La banca dati terminologica dell’UE

 Categoria: Strumenti di traduzione

IATE (InterActive Terminology for Europe) è la banca dati terminologica dell’Unione Europea.
È già attiva in tutte le 23 lingue ufficiali dell’UE e, allo stato attuale, contiene 8,7 milioni di termini, 100.000 frasi e 500.000 abbreviazioni.
La quantità di contenuti è diversa per ogni lingua e varia principalmente in base al tempo trascorso dal momento in cui ciascuna di esse è diventata lingua ufficiale dell’UE. Più una lingua è “vecchia”, più ricco è il contenuto terminologico ad essa relativo. L’obiettivo di lungo periodo è quello di livellare il contenuto di tutte le lingue ufficiali.
La riunione in un unico sito internet di tutte le risorse terminologiche delle istituzioni e degli organismi che compongono l’UE, consente di armonizzarle e di renderle più facilmente accessibili.

L’obiettivo di IATE è appunto quello di garantire attendibilità e coerenza terminologica a tutti i testi, in modo da assicurare la qualità della comunicazione scritta delle istituzioni e degli organismi dell’UE in tutte le lingue.
Gli utenti di quest’immensa banca dati terminologica multilingue possono trovare, per un certo termine nella lingua sorgente, il termine equivalente nella lingua d’arrivo selezionata.
In quest’ottica, si tratta di uno strumento di grande utilità anche per le istituzioni dei singoli paesi, che hanno la possibilità di trasferire in modo chiaro e senza ambiguità la legislazione europea nell’ordinamento nazionale.

IATE è il compendio di tutte le varie banche dati terminologiche che sono state utilizzate in passato dai vari servizi di traduzione dell’UE (Eurodicautom, TIS ed Euterpe) ma si distingue rispetto ai suoi predecessori per due ordini di ragioni.
In primis, il suo carattere interattivo: tutti i traduttori delle istituzioni europee possono modificare le informazioni o immetterne di nuove. I terminologi dei servizi di traduzione si occupano di verificare la validità delle informazioni che essi aggiungono o aggiornano.
In secondo luogo, il suo carattere interistituzionale: tutte le principali istituzioni europee hanno partecipato attivamente alla creazione di IATE e contribuiscono al suo continuo aggiornamento. Tra queste citiamo la Commissione, il Parlamento, il Consiglio, la Banca centrale, la Banca europea per gli investimenti, la Corte dei conti, la Corte di giustizia, il Comitato economico e sociale, il Comitato delle regioni e, ovviamente, il Centro di traduzione.
L’accesso al sito è gratuito ed è aperto a chiunque voglia utilizzarlo: traduttori, linguisti, studiosi, studenti, professionisti in genere, o anche semplici cittadini.

Conferme d’ordine e ricevute di pagamento

 Categoria: Traduttori freelance

Con l’articolo di oggi concludiamo la panoramica sull’organizzazione del lavoro per un traduttore freelance, che ha occupato le pagine di questo blog nelle ultime settimane.
Ieri abbiamo parlato dell’archiviazione delle fatture sul computer, in quello di oggi parleremo brevemente delle conferme d’ordine e delle ricevute di pagamento.

Le conferme d’ordine, così come le fatture, sono documenti di vitale importanza, pertanto è auspicabile archiviarle seguendo uno schema preciso. A nostro avviso, può essere ricalcato lo schema creato per l’archiviazione delle fatture: due macrocartelle, una per le conferme d’ordine che i clienti ci inviano e l’altra per quelle che mandiamo noi (per lavori che abbiamo affidato ad altri colleghi o ad altri operatori del settore e per gli acquisti che abbiamo effettuato).
All’interno della cartella delle conferme d’ordine ricevute possiamo poi creare due sottocartelle, una organizzata per cliente e l’altra per data. Nella prima, ogni cliente avrà a sua volta una propria sottocartella nella quale inseriremo le conferme d’ordine che ci ha inviato. Nella seconda invece faremo un elenco cronologico delle conferme d’ordine ricevute. Grazie a questo duplice salvataggio potremmo poi effettuare ricerche sia per data che per cliente, trovando con rapidità il documento che cerchiamo.
Concluso l’anno solare, sposteremo il contenuto delle due cartelle in due nuove cartelle denominate come l’anno al quale si riferiscono. Nel compiere quest’operazione, è essenziale mantenere la suddivisione creata proprio per semplificare eventuali ricerche future.

Per quanto riguarda l’archiviazione delle ricevute dei pagamenti, possiamo impostare un discorso analogo alle fatture e alle conferme d’ordine creando un’altra cartella apposita.
La maggior parte dei pagamenti che effettuiamo sono relativi alle imposte. Effettuando le transazioni online, le tracce dei pagamenti rimangono memorizzate nell’account che la banca mette a nostra disposizione sul proprio sito, però è comunque buona norma effettuare delle copie sul nostro computer o su altri supporti. Anche le ricevute di pagamento che emettiamo a beneficio dei nostri collaboratori possono essere facilmente archiviate in formato digitale. Ovviamente, lo stesso non può essere fatto per una parte dei nostri acquisti (hardware di vario genere, dizionari, ecc.), accompagnati sempre da ricevute cartacee. Ad ogni modo, a meno che non siate dei compratori compulsivi, si tratterà di pochissime ricevute e potremmo quindi pensare di farne delle scansioni per avere comunque un archivio elettronico.

Accanto a questa miriade di file (cartelle di lavoro, fatture, conferme d’ordine, ricevute dei pagamenti), è molto utile creare delle tabelle riepilogative. Ad esempio, nel caso delle fatture emesse, per avere sempre la situazione pagamenti sotto controllo, basta preparare una tabella che contenga i dati di ogni fattura (numero progressivo, data di emissione, nome del cliente, importo, modalità di pagamento). Per non dimenticare di incassare una fattura sarà sufficiente contrassegnare ciascuna con la sigla “pagata” oppure “in attesa di pagamento”.
Un problema che sembra impossibile che accada ed invece a qualche distratto capita con frequenza è dimenticare di fare la fattura. Se non la facciamo, non la inviamo, non la salviamo in nessuna cartella e non la registriamo nelle tabelle riepilogative. Con il tempo ci dimentichiamo del lavoro svolto ed è come se non avessimo mai lavorato! La maggior parte dei clienti ovviamente si guarda bene dal farci notare la mancata ricezione della fattura e il pagamento va in cavalleria.
Per evitare che ciò accada, è buona norma preparare la fattura immediatamente dopo la consegna del lavoro. Magari si può aspettare anche qualche giorno ad inviarla ma, una volta fatta, con le regole di archiviazione che ci siamo dati, se ci dimenticassimo di inviarla ce ne accorgeremmo in breve.

Fatture

 Categoria: Traduttori freelance

Di ritorno dalle vacanze, si sa, non si riesce a dare il 100% da subito e le disattenzioni possono giocare brutti scherzi. L’articolo di ieri e quello di oggi dovevano chiudere il cerchio su un argomento la cui trattazione era iniziata settimane fa, cioè l’organizzazione del lavoro nell’ambito della professione di traduttore freelance. In realtà, a causa della distrazione di un redattore, ieri è stato pubblicato un articolo che non ha nulla a che vedere con l’argomento in questione e la cui uscita era infatti programmata per lunedì. Ci scusiamo con i nostri lettori per l’errore e inseriamo oggi l’articolo relativo all’archiviazione delle fatture, il penultimo della serie. Con quello di domani sulle conferme d’ordine e sulle ricevute dei pagamenti effettuati, termineremo la rassegna iniziata il 30 agosto.

Per la gestione della contabilità di un traduttore non è necessario un programma apposito, è sufficiente essere ordinati e organizzati. Innanzitutto, per risparmiare tempo quando dobbiamo fare una nuova fattura, è consigliabile predisporre un modello di fattura per ciascun cliente, in modo tale da non dover inserire i suoi dati tutte le volte. Tra i dati da inserire c’è l’intestazione della ditta o il nome per esteso se si tratta di un privato, l’indirizzo, il numero di partita Iva o il codice fiscale. Al contrario, è opportuno lasciare vuoti gli spazi relativi alla descrizione del lavoro e alla tariffa applicata, nonché al numero della fattura e al suo importo.

Per l’archiviazione delle fatture, è opportuno creare due macrocartelle, una per le fatture che emettiamo a fronte dei lavori realizzati e l’altra per le fatture che riceviamo (per acquisti fatti o per lavori che abbiamo affidato a terzi). Nella cartella delle fatture emesse possiamo creare due cartelle, una per data e l’altra per cliente. Nella prima inseriremo direttamente tutte le fatture ordinate cronologicamente, nella seconda creeremo tante sottocartelle quanti sono i clienti e all’interno di ciascuna inseriremo le rispettive fatture. In pratica ogni file di fattura sarà in duplice copia e presente in due cartelle diverse in modo tale da semplificare eventuali ricerche. Alla fine di ogni anno dovremmo spostare le fatture per data fatte nell’anno appena trascorso in una nuova cartella che chiameremo come l’anno medesimo. Lo stesso dovrà essere fatto all’interno di ogni cartella cliente. In questo modo rimarrà tutto a portata di mano e ben archiviato.

Agenzie di traduzione

 Categoria: Agenzie di traduzione

Dopo un breve periodo di vacanza torniamo a scrivere sul blog. E lo facciamo parlando delle agenzie di traduzione.
Fino a una quindicina d’anni fa, prima che iniziasse il boom di internet, la maggior parte delle agenzie di traduzioni sia italiane che estere, traducevano da e verso pochissime lingue, disponevano al massimo di un programma di traduzione e il loro personale era composto unicamente da traduttori locali.
Nel corso degli anni le esigenze dei clienti sono decisamente aumentate. Il mercato di riferimento non è più la regione sede dell’azienda ma il mondo intero e questo comporta di riflesso la necessità di traduzioni da e verso un numero molto maggiore di lingue.
Il discorso vale anche per le agenzie di traduzione stesse, che devono spostare i propri orizzonti sempre più verso l’estero, poiché il mercato interno è invaso dalle agenzie nostrane e anche da quelle straniere, le quali attirano clienti con politiche di prezzo aggressive spesso però accompagnate da un servizio di scarsa qualità.

Escludendo queste mele marce, vi sono sul mercato agenzie grandi e molto professionali che, oltre a poter contare su eserciti di traduttori, dispongono di personale commerciale e amministrativo, specializzato in marketing, hanno dipartimenti interni per la gestione delle risorse umane, programmatori, project manager, grafici, consulenti di vario tipo e molte altre figure professionali.
A questi professionisti vengono forniti programmi, strumenti di traduzione, sistemi e software specialistici di ogni genere che permettono alle agenzie di offrire servizi che vanno al di là della mera traduzione, come ad esempio la grafica e la localizzazione.

Inoltre, avvalendosi di traduttori non solo locali ma residenti in tutto il mondo e specializzati in vari settori, le agenzie riescono ad tradurre in un’infinità di combinazioni linguistiche e ad aumentare notevolmente il ventaglio dei settori in cui sono in grado di realizzare traduzioni, garantendo allo stesso tempo una qualità molto alta, una maggior puntualità e una maggior convenienza per il cliente.
Un’agenzia di traduzione che voglia mantenersi in linea con la concorrenza dovrebbe pertanto cercare di aumentare costantemente la gamma di combinazioni linguistiche offerta e specializzarsi il più possibile in traduzioni tecniche di vario genere.
Le agenzie di traduzione specializzate in un solo ambito (per esempio quello legale) o comunque in pochi ambiti, pur fornendo un’eccellente qualità di traduzione, a meno di non poter contare su clienti estremamente fidelizzati, rischiano di essere schiacciate dalle realtà appena descritte ed escluse dal mercato.

