voglia e i giusti stimoli, è di grosso aiuto sempre per lo stesso motivo cui facevamo riferimento poc’anzi.

Frequentare un corso infine presuppone quasi sempre effettuare delle verifiche periodiche, il che fornisce senza dubbio ulteriori stimoli poiché nessuno vuol fare brutta figura con i compagni di corso. Ovviamente, è banale notare come gli studenti che frequentano un corso e poi si applicano più di altri nello studio autonomo sono quelli che ottengono i risultati migliori. L’insegnante disegna le linee guida ma senza lo studio e l’impegno da parte dello studente è impossibile ottenere qualcosa di buono. Frequentare un corso di lingua e credere che due ore settimanali siano sufficienti è un grosso errore, per imparare una lingua straniera occorre associare le lezioni ad un grosso impegno nello studio autonomo.

Imparare una lingua straniera (2)

 Categoria: Le lingue

Alcuni sostengono che il modo migliore per imparare una lingua straniera sia trascorrere un periodo più o meno lungo direttamente nel luogo dove viene parlata. Al di là della difficoltà pratica nel realizzare ciò, noi riteniamo che questa non sia la scelta migliore. O meglio, vivere all’estero, è sicuramente un ottimo allenamento, quello con cui non siamo d’accordo è che l’allenamento avvenga immediatamente, a freddo, prima di aver acquisito un certo numero di nozioni riguardanti la lingua in oggetto.

I muscoli prima di essere allenati devono essere riscaldati e noi crediamo che lo stesso debba avvenire con il cervello. Catapultare una persona, anche giovane, in terra straniera, senza che essa parli mezza parola della lingua locale non è mai positivo. Sicuramente quella persona, soprattutto se in gamba e stimolata, riuscirà pian piano a superare le difficoltà dovute alla sua impreparazione linguistica che le si parano davanti e con il tempo acquisirà anche una discreta padronanza della lingua, ma non raggiungerà mai un livello ottimo, soprattutto in ambito scritto, poiché si porterà dietro vita natural durante la mancanza di solide basi grammaticali acquisibili solo attraverso uno studio metodico e rigoroso.

Conosciamo persone che vivono da decenni in terra straniera e continuano a commettere errori banalissimi scrivendo. La nostra agenzia di traduzione appartiene alla vecchia guardia, siamo convinti che lo studio sui libri (cartacei!) sia indispensabile nella prima fase di apprendimento. In un secondo momento, quando lo studente ha raggiunto un discreto livello, un soggiorno all’estero è l’ideale per consolidare quanto appreso e misurarsi con la realtà.
Nel post di domani ci concentreremo sul metodo di studio più adeguato.

Imparare una lingua straniera

 Categoria: Le lingue

Molti degli articoli di questo blog si rivolgono a persone che lavorano abitualmente con le lingue o che comunque hanno una certa dimestichezza con esse. Tuttavia, di recente abbiamo ricevuto diverse e-mail di lettori che, pur non essendo affatto traduttori o comunque bilingui, stavano iniziando a sviluppare un certo interesse per una lingua straniera grazie a questo piccolo spazio web. Anche qualche cliente ci ha comunicato il proprio interesse ad apprendere una lingua straniera, per poter interagire al meglio con i propri interlocutori commerciali. In quest’articolo e nei prossimi daremo alcuni consigli affinché il percorso di apprendimento di una lingua straniera sia quanto più efficace possibile.

L’aspetto più importante l’abbiamo già individuato: volerlo. Non si può fare nulla nella vita se non lo si vuole veramente. Occorrono grandi motivazioni e grandi stimoli per imparare bene una lingua straniera. Motivazioni e stimoli che devono essere costanti per un lasso di tempo sicuramente non breve. Imparare una lingua straniera è infatti un’attività complessa e intensa che richiede moltissima pratica e alla quale occorre dedicare tanto tempo. Il tempo è quindi il secondo fattore fondamentale. È come imparare a suonare uno strumento musicale. Non si può mettere in mano una chitarra a qualcuno che non conosce nemmeno le sette note musicali e pretendere che il giorno dopo sia il leader di una formazione rock.
L’omogenea distribuzione del tempo dedicato allo studio è un altro aspetto chiave. L’apprendimento deve infatti avvenire nel modo più graduale possibile. Se per esempio abbiamo deciso di dedicare mediamente 7 ore alla settimana al nostro progetto, non è assolutamente la stessa cosa studiare un’ora al giorno tutti i giorni o studiare 7 ore di fila la domenica e non riprendere i libri in mano fino alla domenica successiva. Molto meglio la prima soluzione!
Le lingue straniere si imparano in modo graduale, poco per volta, inutile fare grandi studiate e poi mollare tutto per un po’. A meno di non possedere una memoria da elefante, il rischio, soprattutto se si è avanti con l’età, è di dimenticare gran parte delle nozioni studiate vanificando gli sforzi fatti. Da un giorno all’altro invece la nostra mente riesce a ricordare molto meglio, e ciò permette di fare continui passi avanti.
A partire dal post di domani affronteremo alcuni aspetti più tecnici riguardanti lo studio di una lingua straniera.

