Il giorno del traduttore

 Categoria: Storia della traduzione

Nel calendario dei santi il 30 settembre è il giorno di San Girolamo. Nel mondo della traduzione San Girolamo (Sofronio Eusebio Girolamo, 347 d.C. – 420 d.C.) è universalmente considerato il santo patrono dei traduttori.
Storicamente San Girolamo non è stato il primissimo traduttore (nel senso letterale del termine), ma può essere considerato a pieno titolo un traduttore di fondamentale importanza nella storia della traduzione, giacché nel 383 d.C., per ordine di Papa Damaso I, tradusse la Bibbia in latino dall’antica versione greca ed ebraica. La sua opera, dal momento della sua stesura fino al Concilio Vaticano II (svoltosi fra il 1962 e il 1965), è stata per l’intera Chiesa cattolica la traduzione ufficiale della Bibbia.

La versione di San Girolamo è passata alla storia con il nome di Vulgata (da vulgus, “popolo”). Questo nome fu scelto per due ordini di ragioni: in primo luogo per il suo stile non troppo retorico e raffinato, quindi più adatto al popolo; in secondo luogo poiché ebbe una grandissima diffusione.
Oltre al merito di aver realizzato questa celebre traduzione biblica, San Girolamo è considerato anche il primo vero traduttologo, poiché, visto che la sua traduzione non era stata letterale come quella dei suoi predecessori, scrisse un trattato a sostegno della sua opera.
Nei calendari appesi alle pareti delle agenzie di traduzione, il 30 settembre è il giorno del traduttore, un giorno un po’ speciale nel quale viene commerata la figura di questo insigne traduttore, il cui contributo alla traduzione rimarrà per sempre ineguagliabile.

Barzellette sui traduttori

 Categoria: Traduttori freelance

Come per ogni professione che si rispetti, anche sui traduttori esistono freddure e barzellette. Ne riportiamo qualcuna “cattivella” sperando di strappare un sorriso ai nostri lettori e sperando che i nostri colleghi traggano alcuni piccoli consigli.

“Qual è il prezzo migliore che mi può praticare?”
“2500 euro.”
“Abbiamo in mano preventivi più bassi. Ci sono un sacco di traduttori pronti ad accettare il lavoro a un prezzo molto inferiore.”
“Non c’è problema, ci sono un sacco di clienti pronti a pagare le tariffe che richiedo.”

“Cosa fai?”
“Sono un traduttore.”
“Davvero? Interessante, ma mi riferivo a cosa fai per vivere…”
“Vuoi dire cosa faccio di lavoro? Non lavoro. Guadagno così tanto con le traduzioni che non ho bisogno di lavorare.”

“Qual è il prezzo migliore che mi può praticare?”
“2000 dollari americani.”
“Troppo alto per il Brasile.”
“Sì, lo so. Vivo qui ma non lavoro mai con clienti brasiliani. Prendo due piccioni con una fava, vivo in un posto esotico e lavoro con l’Europa e gli Stati Uniti.”

“Può consegnarmelo in tre giorni? È un lavoro veramente urgente.”
“Certo che posso.”
“Quanto mi verrà a costare?”
“1500 euro.”
“Non è un po’ troppo per un lavoro di tre giorni?”
“Posso farlo in una settimana se la può far sentire meglio”.

“Qual è il prezzo migliore che mi può praticare?”
“1000 euro.”
“Non è un po’ caro per un pezzo di carta?”
“No, non ha capito. La carta non gliela faccio pagare, il prezzo è relativo al mettere le parole sulla carta.”

“Qual è il suo prezzo migliore?”
“3000 euro.”
“Lei è completamente pazzo!”
“Ne sono consapevole. In effetti le mie tariffe sono così alte proprio per permettermi di pagare lo strizzacervelli.”

“Gli spazi non vanno tradotti, non vogliamo pagare anche gli spazi.”
“Ok, allora consegnerò il lavoro senza spazi.”

“Qual è il prezzo migliore che ci può praticare?”
“4000 euro.”
“Ci faccia un prezzo più basso. Lavoreremo spesso con lei in futuro.”
“Allora fareste meglio ad abituarvi alle mie tariffe fin da subito.”

