Torniamo a scrivere sul blog dopo ben tre settimane di assenza e purtroppo lo facciamo per parlare di un fatto davvero increscioso accaduto oggi.
Circa due settimane fa siamo stati contattati da un’agenzia di pratiche amministrative che ci ha richiesto la traduzione in hindi di alcuni documenti legali, uno dei quali doveva essere asseverato in Tribunale.
Visto che i traduttori italiano-hindi con cui lavoriamo abitualmente non avevano le caratteristiche giuste per eseguire il lavoro in modo efficace, abbiamo effettuato una ricerca in rete ed abbiamo selezionato alcuni profili che ci sembravano adatti.
Dopo averli contattati e verificato le loro credenziali, abbiamo scelto un traduttore e un revisore madrelingua con una lunga esperienza di traduzioni giuridiche alle spalle.
Entrambi hanno accettato il lavoro senza esprimere alcuna titubanza, anche perché non si trattava di documenti difficili da tradurre.
Il traduttore però ci ha fatto presente di essere impegnato con altre traduzioni in hindi e ci ha detto che non avrebbe potuto consegnare i documenti prima di dieci giorni. Il cliente, da noi informato delle tempistiche di consegna un po’ lunghe, ci ha comunque confermato di poter aspettare e noi abbiamo quindi confermato l’incarico al traduttore.
La prima cosa che avrebbe dovuto fare era la traduzione giurata in hindi. A seguire le altre traduzioni, ma quella giurata avrebbe dovuto farla subito e spedircela per posta in modo da guadagnare tempo prezioso.
Dopo poco meno di una settimana, di fronte alle nostre richieste di informazioni sull’andamento dei lavori, il traduttore italiano-hindi (tra l’altro titolare di un’agenzia di traduzioni) ha iniziato a svicolare accampando una serie di scuse (impegni lavorativi all’estero, problemi di salute, ecc.).
Poi se n’è uscito dicendo che secondo lui il cliente finale avrebbe preferito una traduzione in punjabi, perché il nome della persona che appariva sui documenti era originario di una zona dove si parla questa lingua. Il cliente ci ha confermato che il traduttore aveva effettivamente ragione e noi gli abbiamo quindi confermato la traduzione in lingua punjabi, quasi felici che il traduttore fosse così esperto da capire l’esatta provenienza di una persona solo dal suo nome (per chi non lo sapesse, in India si parlano decine e decine di lingue e dialetti diversi).
Il giuramento avrebbe dovuto essere prestato la settimana scorsa e i documenti spediti per posta immediatamente a ruota. Il traduttore venerdì ci ha contattato dicendoci che non ce l’aveva fatta ad effettuare il giuramento. Tuttavia, per scusarsi dell’inconveniente, ci ha comunicato che lunedì mattina avrebbe provveduto ad inviare tutta la documentazione a sue spese, a mezzo corriere espresso. Se anche noi avessimo poi fatto lo stesso, la data di consegna con il cliente finale sarebbe stata rispettata.
Quello che non potevamo immaginare era che stamattina il traduttore ci avrebbe contattato per rinunciare all’incarico adducendo motivazioni legate all’eccessiva difficoltà dei testi da tradurre in hindi.
Abbiamo immediatamente chiamato il cliente consapevoli di essere palesemente in difetto e con la certezza di essere presi a male parole. Una volta descrittogli l’accaduto, il cliente invece è stato inaspettatamente comprensivo e ci ha rinnovato la fiducia chiedendoci di trovare un altro traduttore stavolta però in tempi rapidissimi perché a questo punto il tempo stringeva davvero.
Abbiamo rapidamente trovato un altro professionista della traduzione italiano-hindi e nei prossimi giorni consegneremo il lavoro.
Stavolta però ce la siamo davvero vista brutta, speriamo con tutto il cuore che niente di simile riaccada di nuovo.
Chiunque voglia sapere il nome di questo ciarlatano può contattarci privatamente, persone così rovinano la reputazione di coloro che fanno questo mestiere seriamente e delle agenzie di traduzione che ci mettono la faccia