Piccole agenzie di traduzione

 Categoria: Agenzie di traduzione

Le piccole agenzie di traduzione sono strutture quasi sempre create da alcuni traduttori professionisti, che uniscono le proprie capacità e le proprie esperienze per un progetto comune.
Rispetto al lavoro in autonomia, costituire un’agenzia presenta sicuramente costi più alti ma i benefici sono quasi sempre maggiori.
Un’agenzia, seppur di piccole dimensioni, è infatti in grado di assorbire una quantità di lavoro proporzionalmente superiore rispetto ad un singolo professionista e, a differenza di quest’ultimo, è generalmente disponibile per lavori urgenti.
Inoltre, è improbabile che un singolo sia in grado di gestire da solo un progetto di traduzione piuttosto corposo che richieda competenze specifiche di vario genere come la traduzione di un testo tecnico complesso, l’adattamento del testo ad un catalogo con immagini, la creazione di una presentazione in PowerPoint e successivamente la formattazione del testo per l’inserimento in un sito Web.
Al contrario, in una piccola agenzia di traduzioni, se i titolari collaborano tutti insieme contemporaneamente e sfruttano le rispettive capacità e conoscenze, possono riuscire a gestire il progetto in tutte le sue fasi in modo assolutamente professionale.

Tuttavia, il numero di combinazioni linguistiche che un’agenzia di traduzioni di piccole dimensioni può offrire, è piuttosto limitato ed è strettamente legato al numero dei titolari, che generalmente sono gli unici traduttori interni.
Anche il numero delle materie trattate, per le stesse ragioni cui facevamo riferimento nell’articolo sui traduttori professionisti, è abbastanza limitato.
Ad ogni modo, qualora un progetto di grandi dimensioni richieda competenze che vanno al di là di quelle dei titolari, la piccola agenzia può decidere se appoggiarsi ad agenzie più grandi o reclutare altri professionisti per l’occasione.
Com’è logico supporre, i prezzi offerti dalle piccole agenzie di traduzione in genere sono più alti di quelli offerti da un traduttore professionista per lo stesso tipo di servizio.

Agenzie di traduzione broker

 Categoria: Agenzie di traduzione

Le agenzie di traduzione broker sono una via di mezzo tra le agenzie di traduzione vere e proprie e i procacciatori di traduzioni.
Come abbiamo visto nell’articolo del 26 marzo, i procacciatori di traduzioni dispongono semplicemente di un portale attraverso il quale clienti e fornitori si mettono in contatto.
Essi non hanno nessun tipo di relazione commerciale con i visitatori del sito, si limitano alla riscossione dei pagamenti effettuati dalle agenzie per essere presenti nel portale.
L’agenzia di traduzione broker, al contrario, ha generalmente una sede fisica con personale di segreteria e amministrativo. Il cliente contatta l’agenzia ai recapiti presenti sul sito internet credendo di interfacciarsi con un’agenzia di traduzioni a tutti gli effetti. In realtà, quest’ultima incarica del lavoro un’altra agenzia o un traduttore freelance poiché al proprio interno non dispone di personale specializzato per le traduzioni.

Praticamente l’attività dell’agenzia di traduzione broker è una “compravendita di traduzioni”: compra una traduzione a un’altra agenzia o a un traduttore e la rivende al cliente finale ricaricando una percentuale sul costo.
Nonostante ciò riesce a praticare prezzi in linea con il mercato poiché spesso, grazie alla quantità di lavoro che richiede, riesce a ottenere condizioni speciali in fase di acquisto. La fatturazione al cliente finale viene ovviamente effettuata dall’agenzia stessa.

La qualità della traduzione in questo caso è interamente nelle mani dell’agenzia che ha effettuato concretamente il lavoro. I risultati possono essere buoni o cattivi, dipendono in gran parte dalla capacità e dalla volontà del broker nello scegliere un’agenzia di traduzioni seria ed affidabile.
Talvolta la tentazione del broker è quella di incaricare del lavoro l’agenzia che pratica i prezzi più bassi al fine di avere un margine di guadagno superiore.
Questo tipo di scelta si riflette negativamente sulla qualità del lavoro e, nel lungo periodo, un abuso di tale strategia porta con ogni probabilità alla chiusura dell’agenzia.

