L’interpretazione

 Categoria: Attività correlate alla traduzione

In quest’articolo parleremo dell’interpretazione (o più correttamente interpretariato), soffermandoci sulla descrizione delle varie modalità in cui si esplica quest’attività. L’argomento verrà trattato in quattro giorni, oggi ci limiteremo ad una breve introduzione, nei giorni successivi descriveremo le varie tipologie di interpretazione in dettaglio.

L’interpretazione è un’attività che consiste nel tradurre oralmente, sia in modo simultaneo che consecutivo, una comunicazione tra due o più interlocutori che parlino due lingue diverse. La differenza tra traduzione in senso generale ed interpretazione è appunto il canale attraverso il quale avviene il trasferimento delle idee, scritto nel caso della traduzione, orale o con l’aiuto della mimica nel caso dell’interpretazione.
Si noti inoltre che le parole “interpretariato” e “interpretazione” vengono spesso usate indistintamente ma in realtà fra i due termini esiste una leggera sfumatura di significato.
Al di là dei molteplici significati che possiede la parola “interpretazione”, questa, nel contesto che interessa a noi, indica nello specifico la prestazione dell’interprete mentre con “interpretariato” si suole indicare l’attività in generale (intesa anche come professione).

Prima di descrivere le varie modalità interpretative introduciamo in modo breve e schematico la suddivisione in lingue “A-B-C”.
- Con “Lingua A” si suole indicare la lingua madre della quale l’interprete ha piena padronanza sia attiva che passiva.
- Viene definita “Lingua B” o “attiva” quella lingua della quale l’interprete ha un’ottima padronanza sia passiva che attiva anche se nell’esprimersi denota un leggero accento.
- La “Lingua C“, chiamata anche lingua “passiva”, è invece quella che l’interprete comprende perfettamente ed interpreta in simultanea verso la “Lingua A” ma che non conosce a fondo come la “Lingua B”.

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