Cartelle di lavoro

 Categoria: Traduttori freelance

Nei giorni scorsi abbiamo parlato della sicurezza del computer e della gestione della posta elettronica. La stessa filosofia improntata all’organizzazione e all’ordine dev’essere mantenuta anche per le cartelle di lavoro presenti nel nostro computer.
Dopo aver creato una cartella madre (che potremmo ad esempio chiamare “Lavoro”) è opportuno creare delle sottocartelle dedicate ad ogni cliente in cui salvare i dati in entrata e quelli in uscita.
Per razionalizzare al massimo il lavoro, all’interno di ogni cartella cliente si può pensare di creare quattro sottocartelle: una relativa ai file ricevuti, un’altra relativa ai preventivi inviati, un’altra ancora contenente il materiale riguardante i lavori in corso e l’ultima contenente i file tradotti e consegnati.

Nella prima cartella archivieremo le copie originali dei file. Questo è importante per mille motivi, non ultimo il fatto che programmi come Trados a volte non riescono più a gestire certi file a causa di tag corrotti e dobbiamo per forza riutilizzare il file originale.
La seconda cartella ci serve per archiviare provvisoriamente i preventivi inviati.
Nella terza cartella vanno invece salvati tutti i file relativi al progetto in corso, ivi compresi eventuali glossari, memorie di traduzione o file di riferimento e di consultazione.
Una volta ultimato il lavoro e consegnato il file definitivo, questo va salvato nella quarta cartella.

In quest’ultima vanno opportunamente spostati anche tutti i file contenuti nelle prime tre cartelle, in modo da tenerle sempre vuote e ordinate per i lavori in corso. Tuttavia, se alla fine di ogni lavoro spostassimo il contenuto delle prime tre cartelle nell’ultima, entro qualche settimana in questa si verrebbe a creare un intricatissimo elenco di file.
La miglior cosa da fare affinché ciò non avvenga, è creare nella cartella in questione una sottocartella relativa ad ogni lavoro consegnato. In questo modo avremo sempre le prime tre cartelle con i file relativi ai soli lavori in corso, mentre nella quarta tutto il materiale relativo ai lavori consegnati, dalla a alla z.
Seguendo queste semplici regole (più facili da seguire che da spiegare), riuscirete a tenere tutto sotto controllo, non farete confusione tra file appartenenti a progetti diversi e correrete il rischio di perdere dati. Provare per credere.

Nei prossimi 6 giorni le pubblicazioni di questo blog verranno sospese. Non ci prendevamo una pausa così lunga dal lontano 8 ottobre 2009. Torneremo a parlare dell’importanza dell’organizzazione del lavoro per i traduttori freelance il 23 settembre.

Schema di protezione per il computer

 Categoria: Traduttori freelance

Negli articoli più recenti abbiamo parlato di firewall, di antivirus, di spyware, insomma di una serie di concetti legati alla sicurezza del computer. L’articolo di oggi costituisce un po’ il riassunto di quanto detto nei giorni scorsi. Lo scopo è quello di fornire uno schema di protezione per il computer. Nella nostra lista di applicazioni utili abbiamo volutamente inserito solo programmi scaricabili gratuitamente su internet sempre che l’utilizzazione degli stessi non abbia finalità commerciali, imprenditoriali o governative.

Firewall: Zone Alarm
Antivirus: Avast
Antispyware: Ad-Aware

Se questi programmi vengono impostati in modo corretto e aggiornati continuamente, il computer godrà di buona salute a lungo. In aggiunta al loro utilizzo, per mantenere il pc in ordine, è consigliabile effettuare delle operazioni periodiche utilizzando le applicazioni fornite dalla casa madre. In ambiente Windows, eseguendo la funzione “Pulizia disco” una volta alla settimana vengono eliminati tutti i file temporanei di internet e i file di backup che si creano quotidianamente nel computer e rimangono inutilizzati. Se la quantità di file di questo tipo diventa eccessiva, con il tempo le prestazioni del sistema risultano rallentate.
Un’altra operazione che permette di riordinare l’hard-disk e recuperare spazio utile è la deframmentazione. Non ha senso eseguirla frequentemente, un paio di volte all’anno sono sufficienti. È possibile programmare queste operazioni in modo tale che il computer ci avvisi con degli alert quando è giunto il momento di eseguirle.
Per comprimere dati in modo tale da renderli meno pesanti e poterli salvare su supporti esterni abbiamo consigliato WinRAR e 7Zip, anch’essi gratuiti.

Nei giorni scorsi abbiamo anche parlato della gestione efficiente della posta elettronica.
A nostro avviso i provider che forniscono maggiori garanzie in termini di protezione contro la spam sono Hotmail, Yahoo e Gmail. Ovviamente ve ne sono anche moltissimi altri che funzionano bene.
Per proteggersi ulteriormente contro la posta indesiderata si possono usare programmi appositi come Cloudmark mentre per estrarre le mail dall’account di posta e salvare i dati altrove si possono usare programmi come DBXtract.

Programmi spia (spyware)

 Categoria: Traduttori freelance

Sicuramente vi sarà capitato spesso di effettuare una ricerca su internet di un prodotto o di un servizio. Vi siete mai chiesti perché, dopo aver effettuato ricerche mirate e piuttosto insistite, nei giorni successivi alla ricerca vi appaiono dei banner con delle offerte commerciali riguardanti prodotti o servizi strettamente attinenti a quelli che stavate cercando?
La risposta è che un qualche tipo di programma spia si annida nel vostro computer.
I programmi spia sono programmi che captano informazioni sulle nostri abitudini di navigazione in internet e li inviano alle imprese che li distribuiscono. Talvolta questi programmi vengono integrati all’interno di altri programmi utili e scaricabili gratuitamente. È sì vero che la ditta che fornisce tali programmi quasi sempre ci informa della sua politica sulla privacy, ma questo non ci evita lo scotto di essere costantemente monitorati. Ogni qual volta ci colleghiamo alla rete, la nostra connessione viene spiata al fine di carpire dati riguardanti le nostre preferenze.

Alla luce di quanto appena detto, prima di eliminare dal computer determinati programmi spia, dovremmo valutare attentamente se ci arreca un danno maggiore la presenza del programma spia o l’assenza di quello nel quale esso è integrato. Con ogni probabilità, infatti, l’eliminazione dello spyware ha come conseguenza il mancato funzionamento del programma principale.
Per verificare se nel nostro pc si sono introdotti spyware più o meno pericolosi ed eventualmente eliminarli, occorre attivare con una certa frequenza degli appositi programmi anti-spyware (o spyware remover). Ce ne sono molti sul mercato, sia a pagamento che gratuiti e la maggior parte di essi elimina anche i fastidiosi adware (applicazioni che generano finestre pop-up nelle quali appaiono pubblicità di prodotti). Un software gratuito che raccomandiamo è Ad-Aware.

La gestione della posta elettronica

 Categoria: Traduttori freelance

Perché è importante evitare di ricevere tanta spam? La risposta è ovvia: per poter lavorare meglio. Come abbiamo detto all’inizio di questa rassegna di articoli sui traduttori freelance, l’organizzazione è basilare in questa professione, e, visto che la posta elettronica ne è uno strumento essenziale, tenerla in ordine permette di gestire i nostri affari in modo efficace e tempestivo. Al contrario, se è piena di spazzatura ciò risulta molto più complicato.

Dopo aver vinto la battaglia contro gli spammer non abbiamo vinto la guerra. Il passo successivo è organizzare l’account in modo tale da poter rintracciare in caso di necessità la comunicazione giusta in poco tempo.
La prima operazione da compiere è creare sotto alla cartella “Posta in arrivo” delle cartelle separate per i clienti con i quali abbiamo una corrispondenza frequente. Dopodiché occorre impostare delle regole affinché i messaggi vengano smistati automaticamente nelle rispettive cartelle. In questo modo, nella cartella della “Posta in arrivo” confluiranno solo i messaggi di posta generica.
Se abbiamo seguito le regole elencate nei post dei giorni scorsi, in teoria non dovremmo ricevere tanta spam, ma, laddove qualche messaggio riuscisse a superare tutte le barriere erette a protezione della nostra casella, basterà bloccarne il mittente per non ricevere nessun’altra comunicazione da quell’indirizzo.

Alcuni rapidi consigli. Il successo in ogni professione di tipo commerciale, dipende oltre che dalle capacità e dalle competenze, anche e soprattutto dalla bravura nel “vendersi” sul mercato. Mantenere delle buone relazioni con i clienti è fondamentale per creare rapporti di lavoro continuativi. Per riuscirci, è necessaria una buona gestione della posta elettronica.
Oltre ad usare un tono e uno stile di scrittura corretto, occorre imparare a dare delle priorità. È fondamentale riuscire a capire quando è necessario dare una risposta immediata e quando invece il cliente può aspettare.
Quando si è assenti oppure non si ha il tempo materiale di rispondere, è auspicabile impostare un messaggio automatico di risposta per avvertire il cliente del ritardo nel rispondere.
Buona norma è contrassegnare come “da leggere” i messaggi ai quali non si è dato risposta per avere un ordine visivo oltre che mentale.

Infine, quando la casella inizia a riempirsi, è opportuno liberarla dai messaggi più datati. Questo non vuol dire cancellarli completamente, ma salvarli sull’hard disk o su un’unità rimuovibile in modo da poterli recuperare se si ha bisogno di informazioni inerenti a lavori passati o qualora sorgessero problemi a distanza di tempo. Ci sono vari programmi che permettono di estrarre i dati dall’account e trasferirli altrove, uno di questi è ad esempio DBXtract.

Posta indesiderata

 Categoria: Traduttori freelance

Nell’articolo di ieri abbiamo parlato della posta indesiderata, la cosiddetta spam, dando alcuni suggerimenti per cercare di limitarne la ricezione. Anche seguendo le due regole a cui abbiamo fatto riferimento (non pubblicare il proprio indirizzo in un sito e non utilizzarlo per iscrizioni in siti di dubbia reputazione), è comunque probabile che prima o poi si riceva lo stesso un po’ di spazzatura.
La maggior parte di questi messaggi sono di tipo commerciale e includono dei link per annullare la propria registrazione. Non si deve mai rispondere a questi messaggi o cliccare su quei link (e su nessun altro contenuto dei messaggi come banner o simili) poiché quasi sempre l’unico risultato che si ottiene è quello di confermare ai mittenti dei messaggi indesiderati che l’indirizzo del destinatario è attivo.

Un altro dei motivi per cui riceviamo tanta posta indesiderata è la proliferazione delle catene di messaggi. Si tratta di un tipo di spam che, con un qualsiasi pretesto, esorta i destinatari a inoltrare i messaggi in questione a tutti gli indirizzi presenti nella loro rubrica. In questo modo si forma una catena di indirizzi validi nei campi “Per:” (o “A:”) e “Cc:”, che possono essere facilmente catturati dagli spammer. La miglior cosa da fare è non rispondere mai a questo tipo di messaggi né inoltrarli. Tuttavia, se riteniamo sia assolutamente necessario inoltrare un messaggio di questo tipo, non si dovrebbero mai utilizzare i campi sopraindicati ma il campo “Ccn:” (Copia nascosta). In questo modo la lista dei destinatari rimane nascosta, rispettando così la privacy dei nostri contatti.