La banca dati terminologica dell’UE

 Categoria: Strumenti di traduzione

IATE (InterActive Terminology for Europe) è la banca dati terminologica dell’Unione Europea.
È già attiva in tutte le 23 lingue ufficiali dell’UE e, allo stato attuale, contiene 8,7 milioni di termini, 100.000 frasi e 500.000 abbreviazioni.
La quantità di contenuti è diversa per ogni lingua e varia principalmente in base al tempo trascorso dal momento in cui ciascuna di esse è diventata lingua ufficiale dell’UE. Più una lingua è “vecchia”, più ricco è il contenuto terminologico ad essa relativo. L’obiettivo di lungo periodo è quello di livellare il contenuto di tutte le lingue ufficiali.
La riunione in un unico sito internet di tutte le risorse terminologiche delle istituzioni e degli organismi che compongono l’UE, consente di armonizzarle e di renderle più facilmente accessibili.

L’obiettivo di IATE è appunto quello di garantire attendibilità e coerenza terminologica a tutti i testi, in modo da assicurare la qualità della comunicazione scritta delle istituzioni e degli organismi dell’UE in tutte le lingue.
Gli utenti di quest’immensa banca dati terminologica multilingue possono trovare, per un certo termine nella lingua sorgente, il termine equivalente nella lingua d’arrivo selezionata.
In quest’ottica, si tratta di uno strumento di grande utilità anche per le istituzioni dei singoli paesi, che hanno la possibilità di trasferire in modo chiaro e senza ambiguità la legislazione europea nell’ordinamento nazionale.

IATE è il compendio di tutte le varie banche dati terminologiche che sono state utilizzate in passato dai vari servizi di traduzione dell’UE (Eurodicautom, TIS ed Euterpe) ma si distingue rispetto ai suoi predecessori per due ordini di ragioni.
In primis, il suo carattere interattivo: tutti i traduttori delle istituzioni europee possono modificare le informazioni o immetterne di nuove. I terminologi dei servizi di traduzione si occupano di verificare la validità delle informazioni che essi aggiungono o aggiornano.
In secondo luogo, il suo carattere interistituzionale: tutte le principali istituzioni europee hanno partecipato attivamente alla creazione di IATE e contribuiscono al suo continuo aggiornamento. Tra queste citiamo la Commissione, il Parlamento, il Consiglio, la Banca centrale, la Banca europea per gli investimenti, la Corte dei conti, la Corte di giustizia, il Comitato economico e sociale, il Comitato delle regioni e, ovviamente, il Centro di traduzione.
L’accesso al sito è gratuito ed è aperto a chiunque voglia utilizzarlo: traduttori, linguisti, studiosi, studenti, professionisti in genere, o anche semplici cittadini.

Conferme d’ordine e ricevute di pagamento

 Categoria: Traduttori freelance

Con l’articolo di oggi concludiamo la panoramica sull’organizzazione del lavoro per un traduttore freelance, che ha occupato le pagine di questo blog nelle ultime settimane.
Ieri abbiamo parlato dell’archiviazione delle fatture sul computer, in quello di oggi parleremo brevemente delle conferme d’ordine e delle ricevute di pagamento.

Le conferme d’ordine, così come le fatture, sono documenti di vitale importanza, pertanto è auspicabile archiviarle seguendo uno schema preciso. A nostro avviso, può essere ricalcato lo schema creato per l’archiviazione delle fatture: due macrocartelle, una per le conferme d’ordine che i clienti ci inviano e l’altra per quelle che mandiamo noi (per lavori che abbiamo affidato ad altri colleghi o ad altri operatori del settore e per gli acquisti che abbiamo effettuato).
All’interno della cartella delle conferme d’ordine ricevute possiamo poi creare due sottocartelle, una organizzata per cliente e l’altra per data. Nella prima, ogni cliente avrà a sua volta una propria sottocartella nella quale inseriremo le conferme d’ordine che ci ha inviato. Nella seconda invece faremo un elenco cronologico delle conferme d’ordine ricevute. Grazie a questo duplice salvataggio potremmo poi effettuare ricerche sia per data che per cliente, trovando con rapidità il documento che cerchiamo.
Concluso l’anno solare, sposteremo il contenuto delle due cartelle in due nuove cartelle denominate come l’anno al quale si riferiscono. Nel compiere quest’operazione, è essenziale mantenere la suddivisione creata proprio per semplificare eventuali ricerche future.