Cose da non tradurre

 Categoria: Tecniche di traduzione

Nel nostro articolo del 6 luglio 2009 avevamo già parlato della traduzione dei nomi propri. In tale circostanza avevamo detto che una delle regole principali della traduzione è lasciare i nomi delle persone fisiche e delle persone giuridiche così come sono. Questo a dispetto della consolidatissima (quanto sbagliatissima) pratica di tradurre i nomi propri dei personaggi storici.

Oltre a questo classico esempio, ve ne sono molti altri riguardanti parole che devono rimanere inalterate rispetto all’originale. Fra le cose da non tradurre vale la pena ricordare i simboli internazionali e i sistemi di misurazione.
Per quanto riguarda i primi, l’esempio più chiaro è relativo ai simboli degli elementi chimici. Se prendiamo la tabella di classificazione degli elementi di Mendeleev osserviamo che il simbolo internazionalmente accettato dell’itterbio è Yb. Se nel testo da tradurre compare “Yb”, non dobbiamo tradurlo con “Itt.” o “Ib”, ma lasciarlo tale e quale.

Dobbiamo comportarci allo stesso modo anche con i sistemi di misurazione. Visto che in alcuni paesi stranieri vengono usati sistemi di misurazione diversi (per la lunghezza, il peso, il volume, la temperatura, ecc.) occorre mantenere le diciture originali oppure convertire la misura utilizzata nel testo orginale con la misura corrispondente nel sistema della lingua di destinazione. Se ad esempio in un testo appare la scritta “23 in” (dove “in” sta per inches) non dobbiamo tradurre con “23 pollici” ma lasciare “23 in” così com’è oppure convertirlo in centimetri e scrivere “58,42 cm” poiché 1 inch = 2,54 centimetri.

Le lingue più parlate al mondo

 Categoria: Le lingue

Con l’articolo di oggi vogliamo fornire ai nostri lettori dati riguardanti le lingue più parlate al mondo. Qualche lettore mostrerà semplice curiosità rispetto ad essi ma siamo certi che qualche altro lettore, magari titolare di un’impresa o di un’attività commerciale ed interessato ad espandersi su un mercato estero, inizierà a fare considerazioni di un certo tipo.
Quando un imprenditore progetta di iniziare ad esportare i propri prodotti in un paese straniero o addirittura aprirvi una filiale, si trova di fronte ad un ampio elenco di valutazioni da fare. Dovrà studiare a fondo quel mercato per valutare la forza della concorrenza, conoscere il livello dei prezzi, i sistemi di pagamento, il sistema legale, la tassazione, la facilità di accesso, i costi di trasporto, ecc. Inoltre, se si tratta di paesi culturalmente molto diversi, dovrà fare anche considerazioni di tipo socio-culturale.

Com’è evidente da questa breve quanto superficiale analisi, il numero di parlanti madrelingua non è certo l’unico dato cui deve interessarsi un potenziale esportatore, però, dando un’occhiata ai dati a fondo pagina, alcuni lettori si sorprenderanno forse al punto di cambiare le proprie strategie commerciali. O, ad ogni buon conto, pur senza prendere importanti decisioni come quella di investire su un mercato estero, magari decideranno di tradurre il sito web o il materiale informativo della loro impresa in altre lingue, per raggiungere potenziali clienti ai quali non avevano neppure pensato.
Data l’enorme difficoltà nel censire tutti i parlanti, si tratta di stime che, in qualche caso, potrebbero anche discostarsi di qualche punto dai valori reali. Da notare, inoltre, che i numeri si riferiscono ai soli parlanti madrelingua. Dal conteggio sono esclusi gli individui che parlano gli idiomi del nostro elenco come seconda o come terza lingua. L’inglese, ad esempio, oltre che su 335 milioni di parlanti madrelingua può contare anche su 300 milioni di individui che la parlano come seconda lingua e su circa un miliardo di persone che la parlano in modo abbastanza fluente perché l’hanno studiata. Sommando queste cifre, l’inglese diverrebbe la lingua più parlata del mondo.

1. Cinese mandarino (1 miliardo circa)
2. Hindi (450 milioni circa)
3. Inglese (335 milioni)
4. Spagnolo (325 milioni)
5. Arabo (206 milioni)
6. Bengalese (190 milioni)
7. Portoghese (180 milioni)
8. Russo (165 milioni)
9. Giapponese (125 milioni)
10. Tedesco (100 milioni)
11. Francese (78 milioni)
12. Giavanese (77 milioni)
13. Coreano (77 milioni)
14. Punjabi (76 milioni)
15. Wu (75 milioni)
16. Telugu (70 milioni)
17. Vietnamita (69 milioni)
18. Marathi (68 milioni)
19. Tamil (65 milioni)
20. Italiano (62 milioni)

Se siete interessati ad un approfondimento su questo tema, nella sezione lingue del nostro sito trovate informazioni più precise riguardanti le maggiori lingue europee ed extraeuropee che occupano le primissime posizioni di questa classifica.