Ad ogni buon conto, per avere una protezione completa contro i messaggi di posta indesiderata, oltre a seguire le regole che abbiamo indicato nell’articolo di oggi e in quello di ieri, è comunque necessario configurare correttamente le impostazioni del nostro account di posta elettronica.
Generalmente i moderni provider di posta elettronica come Hotmail, Yahoo o Gmail contengono applicazioni che identificano la posta indesiderata mediante parole chiave e la inviano direttamente nel cestino oppure la contrassegnano mettendo la parola (SPAM) in evidenza nell’oggetto del messaggio.
Se il provider che utilizziamo non fornisce questo tipo di servizio in automatico, l’unica soluzione per limitare la ricezione di questa robaccia è aumentare il grado di filtraggio antispam della nostra casella di posta utilizzando programmi appositamente creati per combattere questa piaga sociale. Uno di questi è ad esempio Cloudmark.

Posta elettronica non richiesta (spam)

 Categoria: Traduttori freelance

Un altro problema molto fastidioso e che, in qualche caso, può addirittura pregiudicare la sicurezza del nostro computer, è la posta elettronica non richiesta, la cosiddetta spam. Ne riceviamo ogni giorno di più, è una specie di peste che si diffonde a macchia d’olio. Alcuni si chiederanno: chi ha dato agli spammer il nostro indirizzo di posta elettronica? La risposta è molto semplice: noi stessi o qualcuno dei nostri contatti.

La casistica dei modi in cui ciò può essere avvenuto è piuttosto varia. Se possediamo un sito internet e in esso abbiamo inserito il nostro indirizzo di posta elettronica in bella vista, abbiamo offerto su un piatto d’argento l’accesso alla nostra casella.
Esistono infatti appositi programmi denominati “spider” il cui scopo è quello di rastrellare indirizzi e-mail passando internet a pettine. Gli spider sono programmati per trovare tutte le stringhe di testo che comprendono la “@”, che è il simbolo convenzionalmente associato alla posta elettronica. Per evitare che gli spider trovino il loro indirizzo, i più avveduti non lo pubblicano sul proprio sito internet ma inseriscono in esso un form di contatto da compilare. Altri sostituiscono la @ con [at] o (at), per rendere più difficile il compito degli spider. Questo stratagemma però può trarre in inganno gli utenti meno esperti, che così “camuffato” non lo riconoscono come indirizzo di posta elettronica. Inoltre, gli spider stanno diventando sempre più “intelligenti” e qualcuno di essi è già in grado di capire il trucco.

La pubblicazione sul proprio sito internet non è certo l’unico modo per fornire involontariamente il proprio indirizzo e-mail agli spammer. Esso può essere caduto nelle loro mani perché ci siamo registrati in un forum, in un blog, in una chat, o in qualunque altro sito ci abbia richiesto l’indirizzo di posta elettronica. Ovviamente, in più siti si lascia il nostro indirizzo e più è alta la probabilità di ricevere spazzatura ma in qualche caso è sufficiente anche farlo una sola volta in un solo sito internet.
Il primo suggerimento che ci sentiamo di dare è non iscriversi in nessun sito con il proprio indirizzo personale o aziendale. Una volta finito nelle mani sbagliate, di esso può essere fatto un utilizzo fraudolento e, in barba alla legge sulla privacy, può essere rivenduto a terzi insieme a quelli di moltissimi altri malcapitati come noi. Se dobbiamo per forza fornire un indirizzo per registrarsi da qualche parte, la cosa più logica da fare è creare due account: uno da dare ai nostri contatti e ai siti che riteniamo seri (banche, siti istituzionali, enti di vario genere) e un altro per i siti più “leggeri”. Così facendo, avremo la matematica certezza che tutta la posta che riceviamo nel primo sia degna di interesse o comunque non sia spam, mentre tutto ciò che riceviamo nel secondo sia posta indesiderata.

La sicurezza del computer: i virus

 Categoria: Traduttori freelance

Ogni giorno che passa, gli attacchi ai nostri computer si fanno sempre più frequenti e sofisticati. Vista l’importanza dei file contenuti nel nostro pc è fondamentale proteggerlo nel miglior modo possibile. Dedicheremo i prossimi post alla sicurezza del computer.

Iniziamo la nostra rassegna dai virus. Si tratta di programmi che si introducono all’interno del pc e si eseguono senza il nostro consenso. Esistono varie tipologie di virus, alcuni sono pressoché innocui, altri possono provocare danni più o meno gravi. I virus si introducono nel nostro computer in vari modi. Le due vie classiche sono i supporti informatici infettati e gli strumenti di comunicazione elettronica come le e-mail. Com’è logico supporre, il miglior modo per poter contrastare efficacemente questo tipo di minacce è dotarsi di un buon antivirus (come Norton, McAfee, Kaspersky, o Avast, che tra l’altro è gratuito). Purtroppo i programmi antivirus spesso rallentano non poco le prestazioni del computer e di conseguenza il nostro lavoro. Per limitare questa problematica possiamo programmare le scansioni quotidiane del sistema in un momento della giornata in cui siamo certi che non utilizzeremo il computer.

Oltre ai virus classici, esistono virus molto nocivi che possono introdursi nel nostro pc attraverso una qualsiasi porta aperta, essendo una porta nient’altro che una posizione di memoria utilizzata dal pc per inviare e ricevere informazioni.
Se siamo perennemente collegati ad internet, anche un buon antivirus aggiornato continuamente potrebbe non essere sufficiente. Si rende necessario installare programmi come ZoneAlarm, che effettuano continue scansioni del pc bloccando le intrusioni esterne e comportandosi in pratica come un firewall. Infine, è buona norma aggiornare continuamente il nostro sistema operativo con i pacchetti di sicurezza della casa madre.

Il computer del traduttore

 Categoria: Traduttori freelance

Il computer è senza dubbio il principale strumento di lavoro dei traduttori. Non è necessario un computer con un hard disk di grandi dimensioni ma è consigliabile comprarne uno con una buona memoria RAM, per poter eseguire più operazioni contemporaneamente senza rallentare eccessivamente i processi. 2 gigabyte sono sufficienti ma attualmente in commercio si trovano anche modelli con più memoria.
Esistono molti tipi di schermo. Non ne consigliamo nessuno in particolare ma vi raccomandiamo che lo posizioniate davanti a voi e non di lato. Cercate inoltre di fare in modo che lo schermo rimanga leggermente più in basso rispetto ai vostri occhi e ad una distanza di 1,5/2 volte la diagonale dello schermo. Il vostro collo e la vostra vista ve ne saranno molto riconoscenti.
Il modo migliore per scrivere sulla tastiera è tenendo i gomiti a 90 gradi e appoggiando i polsi su un tappetino. Per quanto riguarda la tastiera, è consigliabile che sia meccanica, ovvero di quelle che fanno “clic, clic” quando le dita si muovono sui tasti.

Infine, fondamentale è attrezzarsi con delle unità per fare periodicamente copie di sicurezza (o copie di backup) di tutto il contenuto del computer: i file di lavoro, le memorie di traduzione, i glossari, ma anche delle fatture e delle ricevute, degli ordini di lavoro, così come di tutti i programmi e in generale dell’intero sistema.
Per eseguire il backup si possono utilizzare unità hard-disk rimovibili, chiavette usb, CD-ROM, o, per gli avversi al rischio a livelli patologici, aree ftp esterne all’abitazione o all’ufficio.
Sostanzialmente si tratta di spazi web forniti da Google, Yahoo, e altri provider che, in caso di distruzione o smarrimento del computer e di tutte le copie di sicurezza eseguite (ad esempio causa furto o incendio) permettono di salvare il contenuto del computer.
Prima di procedere al trasferimento dei file, occorre scorrere le varie cartelle da archiviare e “ripulirle”, comprimendo i file con Winzip, WinRar, 7zip o altro programma e cancellando eventuali file inutili.

A nostro avviso, per i lavori in corso d’opera è opportuno eseguire quotidianamente il backup dei file e delle memorie di traduzione. Per altri file come fatture emesse/ricevute, e-mail inviate/ricevute ecc. dipende tutto da come ci poniamo nei confronti del rischio.
Un traduttore avverso al rischio effettuerà il backup settimanalmente o magari mensilmente. Al contrario, un traduttore propenso al rischio aspetterà la fine dell’anno solare per fare le copie.

Il traduttore efficiente

 Categoria: Traduttori freelance

Con l’articolo di oggi inizia un percorso che durerà due settimane circa e in cui concentreremo la nostra attenzione sull’organizzazione del lavoro, uno degli aspetti fondamentali nella vita professionale di un traduttore freelance.
Una buona organizzazione infatti è spesso sinonimo di efficienza. Abbiamo scritto “spesso” e non “sempre” poiché conosciamo traduttori che vivono nel caos più completo ma riescono tuttavia ad essere efficienti. In linea di principio comunque, un traduttore ben organizzato è quasi sicuramente un traduttore efficiente.
Nell’articolo di oggi daremo alcuni piccoli suggerimenti sull’organizzazione del luogo di lavoro (l’ufficio o la stanza adibita allo scopo) e da domani parleremo in modo approfondito dello strumento di lavoro più importante nel lavoro di un traduttore: il personal computer.

Andiamo con ordine e iniziamo dalla dotazione di base che dev’essere presente nell’ufficio di un traduttore.
Vista la quantità di materiale di cui abbiamo bisogno per eseguire il nostro lavoro è indispensabile una scrivania di grandi dimensioni. Particolarmente funzionali sono quelle ad angolo retto.
È importante che il telefono sia a portata di mano per poter parlare con i clienti e allo stesso tempo consultare il computer. Se la presa del telefono è lontana, è auspicabile l’utilizzo di un cordless.
Il fax è uno strumento che ha le ore contate ma per adesso è imprescindibile averne uno. Attualmente si trovano in commercio apparecchi che allo stesso tempo fanno da stampanti, fotocopiatrici, scanner e fax: un’ottima soluzione a un prezzo molto ragionevole.
Infine, sulla scrivania occorre predisporre vaschette e contenitori vari per le archiviazioni nonché tutto il materiale e la documentazione di cui abbiamo bisogno per tradurre.

Un aspetto molto sottovalutato ma di fondamentale importanza è la sedia. Dev’essere comoda e deve permettere di stare seduti in una posizione corretta. La salute della nostra schiena e la nostra capacità di concentrazione dipendono dalla sedia su cui passiamo la maggior parte della giornata.
L’illuminazione è un altro aspetto, è proprio il caso di dirlo, da non perdere di vista. Se fuori è buio o brutto tempo e dalla finestra non passa abbastanza luce, la stanza dev’essere illuminata in modo diffuso per mezzo di una luce posta nel punto più centrale della stessa.
In aggiunta dobbiamo predisporre una lampada che illumini in modo particolare la zona di lavoro evitando che faccia ombra sui documenti che abbiamo sulla scrivania e che non produca riflessi sullo schermo del computer. Ad ogni modo, anche se abbiamo illuminato la stanza nel migliore dei modi e ci siamo dotati di una sedia ergonomica e di uno schermo antiriflesso, i medici consigliano di prendersi dieci minuti di pausa per ogni ora di lavoro al fine di non affaticare troppo la vista e la schiena.