Per quanto riguarda l’archiviazione delle ricevute dei pagamenti, possiamo impostare un discorso analogo alle fatture e alle conferme d’ordine creando un’altra cartella apposita.
La maggior parte dei pagamenti che effettuiamo sono relativi alle imposte. Effettuando le transazioni online, le tracce dei pagamenti rimangono memorizzate nell’account che la banca mette a nostra disposizione sul proprio sito, però è comunque buona norma effettuare delle copie sul nostro computer o su altri supporti. Anche le ricevute di pagamento che emettiamo a beneficio dei nostri collaboratori possono essere facilmente archiviate in formato digitale. Ovviamente, lo stesso non può essere fatto per una parte dei nostri acquisti (hardware di vario genere, dizionari, ecc.), accompagnati sempre da ricevute cartacee. Ad ogni modo, a meno che non siate dei compratori compulsivi, si tratterà di pochissime ricevute e potremmo quindi pensare di farne delle scansioni per avere comunque un archivio elettronico.

Accanto a questa miriade di file (cartelle di lavoro, fatture, conferme d’ordine, ricevute dei pagamenti), è molto utile creare delle tabelle riepilogative. Ad esempio, nel caso delle fatture emesse, per avere sempre la situazione pagamenti sotto controllo, basta preparare una tabella che contenga i dati di ogni fattura (numero progressivo, data di emissione, nome del cliente, importo, modalità di pagamento). Per non dimenticare di incassare una fattura sarà sufficiente contrassegnare ciascuna con la sigla “pagata” oppure “in attesa di pagamento”.
Un problema che sembra impossibile che accada ed invece a qualche distratto capita con frequenza è dimenticare di fare la fattura. Se non la facciamo, non la inviamo, non la salviamo in nessuna cartella e non la registriamo nelle tabelle riepilogative. Con il tempo ci dimentichiamo del lavoro svolto ed è come se non avessimo mai lavorato! La maggior parte dei clienti ovviamente si guarda bene dal farci notare la mancata ricezione della fattura e il pagamento va in cavalleria.
Per evitare che ciò accada, è buona norma preparare la fattura immediatamente dopo la consegna del lavoro. Magari si può aspettare anche qualche giorno ad inviarla ma, una volta fatta, con le regole di archiviazione che ci siamo dati, se ci dimenticassimo di inviarla ce ne accorgeremmo in breve.

Fatture

 Categoria: Traduttori freelance

Di ritorno dalle vacanze, si sa, non si riesce a dare il 100% da subito e le disattenzioni possono giocare brutti scherzi. L’articolo di ieri e quello di oggi dovevano chiudere il cerchio su un argomento la cui trattazione era iniziata settimane fa, cioè l’organizzazione del lavoro nell’ambito della professione di traduttore freelance. In realtà, a causa della distrazione di un redattore, ieri è stato pubblicato un articolo che non ha nulla a che vedere con l’argomento in questione e la cui uscita era infatti programmata per lunedì. Ci scusiamo con i nostri lettori per l’errore e inseriamo oggi l’articolo relativo all’archiviazione delle fatture, il penultimo della serie. Con quello di domani sulle conferme d’ordine e sulle ricevute dei pagamenti effettuati, termineremo la rassegna iniziata il 30 agosto.

Per la gestione della contabilità di un traduttore non è necessario un programma apposito, è sufficiente essere ordinati e organizzati. Innanzitutto, per risparmiare tempo quando dobbiamo fare una nuova fattura, è consigliabile predisporre un modello di fattura per ciascun cliente, in modo tale da non dover inserire i suoi dati tutte le volte. Tra i dati da inserire c’è l’intestazione della ditta o il nome per esteso se si tratta di un privato, l’indirizzo, il numero di partita Iva o il codice fiscale. Al contrario, è opportuno lasciare vuoti gli spazi relativi alla descrizione del lavoro e alla tariffa applicata, nonché al numero della fattura e al suo importo.