Uno strumento per ricerche multilingue sul web

 Categoria: Attività correlate alla traduzione

 

Segnaliamo a tutti i nostri lettori un nuovo strumento molto utile per chi ha a che fare con le lingue in generale e allo stesso tempo utilizza molto internet. Si tratta del sito www.2lingual.com.
Normalmente quando dobbiamo effettuare una ricerca multilingue sul web, apriamo più finestre del browser allo stesso tempo. Con 2lingual non è necessario eseguire questa operazione, basta impostare una ricerca digitando una chiave nella nostra lingua d’origine (o in ogni caso in quella che ci interessa) e selezionare la seconda lingua nella quale vorremmo ottenere i risultati.
Il sistema genera immediatamente la ricerca in entrambe le lingue e fornisce i risultati con la stessa velocità di Google poiché utilizza la sua stessa piattaforma. Il concetto è semplicissimo: eseguire una ricerca su Google in due lingue allo stesso tempo.

Ovviamente il problema cruciale di questo strumento è la validità della traduzione della chiave di ricerca. Il sistema utilizza Google Translator e risulta quindi piuttosto efficace nel caso si debbano tradurre parole singole o concetti semplici, ma, com’è logico supporre, i risultati peggiorano sensibilmente quando impostiamo una chiave di ricerca più complessa.
Sul sito non c’è nessun tipo di informazione circa l’autore o gli autori del sistema, c’è solo una nota che dice che “2lingual è stato creato nella soleggiata Seattle, Washington”.

Investire in traduzioni professionali

 Categoria: Attività correlate alla traduzione

Le imprese moderne di dimensioni medio grandi e che hanno relazioni commerciali consolidate con paesi esteri, nella maggior parte dei casi, possono contare su personale esperto e qualificato in grado di gestire tali relazioni nel migliore dei modi.
Si tratta di professionisti che, in genere, hanno un’ottima padronanza di una o più lingue straniere e una buona conoscenza dei meccanismi commerciali che regolano i mercati nonché delle leggi e delle varie regolamentazioni legate al commercio estero.
Solo in casi particolari, come ad esempio la stipula di importanti contratti densi di tecnicismi, questo tipo di imprese necessita dei servizi di un’agenzia di traduzione.

Sul mercato globale esistono però moltissimi altri soggetti economici e non tutti possono contare su uno staff commerciale ben organizzato al proprio interno. Si tratta di aziende il cui livello di esportazioni è basso e discontinuo, e ciò non permette loro di assumere personale qualificato per gestire i loro affari sui mercati esteri.
Le imprese medio piccole che occasionalmente si imbattono in clienti stranieri spesso non hanno quindi gli strumenti per poter portare avanti un’adeguata relazione commerciale e sono quasi sempre costrette a rinunciare a possibilità potenzialmente fruttifere.
In certi casi, una conoscenza inadeguata della lingua di destinazione e dei temi interculturali legati ad essa, oltre che impedire la concretizzazione di ottimi affari, può causare anche spiacevoli situazioni e perdite economiche derivanti da malintesi.

Nel sito www.signspotting.com, cliccando più volte su “Rate Lost in Translation Signs” si trovano molti esempi di errori di traduzione riscontrati nelle comunicazioni commerciali tra soggetti impreparati. Si tratta di errori sicuramente divertenti per i lettori ma che probabilmente hanno causato forti imbarazzi e problemi a chi li ha commessi.
Investendo in traduzioni professionali, questi inconvenienti avrebbero potuto essere tranquillamente evitati. Le agenzie di traduzione garantiscono infatti ai propri clienti un’efficace forma di comunicazione che permette loro di evitare i disguidi che quasi sempre compromettono totalmente obiettivi che essi avrebbero invece a portata di mano.
Inoltre, trattandosi di risorse esterne, le imprese che fanno ricorso alle agenzie di traduzioni professionali non sono costrette ad assumere personale fisso o per lunghi periodi, e, potendo ricorrere quando vogliono ai loro servizi, pagano solo per quello che serve loro. In questo modo possono trasmettere i propri messaggi in tutta sicurezza e, a un costo accessibile, ottenere notevoli benefici in termini di risparmio di tempo e denaro.

Un errore di traduzione

 Categoria: Attività correlate alla traduzione

Nell’articolo di oggi parleremo di un divertente errore di traduzione che un collega ci ha segnalato. Pochi giorni fa un’emittente satellitare nostrana ha trasmesso un programma sul mondo del calcio negli Stati Uniti. Come tutti sanno, nel paese dalla bandiera a stelle e strisce il calcio non è certo lo sport nazionale. Ai primi posti nella scala delle preferenze degli americani troviamo il basket, il football, il baseball, e l’hockey su ghiaccio. Il calcio viene molto dopo.
I protagonisti del programma di cui sopra erano alcuni personaggi famosi ai quali venivano rivolte domande a proposito del calcio. Le domande e le risposte erano sottotitolate in italiano. Una delle domande in questione è stata: “Do you know who Pelé is? alla quale l’intervistato ha risposto “Sure, he’s the greatest soccer player of all time”.
Anche se si tratta di una risposta assolutamente sensata e udibile in qualsiasi altro paese del mondo, probabilmente tale risposta è dovuta alla militanza di Pelé nei New York Cosmos negli anni settanta, nonché al suo impegno come ambasciatore mondiale del calcio. Basti pensare che Pelé è stata la figura alla quale negli Stati Uniti il calcio è stato maggiormente associato fino all’arrivo di David Beckham nel massimo campionato alcuni anni or sono.