Traduttori professionisti

 Categoria: Operatori nel settore traduzioni

I traduttori professionisti sono veri e propri amanti della traduzione. La traduzione è la passione della loro vita e per questo motivo ne hanno fatto la propria professione.
Per diventare traduttori si sono applicati per anni e hanno ottenuto titoli di studio, master e attestazioni di vario genere. Praticano la professione ad alti livelli da molto tempo e pertanto hanno un notevole bagaglio di esperienza nel settore della traduzione.
A differenza del traduttore a inizio carriera che offre traduzioni da e verso la propria lingua madre, il traduttore professionista propone i propri servizi da una o due lingue ma solo ed esclusivamente verso la propria lingua madre. Fanno eccezione a questa regola i rari casi di traduttori perfettamente bilingui che comunque segnalano questa particolarità nella presentazione dei loro servizi.

I traduttori professionisti inoltre, pur avendo anni di esperienza alle loro spalle e pur vantando conoscenze approfondite in determinati settori, non traducono indifferentemente qualsiasi tipo di testo.
La terminologia legale è del tutto diversa da quella medica, da quella meccanica, da quella finanziaria, e, per questo motivo, i traduttori professionisti accettano solamente traduzioni afferenti alle loro aree di specializzazione o, in caso contrario, fanno presente la necessità di una revisione tecnica da parte di esperti nella materia trattata.
I professionisti difficilmente lavorano su due progetti contemporaneamente, pertanto se ricevono una proposta mentre sono impegnati in un altro lavoro, sono quasi sempre costretti a rinunciarvi se è richiesta una consegna urgente.
In tal caso il cliente viene messo in contatto con colleghi o con agenzie di traduzioni di fiducia in grado di eseguire il lavoro nei tempi richiesti.

Com’è ovvio supporre, i prezzi offerti dai professionisti sono sensibilmente più alti rispetto a quelli dei traduttori a inizio carriera cui facevamo riferimento nell’articolo del 25 marzo.
Quando il progetto è urgente o particolarmente complesso da un punto di vista tecnico, i prezzi dei professionisti possono essere addirittura superiori a quelli delle agenzie di traduzione.
Infine, il traduttore professionista si distingue per le referenze, che indica sempre in modo chiaro nel proprio curriculum o nella propria pagina web e sono quasi sempre verificabili dai clienti.

Procacciatori di traduzioni

 Categoria: Operatori nel settore traduzioni

Un agente (o procacciatore d’affari che dir si voglia), è un soggetto di mercato che si occupa di trovare clienti a imprese che forniscono un determinato prodotto o servizio e che viene remunerato per quest’attività.
Anche nel settore della traduzione esistono queste figure professionali, che si propongono come intermediari tra i clienti finali e i le agenzie di traduzione (o i traduttori freelance).
Questi “procacciatori di traduzioni” sono nella maggior parte dei casi webmaster piuttosto capaci che creano portali per l’incontro tra chi richiede traduzioni e chi le offre.

Lo scopo dei portali ed i servizi che offrono in genere sono molto chiari e ben specificati, non ci sono trucchi di sorta.
I clienti hanno la possibilità di accedere gratuitamente al sito e richiedere la traduzione di un documento mentre i traduttori e le agenzie, per poter visualizzare le richieste, devono pagare in qualche caso un abbonamento fisso e in qualche altro caso una percentuale calcolata sul valore dei lavori eseguiti tramite il sito.
Il progetto di traduzione non viene gestito all’interno del portale, la funzione di quest’ultimo è semplicemente quella di mettere in contatto clienti e fornitori, non vengono stabiliti prezzi o condizioni di pagamento di alcun genere, né tantomeno vengono fornite garanzie sulla qualità della traduzione. Gli accordi vengono presi in forma privata tra fornitori e clienti.