Per l’archiviazione delle fatture, è opportuno creare due macrocartelle, una per le fatture che emettiamo a fronte dei lavori realizzati e l’altra per le fatture che riceviamo (per acquisti fatti o per lavori che abbiamo affidato a terzi). Nella cartella delle fatture emesse possiamo creare due cartelle, una per data e l’altra per cliente. Nella prima inseriremo direttamente tutte le fatture ordinate cronologicamente, nella seconda creeremo tante sottocartelle quanti sono i clienti e all’interno di ciascuna inseriremo le rispettive fatture. In pratica ogni file di fattura sarà in duplice copia e presente in due cartelle diverse in modo tale da semplificare eventuali ricerche. Alla fine di ogni anno dovremmo spostare le fatture per data fatte nell’anno appena trascorso in una nuova cartella che chiameremo come l’anno medesimo. Lo stesso dovrà essere fatto all’interno di ogni cartella cliente. In questo modo rimarrà tutto a portata di mano e ben archiviato.

Agenzie di traduzione

 Categoria: Agenzie di traduzione

Dopo un breve periodo di vacanza torniamo a scrivere sul blog. E lo facciamo parlando delle agenzie di traduzione.
Fino a una quindicina d’anni fa, prima che iniziasse il boom di internet, la maggior parte delle agenzie di traduzioni sia italiane che estere, traducevano da e verso pochissime lingue, disponevano al massimo di un programma di traduzione e il loro personale era composto unicamente da traduttori locali.
Nel corso degli anni le esigenze dei clienti sono decisamente aumentate. Il mercato di riferimento non è più la regione sede dell’azienda ma il mondo intero e questo comporta di riflesso la necessità di traduzioni da e verso un numero molto maggiore di lingue.
Il discorso vale anche per le agenzie di traduzione stesse, che devono spostare i propri orizzonti sempre più verso l’estero, poiché il mercato interno è invaso dalle agenzie nostrane e anche da quelle straniere, le quali attirano clienti con politiche di prezzo aggressive spesso però accompagnate da un servizio di scarsa qualità.

Escludendo queste mele marce, vi sono sul mercato agenzie grandi e molto professionali che, oltre a poter contare su eserciti di traduttori, dispongono di personale commerciale e amministrativo, specializzato in marketing, hanno dipartimenti interni per la gestione delle risorse umane, programmatori, project manager, grafici, consulenti di vario tipo e molte altre figure professionali.
A questi professionisti vengono forniti programmi, strumenti di traduzione, sistemi e software specialistici di ogni genere che permettono alle agenzie di offrire servizi che vanno al di là della mera traduzione, come ad esempio la grafica e la localizzazione.

Inoltre, avvalendosi di traduttori non solo locali ma residenti in tutto il mondo e specializzati in vari settori, le agenzie riescono ad tradurre in un’infinità di combinazioni linguistiche e ad aumentare notevolmente il ventaglio dei settori in cui sono in grado di realizzare traduzioni, garantendo allo stesso tempo una qualità molto alta, una maggior puntualità e una maggior convenienza per il cliente.
Un’agenzia di traduzione che voglia mantenersi in linea con la concorrenza dovrebbe pertanto cercare di aumentare costantemente la gamma di combinazioni linguistiche offerta e specializzarsi il più possibile in traduzioni tecniche di vario genere.
Le agenzie di traduzione specializzate in un solo ambito (per esempio quello legale) o comunque in pochi ambiti, pur fornendo un’eccellente qualità di traduzione, a meno di non poter contare su clienti estremamente fidelizzati, rischiano di essere schiacciate dalle realtà appena descritte ed escluse dal mercato.

Cartelle di lavoro

 Categoria: Traduttori freelance

Nei giorni scorsi abbiamo parlato della sicurezza del computer e della gestione della posta elettronica. La stessa filosofia improntata all’organizzazione e all’ordine dev’essere mantenuta anche per le cartelle di lavoro presenti nel nostro computer.
Dopo aver creato una cartella madre (che potremmo ad esempio chiamare “Lavoro”) è opportuno creare delle sottocartelle dedicate ad ogni cliente in cui salvare i dati in entrata e quelli in uscita.
Per razionalizzare al massimo il lavoro, all’interno di ogni cartella cliente si può pensare di creare quattro sottocartelle: una relativa ai file ricevuti, un’altra relativa ai preventivi inviati, un’altra ancora contenente il materiale riguardante i lavori in corso e l’ultima contenente i file tradotti e consegnati.