I classici della traduzione (7)

 Categoria: Storia della traduzione

FRIEDRICH SCHLEIERMACHER (1768 – 1834)
Sui metodi diversi nel tradurre

Attraverso la traduzione, persone di origini molto diverse possono entrare in contatto tra loro e una lingua può accogliere i prodotti di un’altra. Nell’ambito della traduzione dovrebbero essere distinti due campi: l’interpretazione e la traduzione, la quale presuppone un’attività di scrittura. Il ruolo dell’interprete si esplica nelle attività di tutti i giorni mentre il traduttore assolve il proprio compito nell’ambito della scienza e dell’arte, discipline alle quali si addice la scrittura, che è l’unica via in grado di renderne durature le opere. Il fine ultimo del traduttore dev’essere quello di offrire ai lettori le stesse idee e le stesse emozioni che la lettura dell’opera in lingua originale avrebbe  suscitato in loro.
Esistono due modi per tradurre: la parafrasi e il rifacimento.
La prima ha lo scopo di superare, seppur in modo meccanico, l’irrazionalità delle lingue. Secondo i suoi principi, se il traduttore non trova nella sua lingua la parola equivalente a quella utilizzata nel testo originale, può tentare, nella misura in cui ciò gli sia possibile, di renderne il significato aggiungendo specificazioni estensive o limitative. In caso di testi particolarmente complicati, la parafrasi tende a trasformarsi in commento.
Al contrario, il rifacimento riconosce l’impossibilità di produrre la copia di un’opera d’arte letteraria in un’altra lingua. Il traduttore non può far sì che le singole parti che compongono il testo originale corrispondano esattamente a quelle del testo tradotto. Per questo motivo si piega di fronte alla diversità e all’irrazionalità delle lingue e si rassegna a realizzare un’imitazione quanto più simile possibile al modello originale.

Potete trovare altri classici della traduzione nella categoria “Storia della traduzione”

Un errore di interpretazione

 Categoria: Attività correlate alla traduzione

Ultimamente abbiamo affrontato spesso il tema dell’interpretariato nel settore pubblico, soprattutto in quello ospedaliero. Ne abbiamo parlato negli articoli del 23 giugno, del 25 giugno e del 12 luglio. Purtroppo siamo costretti a parlarne di nuovo poiché qualche giorno fa è accaduto uno spiacevole episodio che conferma la scarsità di risorse qualificate in questo settore e la pericolosità per i pazienti derivante dal perdurare di questo stato di cose.

Il 21 agosto una bambina cinese di sei mesi è stata portata dalla madre all’ospedale di Prato per la comparsa di alcuni puntini rossi sulla cute. La donna, che non parla per niente la lingua italiana, era stata accompagnata da una sua connazionale che, per un compenso di 20 euro, si era prestata a farle da interprete. Dopo averla visitata, i medici le avevano prescritto un antistaminico chiamato ”Tinset” nella dose di tre gocce al giorno. L’interprete ha erroneamente tradotto ”tre cucchiaini”.
Il giorno dopo, la madre, notando che la figlioletta non stava affatto bene, l’ha portata di nuovo al Pronto Soccorso, dove la piccola è arrivata in preda ad una crisi epilettica provocata verosimilmente dal sovradosaggio del farmaco.
La bambina è stata ricoverata in prognosi riservata nel reparto di Pediatria. Attualmente è fuori pericolo, ma se non fosse stata prontamente soccorsa, con ogni probabilità sarebbe deceduta a causa di un errore di interpretazione. Gli inquirenti stanno indagando per scoprire l’identità dell’interprete improvvisata.

Come molti sapranno, la comunità cinese di Prato è la più grande d’Italia ed una delle più grandi d’Europa, se non addirittura la più grande in assoluto. I cinesi, per loro stessa natura, tendono a creare comunità chiuse e scarsamente integrate. Sono assolutamente refrattari all’apprendimento di altre lingue e trovano all’interno delle loro comunità quasi tutto ciò di cui necessitano per vivere. Al di là della criticabilità del loro atteggiamento e del loro stile di vita, ci chiediamo come sia possibile che in una città che da quasi un ventennio è densamente popolata da cinesi, non sia stato creato un servizio d’interpretariato permanente almeno all’interno dell’ospedale per evitare questo tipo di problematiche.

La lingua unica dell’UE

 Categoria: Le lingue

Nell’articolo di ieri abbiamo presentato l’europaio, una lingua derivata dall’indoeuropeo che Carlos Quiles, un linguista autodidatta spagnolo, vorrebbe diventasse la lingua unica dell’UE.
Secondo lui, in questo modo si otterrebbero due grossi benefici: da un lato l’abbattimento dei costi di traduzione e, dall’altro, l’eliminazione delle diatribe fra le lingue che aspirano ad esercitare il ruolo di lingua franca nell’ambito dell’UE.
A dispetto del suo entusiasmo, la sua proposta non è stata molto ben accolta né dall’UE, che ha ribadito con decisione la propria vocazione multilingue, né dalla comunità dei linguisti, i quali sono tutti d’accordo nel sostenere che non è assolutamente possibile ricostruire l’indoeuropeo propriamente detto.
Gli studiosi presumono sia la lingua dalla quale si sono originate quasi tutte le lingue europee e alcune lingue dell’Asia occidentale, però non hanno elementi sufficienti per stabilire come fosse davvero.

Effettivamente, non c’è alcuna testimonianza scritta dell’indoeuropeo. Di questa lingua si conosce davvero poco, e ciò che si sa non è in alcun modo sufficiente né per parlarlo né per tradurre un testo.
A queste critiche, Carlos Quiles risponde dicendo che sebbene l’indoeuropeo puro non possa essere recuperato, è possibile utilizzare le conoscenze di cui disponiamo per creare una versione moderna come è stato fatto con l’ebraico.
L’europaio, è solo l’ultimo degli esperimenti linguistici con ambizioni universali. Il più celebre resta comunque l’esperanto, che, secondo stime piuttosto ottimistiche, vanta ben due milioni di parlanti nel mondo.
A differenza dell’esperanto, l’europaio non è una lingua “creata in laboratorio” e, da un punto di vista tecnico, usa l’alfabeto latino, quello cirillico e quello greco, sebbene vengano usati anche quello armeno, quello arabo-persiano e il devanagari.

L’europaio

 Categoria: Le lingue

Come abbiamo illustrato negli articoli precedenti, la UE sostiene da sempre il pluralismo linguistico e ritiene che le enormi spese in traduzioni sostenute per garantirlo siano nettamente inferiori ai benefici apportati.
Ovviamente, c’è anche chi sostiene che tali spese siano davvero eccessive e auspica l’adozione di una lingua comune. Il problema è che non c’è assolutamente accordo su quale delle 23 lingue ufficiali dell’UE dovrebbe assolvere questa funzione. Ogni paese esercita pressioni affinché la lingua scelta sia la propria, nessuno è disposto ad accettare che sia quella di un altro paese a farla da padrone.

Un giovane spagnolo di nome Carlos Quiles, per ovviare a questo problema, ha proposto l’adozione di una lingua neutra che abbia tratti in comune con tutte.
Qualcuno potrebbe pensare a un prodotto simile all’esperanto (la lingua creata a tavolino nel 1887 dall’oftalmologo polacco Ludwik Zamenhof) ma non è così.
L’idea è quella di recuperare una lingua realmente esistita, ovvero l’indoeuropeo, dal quale hanno avuto origine tutte le lingue europee ad eccezione del finlandese, dell’ungherese e dell’estone.
Secondo Quiles, escludendo queste tre lingue (che contano circa 17 milioni di parlanti), il resto della popolazione europea (cioè il 97%) parla una lingua derivata dall’indoeuropeo.
Circa sette anni fa, Quiles lasciò gli studi di giurisprudenza e iniziò a lavorare sull’ambizioso progetto di di tornare indietro nel tempo e resuscitare l’indoeuropeo. Lasciò Madrid, stabilì il quartier generale nella natia Badajoz e si circondò di filologi e linguisti esperti affinché lo aiutassero a risalire alla lingua primigenia.

Il primo passo fu la creazione di Dnghu (“lingua” in indoeuropeo), un organismo la cui missione dichiarata era promuovere la lingua e la cultura indoeuropee. Poi si dedicarono anima e corpo al recupero della lingua, passando mesi e mesi sui pochissimi dizionari conservati nelle biblioteche e creando nuovi termini da associare ad oggetti e concetti moderni che nel passato non esistevano. Il risultato del loro lavoro è visibile sul sito web http://dnghu.org/ in cui appare anche un dizionario traduttore inglese-indoeuropeo da loro stessi elaborato, e la prima versione della grammatica dell’indoeuropeo moderno, che hanno battezzato con il nome di europaio. Si tratta di una versione in evoluzione costante poiché viene continuamente aggiornata con i contributi che i filologi stranieri inviano loro via e-mail.

La carriera di interprete presso l’UE

 Categoria: Operatori nel settore traduzioni

Oltre alla necessità di traduttori in lingue dell’Europa dell’Est, le istituzioni europee stanno cercando anche madrelingua inglese che parlino altre lingue. Gli individui con queste caratteristiche sono diventati merce rara poiché, visto il ruolo di assoluto dominio della lingua inglese a livello planetario, pochi giovani inglesi sentono il bisogno di imparare altre lingue.
Si calcola che le istituzioni europee entro il 2015 necessiteranno di altri 300 traduttori inglesi.
Inoltre, c’è una richiesta crescente di interpreti e traduttori da e verso il cinese, l’arabo e il russo per venire incontro alle esigenze delle centinaia di giornalisti stranieri che presenziano alle conferenze stampa e alle sessioni che si tengono presso le istituzioni europee.

Per lavorare come interprete presso l’UE è necessario acquisire una formazione accademica di alto profilo, sia attraverso un ciclo di studi universitari mirato, sia attraverso dottorati specifici.
È inoltre imprescindibile, o, quantomeno, fortemente raccomandabile, avere la padronanza di tre lingue oltre alla propria. Per ottenere la qualifica di interprete accreditato presso le istituzioni europee occorre superare un esame, nel quale vengono valutate le capacità di interpretazione simultanea e consecutiva dei candidati. Per diventare funzionari è necessario partecipare ad un concorso e vincerlo. Questo tipo di percorso è del tutto trasparente e assicura che tutti abbiano le stesse opportunità di accesso alla carriera. Gli interpreti esterni invece, vengono contattati in qualità di freelance e non è obbligatorio che siano cittadini dell’Unione.

Gli organi comunitari competenti stanno stipulando accordi con i governi, le università, le scuole e tutte le altre istituzioni coinvolte, affinché tutti mettano il proprio granello di sabbia per la buona riuscita del progetto.
Il multilinguismo è una parte essenziale del progetto comunitario e dev’esser fatto tutto il possibile per assicurare che i servizi di traduzione e i servizi di interpretariato rispondano in modo adeguato alle esigenze dei cittadini europei.

Gli interpreti e i traduttori di domani

 Categoria: Operatori nel settore traduzioni

Nonostante i numeri impressionanti citati negli articoli dei giorni scorsi, l’efficiente impianto che rende possibile la comunicazione all’interno delle istituzioni europee è in pericolo: si prevede infatti che nei prossimi 15 anni andrà in pensione il 18% degli interpreti attualmente in servizio.

“Se non cominciamo a programmare oggi il futuro, avremo presto difficoltà nel soddisfare le necessità di un’Unione in continua espansione: occorre iniziare a reclutare e a formare i traduttori e gli interpreti futuri“, ha spiegato in una conferenza stampa la Direttrice generale della DG Interpretazione.
“Il lavoro degli interpreti è fondamentale in questo momento storico. In tempi di guerra sono le armi che decidono i rapporti di forza; in tempi di pace, come quelli che sta vivendo attualmente l’Europa, il futuro viene deciso attraverso le negoziazioni diplomatiche. I traduttori sono essenziali in quest’ambito, senza di loro non sarebbe possibile raggiungere gli accordi internazionali che permettono il protrarsi dell’attuale situazione”.

