L’interprete: un vero e proprio stratega

 Categoria: Attività correlate alla traduzione

Multitasking, autodisciplina, capacità di controllo dello stress e applicazione mirata delle tecniche apprese durante gli studi di interpretazione: queste sono solo alcune delle caratteristiche che caratterizzano un buon interprete. È ormai risaputo come l’interpretazione di conferenza sia una delle professioni più impegnative e stressanti in assoluto.Ma da dove deriva questo stress e cosa fare per tenerlo sotto controllo?

L’interpretazione simultanea è un processo cognitivo molto complesso in cui numerose attività vanno gestite e coordinate simultaneamente. L’interprete si trova in una cabina isolata acusticamente, ascolta tramite cuffie il discorso pronunciato dall’oratore in sala riunioni e provvede simultaneamente alla traduzione parlando al microfono.

A seconda della situazione comunicativa specifica, c’è una maggiore o minore pressione sulle risorse mentali dell’interprete. Senza contare poi le difficoltà legate alle differenze tra le lingue in questione, a un’elevata velocità d’eloquio, a un’inflessione dialettale più marcata o a un argomento altamente specialistico. A questo punto, sorge spontaneo chiedersi: di quali superpoteri dispone l’interprete per far fronte a tutte queste problematiche?

Non esiste una formula magica per far scomparire questi problemi in un battibaleno. L’interprete professionista, però, durante la sua formazione ha imparato un certo numero di tattiche, o strategie, che gli consentono di destreggiarsi abilmente anche nelle situazioni più complesse. Vediamone insieme alcune:

-       Anticipazione: anticipare significa iniziare a tradurre prima che l’oratore abbia pronunciato gli elementi necessari per farlo nel testo originale. Ciò non significa affatto che l’interprete tirerà ad indovinare, bensì che utilizzerà indizi testuali, conoscenze proprio sull’argomento o collocazioni ricorrenti.

-       Waiting: l’interprete aspetta l’enunciazione degli elementi mancanti, ritenuti necessari per poter formulare la frase nella lingua di arrivo. In questo modo avrà a disposizione tutte le informazioni indispensabili. Il rischio? Aspettando a lungo, aumenta il carico sulla memoria a breve termine che potrebbe avere come conseguenza una perdita di informazioni.

-       Segmentazione: divisione del testo originale in unità più piccole. Ciò significa, ad esempio, suddividere un periodo complesso in brevi frasi principali. Così facendo, l’interprete inizia immediatamente ad elaborare e a riprodurre parti delle unità di senso senza mettere sotto pressione la propria memoria.

-       Stalling: questa strategia consiste nell’inserire nel discorso informazioni già note o ridondanti per riempire le pause ed evitare un lungo silenzio che potrebbe non essere percepito positivamente dagli ascoltatori.

Queste strategie, e molte altre ancora, possono rendere la vita dell’interprete più semplice, aiutandolo a barcamenarsi nelle situazioni più insidiose. Ma attenzione: vietato improvvisare! Come recita il proverbio tedesco Die Übung macht den Meister (letteralmente, “l’esercizio fa il maestro”), prima di cimentarsi in una di queste strategie in una situazione comunicativa reale, è necessario esercitarsi ed interiorizzarle fino a farle diventare automatiche.

Autrice dell’articolo:
Laura Frascarelli
Traduttrice & interprete DE/EN -> IT

Perugia