Critica, calcio e traduzione (2)

 Categoria: Attività correlate alla traduzione

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Sciocchezze

E nel campo delle traduzioni non è diverso. Il tipo pensa di sapere una lingua, o magari la sa davvero e anche bene. Legge un libro in portoghese. Trova una frase che lui “pensa” che non può essere in quel modo. E cosa fa? Distrugge il traduttore, grida ai quattro venti che è un incompetente, o, peggio ancora, insinua soltanto che “c’è qualcosa di sbagliato” nella traduzione del tizio. Senza nessuna comprensione profonda, senza avere contatto o accesso all’originale, lui, che ha studiato la lingua, pensa che tradurre è la stessa cosa: so la lingua, prendo quella caterva di parole scritte nella lingua straniera e la riproduco in portoghese. Se le parole non sono nel modo che lui pensa che debbano essere (cioè, come sono nell’originale), allora è sbagliato, non può essere altrimenti.

Ancora sciocchezze

Chi fa il traduttore sa che di semplice non c’è niente. Che ci sono diversi condizionamenti e altri parametri che la rendono estremamente soggettiva. Si fanno errori? Caspita, se si fanno! Perfino in quelle traduzioni che pensiamo che siano perfette possiamo inciampare in un’inadeguatezza, in una mancanza di adattamento, in un segno di punteggiatura sbagliato. Già Lobato parlava dei “diavoletti”, gli errori che si fanno vedere solo dopo che il libro è stato stampato, saltando fuori da qualsiasi pagina apriamo. Tutti siamo soggetti agli sbagli. Ma nessuno si merita di essere subissato perché ha sbagliato.
E cosa fare quando un traduttore vede il suo nome gettato nel fango senza possibilità di difendersi?

Il primo passo, secondo me, è cercare di verificare qual è l’oggetto della critica. Ha un senso? È davvero un problema di traduzione? Questo passaggio apparentemente equivocato intralcia la comprensione del tutto? È possibile avere accesso all’originale per confrontarlo con la critica e vedere se concorda? Il libro passa per molte mani, il processo è assai lungo fino a giungere sugli scaffali, e molte volte il testo che è uscito dal computer del traduttore è leggermente (o molto) diverso dal testo che arriva in libreria, per vari motivi. In questo contesto, non discuteremo la questione. Potremo parlarne in un altro momento. Ma è quello che succede. Il secondo passo lo vedremo nell’articolo di domani (ndr).

Fonte: Articolo scritto da Petê Rissatti e pubblicato l’08 dicembre 2014 sul blog Ponte de Letras

Traduzione a cura di:
Raffaella Piazza
Traduttrice Freelance PT/FR > IT
Bologna