Ad ogni modo, quello che interessa a noi sono le traduzioni dei sottotitoli: “Conosci Pelé?”, “Certo, è uno dei migliori giocatori di tutti i tempi”, si leggeva mentre l’intervistato rispondeva alla domanda. Salta immediatamente agli occhi l’errore di traduzione. Infatti, la traduzione corretta non è affatto quella apparsa nei sottotitoli bensì “Certo, è il miglior giocatore di tutti i tempi”.
Visto che non si tratta di una frase con particolari difficoltà di traduzione in italiano, né si tratta di un riferimento culturale che noi italiani non possiamo comprendere, cosa può essere successo? Si tratta forse solo di un gigantesco errore di traduzione dovuto alla distrazione?
La faccenda ci ha talmente incuriosito che abbiamo cercato di rintracciare l’agenzia di traduzioni che ha redatto i sottotitoli. I risultati della ricerca ci hanno condotto nell’area partenopea e questo ci ha fatto sorgere un dubbio atroce. Visto che nella squadra locale ha militato un altro grandissimo del calcio, non sarà che un nostro collega autoctono (e sfegatato tifoso!) non ha resistito alla tentazione di alterare le parole dell’intervistato per non sminuire l’importanza del suo amatissimo campione? Naturalmente si tratta solo di una divertente supposizione, non abbiamo chiamato i nostri colleghi per verificare la loro buona fede.
Ad ogni modo, sia che si tratti di un macroscopico errore di traduzione, sia che si tratti di una deliberata alterazione del messaggio originale, questo è un esempio, seppur di scarsa importanza, di come una traduzione sbagliata possa influenzare l’opinione pubblica. Basta una piccola aggiunta o una piccola omissione per cambiare (in questo caso leggermente ma in qualche altro drasticamente) il senso del messaggio senza che nessuno (o quasi) se en accorga.

Due scuole di traduzione

 Categoria: Tecniche di traduzione

Il giorno stesso in cui nacque la traduzione, millenni or sono, iniziò il dibattito tra i traduttori che ritenevano fosse opportuno tradurre rimanendo quanto più vicini possibile al testo di partenza e tra quelli che invece pensavano fosse meglio privilegiare il testo d’arrivo.
In francese esistono due parole perfette per indicare queste due scuole di pensiero: cibliste (da cible, “bersaglio”) e sourcière (da source, “fonte”).

Secondo la scuola di traduzione cibliste, occorre privilegiare l’esattezza dei propositi a detrimento dello stile, quando questo si renda necessario. Per far passare il proprio messaggio, la traduzione dovrà in qualche caso sostituire gli elementi culturali del testo originale con degli elementi meglio conosciuti dai lettori della lingua d’arrivo anche se non del tutto equivalenti.
La cosa più importante è il senso del messaggio che l’autore cerca di trasmettere. Il traduttore deve innanzitutto far arrivare quel messaggio al lettore della lingua d’arrivo in modo naturale. La fedeltà al linguaggio, al registro e al tono impiegati dall’autore del testo originale sono secondari.

Secondo la scuola di pensiero sourcière, la prima responsabilità del traduttore è invece quella di rimanere strettamente fedele alla forma del testo originale. Chi traduce deve riprodurre tutti gli elementi stilistici dell’originale, impiegare lo stesso tono e lo stesso registro. Deve lasciare tutti gli elementi culturali intatti e addirittura (in casi estremi) costringere la lingua d’arrivo a prendere la forma dettata dal testo di partenza. Il traduttore sourcier deve in primo luogo cercare di non tradire il linguaggio utilizzato dall’autore, e, se gli è possibile, deve fare in modo di far arrivare il senso del messaggio.

Si tratta di due visioni radicalmente opposte e in mezzo alle quali si inseriscono (fortunatamente) posizioni intermedie. La traduzione, lo abbiamo detto più volte, non è una scienza esatta, e pertanto non può essere approcciata come la matematica o la fisica.
Il traduttore ogni volta che traduce deve immedesimarsi nell’autore per capire innanzitutto qual è il messaggio che vuole far passare e subito dopo deve immedesimarsi nel potenziale lettore e utilizzare un linguaggio che permetta a quest’ultimo di comprendere agevolmente tale messaggio. Per riuscire in questa operazione non deve farsi intrappolare da schemi rigidi ma aprire la mente, renderla flessibile e usare il buon senso.

Traduzione automatica (9)

 Categoria: Strumenti di traduzione

Fin dai primi pioneristici tentativi degli anni ’40, la traduzione automatica è stata una tecnologia altamente controversa. A dispetto degli indubbi progressi ottenuti nel corso degli anni, il confronto fra i suoi sostenitori e i suoi detrattori è continuato nel tempo e probabilmente continuerà ancora a lungo.
La questione riguarda principalmente la qualità delle traduzioni ed il dibattito è alimentato per lo più da false presunzioni sui possibili risultati ottenibili dalla traduzione automatica e su quali potrebbero essere i beneficiari dell’uso di questo tipo di tecnologia. Secondo i suoi sostenitori, se i sistemi di traduzione automatica fossero messi nelle giuste condizioni, i risultati potrebbero in qualche caso essere ottimi già da ora. La nostra agenzia di traduzioni appartiene invece (qualcuno forse lo dubitava?) alla schiera dei detrattori.

