Il corpo rivela ciò che nella lingua si cela (3)

 Categoria: Attività correlate alla traduzione

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Interpretare il corpo
“Il fatto è che lei vede ma non osserva; qui sta la differenza!”[1]

Comprendere realmente una persona
Saranno innumerevoli le volte in cui ci si trova a contatto con una persona, sul posto di lavoro, in famiglia, ad una festa; qualunque siano le circostanze, si è sempre spinti ad interagire con un altro individuo e ciò può avvenire parlando o anche soltanto guardandosi negli occhi, poiché persino “guardare” è uno dei simboli più percettivi del linguaggio corporale. L’obiettivo principale è capire soprattutto  i pensieri e nonostante sia umanamente impossibile leggere nella mente, ciò che il corpo comunica è un chiaro indizio per svelare quella parte remota dell’essere. Come tutti sanno, la natura ha donato all’essere umano i cinque sensi e nella comunicazione non verbale quelli utilizzati per esprimere qualcosa sono prevalentemente il tatto e la vista;  i restanti tre, invece,  hanno una funzione decisamente passiva, giacché entrano in gioco quando si recepisce un’informazione.

C’è anche chi parla del cosiddetto “sesto senso”, considerato quasi un dono e talvolta denominato “intuito femminile”, poiché attribuito in particolar modo alle donne. Dopotutto è risaputo che esse siano più inclini ad entrare nella mente degli altri e a capire immediatamente le intenzioni della persona con cui hanno a che fare, specialmente se dello stesso sesso; questo perché, essendo tali,  sono consapevoli di certe azioni e sentimenti di altre donne, e di come potrebbero comportarsi in determinate circostanze. Del resto  non si presta molta attenzione alle proprie posture e ai propri gesti, difatti , pur quando si manifesta un certo stato d’animo le parole dicono tutt’altro.

Questa contraddizione fa notare come il linguaggio del corpo rifletta il vero e proprio stato emozionale della persona, ascoltando ciò che  si dice e cogliendo ogni minimo movimento. Per tale motivo è necessario essere percettivi, ossia leggere e captare quei piccoli dettagli presenti nei segnali non verbali per poi metterli a confronto con quelli verbali e scoprire se vi siano contraddizioni. Ad ogni modo non è così semplice come sembra; affinché si riesca a decodificare la vera personalità di un individuo, bisogna tener conto anzitutto del carattere, attuando una sorta di psicoanalisi.

Risulta essere quell’atteggiamento alla cui base  vi è infatti sia una componente psichica che somatica, le quali permettono alla persona di affrontare la vita, di porsi di fronte agli altri, al mondo. “Il linguaggio del corpo è nato dalla necessità di integrare in uno schema unitario i concetti psicoanalitici fondamentali [...] che stanno alla base della nostra terapia, unità che viene raggiunta clinicamente con l’applicazione dei principi dell’analisi del carattere.”[2]
Dunque l’obiettivo principale è quello di approfondire il modello di comportamento, che denota come ogni gesto si inserisca in un determinato contesto;  pertanto svolgere  questa analisi mostra come i processi del linguaggio del corpo possano rivelare il carattere stesso dell’individuo.

Articolo scritto da:
Francesca Dutti
Traduttrice
Foggia


[1] Arthur Conan Doyle (1859-1930).
[2] Alexander Lowen, Il Linguaggio del Corpo, Paolo di Sarcina e Maura Pizzorno, Milano 1958, p. 103