Nella prima cartella archivieremo le copie originali dei file. Questo è importante per mille motivi, non ultimo il fatto che programmi come Trados a volte non riescono più a gestire certi file a causa di tag corrotti e dobbiamo per forza riutilizzare il file originale.
La seconda cartella ci serve per archiviare provvisoriamente i preventivi inviati.
Nella terza cartella vanno invece salvati tutti i file relativi al progetto in corso, ivi compresi eventuali glossari, memorie di traduzione o file di riferimento e di consultazione.
Una volta ultimato il lavoro e consegnato il file definitivo, questo va salvato nella quarta cartella.

In quest’ultima vanno opportunamente spostati anche tutti i file contenuti nelle prime tre cartelle, in modo da tenerle sempre vuote e ordinate per i lavori in corso. Tuttavia, se alla fine di ogni lavoro spostassimo il contenuto delle prime tre cartelle nell’ultima, entro qualche settimana in questa si verrebbe a creare un intricatissimo elenco di file.
La miglior cosa da fare affinché ciò non avvenga, è creare nella cartella in questione una sottocartella relativa ad ogni lavoro consegnato. In questo modo avremo sempre le prime tre cartelle con i file relativi ai soli lavori in corso, mentre nella quarta tutto il materiale relativo ai lavori consegnati, dalla a alla z.
Seguendo queste semplici regole (più facili da seguire che da spiegare), riuscirete a tenere tutto sotto controllo, non farete confusione tra file appartenenti a progetti diversi e correrete il rischio di perdere dati. Provare per credere.

Nei prossimi 6 giorni le pubblicazioni di questo blog verranno sospese. Non ci prendevamo una pausa così lunga dal lontano 8 ottobre 2009. Torneremo a parlare dell’importanza dell’organizzazione del lavoro per i traduttori freelance il 23 settembre.

Schema di protezione per il computer

 Categoria: Traduttori freelance

Negli articoli più recenti abbiamo parlato di firewall, di antivirus, di spyware, insomma di una serie di concetti legati alla sicurezza del computer. L’articolo di oggi costituisce un po’ il riassunto di quanto detto nei giorni scorsi. Lo scopo è quello di fornire uno schema di protezione per il computer. Nella nostra lista di applicazioni utili abbiamo volutamente inserito solo programmi scaricabili gratuitamente su internet sempre che l’utilizzazione degli stessi non abbia finalità commerciali, imprenditoriali o governative.

Firewall: Zone Alarm
Antivirus: Avast
Antispyware: Ad-Aware

Se questi programmi vengono impostati in modo corretto e aggiornati continuamente, il computer godrà di buona salute a lungo. In aggiunta al loro utilizzo, per mantenere il pc in ordine, è consigliabile effettuare delle operazioni periodiche utilizzando le applicazioni fornite dalla casa madre. In ambiente Windows, eseguendo la funzione “Pulizia disco” una volta alla settimana vengono eliminati tutti i file temporanei di internet e i file di backup che si creano quotidianamente nel computer e rimangono inutilizzati. Se la quantità di file di questo tipo diventa eccessiva, con il tempo le prestazioni del sistema risultano rallentate.
Un’altra operazione che permette di riordinare l’hard-disk e recuperare spazio utile è la deframmentazione. Non ha senso eseguirla frequentemente, un paio di volte all’anno sono sufficienti. È possibile programmare queste operazioni in modo tale che il computer ci avvisi con degli alert quando è giunto il momento di eseguirle.
Per comprimere dati in modo tale da renderli meno pesanti e poterli salvare su supporti esterni abbiamo consigliato WinRAR e 7Zip, anch’essi gratuiti.

Nei giorni scorsi abbiamo anche parlato della gestione efficiente della posta elettronica.
A nostro avviso i provider che forniscono maggiori garanzie in termini di protezione contro la spam sono Hotmail, Yahoo e Gmail. Ovviamente ve ne sono anche moltissimi altri che funzionano bene.
Per proteggersi ulteriormente contro la posta indesiderata si possono usare programmi appositi come Cloudmark mentre per estrarre le mail dall’account di posta e salvare i dati altrove si possono usare programmi come DBXtract.