Senza nessuna paura di essere contraddetti, possiamo tranquillamente affermare che, in generale, i sistemi di traduzione automatica disponibili attualmente in commercio non possono in alcun modo sostituire i traduttori umani, in particolar modo se tali sistemi vengono usati da utenti senza alcuna formazione linguistica.
Ad ogni modo, riteniamo che anche i sistemi di traduzione automatica abbiano sicuramente una propria utilità. Se lo scopo del loro utilizzo è ad esempio quello di coadiuvare l’uomo migliorando l’efficienza del processo traduttivo oppure quello di realizzare traduzioni di buon livello in ambienti in cui la traduzione umana non è contemplata, la traduzione automatica potrebbe in futuro essere davvero una risorsa utile e a buon mercato.
Naturalmente, affinché ciò avvenga, è assolutamente fondamentale che nel processo traduttivo i sistemi di traduzione automatica vengano impostati da esperti traduttori professionisti i quali possono sfruttare al massimo il potenziale offerto da questo strumento.
Comunque sia, fortunatamente per noi, occorre percorrere ancora tantissima strada e investire moltissimo denaro nella ricerca prima che la traduzione automatica raggiunga gli stessi risultati della traduzione manuale.

Traduzione automatica (8)

 Categoria: Strumenti di traduzione

Oggi parleremo della traduzione automatica basata sul contesto. Questa tecnologia utilizza un metodo basato su idee abbastanza semplici ma in qualche caso offre risultati molto buoni rispetto ad altri metodi.
Il concetto operativo su cui si basa è la ricerca della migliore traduzione di una parola prendendo in considerazione il resto delle parole che la circondano.
Il sistema suddivide un testo in unità di quattro/otto parole e propone traduzioni di ogni sequenza nella lingua di destinazione eliminando le traduzioni che contengono frasi senza senso. Tale filtraggio utilizza un corpus nella lingua di destinazione, nel quale viene conteggiato il numero di volte in cui compare la frase cercata.
In seguito la sequenza creata viene spostata di una posizione (una parola), la maggior parte dei vocaboli viene ritradotta e il testo viene filtrato di nuovo in modo da lasciare solo le frasi coerenti. Tale procedimento viene ripetuto per tutto il testo. Nella fase finale vengono concatenati i risultati di ciascuna sequenza in modo da ottenere un’unica traduzione del testo.

La traduzione automatica basata sul contesto presenta un grande vantaggio rispetto alle altre tecnologie di traduzione automatica basate su corpora linguistici e cioè la facilità nell’aggiungere nuove lingue. Per inserire una nuova lingua infatti non è necessario tradurre milioni di parole come nei metodi statistici, sono sufficienti due corpora linguistici di dimensioni ridotte:
- un buon dizionario elettronico contenente regole che permettano al sistema di coniugare correttamente  i verbi e di accordare aggettivi e sostantivi in base al genere e al numero.
- un corpus nella lingua di destinazione, che può essere facilmente reperito su internet.

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 Categoria: Strumenti di traduzione

La tipologia di traduzione automatica di cui parleremo oggi è quella che utilizza corpora linguistici e che si basa sull’analisi di campioni reali e delle loro traduzioni corrispondenti. Fra questi sistemi, quello principale è la traduzione automatica statistica, abbreviata in SMT (Statistical Machine Translation).
L’obiettivo di questa tecnologia è generare traduzioni a partire da metodi statistici basati su corpora di testi bilingui e monolingui.
Affinché la SMT funzioni correttamente è necessario mettere a disposizione del sistema due banche dati piuttosto corpose: una di testi nella lingua di partenza con le relative traduzioni nella lingua di destinazione e un’altra di testi solo nella lingua d’arrivo.
Di fronte a un nuovo testo da tradurre, il sistema genera possibili traduzioni delle sequenze di parole che trova nel testo stesso sulla base delle corrispondenze che riscontra nella prima banca dati. Tra le varie proposte di traduzione seleziona poi la migliore sulla base della seconda banca dati, quella relativa alla sola lingua d’arrivo.

Il vantaggio della traduzione automatica statistica è che, una volta impostato il sistema secondo le specifiche richieste dal cliente, questi ha a disposizione uno strumento in grado di fornire una discreta qualità traduttiva di testi simili tra loro. Il lato negativo è che, affinché il sistema fornisca risultati di un certo livello, occorre mettere a sua disposizione un corpus molto sostanzioso di traduzioni esistenti e approvate.
Come si può facilmente immaginare, con questa tecnologia la qualità della traduzione aumenta all’aumentare della dimensione dei corpora linguistici nelle banche dati. Con un insieme sterminato di traduzioni esistenti e di testi nella lingua d’arrivo, si potrebbero ottenere risultati eccellenti con testi di argomento similare.
Language Weaver, il principale fornitore di sistemi di traduzione automatica statistica a livello mondiale, per ogni combinazione linguistica consiglia un corpus bilingue minimo di due milioni di parole, ma a nostro avviso si tratta di un valore molto inferiore rispetto a quello necessario per ottenere traduzioni almeno accettabili.
Per questo motivo e anche per il costo tendenzialmente superiore rispetto ad alcuni sistemi basati su regole, i sistemi di traduzione automatica statistica vengono usati quasi unicamente da agenzie governative e da multinazionali.

