Un ponte per l’uguaglianza culturale (2)

 Categoria: Attività correlate alla traduzione

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Verso l’estinzione
Il quadro si complica ulteriormente se si pensa alle lingue e alle culture a rischio di estinzione: l’UNESCO stima che tra il 50 e il 90% delle lingue del mondo sarà estinto entro il 2100.La traduzione in questo caso può essere un’arma a doppio taglio. Da una parte, tradurre testi indigeni (orali o scritti) può accelerare l’erosione delle lingue nelle comunità in cui vi sono pochi parlanti madrelingua in vita, ma dall’altra la traduzione verso le lingue in pericolo può aiutare a rafforzarle.

In linea di massima, sembra che la scomparsa delle lingue ci interessi molto meno delle specie in via di estinzione, soprattutto se sono adorabili. Quando l’ultimo panda gigante se ne andrà nel paradiso dei bambù il mondo piangerà a lungo, ma la scomparsa della lingua nativo americana klallamil 4 febbraio 2014 con la morte della sua ultima parlante, Hazel Sampson, ha meritato solo brevi accenni nei media.

Anche alcuni teorici della traduzione sono scettici. Emily Apter ha dichiarato senza giri di parole di avere “seri dubbi” sulla commistione tra studi di traduzione ed ecologia linguistica, ovvero lo studio di come le lingue interagiscono con l’ambiente circostante. Secondo Apter, l’esotizzazione delle espressioni dei madrelingua e altre caratteristiche specifiche di una lingua rischiano di imporre una grammatica fissa quando invece dovrebbe avere la meglio la variazione naturale.

Nel mondo moderno ci sono diversi tipi di periferia dove la vita può essere difficile, persino precaria. Ma le lingue si parlano anche lì. Possono non essere le stesse lingue parlate al “centro” delle cose, ma questo non le rende meno importanti.

Se riuscissimo a capire meglio come la traduzione riesce a rafforzare e allo stesso tempo indebolire queste lingue e culture spesso trascurate, allora potremmo essere obbligati a riconsiderare alcuni dei nostri preconcetti sulla lingua e sulla società. E, se tutto il resto non dovesse funzionare, possiamo sempre rendere il mondo un posto migliore “imparando” a tutti un po’ di inglese.

Fonte: Articolo scritto da Marcus Tomalin e pubblicato il 9 giugno 2016 su The Conversation

Traduzione a cura di:
Ilaria Milan
Traduttrice freelance EN,ES>IT, IT>EN,ES
Venezia