Programmi spia (spyware)

 Categoria: Traduttori freelance

Sicuramente vi sarà capitato spesso di effettuare una ricerca su internet di un prodotto o di un servizio. Vi siete mai chiesti perché, dopo aver effettuato ricerche mirate e piuttosto insistite, nei giorni successivi alla ricerca vi appaiono dei banner con delle offerte commerciali riguardanti prodotti o servizi strettamente attinenti a quelli che stavate cercando?
La risposta è che un qualche tipo di programma spia si annida nel vostro computer.
I programmi spia sono programmi che captano informazioni sulle nostri abitudini di navigazione in internet e li inviano alle imprese che li distribuiscono. Talvolta questi programmi vengono integrati all’interno di altri programmi utili e scaricabili gratuitamente. È sì vero che la ditta che fornisce tali programmi quasi sempre ci informa della sua politica sulla privacy, ma questo non ci evita lo scotto di essere costantemente monitorati. Ogni qual volta ci colleghiamo alla rete, la nostra connessione viene spiata al fine di carpire dati riguardanti le nostre preferenze.

Alla luce di quanto appena detto, prima di eliminare dal computer determinati programmi spia, dovremmo valutare attentamente se ci arreca un danno maggiore la presenza del programma spia o l’assenza di quello nel quale esso è integrato. Con ogni probabilità, infatti, l’eliminazione dello spyware ha come conseguenza il mancato funzionamento del programma principale.
Per verificare se nel nostro pc si sono introdotti spyware più o meno pericolosi ed eventualmente eliminarli, occorre attivare con una certa frequenza degli appositi programmi anti-spyware (o spyware remover). Ce ne sono molti sul mercato, sia a pagamento che gratuiti e la maggior parte di essi elimina anche i fastidiosi adware (applicazioni che generano finestre pop-up nelle quali appaiono pubblicità di prodotti). Un software gratuito che raccomandiamo è Ad-Aware.

La gestione della posta elettronica

 Categoria: Traduttori freelance

Perché è importante evitare di ricevere tanta spam? La risposta è ovvia: per poter lavorare meglio. Come abbiamo detto all’inizio di questa rassegna di articoli sui traduttori freelance, l’organizzazione è basilare in questa professione, e, visto che la posta elettronica ne è uno strumento essenziale, tenerla in ordine permette di gestire i nostri affari in modo efficace e tempestivo. Al contrario, se è piena di spazzatura ciò risulta molto più complicato.

Dopo aver vinto la battaglia contro gli spammer non abbiamo vinto la guerra. Il passo successivo è organizzare l’account in modo tale da poter rintracciare in caso di necessità la comunicazione giusta in poco tempo.
La prima operazione da compiere è creare sotto alla cartella “Posta in arrivo” delle cartelle separate per i clienti con i quali abbiamo una corrispondenza frequente. Dopodiché occorre impostare delle regole affinché i messaggi vengano smistati automaticamente nelle rispettive cartelle. In questo modo, nella cartella della “Posta in arrivo” confluiranno solo i messaggi di posta generica.
Se abbiamo seguito le regole elencate nei post dei giorni scorsi, in teoria non dovremmo ricevere tanta spam, ma, laddove qualche messaggio riuscisse a superare tutte le barriere erette a protezione della nostra casella, basterà bloccarne il mittente per non ricevere nessun’altra comunicazione da quell’indirizzo.

Alcuni rapidi consigli. Il successo in ogni professione di tipo commerciale, dipende oltre che dalle capacità e dalle competenze, anche e soprattutto dalla bravura nel “vendersi” sul mercato. Mantenere delle buone relazioni con i clienti è fondamentale per creare rapporti di lavoro continuativi. Per riuscirci, è necessaria una buona gestione della posta elettronica.
Oltre ad usare un tono e uno stile di scrittura corretto, occorre imparare a dare delle priorità. È fondamentale riuscire a capire quando è necessario dare una risposta immediata e quando invece il cliente può aspettare.
Quando si è assenti oppure non si ha il tempo materiale di rispondere, è auspicabile impostare un messaggio automatico di risposta per avvertire il cliente del ritardo nel rispondere.
Buona norma è contrassegnare come “da leggere” i messaggi ai quali non si è dato risposta per avere un ordine visivo oltre che mentale.