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 Categoria: Strumenti di traduzione

Oggi parleremo della traduzione automatica basata su regole. Questa tecnologia utilizza in genere un processo traduttivo suddiviso in tre fasi.
Nella prima fase, nota come fase di analisi, il sistema esegue il parsing delle frasi del testo di partenza e le trasforma in strutture sintattiche ad albero.
Nella seconda fase, detta fase di trasferimento, gli alberi sintattici creati per il testo di partenza vengono trasformati in altrettanti alberi con la struttura sintattica della lingua d’arrivo.
Nella terza fase, chiamata fase di generazione, le parole della lingua di partenza vengono tradotte nella lingua d’arrivo e inserite nell’albero d’arrivo seguendo le regole sintattiche proprie della lingua medesima al fine di creare frasi di senso compiuto.

Una tecnica particolare della traduzione automatica basata su regole è quella che parte da un linguaggio intermedio. La lingua d’origine del testo da tradurre viene trasferita a una lingua intermedia, la cui struttura è indipendente da quella della lingua originale e da quella della lingua finale. Il testo nella lingua di destinazione viene ottenuto a partire dalla rappresentazione del testo nella lingua intermedia.

I più famosi sistemi di traduzione automatica attuali sono tutti basati su regole. Fra questi i più conosciuti sono sicuramente Systran (usato da Google) e Babelfish (usato da Altavista).
La traduzione automatica basata su regole (o basata sul principio del trasferimento), è infatti al giorno d’oggi il paradigma prevalente per la traduzione automatica.
I principali punti deboli di questa tecnologia sono sostanzialmente due.
In primo luogo, la quantità di regole su cui si basa qualsiasi sistema è ovviamente limitata. Per ottenere risultati migliori, gli autori del testo da tradurre dovrebbero adeguare il loro stile di scrittura, la qual cosa è, per ovvi motivi, assolutamente improponibile.
In secondo luogo, nonostante sul mercato siano reperibili pacchetti commerciali di traduzione automatica basata su regole con decine di combinazioni linguistiche, molte lingue ancora non sono state attivate.

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 Categoria: Strumenti di traduzione

L’aspirazione di creare marchingegni meccanici per superare le barriere linguistiche viene da lontano. Nel secolo XVII si parla dell’utilizzazione di dizionari meccanici (basati su codici numerici universali) per superare le barriere del linguaggio, nell’ambito di un movimento a favore della creazione di una “lingua universale” non ambigua, basata su principi logici e simboli iconici, che permettesse la comunicazione a tutta l’umanità. Quest’impegno precede di moltissimo tempo la nascita del computer. Per questo motivo, si può capire come dal momento in cui un computer fu disponibile negli anni ’40, la traduzione automatica diventò immediatamente una delle applicazioni di punta della ricerca in campo informatico.

Da allora sono stati fatti molti progressi ed è stata sviluppata una vasta gamma di tecnologie di traduzione automatica. Tuttavia, sebbene la qualità delle traduzioni sia migliorata negli anni, le molteplici forme che può assumere una parola nel passaggio da una lingua ad un’altra rende la traduzione automatica, a tutt’oggi, un metodo scarsamente affidabile.
Stante questo principio di base, è opportuno aggiungere che, se vengono inserite nell’ambiente giusto e se hanno a disposizione informazioni sufficienti, tecnologie di traduzione automatica anche molto diverse fra loro possono produrre risultati traduttivi accettabili in certi campi, facendo in modo che una persona parlante una determinata lingua sia in grado di farsi perlomeno un’idea di ciò che ha scritto un’altra persona in un’altra lingua. Il problema principale di ogni metodo di traduzione è l’ottenimento delle informazioni appropriate.

Nei prossimi giorni tratteremo le tre tecnologie di traduzione automatica più importanti nelle applicazioni commerciali al giorno d’oggi. I sistemi di traduzione automatica possono infatti essere classificati nei seguenti gruppi: quelli basati su regole linguistiche, quelli che utilizzano corpus testuali e quelli basati sul contesto, sicuramente di importanza inferiore rispetto agli altri due.

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 Categoria: Strumenti di traduzione

Negli ultimi decenni c’è stato un forte impulso nell’uso di tecniche statistiche per lo sviluppo di sistemi di traduzione automatica. Per l’applicazione di queste tecniche a due determinate lingue, è necessario disporre di un corpus parallelo per entrambe. Mediante questo corpus si stimano parametri di modelli statistici che stabiliscono la probabilità con la quale certe parole siano suscettibili di essere tradotte da altre, così come le posizioni più probabili che tendono ad occupare le parole della lingua di destinazione in funzione delle parole corrispondenti della frase originaria.
Il fascino di queste tecniche risiede nel fatto che lo sviluppo di un sistema per due determinate lingue può essere effettuato in modo automatico, con una ridotta necessità di lavoro esperto da parte degli specialisti in linguistica.
Ad ogni modo, l’intervento umano può migliorare la qualità del testo di uscita: per esempio, alcuni sistemi possono tradurre con maggior esattezza se il traduttore ha identificato previamente le parole che corrispondono a nomi propri.