Il successo di questi portali dipende in gran parte dalla bravura di chi li crea nel renderli visibili sui principali motori di ricerca. Se gli accessi giornalieri dei clienti sono molti, le agenzie saranno sicuramente interessate a registrarsi sul portale. In caso contrario, le agenzie che si registreranno saranno poche e questo porterà di riflesso a una diminuzione degli accessi da parte della potenziale clientela che si sentirà scarsamente tutelata dalla presenza di pochi professionisti.
I portali di questo genere, se ben gestiti, possono essere attività discretamente redditizie all’inizio ma, con il tempo,  i clienti che necessitano abitualmente di traduzioni creano relazioni commerciali stabili con le agenzie di traduzione incontrate sul portale e non riutilizzano questo strumento per necessità future. Portali di questo tipo nascono e muoiono ogni giorno.

Traduttori a inizio carriera

 Categoria: Operatori nel settore traduzioni

I traduttori a inizio carriera, in quanto tali, spesso commettono errori. E quando parliamo di errori non ci riferiamo solo ad errori di traduzione ma anche e soprattutto ad errori nella scelta del proprio percorso professionale. Dopo la scuola interpreti e traduttori o la laurea in lingue, credono di poter lavorare fin da subito come traduttori indipendenti e offrono servizi professionali non essendo ancora professionisti.
I nostri lettori non ci fraintendano, non è affatto nostra intenzione denigrare i nostri giovani colleghi. Ci preme solo sottolineare come l’ardore giovanile a volte porta a commettere errori di cui ci si pente in seguito.
All’inizio della loro carriera quasi tutti i giovani traduttori, anche se di talento e in grado di offrire traduzioni di discreta qualità, non hanno la necessaria esperienza per poter gestire progetti in autonomia. Prima di provare a volare da soli, dovrebbero avere la pazienza di crescere professionalmente sotto l’ala protettrice di un’agenzia di traduzioni o di un traduttore professionista.
In questo modo, i loro progetti di traduzione verrebbero seguiti, indirizzati e controllati da personale esperto in grado di dare ai giovani traduttori consigli e suggerimenti preziosi nonché di apportare le necessarie correzioni tecnico-stilistiche al progetto e consegnare al cliente finale un prodotto di ottima qualità.

Questo tipo di percorso è assolutamente normale in tutti gli studi di professionisti. Architetti, ingegneri, avvocati, medici devono tutti fare la “gavetta” prima di potersi affermare nei loro campi. Immaginatevi un giovane laureato in giurisprudenza che difende una multinazionale in un processo per frode fiscale. O un giovane laureato in medicina che esegue un trapianto di fegato.
Lo stesso vale per la traduzione: dopo gli studi occorrono anni di pratica per diventare a tutti gli effetti veri traduttori.
Talvolta invece, come accennavamo all’inizio dell’articolo, i giovani traduttori non hanno la pazienza sufficiente di aspettare e si propongono su internet come traduttori professionisti senza averne le credenziali.
Su internet si riconoscono quasi sempre per i prezzi estremamente convenienti che offrono. Affermano di essere in grado di tradurre da e verso la propria lingua madre e non forniscono referenze circa i lavori eseguiti in precedenza, o, se le forniscono, non sono verificabili.
Talvolta, per dare l’impressione di maggior professionalità, cedono alla tentazione di proporre i propri servizi anche in combinazioni linguistiche per cui non sono affatto preparati, e, nel caso ricevano lavoro in tali combinazioni si rivolgono a colleghi altrettanto inesperti.

Traduttori improvvisati

 Categoria: Operatori nel settore traduzioni

Purtroppo per la reputazione dei traduttori professionisti e per il prestigio del settore della traduzione nel suo complesso, ci sono in giro false agenzie di traduzione e falsi traduttori che offrono servizi di traduzione senza poi somministrarli concretamente, lasciando i malcapitati clienti in braghe di tela.
Oltre a questi veri e propri truffatori vi sono poi altri soggetti che offrono servizi di traduzione senza possedere minimamente le credenziali per potersi definire traduttori.

