Lavorare con un’agenzia di traduzioni

 Categoria: Traduttori freelance

Anche le agenzie di traduzione sono piuttosto restie ad effettuare pagamenti anticipati. Quando riceviamo una proposta di traduzione da parte di un’agenzia, cosa possiamo fare per poter vivere non eccessivamente angustiati fino alla scadenza della fattura?
Dovremmo innanzitutto effettuare le verifiche che abbiamo descritto ieri nel caso delle imprese. Anche se può sembrare incredibile, il rischio di essere contattati da un’agenzia che semplicemente “non esiste” purtroppo c’è.
Dopo tali verifiche, dovremmo controllare la reputazione dell’agenzia accedendo a GoTranslators.com (che invia messaggi di avvertimento) oppure a Payment Practices.net, Proz.com o siti e portali analoghi che offrono blue board, blacklist, hall of fame, ecc.
Inoltre, buona norma è dare un’occhiata ai post che hanno lasciato i colleghi riguardo ai nostri potenziali clienti. Nella sezione blue board di Proz ad esempio è possibile trovare moltissime agenzie con le relative opinioni dei traduttori.

Ad ogni modo, è evidente che i post debbano essere presi con le molle, poiché si tratta di opinioni strettamente personali. Senza conoscere a fondo la situazione che ha portato il traduttore a scrivere quel post è difficile fare una valutazione precisa. Tra l’altro, le note negative in qualche caso rimangono visibili anche se il problema o il fraintendimento fra agenzia e traduttore nel frattempo è stato positivamente risolto.
I criteri più razionali da applicare sono: la proporzione di note negative sul totale, il tipo di problema a cui si accenna, la data di pubblicazione della nota e il tenore di eventuali risposte date dall’agenzia.
Se prevalgono di gran lunga le note positive o se comunque le problematiche riscontrate nei post sono relativamente poco gravi, probabilmente vale la pena lavorare con quell’agenzia di traduzioni, altrimenti meglio lasciar perdere. Molto meglio non lavorare che lavorare e non essere pagati.
All’inizio può sembrare noioso effettuare tutte queste indagini ma, come abbiamo affermato nell’articolo di due giorni fa, si tratta di procedure che col tempo diventano abituali e che ci permettono di risparmiare tempo e denaro…nel vero senso della parola!

Decidere se accettare o meno un lavoro

 Categoria: Traduttori freelance

Quando veniamo contattati da un nuovo cliente, sia esso un privato o un’azienda, la cosa più logica da fare sarebbe pretendere un pagamento anticipato dell’intero importo o almeno di una parte. Purtroppo, molti colleghi traduttori accettano pagamenti posticipati e questo fa sì, com’è logico, che i clienti preferiscano rivolgersi a loro.
Che fare quindi per non perdere tutti i potenziali clienti e allo stesso tempo fare in modo che la nostra lista di lavori non pagati sia quanto più corta possibile?
Il primo passo è verificare che tipo di account di posta ha il nostro interlocutore. Se ci ha contattato da un account gratuito (come hotmail, gmail, yahoo, ecc.) ed è un privato, consigliamo vivamente ai nostri colleghi di pretendere un pagamento anticipato. In caso di rifiuto da parte del cliente, meglio rinunciare al lavoro.
Se è un’impresa ad averci contattato con un account gratuito è lecito avere qualche sospetto, visto che praticamente nessuna impresa che si rispetti utilizza quel tipo di account.
Tuttavia, anche se ci contattano da un indirizzo e-mail che ci sembra “buono” ovviamente non è detto che ci pagheranno. Dobbiamo approfondire l’indagine.

Nel corpo dell’e-mail devono comparire il nome del nostro interlocutore, l’incarico che ricopre presso l’azienda, l’indirizzo fisico dell’azienda, il telefono, il fax, l’indirizzo del sito internet e, ancor meglio, il numero di Partita IVA.
Se non sono presenti nel corpo della mail, è buona norma richiederli. Con questi dati è possibile effettuare qualche controllo più approfondito.
Innanzitutto possiamo visitare il sito web: una pagina squallida produce sempre vibrazioni negative. Consultando i siti allwhois.com, whois.com o whois.net, si può facilmente verificare chi ha registrato il dominio.
Andando sul sito dell’Agenzia delle Entrate si può verificare l’esistenza del numero di Partita IVA e l’esatta denominazione della ditta.
Per controllare l’esistenza del numero di telefono basta fare una chiamata a quel numero e dire di aver sbagliato.

Ad ogni modo, anche dopo aver fatto tutti questi controlli non abbiamo assolutamente alcuna garanzia che il cliente in questione ci pagherà.
In economia esistono tre tipi di soggetti economici: propensi al rischio, neutrali al rischio e avversi al rischio. Se apparteniamo alla prima categoria probabilmente questo tipo di controlli sarà sufficiente a farci stare tranquilli. Al contrario, se apparteniamo alla terza, quasi sicuramente ci rivolgeremo ad un’agenzia di assicurazione crediti che, a fronte del pagamento di una somma, ci garantirà la quasi totalità dell’importo dovuto in caso di mancato pagamento.

Consigli per aspiranti traduttori freelance

 Categoria: Traduttori freelance

Dopo qualche mese torniamo a parlare dei traduttori freelance.
Nell’articolo di oggi e in quelli dei prossimi giorni daremo qualche consiglio a chi si sta avvicinando a questa professione o a chi la pratica da poco.
Lo scopo è quello di evitare che vengano commessi errori dettati dall’inesperienza che potrebbero arrecare al traduttore danni sia economici che d’immagine.

Nella nostra professione, per essere efficienti e allo stesso tempo poter lavorare in tranquillità e al riparo da eventuali brutte sorprese, occorre stabilire fin da subito delle regole ben precise e seguirle costantemente.
All’inizio attenersi a tali regole non sarà piacevole, ma poi si trasformerà in una routine lavorativa razionale della quale apprezzeremo sicuramente i benefici. Non si tratta di lavorare di più, si tratta di lavorare meglio.

Il lavoro di traduttore non si limita alla di traduzione, ci sono altri due momenti altrettanto importanti, quello che precede il lavoro concreto e quello successivo alla consegna dello stesso.
Nel post di domani parleremo dei passi da compiere prima di accettare un lavoro nel caso il richiedente sia un privato o un’azienda. Il giorno dopo analizzeremo una situazione analoga ma nella quale il richiedente è un’agenzia di traduzioni. Passeremo poi alla fase di accettazione del lavoro, a quella esecutiva, a quella successiva alla consegna della traduzione e infine alla gestione di un eventuale reclamo.

Creare una memoria di traduzione

 Categoria: Strumenti di traduzione

In questo blog abbiamo più volte accennato alle memorie di traduzione. Nell’articolo di oggi aggiungiamo un altro mattoncino alla costruzione e parliamo brevemente di come crearne una.

Gli strumenti di traduzione assistita (CAT) permettono di creare una memoria di traduzione vuota e di alimentarla durante la traduzione stessa: il testo tradotto viene infatti archiviato (generalmente in maniera automatica) nella memoria di traduzione. Essa inoltre può essere alimentata a partire da testi preesistenti attraverso una procedura chiamata allineamento.
Affinché questa operazione sia possibile, è però necessario che il testo originale nella lingua di partenza e la corrispondente traduzione nella lingua d’arrivo siano disponibili in formato elettronico.
La prima fase dell’allineamento prevede innanzitutto la segmentazione del testo originale e di quello tradotto. Una volta segmentati i due testi, è necessario l’intervento manuale del traduttore per definire le corrispondenze tra i segmenti nelle due lingue. Se il programma utilizzato per l’allineamento adotta algoritmi “intelligenti”, il grado di intervento manuale sarà piuttosto ridotto, viceversa sarà abbastanza esteso. Completata questa fase i segmenti allineati vengono inseriti nel database di memoria.

Una volta creata la memoria di traduzione, quasi tutti gli strumenti CAT permettono di cercare parole singole o espressioni al suo interno: sarà pertanto possibile verificare la precedente traduzione di una parola anche se nei glossari a disposizione tale termine non è presente.
Come abbiamo più volte sottolineato, le memorie di traduzione sono strumenti utilissimi per il traduttore quando si trova di fronte a testi molto lunghi ripetitivi. Se ad esempio deve tradurre manuali tecnici (voluminosi per definizione!) oppure deve tradurre documenti legali piuttosto corposi, le memorie di traduzione gli consentono di ridurre notevolmente i tempi di consegna della traduzione e di mantenere coerenza terminologica e stilistica per tutto il testo.

Considerazioni sugli strumenti CAT

 Categoria: Strumenti di traduzione

Gli strumenti di traduzione assistita (o  CAT),  soprattutto negli utenti inesperti, possono all’inzio suscitare sensazioni negative.
Dopo la scomposizione del testo da tradurre, questo si presenta infatti in un formato spesso molto diverso dal testo originale, generando difficoltà nel cogliere il contesto.
In generale, per limitare questo problema, è buona norma lavorare avendo sotto mano anche il documento originale, in formato cartaceo oppure sullo schermo del computer.

Alcuni traduttori in qualche caso tendono inoltre ad essere insoddisfatti dei risultati ottenuti dopo l’intervento iniziale del programma e abbandonano la modalità assistita a favore della modalità tradizionale.
Al contrario, altri traduttori, per ridurre i tempi di consegna o semplicemente per scarsa conoscenza del programma, tendono ad affidarsi troppo ad operazioni automatiche e ciò conduce inesorabilmente a traduzioni di bassa qualità. Chi traduce deve sempre mantenere il totale controllo del processo di traduzione. Il programma dev’essere uno strumento al servizio del traduttore, non viceversa.
I benefici derivanti dall’utilizzo degli strumenti di traduzione assistita, dipendono, come per tutte le cose, dall’uso che ne viene fatto.

Tanti traduttori, soprattutto quelli della vecchia guardia (che in genere non hanno una buona preparazione tecnico-informatica di base), incontrano difficoltà nell’utilizzo degli strumenti CAT o comunque, nell’utilizzarli, si rendono conto di non sfruttare appieno il loro potenziale.
A loro parziale giustificazione c’è comunque da notare come tali strumenti in genere non siano propriamente semplicissimi da usare. Manca qualcosa nel loro sviluppo, non hanno ancora raggiunto la piena maturità e per questo presentano una certa complessità.

Per imparare o perfezionare la conoscenza di un determinato strumento si possono frequentare corsi di formazione specifici. Vengono organizzati dagli stessi produttori, dalle agenzie di traduzione autorizzate alla formazione, dall’Associazione Italiana Traduttori e Interpreti, (AITI) o da altre associazioni di traduttori italiane o internazionali. In alternativa, ci si può rivolgere anche a traduttori professionisti indipendenti disposti a fare formazione.