Con l’aiuto di queste tecniche, la traduzione automatica ha dimostrato di essere un valido strumento per i traduttori umani. Tuttavia, i sistemi attuali sono incapaci di produrre risultati della stessa qualità di cui è capace un traduttore umano, in modo particolare quando il testo da tradurre usa linguaggio colloquiale o familiare.
In questa direzione, recentemente stanno destando particolare interesse le tecniche statistiche di traduzione assistita basate su un’approssimazione interattiva-predittiva, nella quale il computer e il traduttore umano lavorano in stretta collaborazione mutua.
Prendendo come base il testo fonte da tradurre, il sistema offre suggerimenti circa possibili traduzioni verso la lingua di destinazione. Se qualcuno di questi suggerimenti è accettabile, il traduttore lo seleziona e, in caso contrario, corregge il necessario fino ad ottenere un testo corretto. A partire da questo testo, il sistema produce migliori previsioni. Il processo continua in questo modo fino a ottenere una traduzione completamente accettata dal traduttore.
Secondo le valutazioni realizzate con vari traduttori professionisti nel progetto TransType-2, questo processo permette di ridurre considerevolmente il tempo e lo sforzo necessari per ottenere traduzioni di qualità.

Traduzione automatica (3)

 Categoria: Strumenti di traduzione

La traduzione automatica, chiamata anche MT (dall’inglese Machine Translation), è un’area della linguistica computazionale che si occupa della ricerca in campo informatico di tecniche per la traduzione di un messaggio scritto o orale da una lingua ad un’altra.
A un livello base, la traduzione automatica realizza semplicemente una sostituzione di parole da una lingua ad un’altra. Attualmente si ottengono discreti livelli di qualità nella traduzione tra lingue romanze (italiano, spagnolo, francese, portoghese, ecc.) ma i risultati peggiorano sensibilmente quando due lingue sono tra loro lontane, come nel caso della traduzione dall’italiano verso l’inglese o il tedesco, per esempio.
Tuttavia, attraverso l’uso di corpora linguistici, che permettono una gestione più appropriata delle differenze nella tipologia linguistica, il riconoscimento delle frasi, la traduzione di espressioni idiomatiche e l’isolamento di anomalie, si possono eseguire traduzioni leggermente più complesse.

Normalmente, per migliorare il risultato finale, i sistemi di traduzione automatica attuali permettono di stabilire parametri (per esempio, limitando la quantità di sostituzioni permesse) in accordo con il dominio o il settore nell’ambito del quale si esegue la traduzione. Un fattore che influisce molto nella qualità è infatti il grado di specializzazione dei sistemi di traduzione, che migliorano nella misura in cui si adeguano al tipo di testo e vocabolario che si vada a tradurre. Questa tecnica è particolarmente utile in campi dove si impiega un linguaggio formale o basato su moduli, come gli annunci schematici nelle stazioni dei treni o negli aeroporti oppure nei documenti legali o amministrativi, però il suo uso non è possibile nella traduzione di conversazioni o di testi meno standardizzati.
Tanto per capirsi, un sistema specializzato nella traduzione di bollettini meteorologici raggiungerà probabilmente buoni livelli di qualità anche quando i testi da tradurre appartengano a due lingue molto distanti, però sarà praticamente inutile per tradurre altri tipi di testi, come ad esempio notizie sportive o finanziarie.

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 Categoria: Strumenti di traduzione

Alla luce dei nuovi sviluppi tecnologici e del maggior accesso agli strumenti di traduzione elettronica per le traduzioni automatiche, alcuni studiosi considerano che in futuro questa tecnologia sostituirà il traduttore umano.
Per decenni sono state portate avanti ricerche volte a stabilire se i sistemi di computazione possano tradurre efficacemente da una lingua ad un’altra. Questi sistemi funzionano essenzialmente disaggregando tutte le componenti del testo (fra le quali segni di interpunzione e frasi idiomatiche riconosciute) e poi ricostruendo tali elementi nella lingua d’arrivo mediante l’applicazione di regole linguistiche specifiche e mediante l’“apprendimento” dalle traduzioni già esistenti.

Tradurre, tuttavia, è un’arte nobile che richiede talento e dedizione. Non è sufficiente sostituire una parola con un’altra, chi traduce dev’essere in grado di riconoscere tutte le parole di una frase e l’influenza che hanno le une sulle altre. Le lingue constano di morfologia (la forma nella quale si costruiscono le parole a partire da piccole unità provviste di significato), di sintassi (la struttura di una frase), di semantica (il significato delle parole) e di tante altre regole complesse. Il traduttore dev’essere inoltre in grado di fare tutta una serie di considerazioni riguardanti lo stile o saper riflettere su questioni prettamente pragmatiche. Dato che perfino il testo più semplice può essere colmo di ambiguità, oggigiorno nemmeno il miglior computer del mondo è in grado di analizzarlo in modo adeguato.

Nei prossimi giorni descriveremo in modo più approfondito le tecniche utilizzate dai traduttori automatici.

Traduzione automatica

 Categoria: Strumenti di traduzione

In questo blog abbiamo accennato più volte alla traduzione automatica. Si tratta di un tipo di traduzione in cui l’uomo non interviene minimamente, il testo viene tradotto dal computer in modo completamente automatico.
Tutti gli operatori del settore sono ovviamente strenui fautori della traduzione umana, non solo per una questione di mero tornaconto personale ma anche e soprattutto perché allo stato attuale i risultati ottenuti dalla traduzione automatica sono qualitativamente molto inferiori rispetto a quelli della traduzione umana.
La traduzione automatica offre sicuramente grandi vantaggi in termini di velocità d’esecuzione ma, oltre ad essere molto fallace, non è in alcun modo in grado di valutare se una traduzione è appropriata per un certo tipo di pubblico.