Per far fronte alla situazione di probabile futura insufficienza di risorse, il programma delle istituzioni europee è chiaro e univoco: reclutare e formare quanto prima gli interpreti e i traduttori di domani. “L’obiettivo principale è sostituire gradualmente i professionisti “storici” che prestano i propri servizi da moltissimi anni e che andranno presto in pensione. In secondo luogo, dobbiamo programmare l’inserimento di nuove risorse per le lingue dei paesi che entro breve verranno inglobati nell’Unione”, ha affermato la Direttrice generale della DGI.
Dal canto suo, il vicepresidente del Parlamento Europeo, ha aggiunto che è necessario aumentare le risorse per le traduzioni nelle lingue dei paesi dell’Europa dell’Est, che attualmente sono troppo scarse.

L’importanza del pluralismo linguistico

 Categoria: Le lingue

I più critici del multilinguismo sostengono che l’Unione Europea si dissangua con le spese di traduzione e interpretariato. Al contrario, i sostenitori dell’importanza del pluralismo linguistico, nonostante le cifre siano davvero considerevoli, rifiutano l’idea che siano eccessive.

Il vicepresidente del Parlamento Europeo sostiene che il costo totale è inferiore all’1% del budget comunitario e, al massimo, equivale al costo di un panino per ogni cittadino europeo. A suo (e anche a nostro) modo di vedere, visti i benefici che apporta, il valore della traduzione è, senza ombra di dubbio, infinitamente superiore al costo.
“Alcuni propongono l’adozione di una lingua unica e, guarda caso, ritengono che dovrebbe essere la lingua del loro paese d’origine. Non propongono mai l’adozione della lingua del paese confinante. Ovviamente, vi sono paesi che fanno più pressioni di altri. Per ovvie ragioni, paesi come l’Estonia non mi hanno mai fatto richieste affinché fosse il loro idioma la lingua dei Ventisette”.

Le lingue che hanno più peso nell’UE sono sicuramente l’inglese, il francese e il tedesco, seguite dallo spagnolo e dal portoghese. L’inglese, che è divenuto, de facto, la lingua franca dell’Unione, fa pesare la sua importanza mondiale. La Germania mette sul piatto della bilancia la sua forza economica e i suoi 90 milioni di abitanti (contro i 63 del Regno Unito). I francesi, oltre a considerazioni politiche, economiche e demografiche, aggiungono anche motivazioni storiche, rivendicando il ruolo di lingua franca avuto in passato dalla loro lingua. Spagna e Portogallo chiedono più spazio in virtù dei 325 e 180 milioni di individui che parlano rispettivamente spagnolo e portoghese in America Latina e in altri paesi stranieri.

Nella lista dei pretendenti al trono di lingua ufficiale dell’UE non compaiono le cosiddette lingue minoritarie, che, non essendo neppure lingue ufficiali di stato, hanno un riconoscimento legale minimo a livello europeo. È il caso, ad esempio, del catalano, del basco e del galiziano, lingue riconosciute ufficialmente sia dalla Spagna che dall’UE, ma che non rientrano nella lista delle 23 lingue oggetto di traduzione. Tuttavia, nel corso del tempo, anche le lingue minoritarie hanno ottenuto un loro spazio. Possono essere infatti usate da tutti i cittadini che vogliano scrivere all’UE e anche dai politici nei loro interventi, a patto che lo richiedano con sette settimane di anticipo. Le spese di traduzione e interpretariato, in questi casi, sono a carico del governo spagnolo.

Spese di traduzione nell’Unione Europea

 Categoria: Operatori nel settore traduzioni

Di tutti i laureati impiegati presso le istituzioni dell’Unione Europea, circa uno su tre è traduttore o interprete. Gli interpreti vengono convocati per tutte le sessioni e le riunioni delle commissioni dell’Europarlamento, lavorano nelle delegazioni, presenziano ai convegni e alle conferenze stampa.
Tra le varie istituzioni europee, è la Commissione quella che dà lavoro al maggior numero di professionisti della traduzione: nella DGT (Direzione Generale di Traduzione), che è l’agenzia incaricata di tutte le traduzioni scritte della CE, lavorano circa 1.750 traduttori a tempo pieno e 600 professionisti che si occupano di varie attività di gestione, amministrazione, comunicazione, pianificazione, ricerca e sviluppo.
Gli ultimi dati parlano di una produzione annuale di circa un milione e mezzo di pagine, l’80% delle quali tradotte dalle risorse interne alla DGT stessa, mentre il restante 20% da traduttori esterni.

La DGI (DG Interpretazione, l’ex SCIC) invece si avvale di uno staff permanente di circa 500 interpreti di ruolo (funzionari) e 150 amministrativi, ai quali si affiancano più di 2700 interpreti freelance riconosciuti.
Per quanto riguarda le cifre dell’interpretariato, la DG Interpretazione fornisce 700-800 interpreti per circa 50/60 riunioni che si tengono quotidianamente a Bruxelles e in altri luoghi. Le ultime cifre rivelano che nel 2009, la DGI ha prodotto 135.000 giornate di interpretariato in circa 10.500 riunioni.

La cifra più recente delle spese di traduzione nell’Unione Europea è di 1.123 milioni di euro, corrispondente all’1% del suo budget annuale.
Dividendo tale cifra per la popolazione dell’Unione risultano 2,28 euro per abitante all’anno.
Ogni volta che vengono aperte le porte ad un nuovo paese e ad una nuova lingua, a questo budget vanno aggiunti 25 milioni di euro.
Nella programmazione del loro lavoro, le istituzioni della UE hanno dato impulso a nuovi dispositivi di riduzione dei costi. Nel suo lavoro quotidiano la Commissione utilizza tre lingue: inglese, francese e tedesco. I progetti legislativi o documenti di altro genere vengono elaborati in una o più di queste lingue. Solamente nelle tappe finali i testi vengono tradotti nelle altre ventitre lingue ufficiali.

Il più grande servizio di traduzione al mondo

 Categoria: Operatori nel settore traduzioni

L’Unione Europea, l’abbiamo detto più volte, è, a livello mondiale, l’istituzione che dà lavoro al maggior numero di traduttori ed interpreti. Si tratta del più grande servizio di traduzione al mondo: un esercito di migliaia di persone schierato tra Bruxelles, Strasburgo e il Lussemburgo.
Per i corridoi delle istituzioni europee circolano traduttori italiano-inglese, traduttori francese-italiano, interpreti italiano-spagnolo, bulgaro-tedesco, portoghese-svedese e così via fino a completare tutte le 506 possibili combinazioni linguistiche originate dalla presenza di 23 lingue ufficiali. Nemmeno l’ONU, con sei lingue ufficiali, è superiore all’UE in fatto di multilinguismo.
Sono migliaia gli interpreti e i traduttori impiegati a tempo pieno presso le istituzioni europee.
La maggior parte lavorano nella DGT (Direzione Generale di Traduzione) e nella DGI (Direzione Generale di Interpretazione) che si occupano delle traduzioni scritte e delle traduzioni orali della Commissione Europea. Le altre istituzioni europee (il Consiglio, il Parlamento, la Corte di Giustizia, la Banca Centrale Europea, la Banca Europea per gli Investimenti, ecc.) hanno i loro dipartimenti di traduzione.

Grazie all’incredibile lavoro di traduttori ed interpreti, tutti i funzionari possono ascoltare (e spesso anche leggere) nella loro lingua le parole pronunciate (e scritte) dai loro colleghi stranieri. Il vicepresidente del Parlamento Europeo ha di recente definito il lavoro dei traduttori come un vero e proprio “miracolo”.
In qualche caso, occorre fare i salti mortali per fare in modo che questo “miracolo” continui.
Ad esempio, nel 2004, quando Malta entrò nell’UE, sull’isola non esisteva neppure una Facoltà di Traduzione e fra i suoi 400.000 abitanti non c’era nemmeno un interprete. La Commissione Europea fu obbligata ad organizzare frettolosamente un corso per formare una squadra di traduttori ed interpreti qualificati.
Problemi altrettanto spinosi ma di tipo diverso si sono presentati allorché un alfabeto nuovo ha varcato le porte dell’Unione. È successo con il greco nel 1981 e con il cirillico nel 2007, al momento dell’entrata della Bulgaria. In tali circostanze gli organismi europei hanno dovuto adottare nuovi sistemi informatici o riconvertire quelli già esistenti.

L’importanza della traduzione nel commercio

 Categoria: Servizi di traduzione

Nell’articolo di ieri e in quello precedente abbiamo parlato dell’importanza della traduzione nel commercio e delle fasi che un’impresa di solito percorre per giungere alla positiva conclusione di un affare.
Nel caso le parti raggiungano un accordo, la trattativa termina con l’acquisto del prodotto o del servizio da parte del cliente.
Anche in quest’ultima fase, avvalersi dei servizi di traduzione di un’agenzia è fondamentale. Occorre predisporre imballaggi, etichette, confezioni in lingua straniera e, in certi casi, anche manuali d’uso o libretti d’istruzioni. Inoltre, anche dopo la consegna dei prodotti è necessario mantenere aperto il canale comunicativo.

Per tradurre documenti di questo tipo, ci sembrerebbe indispensabile rivolgersi a dei traduttori qualificati ma la tendenza seguita dalle imprese negli ultimi anni è stata invece quella di assumere personale interno con conoscenze linguistiche di base.
Se da un lato questa scelta comporta sicuramente maggiori benefici in termini di flessibilità e disponibilità (le comunicazioni sono più rapide e dirette), dall’altro comporta il rischio che le competenze del personale selezionato non siano sufficienti a garantire l’adeguatezza delle informazioni trasmesse e ricevute.
Per tradurre efficacemente un testo, l’abbiamo detto mille volte, non basta avere una discreta padronanza di una lingua straniera, occorre avere conoscenze che vadano al di là dell’aspetto puramente linguistico; conoscenze che solo un traduttore professionista può avere.

Inoltre, da un punto di vista prettamente economico, la creazione di un ufficio commerciale interno, è sicuramente una scelta vantaggiosa per imprese di una certa dimensione che abbiano già creato solidi legami con clienti stranieri e abbiano con loro rapporti quotidiani, ma le imprese che si affacciano per la prima volta sui mercati esteri hanno sicuramente più convenienza nell’usufruire di un servizio saltuario e ritagliato su misura.
Assumendo personale fisso, infatti, il rischio è quello di pagare mensilmente stipendi senza avere un ritorno economico. Avvalendosi di un’agenzia di traduzioni, i clienti pagano solo per i servizi effettivamente prestati, chiudendo i rapporti qualora i risultati non siano quelli sperati.

Traduzione nel settore commerciale

 Categoria: Servizi di traduzione

Riprendiamo l’articolo di ieri sulla traduzione nel settore commerciale descrivendo il modo in cui un’agenzia di traduzioni può coadiuvare un’impresa che desideri esportare i propri prodotti all’estero.

Una volta decisa la propria strategia di marketing per entrare in contatto con potenziali clienti stranieri (partecipazione a fiere internazionali, ricerche su banche dati online, richieste di elenchi di imprese a Camere di Commercio estere, all’ICE, ecc.), l’impresa deve confezionare un pacchetto commerciale accattivante che contenga le informazioni sui propri prodotti o servizi necessarie a suscitare l’interesse dei potenziali clienti.
Nella fase iniziale sarà quindi indispensabile eseguire la traduzione del sito internet, dei cataloghi, delle brochure e, in generale, di tutto il materiale pubblicitario che si ritiene opportuno.
Occorrerà inoltre preparare una comunicazione standard per la presentazione della propria azienda in inglese o nella lingua del cliente. Una semplice mail o, nel caso si desideri qualcosa di più elaborato, una presentazione in powerpoint (o altro programma analogo) contenente schemi, grafici, immagini e quant’altro.