Programmi di ricerca su desktop (2)

 Categoria: Strumenti di traduzione

Nel post di ieri abbiamo introdotto i programmi di ricerca su desktop. Vediamone alcuni più da vicino.

Google Desktop Search
Questo programma funziona come se l’utente stesse effettuando una ricerca su Google in internet. L’applicazione ricerca file in formato Word e Excel, le e-mail, i messaggi e anche i file audiovisivi. Tra l’altro, quando si effettua una ricerca su internet utilizzando Google, il programma esegue la medesima ricerca anche all’interno del nostro computer e, alla fine del processo, vengono mostrati sia gli oggetti trovati in internet che quelli trovati nel pc.

Yahoo! Desktop Search
Pur offrendo funzioni simili, questo programma è dotato di un’interfaccia diversa. Cliccando sull’icona nella barra degli strumenti, si apre una finestra. In alto, nella barra degli strumenti, appare una casella di ricerca. L’utente può inserire il nome del file che sta cercando ed anche i campi di esecuzione della ricerca: Files – Pictures – Music – Email – Attachments – Contacts – All.
Una volta effettuata la ricerca, una finestra di anteprima posta a destra permette di visualizzare i contenuti dei file trovati. Il programma è in grado di trovare anche file zippati ma non può visualizzarne l’anteprima. Ad ogni modo, viste le funzioni offerte, riteniamo che questo programma sia il migliore in assoluto.

Microsoft Windows Desktop Search
Questo programma fa parte della barra degli strumenti di MSN. Oltre alla ricerca di file, immagini ecc., l’applicazione prende in esame anche i metadati contenuti nei file multimediali. Inoltre, è in grado di creare indici separati per account diversi e ciò consente di occultare certi file nel caso non si voglia condividerne il contenuto con altri utenti.

Alcuni colleghi utilizzano i molto meno famosi Ask Jeeves Desktop Search e Copernic Desktop Search.

Prima parte di questo articolo

Programmi di ricerca su desktop

 Categoria: Strumenti di traduzione

Quando compriamo un computer nuovo, giuriamo solennemente di trattarlo con i guanti bianchi. Memori dell’intrico di cartelle che si era creato a un certo punto in quello vecchio, ci ripromettiamo di mantenere in ordine le cartelle e gli archivi il più a lungo possibile.
Ciononostante, senza che ce ne accorgiamo o quasi, il nostro computer inizia a riempirsi di file di ogni genere, e dopo poco tempo arriva a congestionarsi in un modo tale che diventa difficile trovare un documento, una e-mail o anche un’immagine. La facilità e la velocità con cui ciò avviene a dispetto dei nostri sforzi è impressionante.
Fortunatamente anni fa la cara vecchia tecnologia ci è venuta in soccorso, proponendoci una serie di applicazioni che ci hanno aiutato nella ricerca di file nei nostri computer.

Si tratta dei programmi di ricerca su desktop, fra i quali vale la pena menzionare quelli forniti da Yahoo!, Google, Microsoft, Ask Jeeves e Copernic. Chi utilizza Windows Vista, può fare a meno di questo tipo di programmi poiché la ricerca interna è molto efficace, ma per gli altri milioni di computer nei quali sono ancora installate versioni precedenti, consigliamo di provare questi programmi, tutti funzionali, scaricabili gratuitamente, facili da installare e da usare.

Dopo il download e l’installazione, ognuno di questi programmi procede all’indicizzazione di tutti i file contenuti nel computer.
Una volta portata a termine questa operazione (che in qualche caso purtroppo può durare anche alcune ore), cliccando sull’icona posizionata nella barra degli strumenti del desktop, l’utente può iniziare ad utilizzare il programma di ricerca.
Quasi tutte le persone che lavorano nella nostra agenzia di traduzione e non hanno ancora installato Windows Vista nei loro computer, utilizzano Yahoo! Desktop Search, Google Desktop Search e Microsoft Desktop Search, anche se non sono certo gli unici in circolazione. Nel post di domani vedremo un po’ più da vicino questi programmi.

Seconda parte di questo articolo

Un milione di parole

 Categoria: Le lingue

Il Global Language Monitor, nato dalle ceneri di yourdictionary.com, è un’organizzazione che analizza le tendenze d’uso delle lingue mediante letture automatiche di algoritmi di testo sul web.
Recentemente sul loro sito è apparsa una notizia che ha avuto un’ampissima eco mediatica: secondo questi signori il 10 giugno del 2009 la lingua inglese avrebbe creato la sua milionesima parola, ossia “Web 2.0”.
La quantità non è stata ancora verificata da un ente di maggior prestigio, però l’ultima edizione del Dizionario di Oxford conteneva un totale di 231.100 “accezioni principali”. Sommando le accezioni obsolete, quelle proprio errate e i rimandi, si arrivava a un totale di 291.500, anche se ricerche piuttosto attendibili hanno dimostrato che il vocabolario medio utilizzato da una persona consta di circa 10.000 vocaboli, il che stride abbastanza con le cifre esorbitanti del GLM.

Tutti sappiamo benissimo che internet, la tecnologia in genere e il contatto con altre lingue hanno aumentato notevolmente la creazione di nuove parole e frasi, ma un milione di parole ci sembra davvero eccessivo. Abbiamo così deciso di analizzare i criteri che hanno portato a tale cifra spropositata.
Nel conteggio, giusto per fare qualche esempio, vengono incluse parole come “J-Lo”, “Becks” e “Jai Ho!”. Come possono soprannomi dati a personaggi famosi e improbabili titoli di canzoni in un’altra lingua formar parte del compendio della lingua inglese? E che dire di “Obamamania”? Già adesso è una parola obsoleta. Se mai è stata una parola, lo è stata solo nel 2009.
C’è di più. Le “letture automatiche di algoritmi di testo” di cui parlavamo all’inizio dell’articolo (o più semplicemente “bots” tanto per citare una delle parole di recente creazione), selezionano praticamente qualsiasi parola che appare online e la conteggiano.
Tra queste troviamo quindi “misunderestimate”, una parola diventata famosa per essere stata utilizzata erroneamente da George W. Bush in un suo discorso. Come se non bastasse, nell’elenco troviamo tutte le coniugazioni dei verbi e quindi “be” ma anche “is”, “are”, “was”, “were”, ecc. Assurdo. Con un sistema così l’italiano avrebbe dieci milioni di parole, se pensiamo che nella nostra lingua ci sono un’infinità di coniugazioni e che i sostantivi e gli aggettivi constano di genere e numero.

In conclusione, un milione di parole è una quantità inconcepibile, indipendentemente dall’influenza che la tecnologia e le altre lingue possano aver avuto sull’inglese negli ultimi anni. Tuttavia, quello che è ancor più inconcepibile è il metodo con cui questi signori hanno effettuato il calcolo.
La colpa della risonanza che è stata data a questa notizia bislacca è degli organi di informazione che hanno agito guidati dalla stessa logica di GLM, ovvero un fine prettamente pubblicitario.

L’importanza della fonte nella traduzione

 Categoria: Strumenti di traduzione

Nel nostro lavoro, ci imbattiamo quotidianamente in termini o espressioni la cui traduzione ci mette in difficoltà. A volte la difficoltà risiede nel fatto che non troviamo da nessuna parte una traduzione corretta, a volte ne troviamo troppe e non sappiamo quale scegliere. Una fonte che ci confermi la bontà della traduzione è di fondamentale importanza.
In qualche caso troviamo la conferma che cerchiamo in documenti tradotti precedentemente da altri traduttori, in altri casi è internet a venirci incontro, in altri ancora la telefonata a un collega. Tuttavia, ciò che ci rende davvero sicuri di aver tradotto correttamente una parola o un’espressione, è la sua presenza in un dizionario.
In Italia ci sono tantissimi dizionari in commercio, alcuni dei quali sono opere prestigiose, iniziate decenni fa e nel tempo riviste, corrette, migliorate.
Senza dubitare dell’indiscutibile eccellenza di tali opere, si tratta di fonti affidabili al 100%? Sono veramente il compendio totale di tutte le parole e le espressioni corrette di una lingua?

I traduttori, e in particolar modo i traduttori specializzati in varie aree della traduzione tecnica, risponderebbero sicuramente di no a questa domanda, poiché capita loro piuttosto spesso di non riuscire a trovare nei dizionari parole molto comuni nell’ambito della loro area di specializzazione.
Per quanto eccellente possa essere un dizionario infatti, nessuno di essi riuscirà mai ad essere completamente esaustivo.
Un compendio definitivo è infatti possibile solo nel caso in cui una lingua sia morta. Lingue come il latino e il greco classico, presenti nei libri ma che nessuno utilizza più per comunicare.
Nel caso delle lingue vive invece non è possibile redigere un compendio poiché le lingue si evolvono continuamente grazie alla creazione di nuove parole ed espressioni e alla caduta in disuso di altre.
Quanto affermato è vero a tutti i livelli della società ma ancor più vero nell’ambito delle aree ad alto contenuto tecnologico. Le continue innovazioni e invenzioni in questi settori fanno sì che gli specialisti che vi operano siano essi stessi creatori di nuove parole. Solo successivamente i vocaboli creati vengono inseriti nei dizionari.
Pertanto non preoccupiamoci troppo se una parola della cui traduzione siamo certi non è presente nei dizionari.

Utilizzo di strumenti di traduzione assistita

 Categoria: Strumenti di traduzione

Come abbiamo più volte affermato in questo blog, gli strumenti di traduzione assistita esprimono le loro massime potenzialità quando il traduttore deve tradurre documenti con un elevato grado di ripetitività. Non a caso vengono massicciamente utilizzati da chi si occupa di traduzioni di manuali o di traduzione tecnica in genere.
L’utilità di questi strumenti è ancor più grande qualora debbano essere tradotte versioni attualizzate di manuali precedentemente tradotti, in cui gran parte del testo resta immutata.

Anche nel caso delle traduzioni informatiche, l’uso che viene fatto di questi strumenti è ampissimo. Ciò si deve, oltre all’alto grado di ripetitività del materiale da tradurre, anche alla forte propensione all’utilizzo di tecnologie avanzate da parte delle aziende che sviluppano software.
Ad ogni modo, sono molti altri i settori che beneficiano dei vantaggi offerti sotto il profilo terminologico dagli strumenti di traduzione assistita. Il settore legale, quello scientifico, quello commerciale e quello turistico sono sicuramente fra questi.

Anche in ambito artistico gli strumenti di traduzione assistita trovano in qualche caso il loro campo di applicazione. Chi si occupa ad esempio di traduzioni di sceneggiature si avvale di questi programmi.
Il discorso cambia quando il tema della traduzione è puramente letterario: in quest’ambito l’utilità degli strumenti CAT è piuttosto scarsa. Il traduttore vecchia maniera è, e forse sempre sarà, insostituibile.