Questo non significa che i computer non siano importanti nel moderno settore della traduzione. La nostra agenzia di traduzioni crede fermamente che la tecnologia al giorno d’oggi sia uno strumento imprescindibile nella traduzione. Questo però solo a condizione che il controllo su di essa da parte dell’essere umano sia totale. I traduttori sono assolutamente essenziali per il processo di traduzione e il loro lavoro non può essere semplificato e processato tramite una macchina. Per questo motivo facciamo largo uso di strumenti di traduzione assistita ma in nessun caso ricorriamo alla traduzione automatica.

Ciononostante, abbiamo deciso di trattare l’argomento traduzione automatica in modo piuttosto esaustivo e pertanto con l’articolo di domani inizieremo un percorso che durerà una settimana circa.

La traduzione della rima

 Categoria: Traduzione letteraria

Tra i tratti distintivi della poesia, la rima è quello che ha sopportato peggio il passare del tempo, soprattutto la rima baciata, la più caratteristica. La rima alternata invece ha saputo affrontare meglio il processo d’invecchiamento, e, di tanto in tanto, quasi inavvertitamente, la si nota in alcune poesie contemporanee.
Per il traduttore la rima è un ostacolo molto spesso quasi impossibile da superare, poiché per ottenerla è costretto ad allontanarsi troppo dall’originale. Questo è uno degli aspetti più controversi nell’ambito della traduzione della poesia, un topico molto frequente nelle discussioni fra traduttori professionisti.
Comunque, anche se la rima ha perso gran parte del suo fascino, alcuni illustri colleghi continuano a impegnarsi duramente per mantenerla nelle loro versioni, soprattutto quando si tratta di tradurre i grandi poeti del passato (come ad esempio Dante Alighieri e William Shakespeare tra i tanti che potremmo citare).

In qualche caso il risultato del lavoro dei nostri valorosi colleghi è piuttosto soddisfacente ma in qualche altro l’allontanamento dall’originale è davvero troppo marcato.
La traduzione di una poesia è inevitabilmente di per sé un atto creativo, ma quando il testo tradotto supera certi gradi di creatività, fa sì che una traduzione non sia più tale ma si trasformi in una reinvenzione.
Ciononostante la critica accoglie in modo quasi sempre positivo le traduzioni dei grandi poeti del passato ad opera dei grandi traduttori del presente. Secondo molti infatti, la traduzione della poesia soffre della medesima indefinitezza della poesia stessa nel senso che nessuno è in grado di stabilire dove inizia una e dove finisce l’altra.

I traduttori nati

 Categoria: Attività correlate alla traduzione

Che tipo di individuo è un traduttore nato e quali sono le caratteristiche che lo rendono tale?
Di getto si potrebbe pensare che chi ha vissuto tutta la vita in un ambiente bilingue, chi ha una certa facilità nell’apprendimento di una lingua o domina più lingue, sia un traduttore nato o almeno un buon traduttore. Tuttavia, la capacità di muoversi agilmente fra due o più idiomi è solo una caratteristica della traduzione, sicuramente fondamentale ma non certo l’unica. Un’altra caratteristica cruciale è l’attenzione e la sensibilità verso il pubblico e il contesto, cioè la capacità di utilizzare indistintamente due lingue nel modo adeguato in varie situazioni e con interlocutori diversi.

Esistono persone o gruppi di persone che abbiano sviluppato una naturale predisposizione all’adattamento a persone e contesti diversi senza aver avuto nessun tipo di esperienza formale nel settore della traduzione? Esistono traduttori nati?
Tutti gli individui che vivono da tutta la vita in un contesto di bilinguismo potrebbero potenzialmente rispecchiare queste caratteristiche in senso ampio, tuttavia non sempre è così poiché chi è abituato ad utilizzare indistintamente due lingue talvolta ricompone i pezzi del puzzle in modo inadeguato e mescola elementi dell’una nella scatola dell’altra e viceversa.
Un esempio calzante del concetto che vogliamo esprimere in questo articolo è costituito dai parlanti bidialettali afroamericani che risiedono negli Stati Uniti.

Molti statunitensi di colore parlano normalmente il dialetto della propria comunità ma quando devono relazionarsi con individui esterni ad essa prestano particolare attenzione al proprio interlocutore e al contesto perché la loro lingua materna generalmente viene stigmatizzata nella comunità più ampia degli Stati Uniti, e la conseguenza della mancanza di attenzione in questo senso può provocare gravi conseguenze sociali (disoccupazione, povertà, razzismo, emarginazione, ingiustizia). Essendo ben consapevoli di questo, essi si sono abituati a realizzare frequentemente scelte fra l’inglese standard e l’inglese dialettale afroamericano a seconda dell’uditorio e del contesto.
Tuttavia, vista la scarsa domanda di traduzioni dall’inglese standard all’inglese afroamericano e viceversa, questi parlanti, a meno di non conoscere a fondo anche una terza lingua, hanno poche probabilità di poter intraprendere con successo la professione di traduttori.