Se un cliente si dimostra interessato ai prodotti/servizi offerti, si passa alla fase della trattativa vera e propria contraddistinta da uno scambio incessante di comunicazioni, documenti di vario genere e magari da incontri fisici. Anche in questa fase un’agenzia di traduzioni può coadiuvare in modo efficace l’impresa eliminando del tutto i rischi di equivoci e malintesi.
Inoltre, durante una trattativa, è molto probabile che emerga la necessità di tradurre lettere di intenti, lettere di credito, contratti, o simili. Si tratta di documenti elaborati ed estremamente delicati, basati su legislazioni che variano da un paese ad un altro e nei quali la la terminologia tecnica deve pertanto essere tradotta in modo rigoroso, senza lasciare margini all’intuizione o all’interpretazione. Le agenzie di traduzioni come la nostra, offrono servizi di traduzione legale e giurata che garantiscono al cliente la corretta traduzione di documenti complessi come quelli appena citati, permettendo al cliente di concentrarsi completamente sugli aspetti commerciali dell’affare come se stesse conducendo una trattativa con un cliente italiano.

Nell’articolo di domani parleremo della fase conclusiva della trattativa, la consegna della merce o la prestazione del servizio.

La traduzione nel commercio

 Categoria: Servizi di traduzione

Uno degli ostacoli che si trovano di fronte le imprese che vogliono esportare i loro prodotti è la lingua. Si tratta di un ostacolo molto più facile da superare rispetto ad altri poiché le imprese possono rivolgersi alle agenzie di traduzione o ad altri professionisti del settore.
Al contrario, per ostacoli puramente economici, fiscali, legali, logistici o di altro genere, non esistono soluzioni altrettanto immediate e concrete.
Come segnalano gli esperti dell’ICE (Istituto nazionale per il Commercio Estero), dietro a una buona operazione commerciale, c’è, in non poche occasioni, una buona traduzione commerciale. Viceversa, la rinuncia ai servizi di traduttori e interpreti professionisti può comportare l’inaspettato insuccesso di una trattativa.

Effettivamente, quando in un affare sono coinvolti individui appartenenti a comunità linguistiche diverse, la qualità della traduzione nel commercio è cruciale. La mancanza di chiarezza di un documento o anche di una semplice comunicazione può bloccare in qualunque momento la trattativa ed impedire di concludere in modo proficuo l’affare.
Un’offerta commerciale tradotta male non viene presa in seria considerazione, o addirittura viene rifiutata senza nemmeno essere valutata.
Inoltre, è sì vero che l’inglese è la lingua commerciale per eccellenza a livello internazionale, ma le imprese non abituate ad avere contatti con l’estero non sono in grado di utilizzarla nelle comunicazioni, e, pertanto, se si vuole intrattenere relazioni commerciali con esse, si rende necessario contattarle nella loro lingua madre.

Le agenzie di traduzione possono risolvere efficacemente queste problematiche accompagnando passo per passo un’impresa fino a condurre in porto una difficile trattativa sul mercato estero.
Nell’articolo di domani analizzeremo questo tema più dettagliatamente.

I traduttori e il decadentismo linguistico

 Categoria: Le lingue

Nell’articolo di ieri abbiamo osservato come l’epoca moderna viva un periodo di indubbio “decadentismo linguistico”.
I traduttori, siano essi giovani ed inesperti o adulti che di parole ne hanno scritte e lette tante, appartengono a una sorta di élite, un gruppo ristretto di individui che ama la lingua, la cura, la studia a fondo e, pertanto, ha acquisito una notevole ricchezza di vocabolario.
Avvertono il proprio lavoro come una sorta di missione uno dei cui obiettivi è quello di preservare la lingua dall’attacco dell’ignoranza. Non vivono quest’aspetto in modo opprimente, anzi, il loro ruolo li riempie di orgoglio e soddisfazione poiché, nel loro piccolo, hanno la possibilità di fare in modo che la lingua non si impoverisca.

Questo non avviene affatto nella loro vita extra-lavorativa. Pur conoscendo le regole, per comunicare con gli altri spesso non le utilizzano, non si curano né della correttezza delle frasi né della forma. Privilegiano la comunicazione mordi e fuggi da tastiera, utilizzano parole sbagliate, forme dialettali, parole straniere non necessarie. Perché? Forse si vergognano di essere “diversi” e hanno paura di essere additati? O forse è troppo faticoso e preferiscono investire le loro energie solo sul lavoro?
Qualunque sia la risposta, anche i traduttori, nella vita privata, sono come tutti gli altri, e, viste le loro attitudini, è un peccato che sia così. Si dovrebbero sforzare un po’ di più per utilizzare la lingua come si deve, dando agli altri il buon esempio e facendo sì che non venga maltrattata giorno dopo giorno in misura sempre maggiore…

L’impoverimento del linguaggio

 Categoria: Le lingue

È impossibile non notare come, al giorno d’oggi, le persone parlino e scrivano sempre peggio.
Non sappiamo con esattezza se si tratta di un fenomeno comune ad altri paesi del mondo, ma, a giudicare dai racconti dei nostri colleghi, sembra proprio di sì.
Quello che possiamo affermare senza timore di essere smentiti è che sia in Italia sia in Spagna (dove ha sede la nostra agenzia di traduzioni) il fenomeno è in preoccupante crescita.

Si calcola che mediamente i giovani utilizzino un vocabolario di circa 200 parole, mentre gli adulti non più di 2000. Di fronte a questi dati, gli illustri scrittori di cui la nostra storia è piena si staranno rivoltando nella tomba.
Anche la televisione, la radio e i giornali non sfuggono a questa tendenza, anzi. Quelli che una volta erano considerati templi della cultura, o almeno luoghi piuttosto sicuri per la lingua, sono oggi in prima fila nella corsa all’impoverimento del linguaggio.

Per non parlare dei nuovi mezzi di comunicazione come gli sms, la posta elettronica, le chat, i social network, ecc. Paradossalmente, se da un lato facilitano la comunicazione fra le persone, dall’altro ci costringono o comunque ci spingono ad utilizzare meno parole, ad abbreviarle, spesso ad inserire nei testi sigle ed acronimi ai limiti dell’incomprensibile.
Nell’articolo di domani vedremo come si inseriscono i traduttori in questo contesto di degrado della lingua.

L’invenzione dell’alfabeto

 Categoria: Storia della traduzione

L’invenzione dell’alfabeto viene comunemente attribuita ai Fenici. In realtà, studi approfonditi sul tema dimostrano che i Fenici furono, più che i veri inventori dell’alfabeto, coloro che razionalizzarono e utilizzarono un sistema grafico e fonetico già esistente.
Nell’area tra la Siria e la Palestina, di cui la Fenicia faceva parte, vista l’influenza sia politica che culturale da sempre esercitata dall’Egitto e dalla Mesopotamia su quell’area, sono stati rinvenuti molti documenti in geroglifico e in cuneiforme risalenti al II millennio a.C..

Con il tempo, date le difficoltà di utilizzazione della scrittura egizia e di quella mesopotamica, cominciò a farsi sentire l’esigenza di adottare un nuovo sistema.
Le prime tracce relative ad un alfabeto diverso furono rinvenute nel 1905 nella penisola del Sinai.
Una quarantina di iscrizioni (le famose “iscrizioni sinaitiche”) dimostrarono in modo inequivocabile l’esistenza, già a partire dal XV sec. a.C., di una scrittura consonantica basata su quella egizia che venne denominata “protosinaitica”.
Tuttavia, tale scrittura, che rifletteva la lingua parlata nella Palestina centro-meridionale, non ebbe larga diffusione. In seguito, nel corso del XIII secolo, iniziò a diffondersi in Siria, in Palestina e soprattutto in Fenicia, una nuova forma consonantica, utilizzata ad Ugarit (un’importante città sulla costa siriana) dove si parlava una lingua simile al fenicio. L’alfabeto era costituito da caratteri cuneiformi ed era composto solo da consonanti (trenta segni circa). I fenici ridussero il numero dei segni, che divennero ventidue, eliminando quelli più pittografici e sostituendoli con forme più schematiche.
La scrittura fenicia, attraverso le vie battute dai mercanti, si diffuse in seguito nell’area mediterranea. I greci utilizzarono alcune delle lettere fenicie che non avevano un suono corrispondente nella loro lingua e vi aggiunsero altri segni, introducendo nell’alfabeto anche le vocali.

L’invenzione dell’alfabeto non è quindi attribuibile ad un solo popolo, ma a più civiltà. I primi a introdurre dei segni grafici furono gli egizi e i sumeri, i fenici ne razionalizzarono l’opera e il lavoro fu completato dai greci con l’introduzione delle vocali.

Consigli per i traduttori (3)

 Categoria: Problematiche della traduzione

Con l’articolo di oggi concludiamo il percorso iniziato lunedì scorso sulle traduzioni urgenti inserendo gli ultimi consigli utili per i traduttori.

6. Anche il riposo è importante. Dormire qualche ora consente al cervello di “resettarsi” e prepararsi per altre ore di intenso lavoro. Se non potete proprio permettervi il “lusso” di riposare come si deve, cercate di non esagerare con il caffè, aiuta a stare svegli ma si porta dietro una serie di effetti secondari che non migliorano di certo la vostra capacità di concentrazione.
7. Salvate continuamente il lavoro e inviatelo con frequenza al project manager o direttamente al revisore (a seconda degli accordi presi con l’agenzia), affinché quest’ultimo esegua la revisione in tempo reale, in modo tale da far quasi coincidere il termine della traduzione con il termine della revisione.
8. Se avete dubbi circa la traduzione di una singola parola e non riuscite a venirne a capo velocemente, proseguite il lavoro senza bloccarvi. Può darsi che il revisore conosca quella parola o comunque sia in grado di trovare la traduzione corrispondente senza particolari difficoltà. Evidenziatela e inviate comunque il file.
9. Per qualsiasi problema più grave chiamate il pm, anche di notte se necessario. Non siete soli a combattere questa battaglia, anche le altre figure coinvolte nel progetto devono assumersi le proprie responsabilità.
10. Infine, se vedete che non fate in tempo a terminare il lavoro, non aspettate l’ultima ora utile a comunicarlo al project manager. Se il problema emerge con varie ore di anticipo rispetto alla consegna prevista, questi forse avrà il tempo di reperire un altro traduttore che possa aiutarvi, in caso contrario la situazione non sarà più gestibile e arrecherete un danno all’agenzia di traduzioni e al cliente finale, oltre che a voi stessi poiché, con ogni probabilità, non verrete richiamati da quell’agenzia.

Prima parte di questo articoloSeconda parte

Consigli per i traduttori (2)

 Categoria: Problematiche della traduzione

Proseguiamo con la lista di consigli per i traduttori nel caso si trovassero ad affrontare una traduzione urgente.

5. I primi tre punti enunciati nell’articolo di ieri non implicano lavorare 24 ore di fila, anzi. Per ottenere un risultato migliore è opportuno prendersi varie pause brevi. Anche se sembra impossibile farlo poiché il tempo per completare il lavoro degnamente sembra troppo poco, occorre farsi violenza e fare sistematicamente una pausa.
Le traduzioni urgenti producono spesso risultati di pessima qualità, ma non tanto per il poco tempo a disposizione, quanto per la cattiva abitudine di incollarsi dieci ore consecutive davanti al computer senza togliere gli occhi dallo schermo.