Traduttori letterari

 Categoria: Traduzione letteraria

Chi si occupa di traduzione letteraria, oltre a possedere tutti i requisiti per essere un buon traduttore, in genere ha qualcosa che i suoi colleghi specializzati in altri settori non hanno.
Oltre ad una cultura letteraria di rilievo, ha una spiccata capacità espressiva e soprattutto una grande sensibilità per la bellezza del testo. Altrimenti non sarebbe un traduttore letterario, penseranno giustamente i nostri lettori.
Quasi tutti i traduttori letterari traggono grande soddisfazione dal proprio lavoro poiché riescono a dare sfogo al proprio estro e alla propria creatività. Non potrebbero in alcun modo lavorare nel campo della traduzione tecnica. Prima di tradurre il manuale di un treno si farebbero investire dal treno costruito con quel manuale.

Tuttavia, alcuni traduttori letterari vivono la propria professione con frustrazione perché dentro di loro nascondono il desiderio di essere scrittori, non traduttori.
Nel tempo libero scrivono pagine e pagine di proprio pugno e, in cuor loro, vorrebbero che fossero quelle ad essere pubblicate, non quelle che hanno tradotto.
La condizione di scrittori mancati gli impedisce di godere appieno della bellezza del loro lavoro. Sentono come se la traduzione imprigionasse il dono che la natura ha regalato loro.
Talvolta si sente dire che anche certi editori e certi critici letterari siano scrittori frustrati.
Certo per menti così creative non deve essere affatto semplice creare per delega. Tuttavia, conoscendo l’insicurezza e l’eterna insoddisfazione che gli scrittori sentono nei confronti delle loro opere, forse è meglio continuare a tradurre

Traduzione di testi antichi

 Categoria: Servizi di traduzione

Nell’articolo di oggi riportiamo l’interessante classificazione degli spostamenti che si producono nel processo traduttivo proposta da una grandissima studiosa spagnola, Amparo Hurtado, senza la quale la teoria della traduzione oggi non sarebbe quello che è. Ella li suddivide in:

Linguisitico: la lingua di partenza e la lingua d’arrivo hanno ognuna la propria storia, la propria struttura e le proprie peculiarità.
Umano: l’autore del testo originale e quello del testo d’uscita (il traduttore) sono due persone distinte, con i loro caratteri, i loro gusti, le loro conoscenze, i loro limiti, i loro condizionamenti.
Cronologico: lo scarto di tempo dal momento della stesura del testo originale al momento della traduzione può essere minimo ma può essere anche notevole.
Socioculturale: la cultura della lingua di partenza può essere simile a quella della lingua d’arrivo ma anche molto distante.
Di destinatario: i fruitori del testo d’uscita sono sempre importanti. Questo spostamento può essere quasi nullo ma anche determinante.

Lo spostamento cronologico, non a caso il nocciolo del suo dottorato, è considerato dalla studiosa il più importante di tutti.
Secondo Hurtado, la traduzione di testi antichi crea sempre al traduttore un problema doppio di percezione dovuto alle differenze linguistiche e culturali esistenti tra il periodo in cui viene redatto il testo originale e quello in cui viene tradotto. Più è ampio il lasso di tempo che intercorre tra la stesura del testo originale e la traduzione più le difficoltà aumentano.
Il traduttore in pratica deve affrontare uno spostamento linguistico e uno spostamento socioculturale amplificati dallo scorrere del tempo.
La riespressione del significato di un testo di partenza piuttosto “attempato” risulta sicuramente molto più complessa rispetto a un testo moderno poiché il traduttore, da un lato deve adattare una lingua arcaica con espressioni morte e sepolte alla lingua terminale moderna e, dall’altro, fare in modo che le scelte operate risultino comprensibili per il destinatario.

Traduzioni automatiche su YouTube

 Categoria: Strumenti di traduzione

La maggior parte degli utenti di internet conosce bene l’opzione di traduzione automatica in tempo reale fornita da Google. In vari articoli apparsi su questo blog poche settimane fa abbiamo affrontato l’argomento “traduzione automatica” in modo, crediamo, piuttosto esauriente.
Il nostro punto di vista, condiviso peraltro da molti altri, è che attualmente le traduzioni automatiche, pur non potendo in alcun modo uguagliare la precisione e l’affidabilità delle traduzioni eseguite dall’uomo, sono in qualche misura utili, poiché piuttosto efficaci per tradurre singole parole o frasi semplici.
Per questo motivo, questa tecnologia di traduzione è diventata uno strumento estremamente popolare fra i naviganti, al punto che YouTube ha deciso di utilizzarla per tradurre i sottotitoli dei video.

La nuova funzione permette la traduzione in tempo reale in varie lingue poiché utilizza appunto la piattaforma tecnologica cui facevamo riferimento all’inizio dell’articolo, Google Translator.
Sebbene i manager di YouTube ammettano senza problemi che le traduzioni automatiche contengono errori (a volte clamorosi, aggiungiamo noi), sperano che i loro video diventino accessibili ad un pubblico più vasto.
Per ricevere la traduzione in una delle lingue disponibili, è sufficiente spostarsi con il mouse sul pulsante CC in basso a destra accanto al volume e cliccare su “Traduci sottotitoli”.
A quel punto basta selezionare la lingua desiderata dall’elenco a tendina e cliccarci sopra.

Un principio chiave della traduzione

 Categoria: Problematiche della traduzione

Che un testo tradotto debba mantenersi fedele al senso contenuto nel testo originale senza per questo perdere di vista le norme linguistiche proprie della lingua d’arrivo, è un principio chiave della traduzione, accettato più o meno universalmente.
A tale principio si rifanno, o dovrebbero rifarsi, tutte le considerazioni del traduttore e le tecniche di traduzione da lui scelte. Tuttavia, questo non sempre è possibile o, ad ogni modo, non sempre è così facile come può sembrare leggendo tale enunciato. Talvolta infatti è lo stesso autore del testo originale a complicare la vita del povero traduttore.

L’autore di un testo non letterario è mosso da una volontà (o talvolta da una necessità oggettiva) di comunicare qualcosa. Nella sua azione si trova sempre fortemente condizionato da ragionamenti linguistici che lo portano a cercare di attenersi in modo più o meno scrupoloso a ciò che viene comunemente ritenuto corretto.
Anche l’autore di un testo letterario è mosso da una volontà o, in certi casi, addirittura da una necessità di comunicare qualcosa. La differenza rispetto al caso precedente è che, pur seguendo i dettami linguistici della propria epoca, cerca di plasmare la lingua ai suoi voleri, facendo di tutto per raggiungere una propria originalità stilistica e ottenendo talvolta un risultato non totalmente ortodosso, per usare un eufemismo.

Riassumendo: l’obiettivo dell’autore di un testo senza aspirazioni letterarie è semplicemente quello di trasmettere un messaggio, di comunicare qualcosa. L’autore letterario, al contrario, pur avendo lo stesso fine comunicativo, cerca di ottenere il proprio obiettivo utilizzando una forma del tutto peculiare. Le diverse ripercussioni che queste scelte hanno sul risultato finale della traduzione sono facilmente immaginabili.

Un programma di traduzione automatica

 Categoria: Strumenti di traduzione

Non è mai piacevole, in quanto traduttori professionisti, accogliere notizie relative ai progressi della traduzione automatica.
Ciononostante, il programma di cui parleremo nell’articolo odierno è davvero ingegnoso e merita almeno una citazione.
Ovviamente, come tutti i programmi che sfruttano la traduzione automatica, attualmente è molto fallace. Può darsi però che i futuri progressi tecnologici lo rendano un ottimo strumento di comunicazione e che tra qualche tempo gli interpreti debbano cercarsi un altro impiego. Per qualche anno però non dovrebbero esserci problemi in tal senso.

Il programma di traduzione automatica in questione si chiama Tele Scouter ed è stato proposto di recente da NEC, un colosso della tecnologia giapponese. Il programma visualizza quasi in tempo reale su degli occhiali speciali la traduzione scritta delle parole che l’interlocutore di chi indossa gli occhiali sta pronunciando. Ci spieghiamo meglio.
L’ascoltatore, oltre agli occhiali speciali, è dotato di un computer portatile che indossa in vita. Un microfono installato negli occhiali capta le parole pronunciate dall’interlocutore e le trasmette al computer. Il computer trasforma le parole in testo, le passa a un server remoto e questo produce una traduzione automatica che viene proiettata direttamente sulle lenti degli occhiali.
L’idea è veramente notevole, non c’è che dire. Il problema, come abbiamo accennato all’inizio dell’articolo, è che la qualità delle traduzione automatiche al giorno d’oggi è (per nostra fortuna!) davvero pessima. Pertanto da un procedimento incredibilmente elaborato si ottiene nel migliore dei casi una traduzione imprecisa e nel peggiore dei casi una traduzione disastrosa.

A dispetto di quanto affermato nella prima riga di quest’articolo, se in futuro l’uomo riuscirà a comunicare in lingue diverse grazie a Tele Scouter o a programmi analoghi, ne saremo sinceramente felici poiché si tratterà di un grossissimo passo avanti nella comunicazione e quindi nell’avvicinamento tra razze e culture diverse.
Il fatto che il nostro business (che comunque si incentra sulla traduzione scritta, non sull’interpretariato) possa subire un peggioramento, passa del tutto in secondo piano.
Ad ogni modo, nutriamo seri dubbi sul successo di queste tecnologie e qualcosa ci dice che i nostri colleghi interpreti avranno molto lavoro da sbrigare ancora a lungo…

Tratti comuni fra lingue

 Categoria: Le lingue

Ogni lingua è un mondo a sé stante, con la propria storia, le proprie regole, il proprio vocabolario. Alcune lingue condividono la stessa origine e per questo conservano più somiglianze rispetto ad altre.
Le lingue come l’italiano, lo spagnolo, il francese e il portoghese derivano tutte dal latino (non a caso vengono definite “neolatine”) e per questo motivo hanno molti tratti in comune.
Se mettiamo a confronto lingue con un’origine spazio temporale molto diversa, tali similitudini, com’è ovvio, si attenuano moltissimo.
Il cinese e il danese si assomigliano davvero poco, lo stesso può dirsi per il giapponese e il polacco e per un infinità di altre lingue.
Tuttavia tutte le lingue hanno alcuni tratti comuni che non dipendono dalle loro origini.

