Riporto qui di seguito solo qualche chicca, tanto per non fare impallidire i più scettici e convinti cultori dell’esperienza conseguita con metodologie auto da fé. Si parte rispolverando la posizione di Steiner che sminuiva il dibattito, a suo dire sterile, tra traduzione letterale, libera e fedele che risale ai tempi di Cicerone e che già operava una distinzione tra traduzione parola-per-parola e traduzione senso-per-senso. Facendo un bel salto in avanti nel tempo si arriva a Jackobson, il quale introduce per la prima volta nella ingarbugliata matassa traduttiva le prime nozioni di significato linguistico ed equivalenza. Si arriva, claudicanti, alle strategie di Nidiana memoria che prevedono due filoni da applicare alla traduzione, ovvero l’equivalenza formale e quella dinamica, laddove la prima tende a seguire più il messaggio del testo originale, incamerandone forma e contenuti, mentre la seconda è incentrata più sul principio di effetto equivalente, secondo cui il pubblico ricevente (target audience) reagisce in modo identico ai lettori del testo in lingua originale, ragion per cui si aspira alla massima fluidità e naturalezza durante l’opera di traduzione.
Barcamenandomi poi tra illustri autorità in materia quali il lungimirante Chomsky, Newmark (un tantino maschilista nell’enunciare le sue teorie, se mi è concesso dirlo), i contemporanei Baker e Venuti che hanno formulato degli autentici trattati sulla traduzione (da considerarsi quasi come la seconda e la terza bibbia a sentire gli addetti ai lavori), esiste un teorico di spicco, Vermeer, che ha postulato delle teorie a me immediatamente congeniali, concentrate soprattutto sul concetto di skopos, ovvero sullo scopo del testo da tradurre in base ai requisiti richiesti dalla parte commissionante il lavoro. Beh, questa è proprio la teoria che fa per me, penso soddisfatta. Diventa un mantra personale domandare al cliente o all’agenzia di turno quali sono le specifiche esigenze che premono maggiormente a chi poi si preoccuperà di pagare il mio operato. Con buona pace degli esperti del settore e dei cervelli eminenti, s’intende.
Autore dell’articolo:
Valerie Scaletta
Traduttrice freelance
Palermo