In questo lasso di tempo, la concentrazione si abbassa esponenzialmente, si commettono errori e la traduzione si fa sempre più letterale. Prendetevi almeno 5 minuti all’ora o 10 ogni due ore. Approfittatene per fare quello che vi rilassa maggiormente: date un’occhiata dalla finestra, fate una passeggiatina per il corridoio, sgranchitevi le gambe, la schiena e il collo, mangiatevi uno snack o una mela, fumate una sigaretta se siete fumatori, insomma fate quello che vi fa stare meglio seppur solo per cinque minuti.

Superfluo aggiungere che è opportuno non farsi mancare il tempo per mangiare. Non saltate i pasti, anzi, ritagliatevi almeno mezz’ora per ogni pasto. Considerate che ritardare l’ingestione di cibo non vi permetterà di guadagnare tempo da dedicare al lavoro ma otterrà solo l’effetto di aumentare lo stress emotivo e fisico. Mangiare poco e male è del tutto negativo per la qualità della prestazione lavorativa. Il cervello ha bisogno di essere nutrito così come il resto del corpo.
Con l’articolo di lunedì termineremo la nostra breve lista di consigli.

Prima parte di questo articoloTerza parte

Traduzioni urgenti: consigli per i traduttori

 Categoria: Problematiche della traduzione

Quando viene richiesta una traduzione urgente, tutte le figure professionali coinvolte nel progetto soffrono di ansie e stress di vario genere, ma quelli che stanno peggio di tutti sono sicuramente i traduttori.
Il cliente è in ansia perché teme che il lavoro non venga consegnato nei tempi richiesti e il risultato non sia quello atteso; lo stato d’animo del project manager è più o meno lo stesso, o forse anche peggiore se si rende conto che il lavoro procede più lentamente del previsto; i traduttori, oltre a questo tipo di ansie, soffrono anche di stress psicofisico poiché vengono sottoposti ad un carico di lavoro particolarmente gravoso e al quale non sono abituati.

Di seguito forniamo alcuni piccoli consigli per i traduttori affinché reggano l’urto delle traduzioni urgenti e ne escano indenni:
1. Isolatevi dal resto del mondo, staccate telefoni fissi e cellulari e mettete segreterie ovunque. Riaccendeteli solo tre volte al giorno per ascoltare i messaggi e leggere gli sms.
2. Fate lo stesso con la posta elettronica e il fax. Leggete e-mail e fax una volta la mattina, un’altra nel pomeriggio e l’ultima prima di andare a letto. Se potete dare risposte brevi ai messaggi che avete ricevuto fatelo, altrimenti create un messaggio standard da inviare a tutti nel quale spiegate in modo educato di essere impegnati e che non avete tempo di dare risposte esaurienti. A meno che non si tratti di qualcosa di grave, non c’è niente di più urgente della consegna della traduzione.
3. Dimenticatevi le vostre distrazioni abituali (internet, televisione, social network, videogiochi, hobby di vario genere).
4. Riunite tutto il materiale a vostra disposizione, assicuratevi di avere ben chiare tutte le specifiche del progetto e date inizio ai lavori.
Continueremo con la lista dei consigli nell’articolo di domani.

Seconda parte di questo articoloTerza parte

Traduzioni urgenti: istruzioni per l’uso

 Categoria: Problematiche della traduzione

Nell’articolo di ieri abbiamo introdotto l’argomento “traduzioni urgenti“, in quello di oggi proseguiamo la trattazione cercando di fornire alcune brevi istruzioni per chi si trova a dover gestire queste situazioni particolari.
Il project manager deve innanzitutto acquisire tutte le informazioni necessarie al fine di stabilire la fattibilità del progetto ed eventualmente il prezzo. Il cliente deve rispondere a tutte le domande che gli vengono poste nel modo più esauriente possibile, in modo tale da limitare gli intoppi una volta dato il via al processo di traduzione.
Qualora il project manager decida di confermare il progetto, dev’essere totalmente sincero circa le modalità di esecuzione del medesimo, senza promettere risultati irrealizzabili e fornendo al cliente tutte le informazioni del caso.

I miracoli non appartengono alla natura umana, pertanto, una traduzione particolarmente lunga non potrà essere realizzata da una sola persona se i tempi sono ristretti. Ciò detto, qualora sia possibile reperire in tutta fretta due o più traduttori disponibili ad eseguire il lavoro, è opportuno far notare al cliente le conseguenze che potrebbero derivare da una traduzione eseguita a più mani e oltretutto rapidamente. Anche se il lavoro dei traduttori viene abilmente coordinato e revisionato in tempo reale, i rischi di ottenere un documento linguisticamente e stilisticamente non omogeneo permangono.

Inoltre, nel caso delle traduzioni urgenti, sembra impossibile ma piove quasi sempre sul bagnato. La famosa legge di Murphy viene rispettata con rigore pressoché matematico, e, per il lavoro richiesto, non vengono forniti né glossari, né memorie di traduzione, né tantomeno guide di stile o altro materiale utile. La revisione viene fatta sulle parti di testo inviati dai traduttori man mano che portano avanti il lavoro e manca il tempo materiale per una revisione d’insieme.
Impensabile infine effettuare un controllo di qualità.

Traduzioni urgenti

 Categoria: Problematiche della traduzione

Tra i tanti fattori che concorrono alla realizzazione di una buona traduzione, uno molto importante è il tempo. Lavorare con calma è essenziale. Si ha il tempo di riflettere, si ha modo di effettuare delle ricerche approfondite, di eseguire opportune verifiche e chiarire alcuni dubbi rivolgendosi magari a colleghi più esperti. Purtroppo non sempre è possibile lavorare con calma. Oggigiorno il tempo è un bene prezioso e non ce n’è mai abbastanza.

In un’economia che viaggia a mille all’ora, capita sempre più spesso di ricevere richieste di traduzioni di decine di migliaia di parole da consegnare…il giorno successivo!
Quasi sempre è chi commissiona il lavoro ad aver combinato un pasticcio: c’è chi si è dimenticato che un manuale tecnico andava tradotto in due lingue anziché solo in inglese, c’è chi ha bisogno di una presentazione in PowerPoint per la riunione fissata per il mattino seguente, c’è chi ha bisogno di tradurre le specifiche tecniche di un progetto da approvare entro due giorni e così via.

Tutti quanti, sia per errori umani dettati dalla sbadataggine, sia per motivi legati veramente ad esigenze impreviste ed improvvise, si rivolgono alle agenzie di traduzioni nella speranza che possano riuscire a toglierli dai guai in cui si sono cacciati.
In questi casi, l’importante è che entrambe le parti (cliente e agenzia) mantengano il sangue freddo per cercare di ottenere il miglior risultato possibile in una situazione da tutti riconosciuta come foriera di crisi nervose per tutte le persone coinvolte nel progetto.
Continueremo a trattare l’argomento “traduzioni urgenti” nei prossimi giorni.

Traduzione di brevetti

 Categoria: Servizi di traduzione

I brevetti sono, in genere, documenti piuttosto complessi da tradurre. Gli autori dei testi sono sempre esperti del settore e il linguaggio che utilizzano è talmente tecnico da rendere molto complicata la ricerca dei termini adeguati.
Ciononostante, i problemi maggiori non vengono dalla terminologia. Con le risorse moderne, anche il testo tecnico più ostico, se redatto correttamente, crea difficoltà ma non ostacoli insormontabili. Il problema riguarda proprio la redazione del testo, che in molti casi è pessima.
Gli autori, infatti, spesso li scrivono direttamente in inglese pur non essendo madrelingua e fanno un ampio ricorso alle ripetizioni nel timore che vi possano essere fraintendimenti di varia natura.
In genere, il lavoro del traduttore consiste nel riflettere il più fedelmente possibile un testo senza che il lettore si renda conto di essere di fronte a una traduzione. Per far ciò deve rendere il testo d’arrivo quanto più fluido e scorrevole possibile, senza troppe ridondanze, cacofonie e ripetizioni varie.

Nel caso della traduzione di brevetti raggiungere tale obiettivo è particolarmente difficile, per non dire impossibile. Il linguaggio dei brevetti è diverso, è necessariamente ripetitivo e ridondante ed è per questo motivo che il traduttore, oltre a possedere le conoscenze tecniche e linguistiche adeguate, deve avere piena coscienza dell’importanza di ogni parola del testo.
Il suo compito non è quello di mettersi a cercare formule magiche di traduzione che rendano il testo più godibile, ma analizzare e soppesare ogni parola poiché gli Uffici brevetti e gli enti preposti al rilascio dei medesimi in genere sono molto severi e possono rifiutare la concessione per una “e” al posto di una “o”. Guai a effettuare tagli qua e là in nome della scorrevolezza del testo!
Il brevetto è un documento estremamente delicato proprio per le ripercussioni economiche e legali che si porta dietro. Una pessima traduzione può portare infatti al mancato rilascio, arrecando un grave danno al richiedente e di riflesso all’agenzia di traduzioni che l’ha eseguito, che, oltre a perdere un cliente e dover gestire un reclamo assolutamente legittimo, subisce anche un danno d’immagine di una certa importanza poiché l’eco di un episodio del genere si propaga a dismisura.

Due o più traduttori

 Categoria: Traduzione letteraria

Se nella traduzione tecnica è accettabile che partecipino più traduttori al progetto (a patto di creare un glossario comune, a patto che il loro lavoro venga coordinato in ogni fase da un project manager e a patto che il lavoro venga sottoposto a scrupolosa revisione), lo stesso non può dirsi per la traduzione letteraria. Una delle regole auree di questa disciplina è che il progetto venga portato avanti da un solo traduttore.
Il motivo è evidente: trattandosi di un campo in cui l’intervento del traduttore è di fondamentale importanza, per assicurare l’omogeneità stilistica dell’opera e rispettarne le peculiarità è opportuno che sia solamente una persona ad occuparsi della traduzione.
Al contrario, un testo tecnico è molto più freddo, molto più impersonale, e può essere efficacemente tradotto a più mani, sempre che sussistano le condizioni enunciate all’inizio dell’articolo.

Nonostante la maggior parte degli operatori del settore condivida le nostre considerazioni, oggigiorno, la fretta e la cupidigia fanno sì che non sia un evento raro imbattersi in traduzioni letterarie in cui è evidente l’intervento di più mani. La regola aurea è divenuta all’improvviso obsoleta.
Come si è potuti arrivare a questo stato di cose? Chiunque operi nel settore editoriale sa bene che il traduttore è, in pratica, una sorta di autore del libro in una lingua diversa. Questo ruolo determinante porta con sé enormi responsabilità sia da parte del traduttore stesso sia della casa editrice che lo sceglie. In Italia esistono ottimi traduttori ed eccellenti case editrici ma le logiche di prezzo portate all’eccesso hanno prodotto un progressivo abbrutimento della qualità.

I prezzi che le case editrici offrono ai traduttori non sono cambiati molto nell’ultimo ventennio. Di tutti i professionisti della catena del libro, quelli che hanno beneficiato in misura minore della crescita della torta editoriale, sono stati proprio i traduttori.
Salvo qualche caso isolato di buoni traduttori remunerati adeguatamente o di buoni traduttori che, per attaccamento nei confronti del proprio lavoro, accettano compensi da fame o iniqui diritti di traduzione, i traduttori validi, in risposta a questo perdurante stato di cose, si sono spesso dirottati, seppur a malincuore, verso settori della traduzione più remunerativi.
La conseguenza di ciò è che le case editrici affidano i lavori ai traduttori che, per necessità, non possono proprio dire di no alle loro proposte. Inoltre, le esasperate tempistiche richieste dalla distribuzione, talvolta rendono necessario l’impiego contemporaneo di due o più traduttori, in qualche caso senza che venga pianificata neppure una revisione finale del lavoro svolto.
I risultati di queste scelte sono, purtroppo, sotto gli occhi di tutti.