In primo luogo l’arbitrarietà, che si manifesta nell’assenza di relazione naturale tra i codici del linguaggio scelti e i concetti, gli oggetti e i fatti ai quali fanno riferimento. L’associazione tra le parole e i loro significati è il risultato di un processo di sviluppo culturale distinto da un paese ad un altro.
Una seconda caratteristica condivisa è l’utilizzazione di fonemi, cioè segni corrispondenti a suoni. Ogni fonema riproduce sempre lo stesso suono, diverso dagli altri fonemi. Modificando un fonema in una parola, il risultato sarà una parola inesistente e sprovvista di significato oppure una parola con un significato completamente diverso.
Una terza caratteristica è la doppia organizzazione della struttura delle lingue. Esse sono costituite da un numero ridotto di fonemi privi di significato intrinseco, ma la cui combinazione arbitraria permette la creazione di parole dotate di un significato variabile a seconda del contesto nel quale sono inserite.
Infine, questo tipo di organizzazione consente una produttività semantica illimitata. A partire da un numero convenzionalmente finito di fonemi si possono generare un numero infinito di parole e di messaggi.

La conoscenza della propria lingua

 Categoria: Le lingue

All’epoca in cui non esisteva un insegnamento codificato della traduzione, i traduttori arrivavano ad intraprendere questa professione attraverso i canali più insoliti: parentela, conoscenze, passione, vocazione, semplice casualità.
Attualmente, gli studi specialistici abbondano ma le cose non sono cambiate eccessivamente per quanto concerne le motivazioni. La gran parte delle persone che inizia a tradurre lo fa per ragioni di vario genere, non vi è un’unica ragione ben determinata.
Vi è però in ogni caso un elemento comune e insostituibile che è la conoscenza, ragionevolmente profonda, della propria lingua. Non c’è alcun dubbio che la conoscenza della lingua d’arrivo sia importante, ma quella della lingua di partenza è cruciale.

Giorni fa un nostro collega ci ha raccontato che un suo amico madrelingua svedese laureatosi negli States e con una conoscenza dell’inglese americano da far invidia agli stessi statunitensi, si era proposto come traduttore inglese-svedese a un’agenzia di traduzione ma la sua candidatura era stata rifiutata per insufficiente conoscenza della propria lingua.
La cosa potrà sembrare paradossale ai lettori meno esperti ma noi non ci siamo affatto stupiti.
La conoscenza della propria lingua non è qualcosa di scontato che ci viene regalato per il semplice fatto di essere nati e vissuti in un certo paese.

Osservando i neo laureati che si apprestano a fare il grande salto nel mondo della traduzione, notiamo che quasi tutti, ancor prima di iniziare la propria carriera professionale, sono già in possesso delle necessarie conoscenze tecniche, e in molti aspetti sono molto più preparati dei loro colleghi della vecchia guardia.
Tuttavia, li notiamo piuttosto carenti a livello di cultura generale e in qualche caso senza una conoscenza perfetta della propria lingua, cose che i loro colleghi più attempati avevano (e tuttora hanno) in abbondanza e che non si acquisiscono certo con una semplice consultazione in un database…

L’importanza della traduzione di un sito web

 Categoria: Traduzione di siti web

Oggigiorno, chiunque (o quasi) possieda un’attività commerciale ha anche un sito internet. Si tratta di uno strumento divenuto pressoché imprescindibile per ogni impresa, piccola o grande che sia.
Per facilitare la fruizione del sito agli utenti stranieri i siti spesso vengono tradotti in più lingue. Tuttavia, in molti casi non vengono tradotti nemmeno in inglese.
Si tratta a nostro avviso di un grave errore poiché, dall’analisi dei risultati di alcune recenti ricerche condotte sulle preferenze degli utenti di internet, emerge in modo chiaro che moltissimi desiderano “comprare nella loro lingua” e che spesso non lo fanno perché il sito che interessa loro non è tradotto nel loro idioma. Il concetto è ben riassunto da una frase ricorrente nel mondo degli internauti “Se non posso leggere non compro”.
La non traduzione di un sito web danneggia quindi sia il potenziale cliente (che rinuncia all’acquisto), sia l’impresa che offre il proprio prodotto/servizio (e che, suo malgrado, è costretta a rinunciare alla vendita).

Anche quando il cliente ha una discreta padronanza della lingua nella quale è scritto il sito, spesso accade che non si trovi a suo agio e decida di non comprare o di rivolgersi altrove.
Negli Stati Uniti per esempio, dove gli individui di origine ispanica sono cresciuti notevolmente negli ultimi anni, sebbene la maggior parte di essi sia tranquillamente in grado di leggere un sito in inglese, per fare i loro acquisti preferiscono di gran lunga siti tradotti nella loro lingua d’origine.
Gli imprenditori che lo hanno capito per primi hanno fatto affari d’oro e attualmente è impensabile che una impresa americana non abbia un sito tradotto in spagnolo.
Tradurre un sito internet in un’altra lingua, consente inoltre di aggiungere alle chiavi di ricerca già presenti nella versione italiana altre parole chiave contribuendo in questo modo a rendere più visibile il sito.
Per queste ragioni (e non solo), crediamo che attualmente sia assolutamente auspicabile per un’azienda tradurre il proprio sito in più lingue. Un piccolo investimento come questo potrebbe infatti rivelarsi un’arma importante nella lotta contro la crisi.

L’unità di traduzione corretta

 Categoria: Tecniche di traduzione

Il compito del traduttore, lo abbiamo detto più volte, è quello di trasferire i concetti della lingua di partenza nella lingua d’arrivo utilizzando le stesse espressioni che utilizzerebbe un madrelingua in un’analoga situazione comunicativa.
Tuttavia, quando nella lingua di partenza ci sono riferimenti, fatti, circostanze o anche semplicemente oggetti che non esistono nella lingua d’arrivo, soddisfare questo principio è impossibile.
In svedese per esempio esistono parole per indicare “nonno paterno” (farfar) e “nonno materno” (morfar) ma non c’è nessun iperonimo per “nonno” in generale. Il traduttore incontra un ostacolo davanti a sé ma in qualche modo può superarlo.
Lo stesso non può dirsi nel caso debba tradurre “macchina fotografica digitale” nella lingua parlata dalle tribù che popolano l’Amazzonia e non sanno nemmeno cosa sia l’elettricità.
Il concetto è, senza dubbio, assolutamente intraducibile.
Allo stesso modo, pensiamo a uno strumento, un utensile dalla forma molto particolare costruito con un materiale non esistente in Italia e usato da quelle stesse tribù per difendersi da un animale che nemmeno gli zoofili nostrani conoscono. Gli indigeni per indicarlo usano una sola parola, a noi per tradurlo in italiano senza perdere informazioni per strada non basterebbe un intero paragrafo.

Spesso infatti è quasi impossibile tradurre rispettando un ideale rapporto 1:1 fra le parole del testo d’entrata e quelle del testo d’uscita, sostituire cioè una singola parola nella lingua di partenza con un’altra singola parola nella lingua d’arrivo.
Se dobbiamo ad esempio tradurre il nome di un colore, quasi sicuramente sarà possibile una traduzione 1:1 in tutte le lingue. Ad esempio, “giallo” in inglese si dice yellow, in spagnolo è amarillo e in francese è jaune.
Al contrario, nel caso di proverbi, formule di cortesia, frasi fatte, frasi idiomatiche e spesso anche normalissimi concetti è quasi impossibile mantenere il rapporto 1:1 e, per rendere il senso in modo appropriato, devono essere utilizzate unità di significato più estese.
Nell’articolo del 1 marzo abbiamo fatto un esempio che rende bene l’idea.
Tradurre “Staff entrance only” con una tecnica quasi 1:1 (come spesso fanno i traduttori automatici) produce “Entrata di personale solamente”, un’espressione sicuramente corretta da un punto di vista meramente grammaticale ma non certo adeguata al contesto italiano.
Come abbiamo visto, una traduzione sicuramente più appropriata è “Vietato l’accesso alle persone non autorizzate”, un’espressione formata da ben 7 parole invece di 3.
Questo è solo uno dei tantissimi aspetti che deve tener in grande considerazione chi traduce: la scelta dell’unità di traduzione corretta.

Legalizzazione di una traduzione

 Categoria: Attività correlate alla traduzione

Oltre all’asseverazione, di cui abbiamo parlato nell’articolo di ieri, spesso i clienti richiedono contestualmente anche la legalizzazione di una traduzione.

Il fine della legalizzazione (o apostille) è quello di attestare che la firma apposta da un pubblico ufficiale su un determinato documento sia autentica e che quel pubblico ufficiale al momento di apporla avesse la qualità legale per farlo.
La Prefettura – Ufficio Territoriale del Governo è l’ente preposto all’erogazione del servizio per delega del Ministro degli Esteri.
La competenza della Prefettura riguarda sia i documenti e gli atti rilasciati in Italia affinché abbiano valore all’estero, sia i documenti prodotti da autorità estere (ivi comprese rappresentanze diplomatiche e consolari in Italia) affinché abbiano valore in Italia.
A questa regola fanno eccezione gli atti firmati dai Notai, dai Funzionari di Cancelleria e degli Uffici Giudiziari per la cui legalizzazione, invece, è competente la Procura della Repubblica.
Il processo di legalizzazione è molto rapido. Le varie Prefetture dispongono infatti di un apposito registro di firme depositate e se la firma sul documento da legalizzare è presente in esso, l’iter si conclude con l’immediata apposizione del timbro di legalizzazione. Tuttavia, se la firma non è presente nel registro, la procedura di legalizzazione può durare anche alcuni giorni poiché vengono richieste tutte le informazioni del caso all’ente che ha emanato l’atto.
Una volte ottenute, si procede alla legalizzazione del documento.

La legalizzazione può essere richiesta da chiunque, semplicemente presentandosi presso la Prefettura con il documento da legalizzare e i suoi eventuali allegati. Il costo del servizio, salvo i casi di esenzione è una marca da bollo.

Asseverazione di una traduzione

 Categoria: Attività correlate alla traduzione

In certi settori, in particolare quello legale e quello commerciale, a un’agenzia di traduzioni vengono richiesti servizi aggiuntivi alla mera traduzione di un documento. Si tratta dell’asseverazione (di cui parleremo oggi) e della legalizzazione (di cui parleremo domani).

L’asseverazione (o giuramento) è l’attestazione ufficiale da parte di un traduttore circa la corrispondenza fra un determinato testo e la traduzione del medesimo che egli stesso ha eseguito.
Contratti, atti legali e notarili, lettere di incarico, certificati, documenti anagrafici, attestati, diplomi, sono tutti documenti per i quali viene sempre richiesta l’asseverazione per rendere valido il documento tradotto nel paese in cui dev’essere utilizzato.
L’asseverazione di una traduzione è una materia di competenza del Tribunale.
Il traduttore che ha eseguito la traduzione (che deve essere autorizzato e certificato), deve presentare personalmente il documento originale e il documento tradotto in un’apposita Cancelleria per le asseverazioni all’interno del Tribunale stesso. Il traduttore si assume la responsabilità della traduzione con un verbale di giuramento al Tribunale.
Generalmente tale giuramento può essere prestato al momento della presentazione della traduzione.