A differenza dei primi, che operano palesemente in malafede, i secondi non hanno quasi mai intenti fraudolenti. In pratica però, pur senza volerlo, offrono ai propri clienti servizi talmente scadenti da poter quasi essere definiti truffe.
I traduttori improvvisati sono persone che per qualche motivo parlano piuttosto bene o anche molto bene un’altra lingua. Magari hanno vissuto all’estero, magari sono sposati con una persona straniera, oppure si recano spesso all’estero per lavoro, o hanno due genitori di nazionalità diverse, o infine hanno una sana passione per una lingua e la studiano in autonomia.
Tutte queste ragioni possono essere più che valide per fare di questi individui dei buoni parlanti ma nessuna di esse fa di loro un buon traduttore.
Parlare una lingua straniera non è affatto sufficiente per poter tradurre un testo in modo efficace. Occorrono anni di studio e di preparazione tecnica per poter garantire al cliente che la traduzione sia corretta e adeguata al contesto per cui è stata pensata.

Una traduzione non è un semplice passaggio di parole da una lingua ad un’altra. Per fare in modo che la trasmissione del messaggio avvenga in modo corretto occorre essere in possesso di requisiti che un traduttore improvvisato non può proprio avere.
La peggiore situazione si profila quando il traduttore improvvisato è al contempo piuttosto bravo con internet (o con il marketing in genere) e riesce inizialmente a costruirsi un piccolo giro d’affari. Quasi certamente la sua avventura nel mondo della traduzione finirà molto presto e molto male ma altrettanto male finirà per quei clienti distratti che non avranno fatto in tempo ad accorgersi della sua scarsa professionalità.

Il mercato globale della traduzione (2)

 Categoria: Operatori nel settore traduzioni

Nell’articolo di ieri abbiamo visto come il mercato della traduzione abbia tratto grandi benefici dal processo di globalizzazione e come quest’ultimo, di riflesso, si sia alimentato e continui ad alimentarsi di traduzioni.
Tuttavia, come tutte le cose, anche la globalizzazione produce tanti effetti negativi. Nel nostro settore uno di questi è stato il proliferare incontrollato di pseudo traduttori e pseudo agenzie di traduzione che hanno inquinato il mercato con le loro offerte da mercatino dell’usato.
Il mercato della traduzione è estremamente frammentato, è come un centro commerciale di dimensioni mondiali. Nelle vetrine dei negozi si può trovare di tutto: dalle grandi agenzie di traduzione con migliaia di traduttori e avanzatissimi sistemi di controllo della qualità fino al cameriere che ha lavorato una stagione all’estero e si improvvisa traduttore.

Per i clienti del centro commerciale spesso non è facile distinguere i prodotti di qualità dai prodotti scadenti e da quelli falsi.
Nemmeno i prezzi costituiscono un buon indicatore della qualità poiché, accanto a grandi agenzie che col tempo sono riuscite a ottimizzare le loro procedure interne e riescono a offrire un prodotto ottimo a prezzi molto competitivi, coesistono ciarlatani che vendono a costi esorbitanti servizi scadenti ma ben presentati e pubblicizzati.
Per districarsi in questa giungla di offerte e acquistare il servizio desiderato è necessario procedere con grande attenzione. Dare un’occhiata fugace su internet e concludere la navigazione dopo aver fatto rapidamente tappa in due o tre porti, non permette di captare le differenze sostanziali nei servizi forniti dai vari operatori del settore. Occorre effettuare un’analisi più approfondita verificando, oltre ai prezzi, le soluzioni offerte e la metodologia di lavoro adottata.

Ciò che sembra risparmio oggi (in termini di tempo e denaro) può rivelarsi esattamente l’opposto domani. Errori nella traduzione di contratti, nella traduzione di manuali tecnici, nella traduzione di siti internet possono causare danni molto ma molto maggiori rispetto al costo di una traduzione ben eseguita, sia in termini economici che di reputazione aziendale o personale.
Consapevoli della difficoltà nell’identificare i vari operatori di mercato, abbiamo preparato una specie di vademecum per il cliente, una guida da utilizzare per cercare di orientarsi nel settore della traduzione. Senza voler stilare nessuna classifica di merito o emettere giudizi, nei prossimi giorni parleremo dei vari soggetti che operano in questo settore.

