Doppiare o sottotitolare? (4)

 Categoria: Attività correlate alla traduzione

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In prodotti come “Sailor Moon”, in cui erano presenti personaggi gay, dal genere ambiguo o che si travestivano, venivano cambiati il genere e i dialoghi di questi personaggi, per far sì che rientrassero nei canoni sociali. Un’altra giustificazione era che le versioni censurate fossero destinate ai bambini, e gli adulti potevano guardare altrove le versioni non censurate. Ma non sempre era così, soprattutto per quanto riguarda i primi anime, infatti, non era così comune trovare una versione doppiata non censurata. È anche per questo che alcuni anime venivano solo sottotitolati e non doppiati. Se non erano abbastanza conosciuti da poter garantire il successo al di fuori del loro Paese di origine, le case di produzione non spendevano per farli doppiare. Perché ricordiamolo, alcune case di produzione pensano solo a guadagnare. “Robotech” è uno degli esempi più eclatanti di anime localizzato solo ed esclusivamente pensando  al  guadagno, mettendo in secondo piano la produzione originale.

Molti fan accusano Carl Macek di aver preso decisioni poco felici per quanto riguarda la localizzazione della serie “Macross”. Non è stata apprezzata la fusione di tre serie anime (“Macross”, “Chōjikū kidan Southern Cross” e “Kiko soseiki Mospeada”) in un’unica storia continuativa, conosciuta nel nord America col nome di “Robotech” e trasmessa per la prima volta negli USA nel 1985. Secondo i puristi, Macek e la Harmony Gold hanno rovinato l’anime col doppiaggio, unendolo ad altri due anime che c’entravano ben poco. Gli episodi dell’85 hanno trama e contenuti completamente discontinui, dovuti all’inclusione di eventi non collegati, e, secondo lo stesso Macek, la ragione dietro a questa unione era una soltanto: i soldi.

In un’intervista del 2007 con Noziement Macek, Macek ammise che il suo capo alla Harmony Gold stava semplicemente cercando di vendere il modello per cui avevano firmato un contratto. Non era importante che l’anime avesse successo o che fosse fedele all’originale, quello che contava era vendere quel modello. Tutti derisero Macek, convinto di essere di fronte alla nascita di uno nuovo franchising in occidente. Per Macek, infatti, quello era il momento in cui gli anime iniziavano a diffondersi in America. Secondo lui, le tre serie furono unite in una unica solo perché, per produrre ogni singola serie, erano necessari almeno 65 episodi. In questo modo, potevano andare in onda ogni giorno. Nessuna delle serie soddisfaceva questo requisito, perciò le tre serie vennero unite come se fossero una sola per accontentare le richieste della Harmony Gold. Macek accettò di sacrificare la trama originale, perché era convinto che sarebbe stata un’occasione sprecata. In seguito localizzò molti altri programmi, collaborò alla localizzazione di “Bleach” e “Naruto”, fino all’infarto che gli costò la vita, il 17 aprile 2010. Grazie al suo lavoro su “Robotech”, che fu uno dei primi doppiaggi, contribuì all’approdo degli anime sui media occidentali. Lui e Ted Woosely fecero capire a molti le difficoltà e i vantaggi che questo lavoro comporta.

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Fonte: Articolo scritto da Blackcat130 e pubblicato il 25 aprile 2018 sul sito The Artifice

Traduzione a cura di:
Federica Giglio
Traduzioni, adattamento dialoghi e sottotitolaggio FRA>ITA – ENG>ITA
Torino