L’asseverazione è in effetti un servizio che viene reso in un normale giorno lavorativo e in pratica richiede solamente il versamento di una tassa di cancelleria sotto forma di bolli (diritti di cancelleria presso il Tribunale Ordinario o presso il Giudice di Pace) e l’applicazione di una marca giudiziaria ogni quattro pagine di traduzione.

I classici della traduzione (5)

 Categoria: Storia della traduzione

JOHANN WOLFGANG GÖETHE (1749 – 1832)
Note e saggi sul divan orientale-occidentale

Esistono tre stadi di traduzione.
Il primo di essi ci fa semplicemente vedere le cose con una prospettiva diversa dalla nostra. [...]
Ad esso segue un seconda epoca, detta parodistica, in cui il traduttore cerca di immedesimarsi nel contesto del paese straniero, ma ciò che fa in realtà è solo appropriarsi dell’essenza ad egli estranea e raffigurarla di nuovo nell’essenza che egli ben conosce. Egli non fa altro che adattare le parole straniere alla sua lingua, sia che esse esprimano pensieri, sentimenti o indichino oggetti.
Il terzo periodo è l’ultimo ed è il più elevato. Il traduttore si sforza di rendere la traduzione identica all’originale rappresentandola in modo paritario, non come se fosse un suo surrogato. Aderendo totalmente al testo di base, il traduttore rinuncia in parte all’originalità della sua nazione e dà vita ad una terza entità. I suoi compatrioti devono abituarsi a questa nuova dimensione per poterne godere appieno.
Quando una traduzione tende ad identificarsi con il testo di base, il cerchio in cui si muovono l’estraneo e il consueto, il noto e l’ignoto, viene finalmente chiuso e veniamo condotti alla piena comprensione del testo originale.

Potete trovare altri classici della traduzione nella categoria “Storia della traduzione”

Agenzie di traduzione “network”

 Categoria: Agenzie di traduzione

Le agenzie di traduzione “network” hanno una struttura sotto certi aspetti simile a quella dalle grandi agenzie di traduzione.
Anche i network possono avere più sedi o uffici di rappresentanza esteri, ma, a differenza delle grandi agenzie, possono contare su un numero di risorse umane esterne decisamente superiore.
I network infatti lavorano principalmente o esclusivamente online avvalendosi di migliaia di traduttori residenti in tutto il mondo e selezionati, oltre che in base alle loro capacità di traduzione, in base alle combinazioni linguistiche e alle aree di specializzazione che sono in grado di offrire.
Generalmente le risorse interne del network sono più ridotte rispetto alle grandi agenzie di traduzione e hanno solamente funzioni di indirizzo e gestione della rete di traduttori, revisori, proofreader, ecc. che operano nel loro paese di residenza, senza spostarsi fisicamente presso la sede dell’agenzia.

La metodologia di lavoro è la seconda grande differenza che contraddistingue un network da un’agenzia di grandi dimensioni.
In un network, i grandi progetti nei quali intervengono vari professionisti della traduzione, vengono pianificati, realizzati e monitorati completamente online.
Dalla sede fisica dell’agenzia i project manager creano team di lavoro internazionali dove i partecipanti al progetto di traduzione lavorano a stretto contatto grazie alle moderne tecnologie di comunicazione pur essendo fisicamente a migliaia di chilometri l’uno dall’altro. Ad ogni modo, anche in questo caso, al cliente viene garantito un livello di qualità del prodotto finale estremamente alto.
Questo tipo di organizzazione, basata sulla delocalizzazione della manodopera, comporta costi inferiori rispetto a un’agenzia di traduzioni di grandi dimensioni e permette al network di posizionarsi in una fascia di prezzi decisamente più bassa rispetto ad essa, grosso modo quella di un traduttore freelance.
È a quest’ultima categoria che appartiene Easy Languages.

Con l’articolo di oggi chiudiamo il percorso iniziato due settimane fa sugli operatori presenti nel mercato della traduzione.
Speriamo che i nostri articoli vi abbiano reso le idee più chiare e vi permettano in futuro di scegliere il prestatore di servizi che fa più al caso vostro.

Grandi agenzie di traduzione

 Categoria: Agenzie di traduzione

Le grandi agenzie di traduzione sono strutture che assomigliano molto alle aziende che lavorano nel settore manifatturiero.
A seconda della loro grandezza, possono contare su un equipe di traduttori interni ed esterni molto numerosa, su segreterie, uffici marketing, uffici commerciali, uffici amministrativi, dipartimenti per le risorse umane, oltre che su una serie di professionisti grafici e informatici che coadiuvano i traduttori nei progetti.
Generalmente queste agenzie hanno sedi piuttosto grandi e talvolta hanno distaccamenti o uffici di rappresentanza in paesi esteri.

Offrono un vasto numero di combinazioni linguistiche e di aree di specializzazione, e, nel caso i loro clienti presentino progetti al di fuori di tali combinazioni e tali aree, possono sfruttare accordi di collaborazione che hanno con altre agenzie di traduzioni.
I servizi offerti normalmente vanno molto al di là della semplice traduzione di testi.
Potendo contare su personale altamente qualificato e con competenze di vario genere, sono in grado di fornire servizi di interpretariato, di traduzione e localizzazione di siti internet, di localizzazione di software, o di fornire servizi aggiuntivi come ad esempio il Desktop Publishing.

I progetti di grandi dimensioni sono quelli che permettono alle agenzie di questo tipo di fare la differenza rispetto alle agenzie di traduzione più piccole.
Per la loro gestione vengono creati gruppi di lavoro nei quali i professionisti della traduzione (traduttori, revisori, proofreader, ecc.) lavorano a fianco di professionisti di altri settori selezionati a seconda del progetto. Il lavoro del team viene coordinato e supervisionato da esperti project manager che inoltre mantengono i rapporti con il cliente prima, durante e dopo la traduzione.
Questo tipo di organizzazione del lavoro permette alle grandi agenzie di selezionare i professionisti più adeguati per ogni singolo progetto di traduzione e di adottare procedure di gestione e controllo estremamente efficaci.

A fronte di prezzi generalmente un po’ più alti di quelli dei traduttori freelance e delle piccole agenzie, ai clienti viene garantito un livello di qualità del prodotto finale molto elevata.

Piccole agenzie di traduzione

 Categoria: Agenzie di traduzione

Le piccole agenzie di traduzione sono strutture quasi sempre create da alcuni traduttori professionisti, che uniscono le proprie capacità e le proprie esperienze per un progetto comune.
Rispetto al lavoro in autonomia, costituire un’agenzia presenta sicuramente costi più alti ma i benefici sono quasi sempre maggiori.
Un’agenzia, seppur di piccole dimensioni, è infatti in grado di assorbire una quantità di lavoro proporzionalmente superiore rispetto ad un singolo professionista e, a differenza di quest’ultimo, è generalmente disponibile per lavori urgenti.
Inoltre, è improbabile che un singolo sia in grado di gestire da solo un progetto di traduzione piuttosto corposo che richieda competenze specifiche di vario genere come la traduzione di un testo tecnico complesso, l’adattamento del testo ad un catalogo con immagini, la creazione di una presentazione in PowerPoint e successivamente la formattazione del testo per l’inserimento in un sito Web.
Al contrario, in una piccola agenzia di traduzioni, se i titolari collaborano tutti insieme contemporaneamente e sfruttano le rispettive capacità e conoscenze, possono riuscire a gestire il progetto in tutte le sue fasi in modo assolutamente professionale.

Tuttavia, il numero di combinazioni linguistiche che un’agenzia di traduzioni di piccole dimensioni può offrire, è piuttosto limitato ed è strettamente legato al numero dei titolari, che generalmente sono gli unici traduttori interni.
Anche il numero delle materie trattate, per le stesse ragioni cui facevamo riferimento nell’articolo sui traduttori professionisti, è abbastanza limitato.
Ad ogni modo, qualora un progetto di grandi dimensioni richieda competenze che vanno al di là di quelle dei titolari, la piccola agenzia può decidere se appoggiarsi ad agenzie più grandi o reclutare altri professionisti per l’occasione.
Com’è logico supporre, i prezzi offerti dalle piccole agenzie di traduzione in genere sono più alti di quelli offerti da un traduttore professionista per lo stesso tipo di servizio.

Agenzie di traduzione broker

 Categoria: Agenzie di traduzione

Le agenzie di traduzione broker sono una via di mezzo tra le agenzie di traduzione vere e proprie e i procacciatori di traduzioni.
Come abbiamo visto nell’articolo del 26 marzo, i procacciatori di traduzioni dispongono semplicemente di un portale attraverso il quale clienti e fornitori si mettono in contatto.
Essi non hanno nessun tipo di relazione commerciale con i visitatori del sito, si limitano alla riscossione dei pagamenti effettuati dalle agenzie per essere presenti nel portale.
L’agenzia di traduzione broker, al contrario, ha generalmente una sede fisica con personale di segreteria e amministrativo. Il cliente contatta l’agenzia ai recapiti presenti sul sito internet credendo di interfacciarsi con un’agenzia di traduzioni a tutti gli effetti. In realtà, quest’ultima incarica del lavoro un’altra agenzia o un traduttore freelance poiché al proprio interno non dispone di personale specializzato per le traduzioni.

Praticamente l’attività dell’agenzia di traduzione broker è una “compravendita di traduzioni”: compra una traduzione a un’altra agenzia o a un traduttore e la rivende al cliente finale ricaricando una percentuale sul costo.
Nonostante ciò riesce a praticare prezzi in linea con il mercato poiché spesso, grazie alla quantità di lavoro che richiede, riesce a ottenere condizioni speciali in fase di acquisto. La fatturazione al cliente finale viene ovviamente effettuata dall’agenzia stessa.

La qualità della traduzione in questo caso è interamente nelle mani dell’agenzia che ha effettuato concretamente il lavoro. I risultati possono essere buoni o cattivi, dipendono in gran parte dalla capacità e dalla volontà del broker nello scegliere un’agenzia di traduzioni seria ed affidabile.
Talvolta la tentazione del broker è quella di incaricare del lavoro l’agenzia che pratica i prezzi più bassi al fine di avere un margine di guadagno superiore.
Questo tipo di scelta si riflette negativamente sulla qualità del lavoro e, nel lungo periodo, un abuso di tale strategia porta con ogni probabilità alla chiusura dell’agenzia.

Traduttori professionisti

 Categoria: Operatori nel settore traduzioni

I traduttori professionisti sono veri e propri amanti della traduzione. La traduzione è la passione della loro vita e per questo motivo ne hanno fatto la propria professione.
Per diventare traduttori si sono applicati per anni e hanno ottenuto titoli di studio, master e attestazioni di vario genere. Praticano la professione ad alti livelli da molto tempo e pertanto hanno un notevole bagaglio di esperienza nel settore della traduzione.
A differenza del traduttore a inizio carriera che offre traduzioni da e verso la propria lingua madre, il traduttore professionista propone i propri servizi da una o due lingue ma solo ed esclusivamente verso la propria lingua madre. Fanno eccezione a questa regola i rari casi di traduttori perfettamente bilingui che comunque segnalano questa particolarità nella presentazione dei loro servizi.

