Ultimamente abbiamo affrontato spesso il tema dell’interpretariato nel settore pubblico, soprattutto in quello ospedaliero. Ne abbiamo parlato negli articoli del 23 giugno, del 25 giugno e del 12 luglio. Purtroppo siamo costretti a parlarne di nuovo poiché qualche giorno fa è accaduto uno spiacevole episodio che conferma la scarsità di risorse qualificate in questo settore e la pericolosità per i pazienti derivante dal perdurare di questo stato di cose.
Il 21 agosto una bambina cinese di sei mesi è stata portata dalla madre all’ospedale di Prato per la comparsa di alcuni puntini rossi sulla cute. La donna, che non parla per niente la lingua italiana, era stata accompagnata da una sua connazionale che, per un compenso di 20 euro, si era prestata a farle da interprete. Dopo averla visitata, i medici le avevano prescritto un antistaminico chiamato ”Tinset” nella dose di tre gocce al giorno. L’interprete ha erroneamente tradotto ”tre cucchiaini”.
Il giorno dopo, la madre, notando che la figlioletta non stava affatto bene, l’ha portata di nuovo al Pronto Soccorso, dove la piccola è arrivata in preda ad una crisi epilettica provocata verosimilmente dal sovradosaggio del farmaco.
La bambina è stata ricoverata in prognosi riservata nel reparto di Pediatria. Attualmente è fuori pericolo, ma se non fosse stata prontamente soccorsa, con ogni probabilità sarebbe deceduta a causa di un errore di interpretazione. Gli inquirenti stanno indagando per scoprire l’identità dell’interprete improvvisata.
Come molti sapranno, la comunità cinese di Prato è la più grande d’Italia ed una delle più grandi d’Europa, se non addirittura la più grande in assoluto. I cinesi, per loro stessa natura, tendono a creare comunità chiuse e scarsamente integrate. Sono assolutamente refrattari all’apprendimento di altre lingue e trovano all’interno delle loro comunità quasi tutto ciò di cui necessitano per vivere. Al di là della criticabilità del loro atteggiamento e del loro stile di vita, ci chiediamo come sia possibile che in una città che da quasi un ventennio è densamente popolata da cinesi, non sia stato creato un servizio d’interpretariato permanente almeno all’interno dell’ospedale per evitare questo tipo di problematiche.