Tradurre o l’incontro tra culture (2)

 Categoria: Attività correlate alla traduzione

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La traduzione come negoziazione delle differenze una questione di civiltà
Di conseguenza, l’approccio ci invita a considerare la traduzione come una negoziazione delle differenze, e non più come un’opposizione tra l’universale e il locale. Lavorare sulla traduzione delle culture significa non solo chiedersi cosa si traduce, perché si traduce, come si traduce , ma anche interrogarsi sulle narrazioni contemporanee dell’intraducibile e, così facendo, mettere in discussione il tema dell’incompatibile, quello dell’originale/originale e della traduzione/traduzione tradimento. In breve, tradurre significa pensare alla cultura come rapporto tra le culture. Per questo motivo non si può parlare di una cultura omogenea. Le differenze sono presenti all’interno della stessa cultura e tra le culture, così come all’interno della stessa lingua e tra le lingue. Tradurre tra le culture è quindi una sfida di civiltà, soprattutto nell’attuale contesto ideologico, che fa del riferimento alla “guerra di civiltà” il discorso dominante ed implicito ovunque. Più che mai, è necessario pensare ai divari tra cultura e civiltà, tra alterità e chiusura. Né dobbiamo trascurare i vari fattori inevitabili e la questione in sospeso dell’incompatibilità, il diverso, l’intraducibile, tanti fattori di guerra piuttosto che di pace.

Si tratta infatti di rispondere a un paradosso che può essere così formulato: è proprio perché non esiste un fondo culturale comune, legato agli stessi valori religiosi, alla stessa filosofia della libertà individuale, allo stesso modello di razionalità e all’adesione agli stessi valori democratici, che la traduzione interculturale ha tanta difficoltà ad essere realizzata. Ognuno sa che, al di là di questo innegabile fondo culturale comune dell’umanità caro a Claude Lévi-Strauss, si ricade rapidamente sulle differenze, per non dire sugli antagonismi che spiegano non solo la recente storia violenta segnata dall’attacco alle Torri gemelle e al Pentagono dell’11 settembre 2001 – e che nei mesi successivi ad una rinnovata seduzione delle controverse tesi di Samuel Huntington sullo scontro di civiltà – ma anche la più antica storia del colonialismo.

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Fonte : Articolo scritto da Jean-François Hersent e pubblicato nel giugno 2003 sul sito BBF (Bulletin des Bibliotèques de France)

Traduzione a cura di:
Ayoub Benzarti
Traduttore indipendente
Tunisi