I traduttori professionisti inoltre, pur avendo anni di esperienza alle loro spalle e pur vantando conoscenze approfondite in determinati settori, non traducono indifferentemente qualsiasi tipo di testo.
La terminologia legale è del tutto diversa da quella medica, da quella meccanica, da quella finanziaria, e, per questo motivo, i traduttori professionisti accettano solamente traduzioni afferenti alle loro aree di specializzazione o, in caso contrario, fanno presente la necessità di una revisione tecnica da parte di esperti nella materia trattata.
I professionisti difficilmente lavorano su due progetti contemporaneamente, pertanto se ricevono una proposta mentre sono impegnati in un altro lavoro, sono quasi sempre costretti a rinunciarvi se è richiesta una consegna urgente.
In tal caso il cliente viene messo in contatto con colleghi o con agenzie di traduzioni di fiducia in grado di eseguire il lavoro nei tempi richiesti.

Com’è ovvio supporre, i prezzi offerti dai professionisti sono sensibilmente più alti rispetto a quelli dei traduttori a inizio carriera cui facevamo riferimento nell’articolo del 25 marzo.
Quando il progetto è urgente o particolarmente complesso da un punto di vista tecnico, i prezzi dei professionisti possono essere addirittura superiori a quelli delle agenzie di traduzione.
Infine, il traduttore professionista si distingue per le referenze, che indica sempre in modo chiaro nel proprio curriculum o nella propria pagina web e sono quasi sempre verificabili dai clienti.

Procacciatori di traduzioni

 Categoria: Operatori nel settore traduzioni

Un agente (o procacciatore d’affari che dir si voglia), è un soggetto di mercato che si occupa di trovare clienti a imprese che forniscono un determinato prodotto o servizio e che viene remunerato per quest’attività.
Anche nel settore della traduzione esistono queste figure professionali, che si propongono come intermediari tra i clienti finali e i le agenzie di traduzione (o i traduttori freelance).
Questi “procacciatori di traduzioni” sono nella maggior parte dei casi webmaster piuttosto capaci che creano portali per l’incontro tra chi richiede traduzioni e chi le offre.

Lo scopo dei portali ed i servizi che offrono in genere sono molto chiari e ben specificati, non ci sono trucchi di sorta.
I clienti hanno la possibilità di accedere gratuitamente al sito e richiedere la traduzione di un documento mentre i traduttori e le agenzie, per poter visualizzare le richieste, devono pagare in qualche caso un abbonamento fisso e in qualche altro caso una percentuale calcolata sul valore dei lavori eseguiti tramite il sito.
Il progetto di traduzione non viene gestito all’interno del portale, la funzione di quest’ultimo è semplicemente quella di mettere in contatto clienti e fornitori, non vengono stabiliti prezzi o condizioni di pagamento di alcun genere, né tantomeno vengono fornite garanzie sulla qualità della traduzione. Gli accordi vengono presi in forma privata tra fornitori e clienti.

Il successo di questi portali dipende in gran parte dalla bravura di chi li crea nel renderli visibili sui principali motori di ricerca. Se gli accessi giornalieri dei clienti sono molti, le agenzie saranno sicuramente interessate a registrarsi sul portale. In caso contrario, le agenzie che si registreranno saranno poche e questo porterà di riflesso a una diminuzione degli accessi da parte della potenziale clientela che si sentirà scarsamente tutelata dalla presenza di pochi professionisti.
I portali di questo genere, se ben gestiti, possono essere attività discretamente redditizie all’inizio ma, con il tempo,  i clienti che necessitano abitualmente di traduzioni creano relazioni commerciali stabili con le agenzie di traduzione incontrate sul portale e non riutilizzano questo strumento per necessità future. Portali di questo tipo nascono e muoiono ogni giorno.

Traduttori a inizio carriera

 Categoria: Operatori nel settore traduzioni

I traduttori a inizio carriera, in quanto tali, spesso commettono errori. E quando parliamo di errori non ci riferiamo solo ad errori di traduzione ma anche e soprattutto ad errori nella scelta del proprio percorso professionale. Dopo la scuola interpreti e traduttori o la laurea in lingue, credono di poter lavorare fin da subito come traduttori indipendenti e offrono servizi professionali non essendo ancora professionisti.
I nostri lettori non ci fraintendano, non è affatto nostra intenzione denigrare i nostri giovani colleghi. Ci preme solo sottolineare come l’ardore giovanile a volte porta a commettere errori di cui ci si pente in seguito.
All’inizio della loro carriera quasi tutti i giovani traduttori, anche se di talento e in grado di offrire traduzioni di discreta qualità, non hanno la necessaria esperienza per poter gestire progetti in autonomia. Prima di provare a volare da soli, dovrebbero avere la pazienza di crescere professionalmente sotto l’ala protettrice di un’agenzia di traduzioni o di un traduttore professionista.
In questo modo, i loro progetti di traduzione verrebbero seguiti, indirizzati e controllati da personale esperto in grado di dare ai giovani traduttori consigli e suggerimenti preziosi nonché di apportare le necessarie correzioni tecnico-stilistiche al progetto e consegnare al cliente finale un prodotto di ottima qualità.

Questo tipo di percorso è assolutamente normale in tutti gli studi di professionisti. Architetti, ingegneri, avvocati, medici devono tutti fare la “gavetta” prima di potersi affermare nei loro campi. Immaginatevi un giovane laureato in giurisprudenza che difende una multinazionale in un processo per frode fiscale. O un giovane laureato in medicina che esegue un trapianto di fegato.
Lo stesso vale per la traduzione: dopo gli studi occorrono anni di pratica per diventare a tutti gli effetti veri traduttori.
Talvolta invece, come accennavamo all’inizio dell’articolo, i giovani traduttori non hanno la pazienza sufficiente di aspettare e si propongono su internet come traduttori professionisti senza averne le credenziali.
Su internet si riconoscono quasi sempre per i prezzi estremamente convenienti che offrono. Affermano di essere in grado di tradurre da e verso la propria lingua madre e non forniscono referenze circa i lavori eseguiti in precedenza, o, se le forniscono, non sono verificabili.
Talvolta, per dare l’impressione di maggior professionalità, cedono alla tentazione di proporre i propri servizi anche in combinazioni linguistiche per cui non sono affatto preparati, e, nel caso ricevano lavoro in tali combinazioni si rivolgono a colleghi altrettanto inesperti.

Traduttori improvvisati

 Categoria: Operatori nel settore traduzioni

Purtroppo per la reputazione dei traduttori professionisti e per il prestigio del settore della traduzione nel suo complesso, ci sono in giro false agenzie di traduzione e falsi traduttori che offrono servizi di traduzione senza poi somministrarli concretamente, lasciando i malcapitati clienti in braghe di tela.
Oltre a questi veri e propri truffatori vi sono poi altri soggetti che offrono servizi di traduzione senza possedere minimamente le credenziali per potersi definire traduttori.

A differenza dei primi, che operano palesemente in malafede, i secondi non hanno quasi mai intenti fraudolenti. In pratica però, pur senza volerlo, offrono ai propri clienti servizi talmente scadenti da poter quasi essere definiti truffe.
I traduttori improvvisati sono persone che per qualche motivo parlano piuttosto bene o anche molto bene un’altra lingua. Magari hanno vissuto all’estero, magari sono sposati con una persona straniera, oppure si recano spesso all’estero per lavoro, o hanno due genitori di nazionalità diverse, o infine hanno una sana passione per una lingua e la studiano in autonomia.
Tutte queste ragioni possono essere più che valide per fare di questi individui dei buoni parlanti ma nessuna di esse fa di loro un buon traduttore.
Parlare una lingua straniera non è affatto sufficiente per poter tradurre un testo in modo efficace. Occorrono anni di studio e di preparazione tecnica per poter garantire al cliente che la traduzione sia corretta e adeguata al contesto per cui è stata pensata.

Una traduzione non è un semplice passaggio di parole da una lingua ad un’altra. Per fare in modo che la trasmissione del messaggio avvenga in modo corretto occorre essere in possesso di requisiti che un traduttore improvvisato non può proprio avere.
La peggiore situazione si profila quando il traduttore improvvisato è al contempo piuttosto bravo con internet (o con il marketing in genere) e riesce inizialmente a costruirsi un piccolo giro d’affari. Quasi certamente la sua avventura nel mondo della traduzione finirà molto presto e molto male ma altrettanto male finirà per quei clienti distratti che non avranno fatto in tempo ad accorgersi della sua scarsa professionalità.

Il mercato globale della traduzione (2)

 Categoria: Operatori nel settore traduzioni

Nell’articolo di ieri abbiamo visto come il mercato della traduzione abbia tratto grandi benefici dal processo di globalizzazione e come quest’ultimo, di riflesso, si sia alimentato e continui ad alimentarsi di traduzioni.
Tuttavia, come tutte le cose, anche la globalizzazione produce tanti effetti negativi. Nel nostro settore uno di questi è stato il proliferare incontrollato di pseudo traduttori e pseudo agenzie di traduzione che hanno inquinato il mercato con le loro offerte da mercatino dell’usato.
Il mercato della traduzione è estremamente frammentato, è come un centro commerciale di dimensioni mondiali. Nelle vetrine dei negozi si può trovare di tutto: dalle grandi agenzie di traduzione con migliaia di traduttori e avanzatissimi sistemi di controllo della qualità fino al cameriere che ha lavorato una stagione all’estero e si improvvisa traduttore.

Per i clienti del centro commerciale spesso non è facile distinguere i prodotti di qualità dai prodotti scadenti e da quelli falsi.
Nemmeno i prezzi costituiscono un buon indicatore della qualità poiché, accanto a grandi agenzie che col tempo sono riuscite a ottimizzare le loro procedure interne e riescono a offrire un prodotto ottimo a prezzi molto competitivi, coesistono ciarlatani che vendono a costi esorbitanti servizi scadenti ma ben presentati e pubblicizzati.
Per districarsi in questa giungla di offerte e acquistare il servizio desiderato è necessario procedere con grande attenzione. Dare un’occhiata fugace su internet e concludere la navigazione dopo aver fatto rapidamente tappa in due o tre porti, non permette di captare le differenze sostanziali nei servizi forniti dai vari operatori del settore. Occorre effettuare un’analisi più approfondita verificando, oltre ai prezzi, le soluzioni offerte e la metodologia di lavoro adottata.