Infine, quando la casella inizia a riempirsi, è opportuno liberarla dai messaggi più datati. Questo non vuol dire cancellarli completamente, ma salvarli sull’hard disk o su un’unità rimuovibile in modo da poterli recuperare se si ha bisogno di informazioni inerenti a lavori passati o qualora sorgessero problemi a distanza di tempo. Ci sono vari programmi che permettono di estrarre i dati dall’account e trasferirli altrove, uno di questi è ad esempio DBXtract.

Posta indesiderata

 Categoria: Traduttori freelance

Nell’articolo di ieri abbiamo parlato della posta indesiderata, la cosiddetta spam, dando alcuni suggerimenti per cercare di limitarne la ricezione. Anche seguendo le due regole a cui abbiamo fatto riferimento (non pubblicare il proprio indirizzo in un sito e non utilizzarlo per iscrizioni in siti di dubbia reputazione), è comunque probabile che prima o poi si riceva lo stesso un po’ di spazzatura.
La maggior parte di questi messaggi sono di tipo commerciale e includono dei link per annullare la propria registrazione. Non si deve mai rispondere a questi messaggi o cliccare su quei link (e su nessun altro contenuto dei messaggi come banner o simili) poiché quasi sempre l’unico risultato che si ottiene è quello di confermare ai mittenti dei messaggi indesiderati che l’indirizzo del destinatario è attivo.

Un altro dei motivi per cui riceviamo tanta posta indesiderata è la proliferazione delle catene di messaggi. Si tratta di un tipo di spam che, con un qualsiasi pretesto, esorta i destinatari a inoltrare i messaggi in questione a tutti gli indirizzi presenti nella loro rubrica. In questo modo si forma una catena di indirizzi validi nei campi “Per:” (o “A:”) e “Cc:”, che possono essere facilmente catturati dagli spammer. La miglior cosa da fare è non rispondere mai a questo tipo di messaggi né inoltrarli. Tuttavia, se riteniamo sia assolutamente necessario inoltrare un messaggio di questo tipo, non si dovrebbero mai utilizzare i campi sopraindicati ma il campo “Ccn:” (Copia nascosta). In questo modo la lista dei destinatari rimane nascosta, rispettando così la privacy dei nostri contatti.

Ad ogni buon conto, per avere una protezione completa contro i messaggi di posta indesiderata, oltre a seguire le regole che abbiamo indicato nell’articolo di oggi e in quello di ieri, è comunque necessario configurare correttamente le impostazioni del nostro account di posta elettronica.
Generalmente i moderni provider di posta elettronica come Hotmail, Yahoo o Gmail contengono applicazioni che identificano la posta indesiderata mediante parole chiave e la inviano direttamente nel cestino oppure la contrassegnano mettendo la parola (SPAM) in evidenza nell’oggetto del messaggio.
Se il provider che utilizziamo non fornisce questo tipo di servizio in automatico, l’unica soluzione per limitare la ricezione di questa robaccia è aumentare il grado di filtraggio antispam della nostra casella di posta utilizzando programmi appositamente creati per combattere questa piaga sociale. Uno di questi è ad esempio Cloudmark.

Posta elettronica non richiesta (spam)

 Categoria: Traduttori freelance

Un altro problema molto fastidioso e che, in qualche caso, può addirittura pregiudicare la sicurezza del nostro computer, è la posta elettronica non richiesta, la cosiddetta spam. Ne riceviamo ogni giorno di più, è una specie di peste che si diffonde a macchia d’olio. Alcuni si chiederanno: chi ha dato agli spammer il nostro indirizzo di posta elettronica? La risposta è molto semplice: noi stessi o qualcuno dei nostri contatti.