Un metodo per migliorare l’inglese (2)

 Categoria: Le lingue

Sei anni dopo la ristrutturazione del villaggio medievale e l’organizzazione del corso di inglese, Pueblo Inglés, impresa leader in programmi di immersione linguistica, ha ricreato su Second Life, il mondo virtuale con svariati milioni di utenti, una replica esatta della Valdelavilla reale.
Quasi tutto quello che è stato fatto su Second Life non esiste nella vita reale, però in qualche caso sì, e questo è uno di quelli. Ogni via, ogni pietra, ogni recinzione, ogni finestra, ogni minimo dettaglio è stato riprodotto con assoluta fedeltà affinché lo spirito di Valdelavilla si trasferisca dall’altra parte dello schermo.
L’accesso a Valdelavilla su Second Life è completamente gratuito. Tutti i navigatori interessati possono conversare con individui madrelingua e migliorare il loro livello di inglese senza spendere nemmeno un linden dollar (la moneta ufficiale su Second Life).

Che Second Life, l’universo parallelo inventato nel 2003 da Philip Rosedale, non sia un gioco per bambini è evidente. Si è parlato a lungo dei linden dollars e delle implicazioni soggiacenti, però quasi per niente delle possibilità educative e formative che si aprono. C’è un dato importante che non dev’essere dimenticato: anche se il tasso di crescita di questo mondo digitale online che emula la vita reale è diminuito nel corso degli anni, può tuttora contare su una base di utenti di molti milioni.
Per le vie di questo villaggio tridimensionale la gente passeggia e conversa, ovviamente solo in inglese perché quella è la lingua ufficiale. Nell’insegnamento delle lingue bisogna sempre cercare nuove strade da percorrere, nuove formule al passo con i tempi, affinché tutti quelli che desiderano perfezionarle non ci rinuncino per mancanza di tempo o denaro. Nella Valdelavilla virtuale si ha la possibilità di migliorare gratuitamente l’inglese stando comodamente seduti sul divano di casa. Non ci sembra poco.

Prima parte di questo articolo

Un metodo per migliorare l’inglese

 Categoria: Le lingue

Uno dei sistemi più efficaci di apprendere una lingua straniera è comunemente ritenuto quello di soggiornare nel paese dove si parla quella lingua per un certo periodo di tempo.
Alcune persone, particolarmente refrattarie allo studio sui libri, come unica soluzione per poter esaudire il loro desiderio di conoscenza, fanno le valigie e partono all’avventura. Se la montagna non va da Maometto, Maometto va alla montagna.
Nell’articolo di oggi parleremo però di un esperimento nel quale è stata la montagna ad andare da Maometto, non viceversa.
Tutto iniziò nel luglio del 2001. Pueblo Inglés, un’azienda spagnola fornitrice di servizi linguistici, studiò un metodo pionieristico, oltre che molto originale, di migliorare il livello di inglese di venti spagnoli.
Come sede del progetto venne scelta Valdelavilla, un piccolo villaggio del diciottesimo secolo in stato di abbandono fin dagli anni sessanta. Dopo che la società Soria Tierras Altas lo ebbe ristrutturato e reso abitabile, il villaggio aprì le sue porte a venti spagnoli desiderosi di migliorare il proprio livello di inglese, e venti individui madrelingua inglese provenienti da tutto il mondo. Venne così creato il primo microcosmo di lingua inglese in terra di Spagna.

Viene immediatamente da chiedersi se fosse davvero necessario scegliere una location tanto impervia e tanto costosa. Non bastava mettere le stesse 40 persone in una casa bella grande stile Grande Fratello? Oppure: non era più semplice utilizzare Gibilterra come location per l’esperimento? Gibilterra, per coloro che non lo sapessero, è a tutti gli effetti un’enclave inglese in terra spagnola, e, altrettanto a tutti gli effetti, la lingua ufficiale del luogo è l’inglese.
I nostri invece hanno voluto fare le cose in grande e un’idea un po’ bislacca si è trasformata in un grande successo. I due obiettivi che si erano prefissi sono stati raggiunti in pieno. Il primo era quello di migliorare il livello di inglese dei venti spagnoli, il secondo, non dichiarato, era quello di farsi una gran pubblicità.
Ad ogni modo, il loro progetto non si è sgonfiato nel corso del tempo, anzi. Allo stato attuale, le “enclave” create da Pueblo Inglés sono più di dieci, fra cui una anche in Italia, a Borgo di Celle un paesino immerso nella campagna di Città di Castello.

Seconda parte di questo articolo

Traduzione di istruzioni

 Categoria: Tecniche di traduzione

Nell’articolo del 13 maggio (“La traduzione eccessiva”) e in quello del 07 giugno (“Inglese britannico e inglese americano”) abbiamo parlato della proverbiale prolissità degli statunitensi.
Secondo noi (e secondo molti altri), oltreoceano si tende spesso a fornire informazioni scontate e a ripetere concetti che in altri paesi vengono ritenuti del tutto ovvi.
Per corroborare la nostra tesi, nell’articolo di oggi raccontiamo un curioso episodio accaduto ad un collega negli Stati Uniti.

Di ritorno da un viaggio di lavoro, aveva riportato a casa una bottiglia di spumante californiano di cui gli era stato fatto dono durante un convegno.
Giunto il momento di aprire la bottiglia, spinto dalla curiosità tipica dei traduttori, si mise a leggere l’etichetta per scoprire l’esatta provenienza del vino, il tipo d’uva, l’anno di produzione, i gradi alcolici. Con sua grande sorpresa, oltre a trovare le informazioni che tutti i comuni mortali si aspetterebbero di trovare sull’etichetta di una bottiglia di spumante, nella parte posteriore vi erano…le istruzioni per l’uso della bottiglia!
Scritto in rosso e con vari segnali di pericolo qua e là, si spiegava in cinque punti come dev’essere maneggiata una bottiglia di spumante:

1) Raffreddi la bottiglia
2) non la agiti
3) non orienti il collo della bottiglia verso sé stesso o verso altre persone
4) tolga la capsula
5) estragga il tappo girandolo con la mano

In un paragrafo a parte si proibiva l’uso del cavatappi e si ricordava il pericolo di accecamento aprendo la bottiglia in direzione del viso.

La cosa migliore che può fare un traduttore che si trova a dover tradurre un testo di questo genere, è far presente al cliente che, traducendo alla lettera quel messaggio in un mercato come quello italiano, otterrebbe un effetto molto diverso rispetto a quello auspicato.
Credendo di proteggere i propri clienti avvisandoli di un potenziale pericolo, cadrebbe irrimediabilmente nel ridicolo poiché nel nostro paese, così come in moltissimi altri, tale rischio è ben noto a tutti fin da bambini e non è necessario scriverlo sull’etichetta.
Tradurre le istruzioni correttamente è importantissimo, ma la correttezza non sempre implica una traduzione letterale…

Lo studio parallelo di due lingue

 Categoria: Le lingue

Anni fa, prima della riforma scolastica del 2005 che rese obbligatorio lo studio dell’inglese nella scuola primaria italiana, venne condotta una ricerca su un campione di 480 classi delle scuole elementari allo scopo di valutare se il percorso di apprendimento della propria lingua in tenera età veniva in qualche misura pregiudicato dallo studio parallelo di una lingua straniera.
I risultati della ricerca confermarono quanto riscontrato in ricerche analoghe: gli alunni che studiavano inglese oltre all’italiano, traevano vantaggio dal doppio studio e nella loro lingua ottenevano risultati migliori dei loro coetanei che studiavano solo l’italiano. Lo studente bilingue apparentemente migliorava le proprie capacità di apprendimento.

Per effettuare un’osservazione neutrale, cioè non influenzata da fattori sociali, economici e geografici, si cercò di mettere a confronto classi di età identiche provenienti dalle stesse scuole e con gli stessi insegnanti di italiano. In pratica vennero create delle coppie di classi la cui unica differenza era la frequentazione di lezioni di inglese da parte di alcune sì e di altre no.
Per verificare, le classi furono sottoposte ad un test di italiano che venne poi corretto da professori di italiano esterni alle scuole e che non sapevano quali alunni fossero “bilingui”.
Il risultato della prova dimostrò chiaramente che gli alunni che frequentavano lezioni di inglese erano in possesso di un livello di comprensione e di espressione in italiano più alto rispetto ai loro coetanei “monolingui”.

Perché il bilinguismo migliora l’apprendimento delle lingue?
La risposta è che se fin da piccoli si studia una lingua straniera in parallelo alla propria lingua madre, la mente si apre maggiormente e si sviluppa la capacità di analisi. Imparando bene a leggere e scrivere in una lingua, questa capacità si trasferisce anche all’altra. Questo è ciò che affermano gli esperti in materia, al di là dei risultati della ricerca di cui abbiamo parlato nell’articolo.
Il peso cognitivo che implica un doppio apprendimento di abilità di lettura e scrittura simmetriche, aumenta non solo il tempo dedicato a queste tecniche, ma sviluppa anche le capacità necessarie all’integrazione delle forme e delle strategie proprie di ciascuna lingua.
L’apprendimento di due lingue stimola maggiormente la plasticità del cervello, un organo in costante evoluzione nei primi anni di vita.

Traduzioni di documentazione medica

 Categoria: Servizi di traduzione

Nell’articolo di ieri abbiamo parlato delle difficoltà che incontrano gli ispanici immigrati negli Stati Uniti nel comprendere le istruzioni dei farmaci e nell’interfacciarsi con il settore sanitario in generale.
Si tratta di una problematica che non riguarda solo gli ispanici o gli immigrati in generale, ma tutte le persone anziane, anche quelle di madrelingua inglese. Ma se all’età sommiamo anche le difficoltà con la lingua e il basso livello culturale, il problema assume proporzioni gigantesche.
Come se non bastasse, alla scarsa istruzione e alla scarsa conoscenza della lingua del paese ospitante, si aggiunge, spesso, anche la non buona qualità delle traduzioni inglese-spagnolo.
In qualche caso limite, purtroppo, esse contengono errori che possono pregiudicare anche in modo serio la salute dei pazienti.
Basti pensare ai già citati foglietti illustrativi dei farmaci o alle istruzioni di funzionamento di certi apparecchi medicali.

Senza una traduzione medica di qualità, gli operatori del settore sanitario, siano essi produttori di farmaci, medici di base o personale ospedaliero, non possono offrire ai loro pazienti ispanici lo stesso tipo di servizio del quale beneficiano i madrelingua.
Per questo motivo, da più parti si richiede maggior attenzione alle procedure di traduzione. Migliorando le traduzioni si può concretamente migliorare il servizio offerto ai pazienti con scarse conoscenze della lingua inglese.
Inoltre, secondo alcuni, investire in traduzioni di qualità apporterebbe benefici di lungo periodo poiché gli alti costi di traduzione verrebbero ammortizzati dalla diminuzione dei costi ospedalieri. Traduzioni di documentazione medica più accurate diminuirebbero infatti il numero di ricoveri, la durata delle degenze e il numero degli esami a cui i pazienti dovrebbero sottoporsi.

Per riuscire a migliorare il livello qualitativo delle traduzioni mediche, il governo americano sta pensando di includere lo spagnolo nell’elenco delle materie delle facoltà di medicina.
In questo modo, gli studenti di origine ispanica avrebbero modo di acquisire direttamente sul campo le competenze e le conoscenze linguistiche necessarie per diventare dei traduttori medici formidabili.