Ciò che sembra risparmio oggi (in termini di tempo e denaro) può rivelarsi esattamente l’opposto domani. Errori nella traduzione di contratti, nella traduzione di manuali tecnici, nella traduzione di siti internet possono causare danni molto ma molto maggiori rispetto al costo di una traduzione ben eseguita, sia in termini economici che di reputazione aziendale o personale.
Consapevoli della difficoltà nell’identificare i vari operatori di mercato, abbiamo preparato una specie di vademecum per il cliente, una guida da utilizzare per cercare di orientarsi nel settore della traduzione. Senza voler stilare nessuna classifica di merito o emettere giudizi, nei prossimi giorni parleremo dei vari soggetti che operano in questo settore.

Prima parte di questo articolo

Il mercato globale della traduzione

 Categoria: Operatori nel settore traduzioni

Il mercato della traduzione corrisponde perfettamente alla definizione di mercato globale.
Anzi, di più, forse è il mercato più globale che ci sia.
Come tutti sappiamo, il progresso tecnologico è stato uno dei motori della globalizzazione.
Con esso, abbiamo assistito a un miglioramento dei mezzi di comunicazione, dei mezzi di trasporto, alla nascita e alla diffusione planetaria di internet.
Oggigiorno i paesi sono più aperti, la gente si muove da un paese all’altro senza barriere o quasi, si muovono le merci, i servizi, le idee.
Questo processo ha reso necessario comunicare in più lingue e ciò ha comportato una forte crescita nella domanda di traduzioni a livello mondiale.

La prima legge dell’economia è l’equilibrio tra domanda e offerta, pertanto, a fronte di una domanda sempre crescente di questo tipo di servizi, sono aumentati gli operatori in grado di offrirli.
Questo fenomeno è stato veicolato da un potentissimo mezzo di comunicazione globale quale internet, che ha reso semplicissimo l’incontro tra chi richiede traduzioni e chi le offre. Attualmente, un numero sempre crescente di aziende e privati sfrutta i motori di ricerca per entrare in contatto con i professionisti in grado di fornire i servizi di traduzione o localizzazione di cui necessitano, siano essi nazionali o internazionali.
Dall’altro lato, internet consente ai professionisti della traduzione (e non solo) di presentare la propria offerta ed entrare in contatto con potenziali clienti di tutto il mondo.

Se in un primo momento è stato il processo di globalizzazione ad aver permesso la crescita del mercato della traduzione, ora è il contrario, è il settore della traduzione che sta alimentando il processo di globalizzazione.
Al giorno d’oggi  si vendono prodotti e servizi in tutto il mondo grazie alla traduzione, si leggono libri di ogni tipo grazie alla traduzione, si vedono film grazie alla traduzione, si naviga su internet grazie alla traduzione. Nel mercato della traduzione i clienti sono globali, i fornitori sono globali, i traduttori sono globali, i servizi prestati sono globali, il mezzo utilizzato per operare è globale: cosa c’è di più globale del mercato della traduzione?

Seconda parte di questo articolo

Un progetto di traduzione

 Categoria: Tecniche di traduzione

Chi conosce dall’interno un’agenzia di traduzioni sa che ad ogni progetto di traduzione, per breve che sia, partecipano moltissime persone.
Dopo aver contattato l’agenzia e inviato il testo da tradurre, il cliente riceve un preventivo formulato da uno dei project manager. Se il cliente conferma il lavoro, il project manager invia il testo a un traduttore madrelingua esperto della materia trattata. Se il testo è molto corposo la traduzione viene suddivisa fra più traduttori coordinati nel loro lavoro dal project manager.

Al termine del lavoro di traduzione, il testo viene passato a un altro traduttore con le stesse prerogative del primo e questi effettua una revisione del lavoro svolto. Anche in questo caso, se il progetto è di una certa consistenza, la revisione viene effettuata da un equipe di traduttori.
Prima della consegna al cliente, viene effettuata una revisione finale. La revisione può essere effettuata da un ingegnere, da un architetto, da un medico, da un avvocato, insomma da un professionista del settore con una profonda conoscenza della materia trattata.
Anche quando il progetto è molto corposo la revisione viene effettuata da una sola persona per uniformare il lavoro. Nel caso il cliente lo richieda, dopo la revisione il testo passa nelle mani di un proofreader, di cui abbiamo parlato nell’articolo dell’8 marzo. Se il testo è un po’ legnoso, questi fa in modo che scorra in modo fluido e lo rende più godibile.

In questa fase il testo di partenza, salvo rare eccezioni, non viene nemmeno preso in considerazione. Il proofreader in genere non conosce nemmeno la lingua di partenza.
Oltre al lavoro sul testo, in un progetto a volte si rende necessario l’intervento di grafici, programmatori o esperti web. Il loro intervento nella maggior parte dei casi è marginale ma talvolta è invece assolutamente determinante per la buona riuscita del progetto.
Infine, le agenzie di traduzione che possono contare su un dipartimento di qualità, effettuano un controllo a campione delle varie fasi di traduzione, revisione e proofreading e assegnano un punteggio a chiunque abbia partecipato al progetto.
Questo tipo di controllo non influisce direttamente sulla qualità del testo consegnato al cliente, ma nel tempo permette di creare una graduatoria che i project manager utilizzano per selezionare i candidati più adatti a ciascun progetto.

L’ordine SVC in inglese e in italiano

 Categoria: Le lingue

Sia l’inglese che l’italiano, sebbene con gradi diversi, nella costruzione della frase seguono un ordine SVC, soggetto-verbo-complemento.
Generalmente in entrambe le lingue il tema (o elemento conosciuto) della frase precede il rema (o nuova informazione). Tema e soggetto tendono a coincidere occupando la parte iniziale della frase mentre il predicato e il rema compaiono come secondo termine.
Tuttavia, se nell’inglese moderno lo schema SVC è decisamente il più utilizzato, in italiano, pur essendo utilizzato con frequenza, per questioni di stile e di espressività individuale talvolta ci si allontana da esso.

La versatilità dell’italiano è possibile grazie al suo vasto sistema di desinenze, mentre la scarsa flessibilità dell’inglese è dovuta alla sua semplicità morfologica.
In questa lingua infatti, il senso o l’interpretabilità di un enunciato dipendono principalmente dalla posizione rigidamente fissata dei diversi elementi grammaticali da cui è costituita, così come dall’accento tonico, dai gruppi ritmici e dai canoni di intonazione della lingua parlata.
La differenza principale fra le due lingue è la capacità dell’italiano nel porre il soggetto dopo il verbo, in qualche caso addirittura alla fine della frase. L’inglese invece, come tutti sappiamo, accetta l’inversione (tra l’altro in modo rigido) solo nella frase interrogativa.

L’inglese seguirà le orme del latino?

 Categoria: Le lingue

L’inglese non è la lingua più parlata del mondo come numero di persone (lo precedono il cinese e l’hindi) ma è quella territorialmente più diffusa e di gran lunga la più studiata.
È l’unica lingua onnipresente ai quattro angoli della Terra e la sua importanza è molto maggiore di quella raggiunta da lingue come il greco, il latino o il francese, che in passato hanno aspirato ad essere lingue universali.
In assenza di un pressante organismo regolatore (come la Real Academia Española e l’Académie française) l’inglese, pur mantenendo un nucleo comune, si evolve seguendo percorsi divergenti nei vari paesi in cui viene parlato. E anche all’interno dello stesso paese, le influenze di altre lingue e di altre culture lo plasmano creando nuove parlate. È il caso dello “spanglish” e dell’inglese “afroamericano” negli Stati Uniti, tanto per citare due esempi.

Il latino fu la base delle lingue romanze, che, a sommi capi, scaturirono da modifiche regionali alla lingua ufficiale di stato.
Seppur in modo impercettibile, esso continua ad essere presente nel nostro modo di parlare (poche righe fa, senza rendercene conto, abbiamo utilizzato “onnipresente” e “divergenti”) ma non possiamo certo affermare che il latino sia la nostra lingua.
La domanda sorge spontanea: l’inglese seguirà le orme del latino? come sarà tra 500 anni? E tra 1000? Nasceranno nuove lingue dal processo di adattamento cui facevamo riferimento poc’anzi? Diventeranno lingue ufficiali con le proprie regole e la propria grammatica così com’è stato per le lingue romanze?

Il sistema scolare è cambiato moltissimo rispetto a 1500 anni fa e oggigiorno internet offre a chiunque un’immediata possibilità di accesso a informazioni circa gli usi ritenuti corretti della lingua. Questo, a dispetto delle considerazioni fatte nella prima parte di questo articolo, ci porta a pensare che l’inglese, a differenza del latino, potrebbe sopravvivere a lungo senza eccessive trasformazioni.
Tuttavia, la storia ci insegna che gli esseri umani, per loro stessa natura, vivono adattandosi: se troveranno qualcosa che per loro è più utile lo utilizzeranno senza indugi.
Ai posteri l’ardua sentenza…

Traduzioni legali

 Categoria: Servizi di traduzione

La traduzione legale (o giuridica) è un’area della traduzione particolarmente delicata.
Come talvolta avviene anche in altre aree della traduzione, le difficoltà nascono dalla possibile (e alquanto probabile) non corrispondenza tra termini e concetti nelle due lingue oggetto della traduzione e tra le istituzioni del paese dove è stato prodotto il documento da tradurre e quello in cui deve essere utilizzato il documento tradotto.
Se la traduzione contiene degli errori interpretativi, può causare danni gravissimi sia in termini economici che personali. A livello economico si pensi ad esempio alle conseguenze che potrebbero scaturire da alcune imprecisioni nella traduzione di un contratto fra due aziende.
A livello personale si pensi agli effetti dell’errata traduzione di un atto legale per l’affidamento di un minore o per una pratica di adozione.

Per queste ragioni, per eseguire traduzioni legali corrette è necessario avere alle spalle anni di esperienza in campo giuridico.
Inoltre, per trasmettere in modo chiaro e inequivocabile i contenuti del testo di partenza, è d’obbligo per il traduttore disporre, oltre che di grandi capacità, di documentazione giuridica perfettamente aggiornata (codici, manuali, dizionari, ecc.).
Se riesce nel proprio intento ed esegue un lavoro di qualità, la traduzione può essere addirittura migliore dell’originale.
Con “migliore” ovviamente non ci riferiamo al piano contenutistico ma alla chiarezza espositiva.
I documenti giuridici infatti sono spesso molto ingarbugliati e utilizzano un linguaggio pomposo che in qualche caso ne rende difficile la comprensione.
Il traduttore, per poter raggiungere il suo obiettivo finale (la corretta trasmissione del messaggio in modo chiaro) talvolta è costretto ad utilizzare parafrasi o note chiarificatrici di vario genere.

Così come il diritto comparato è lo studio delle similitudini e delle differenze fra gli ordinamenti giuridici dei vari stati, la traduzione giuridica è, in un certo senso, lo studio comparato della terminologia giuridica appartenente a tali ordinamenti. Di fatto, non si può fare traduzione giuridica senza fare, in un modo o nell’altro, diritto comparato.