La casistica dei modi in cui ciò può essere avvenuto è piuttosto varia. Se possediamo un sito internet e in esso abbiamo inserito il nostro indirizzo di posta elettronica in bella vista, abbiamo offerto su un piatto d’argento l’accesso alla nostra casella.
Esistono infatti appositi programmi denominati “spider” il cui scopo è quello di rastrellare indirizzi e-mail passando internet a pettine. Gli spider sono programmati per trovare tutte le stringhe di testo che comprendono la “@”, che è il simbolo convenzionalmente associato alla posta elettronica. Per evitare che gli spider trovino il loro indirizzo, i più avveduti non lo pubblicano sul proprio sito internet ma inseriscono in esso un form di contatto da compilare. Altri sostituiscono la @ con [at] o (at), per rendere più difficile il compito degli spider. Questo stratagemma però può trarre in inganno gli utenti meno esperti, che così “camuffato” non lo riconoscono come indirizzo di posta elettronica. Inoltre, gli spider stanno diventando sempre più “intelligenti” e qualcuno di essi è già in grado di capire il trucco.

La pubblicazione sul proprio sito internet non è certo l’unico modo per fornire involontariamente il proprio indirizzo e-mail agli spammer. Esso può essere caduto nelle loro mani perché ci siamo registrati in un forum, in un blog, in una chat, o in qualunque altro sito ci abbia richiesto l’indirizzo di posta elettronica. Ovviamente, in più siti si lascia il nostro indirizzo e più è alta la probabilità di ricevere spazzatura ma in qualche caso è sufficiente anche farlo una sola volta in un solo sito internet.
Il primo suggerimento che ci sentiamo di dare è non iscriversi in nessun sito con il proprio indirizzo personale o aziendale. Una volta finito nelle mani sbagliate, di esso può essere fatto un utilizzo fraudolento e, in barba alla legge sulla privacy, può essere rivenduto a terzi insieme a quelli di moltissimi altri malcapitati come noi. Se dobbiamo per forza fornire un indirizzo per registrarsi da qualche parte, la cosa più logica da fare è creare due account: uno da dare ai nostri contatti e ai siti che riteniamo seri (banche, siti istituzionali, enti di vario genere) e un altro per i siti più “leggeri”. Così facendo, avremo la matematica certezza che tutta la posta che riceviamo nel primo sia degna di interesse o comunque non sia spam, mentre tutto ciò che riceviamo nel secondo sia posta indesiderata.

La sicurezza del computer: i virus

 Categoria: Traduttori freelance

Ogni giorno che passa, gli attacchi ai nostri computer si fanno sempre più frequenti e sofisticati. Vista l’importanza dei file contenuti nel nostro pc è fondamentale proteggerlo nel miglior modo possibile. Dedicheremo i prossimi post alla sicurezza del computer.

Iniziamo la nostra rassegna dai virus. Si tratta di programmi che si introducono all’interno del pc e si eseguono senza il nostro consenso. Esistono varie tipologie di virus, alcuni sono pressoché innocui, altri possono provocare danni più o meno gravi. I virus si introducono nel nostro computer in vari modi. Le due vie classiche sono i supporti informatici infettati e gli strumenti di comunicazione elettronica come le e-mail. Com’è logico supporre, il miglior modo per poter contrastare efficacemente questo tipo di minacce è dotarsi di un buon antivirus (come Norton, McAfee, Kaspersky, o Avast, che tra l’altro è gratuito). Purtroppo i programmi antivirus spesso rallentano non poco le prestazioni del computer e di conseguenza il nostro lavoro. Per limitare questa problematica possiamo programmare le scansioni quotidiane del sistema in un momento della giornata in cui siamo certi che non utilizzeremo il computer.

Oltre ai virus classici, esistono virus molto nocivi che possono introdursi nel nostro pc attraverso una qualsiasi porta aperta, essendo una porta nient’altro che una posizione di memoria utilizzata dal pc per inviare e ricevere informazioni.
Se siamo perennemente collegati ad internet, anche un buon antivirus aggiornato continuamente potrebbe non essere sufficiente. Si rende necessario installare programmi come ZoneAlarm, che effettuano continue scansioni del pc bloccando le intrusioni esterne e comportandosi in pratica come un firewall. Infine, è buona norma aggiornare continuamente il nostro sistema operativo con i pacchetti di sicurezza della casa madre.