Insidie nel localizzare i videogiochi (2)

 Categoria: Attività correlate alla traduzione

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Esempio 2: Mostri a tema invernale
Un altro esempio che mi è rimasto impresso è l’ambiguo termine “snowman”, trovato in un videogioco tratto da una collana di libri dell’orrore per ragazzi.
Con “snowman” gli anglofoni intendono due entità molto diverse: il vecchio, caro pupazzo di neve dal naso di carota e il leggendario Sasquatch, l’abominevole uomo delle nevi.
Dal contesto non c’era modo di capire se questo essere fosse un pupazzo di neve magicamente animato oppure un vero uomo delle nevi (nei libri figuravano sia i pupazzi di neve stregati sia il Sasquatch).
Non rimaneva che chiedere delucidazioni al cliente, il quale confermò che si trattava di un pupazzo di neve mostruoso.

Cosa ho imparato:
A volte chi scrive (il narrative designer in questo caso) fa fatica a rendersi conto dei doppi sensi della propria lingua. Dopotutto si mette nei panni del giocatore, che vedrà immagine e testo insieme, non lasciando spazio a equivoci. Non farebbe però male mettersi anche un po’ nei panni del traduttore, che ha a disposizione solo il testo.
Il traduttore dovrebbe tenere sempre presenti le possibili ambiguità e, se necessario, ottenere chiarimenti direttamente dalla fonte.
I game designer, a loro volta, potrebbero abituarsi a includere commenti chiarificatori nei file che consegnano ai traduttori, dar loro accesso al gioco in anteprima o condividere le risorse grafiche.

Esempio 3: Americani, farmacie e costumi di Halloween
Ricordo poi un caso di una sottilissima differenza linguistica, in cui mi salvai da una pessima figura grazie al potere del contesto.
Si trattava di un altro gioco gestionale di costruzione di città. Nella lista di edifici compariva un “pharmacy”, che tradussi a prima vista con “farmacia”.
Continuando a tradurre altre parti del gioco, scoprii da una linea di dialogo che questa presunta farmacia vendeva costumi di Halloween.
Presa dal dubbio, approfondii la questione e appurai che nell’inglese americano contemporaneo pharmacy è ancora sinonimo interscambiabile di drugstore, (un po’ come un tempo anche da noi farmacia e drogheria erano lo stesso negozio). Chiaramente per il giocatore italiano è assurdo comprare costumi di Halloween in farmacia, ho dunque modificato la mia traduzione in “emporio”.

Cosa ho imparato:
Non importa quanto bene si conosca una lingua straniera, ci sono sempre dei piccolissimi dettagli e sfumature negli usi più quotidiani o regionali che rimangono oscuri.
Un bravo traduttore mette in discussione ogni parola. Non importa quanto pensiamo di conoscere il significato di una parola banale e comune: se anche un minimo dettaglio non ci torna (nel nostro caso i costumi di Halloween) dobbiamo approfondire, e magari impareremo qualcosa di nuovo e sorprendente.

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Autrice dell’articolo:
Sara Todaro
Traduttrice freelance da inglese a italiano, giapponese a italiano