Come uccidere una lingua (2)

 Categoria: Le lingue

Sapir-Whorf sosteneva che la lingua parlata da un individuo influenza i suoi canoni di pensiero rispetto alla percezione del mondo.
Questa famosa ipotesi ci è sempre sembrata affascinante per vari motivi, però in modo particolare per il rilievo di alcuni aspetti come l’ordine delle parole nella costruzione di un pensiero e per il modo in cui tale ordine influisce sull’importanza relativa delle parole all’interno di una frase.
Il motivo per cui citiamo questo illustre studioso è per riallacciarci all’articolo apparso ieri su questo blog. In esso abbiamo accennato al ruolo degli organismi che elaborano le regole normative di una lingua (ossia che determinano le parole accettate e quelle non accettate, gli usi corretti e quelli non corretti, ecc.), e a come l’inglese sia di fatto l’unica lingua, fra quelle più diffuse, che non ha un organismo di questo tipo.

Rileggendo l’articolo, la nostra mente ci ha portati verso l’ipotesi di Sapir-Whorf e a porci le seguenti domande: in che modo ciò viene recepito dagli angloparlanti? Significa forse che i loro pensieri sono più malleabili? Significa che oppongono più resistenza a un’autorità centrale?
Non rientra nelle nostre competenze fare un’analisi linguistico-sociologica né è nostra intenzione provarci. La contrapposizione però ci sembra davvero stridente.
Da un lato una lingua come dovrebbe essere: fluida, in evoluzione, viva. Dall’altro lingue quasi imprigionate o che comunque non riescono a sentirsi veramente libere perché per poter far loro una parola devono aspettare che essa venga inserita nel dizionario da un organismo regolatore.
Che i nostri lettori non ci fraintendano. Non siamo a favore dell’anarchia linguistica! È necessario che una lingua abbia delle regole per poter essere insegnata e tramandata. Queste regole però non devono essere asfissianti, non devono uccidere una lingua. E soprattutto non possono essere stabilite da un ristrettissimo numero di persone la cui volontà in qualche caso si scontra frontalmente con quella che è la volontà delle masse.
Un buon comunicatore non è forse un individuo che utilizzando la propria lingua trasmette un messaggio in modo corretto e comprensibile a tutti? O forse per essere considerati tali bisogna seguire scrupolosamente i dogmi di questi organismi evitando di usare parole magari comunissime ma che ancora non hanno raggiunto l’olimpo dei dizionari?

Prima parte di questo articolo

Come uccidere una lingua

 Categoria: Le lingue

In una lingua ci sono pochi aspetti che risultano tanto interessanti e intriganti come la capacità di cambiare e di rinnovarsi. Sono queste caratteristiche che rendono le lingue vive, senza di esse le lingue si paralizzerebbero e si incamminerebbero inesorabilmente verso la scomparsa dallo scenario linguistico.
Ciononostante, in molte lingue ci sono gruppi ristretti individui che vorrebbero mantenerle inalterate. Si tratta di convinti sostenitori della purezza delle loro lingue, che desiderano che esse resistano al cambiamento e all’evoluzione, all’adattamento a nuove realtà, a nuove tecnologie, ecc.

La manifestazione più evidente di questa tendenza è sicuramente l’abbondanza di corpi regolatori che essenzialmente decidono ciò può essere considerato parte di una lingua e ciò che invece non ne è degno.
Senza dubbio, fra queste istituzioni ne esistono alcune che resistono a tutte le influenze esterne (per esempio, la Académie française) e altre che invece sono più permeabili ai contributi esterni.
Le più ostinate di tutte sono decisamente quelle che non accettano innovazioni né cambi che si originano all’interno dello stesso gruppo di parlanti madrelingua, un senso di “puritanesimo” che la maggior parte della gente trova soffocante.

Fra le lingue più parlate del mondo, l’inglese è praticamente l’unica che non conta con nessun organismo regolatore. In conseguenza di ciò, non deve sorprendere che l’inglese fluttui e si evolva a un ritmo fenomenale.
Noi consideriamo che qualsiasi ragionamento dal quale partano questi organismi regolatori è totalmente assurdo e crediamo che l’effetto che produrrà nel lungo periodo questo sforzo ottuso di mantenere pura la lingua, sarà semplicemente quello di diminuirne l’importanza e la versatilità fino ad ucciderla.
C’è di più. In qualche caso tali organismi sono talmente chiusi e conservatori che sorge il dubbio che siano alimentati da idee xenofobe e di superiorità culturale, il che non fa altro che renderceli ancora più antipatici. Fortunatamente, in molte lingue la maggior parte della gente lascia da parte le norme stabilite da questi organismi e con il loro comportamento garantisce il vigore e la capacità di adattamento della loro lingua.

Seconda parte di questo articolo

Traduzione di curriculum e lettere di raccomandazione

 Categoria: Servizi di traduzione

 

Come abbiamo più volte sottolineato in questo blog, quando si esegue una traduzione, un’informazione di cui il traduttore deve necessariamente disporre è il destinatario della stessa. A chi si rivolge il documento? Qual è il suo pubblico o il mercato di riferimento?
È importante conoscere questo dato poiché le differenze interculturali tra il paese in cui è stato redatto il documento originale e quello di destinazione del documento finale possono essere sostanziali e pregiudicare gravemente il buon esito del progetto.
È ciò che accade ad esempio con la traduzione di curriculum (*) e la traduzione di lettere di raccomandazione.
I documenti di questo tipo presentano infatti un certo grado di differenza da un paese all’altro. Quelle principali riguardano il tipo di informazioni inserite e il modo in cui esse vengono presentate.
Per esempio, è piuttosto frequente che i curriculum redatti in Europa siano piuttosto corposi, mentre negli Stati Uniti i curriculum brevi sono decisamente più gettonati.
Nel vecchio continente inoltre, spesso contengono molte informazioni personali altamente confidenziali (data di nascita, nazionalità, numero del documento d’identità, indirizzo del domicilio, ecc.), mentre negli Stati Uniti certe informazioni generalmente vengono omesse. Chi manda qualche e-mail oltreoceano in cerca di lavoro non sempre è a conoscenza di quest’aspetto.

Anche le lettere di raccomandazione presentano qualche spina e in qualche caso, paradossalmente, possono ottenere l’effetto contrario rispetto a quello desiderato. Le differenze culturali tra due paesi talvolta sono così marcate che l’uso di un certo tipo di terminologia può far sì che un elogio nella lingua di partenza arrivi nel modo sbagliato a chi legge il curriculum trasformandosi in un boomerang per il candidato.

Il traduttore, che conosce a fondo la cultura della lingua d’arrivo, è consapevole di queste problematiche e può cercare di risolverle in due modi. Il peggiore è decidere autonomamente di “forzare” il messaggio del testo per fare in modo che arrivi nella maniera che egli considera appropriata. Pur facendo l’interesse del proprio cliente, sceglie di aiutarlo nel modo sbagliato. Molto meglio spiegargli direttamente la faccenda. Quasi sempre il cliente recepisce il messaggio e riscrive il proprio curriculum oppure si procura una lettera di raccomandazione che non contenga una terminologia ambigua e, così facendo, aumenta notevolmente le proprie possibilità di ottenere un impiego.

 

 

(*) è in corso un dibattito fra linguisti sulla forma corretta del plurale della parola di origine latina “curriculum”. In italiano i plurali delle parole straniere mantengono la stessa forma del singolare, ma alcuni studiosi sostengono che il latino non può essere considerato una lingua straniera e pertanto la parola al plurale dovrebbe trasformarsi in curricula, seguendo appunto la regola latina. Ad ogni modo, visto che nei più autorevoli dizionari della lingua italiana la parola curriculum al plurale rimane invariata, noi seguiamo la loro indicazione.

I progressi della traduzione

 Categoria: Strumenti di traduzione

Quando noi traduttori ormai un po’ in là con gli anni ci soffermiamo a ricordare il passato, la prima cosa che ci torna in mente è che solo una ventina d’anni fa erano pochissimi i colleghi (e ancora meno gli scrittori) che utilizzavano abitualmente il computer per lavorare.
Oggigiorno è impensabile affrontare una traduzione tecnica senza un editor di testi, senza un buon programma di traduzione assistita, senza internet, senza dizionari tecnici digitali, ecc. Eppure non più tardi di tre decadi fa, i traduttori non avevano risorse digitali, solo tantissima carta e una macchina da scrivere.
A volte è incredibile la facilità con la quale ci si dimentica del passato. La vita è talmente frenetica che si pensa sempre al presente e al futuro, sono pochi i momenti in cui ci soffermiamo a ricordare il tempo che fu.
I nostri genitori hanno vissuto un’epoca nella quale non vi era assolutamente la tecnologia che c’è adesso. Erano poche le case nelle quali c’erano la lavastoviglie, il frigorifero, la lavatrice. In nessuna c’era la televisione, la gente la sera si riuniva al bar a vedere l’unica televisione del paese. Oggigiorno sembra impossibile ma per millenni il mondo ha fatto a meno di tutto ciò, e quel che stupisce ancor di più è che ha funzionato!

Che il mondo di adesso sia migliore o peggiore, con tanti strumenti di appoggio, è qualcosa che devono giudicare quelli che hanno vissuto quella situazione di passaggio, non certo i giovani di oggi, nati praticamente con il modem incorporato. È passato sufficiente tempo per poter paragonare i risultati ed è pertanto arrivato il momento di fare un bilancio e trarre delle conclusioni.

Restando nell’ambito della traduzione, che è il mondo nel quale viviamo da tanti lustri, è fuori discussione che la tecnologia abbia trasformato radicalmente la professione di traduttore.
Con gli strumenti di adesso è tutto più facile e veloce anche se, proprio in virtù di ciò, viene richiesta una qualità di traduzione decisamente più alta e una rapidità di consegna nettamente superiore. Il traduttore lavora meglio ma produce molto di più quindi la sua qualità di vita non ha subito grossi scossoni.
Quando lavorava con la macchina da scrivere e commetteva un errore doveva farlo sparire con una gomma che, se usata con troppa energia abradeva il foglio e nel peggiore dei casi lo forava. Però era comunque felice poiché in quel momento non sapeva che entro breve tempo sarebbero arrivate le macchine da scrivere elettriche, seguite a ruota da quelle elettroniche e infine dai computer. Il presente è insufficiente solo quando diventa passato. Quando è in attività, quando è presente, sembra che non possa essere superato da niente.
E invece il superamento c’è stato, ed ha prodotto un cambiamento spaventoso nel giro di solo dieci anni. Quello che non è cambiato è la sensazione che si prova di fronte a un nuovo testo da tradurre. Quella, finché sarà l’uomo a farla sarà sempre la stessa.