Doppiare o sottotitolare? (5)

 Categoria: Attività correlate alla traduzione

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Ted Woosely fu uno dei primi localizzatori di videogiochi. Il suo primo progetto fu il sottotitolaggio di “Final Fantasy 6”, all’epoca noto come “Final Fantasy 3”, dato che in occidente non erano ancora arrivate tutte le serie. Era il terzo capitolo a essere localizzato per il pubblico occidentale, e fu un compito difficile, visto come la localizzazione era stata mal gestita fino a quel momento. All’epoca, infatti, era vista come una cosa poco importante dai produttori stranieri. In un’intervista del 2007 con Player One Podcast, Woosely dichiarò che la localizzazione non veniva presa sul serio, visto che si trattava di un prodotto destinato ai bambini. Per questo motivo, quando venivano localizzati i videogiochi stranieri, i produttori erano convinti che fosse sufficiente avere qualcuno in grado di tradurre il gioco dal punto di vista linguistico, ma questo caso era diverso. Woosely sapeva che vi erano alcune difficoltà tecniche e culturali che rendevano questo progetto diverso dagli altri. I giochi su cartuccia non avevano lo spazio in memoria che hanno oggi i giochi in Blue-ray. Quindi, quando si traduceva dal giapponese all’inglese, di solito non funzionava, dato che l’inglese ha più caratteri del giapponese. Fu difficile anche perché il sistema era stato ottimizzato per la versione giapponese del gioco.

Questo portò Woosely a fare una cosa per cui molti fan lo amano e altrettanti lo odiano: riscrisse gran parte del copione. E così il personaggio di Kefka, che nella versione originale giapponese era un sadico, in quella americana diventò un bamboccione. Un’idea che piacque alla Squaresoft e che venne mantenuta e approfondita nelle apparizioni successive del personaggio. Non per questo il lavoro di Woosely è privo di errori. Ad esempio, spesso diede ai personaggi il genere sbagliato. Questo perché in giapponese non si usano i generi, di solito si deducono da chi sta parlando e con chi. Ciò che è certo, è che il suo lavoro su “Final Fantasy 6” stabilì degli standard nel processo di localizzazione. Questo portò la Squaresoft, oggi Square Enix, a concedergli più collaboratori per il processo di localizzazione dei giochi successivi. È proprio questo che i fan dovrebbero giudicare nei contenuti stranieri, dal momento che un localizzatore non ha motivo di tagliare contenuti o cambiare personaggi. Woosely apportò quei cambiamenti per rendere il gioco fruibile in inglese. Non voleva cambiare il modo in cui Kefka veniva percepito. Lo stesso si può dire per Macek.

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Fonte: Articolo scritto da Blackcat130 e pubblicato il 25 aprile 2018 sul sito The Artifice

Traduzione a cura di:
Federica Giglio
Traduzioni, adattamento dialoghi e sottotitolaggio FRA>ITA – ENG>ITA
Torino