Prima parte di questo articolo

Il mercato globale della traduzione

 Categoria: Operatori nel settore traduzioni

Il mercato della traduzione corrisponde perfettamente alla definizione di mercato globale.
Anzi, di più, forse è il mercato più globale che ci sia.
Come tutti sappiamo, il progresso tecnologico è stato uno dei motori della globalizzazione.
Con esso, abbiamo assistito a un miglioramento dei mezzi di comunicazione, dei mezzi di trasporto, alla nascita e alla diffusione planetaria di internet.
Oggigiorno i paesi sono più aperti, la gente si muove da un paese all’altro senza barriere o quasi, si muovono le merci, i servizi, le idee.
Questo processo ha reso necessario comunicare in più lingue e ciò ha comportato una forte crescita nella domanda di traduzioni a livello mondiale.

La prima legge dell’economia è l’equilibrio tra domanda e offerta, pertanto, a fronte di una domanda sempre crescente di questo tipo di servizi, sono aumentati gli operatori in grado di offrirli.
Questo fenomeno è stato veicolato da un potentissimo mezzo di comunicazione globale quale internet, che ha reso semplicissimo l’incontro tra chi richiede traduzioni e chi le offre. Attualmente, un numero sempre crescente di aziende e privati sfrutta i motori di ricerca per entrare in contatto con i professionisti in grado di fornire i servizi di traduzione o localizzazione di cui necessitano, siano essi nazionali o internazionali.
Dall’altro lato, internet consente ai professionisti della traduzione (e non solo) di presentare la propria offerta ed entrare in contatto con potenziali clienti di tutto il mondo.

Se in un primo momento è stato il processo di globalizzazione ad aver permesso la crescita del mercato della traduzione, ora è il contrario, è il settore della traduzione che sta alimentando il processo di globalizzazione.
Al giorno d’oggi  si vendono prodotti e servizi in tutto il mondo grazie alla traduzione, si leggono libri di ogni tipo grazie alla traduzione, si vedono film grazie alla traduzione, si naviga su internet grazie alla traduzione. Nel mercato della traduzione i clienti sono globali, i fornitori sono globali, i traduttori sono globali, i servizi prestati sono globali, il mezzo utilizzato per operare è globale: cosa c’è di più globale del mercato della traduzione?

Seconda parte di questo articolo

Un progetto di traduzione

 Categoria: Tecniche di traduzione

Chi conosce dall’interno un’agenzia di traduzioni sa che ad ogni progetto di traduzione, per breve che sia, partecipano moltissime persone.
Dopo aver contattato l’agenzia e inviato il testo da tradurre, il cliente riceve un preventivo formulato da uno dei project manager. Se il cliente conferma il lavoro, il project manager invia il testo a un traduttore madrelingua esperto della materia trattata. Se il testo è molto corposo la traduzione viene suddivisa fra più traduttori coordinati nel loro lavoro dal project manager.

Al termine del lavoro di traduzione, il testo viene passato a un altro traduttore con le stesse prerogative del primo e questi effettua una revisione del lavoro svolto. Anche in questo caso, se il progetto è di una certa consistenza, la revisione viene effettuata da un equipe di traduttori.
Prima della consegna al cliente, viene effettuata una revisione finale. La revisione può essere effettuata da un ingegnere, da un architetto, da un medico, da un avvocato, insomma da un professionista del settore con una profonda conoscenza della materia trattata.
Anche quando il progetto è molto corposo la revisione viene effettuata da una sola persona per uniformare il lavoro. Nel caso il cliente lo richieda, dopo la revisione il testo passa nelle mani di un proofreader, di cui abbiamo parlato nell’articolo dell’8 marzo. Se il testo è un po’ legnoso, questi fa in modo che scorra in modo fluido e lo rende più godibile.

In questa fase il testo di partenza, salvo rare eccezioni, non viene nemmeno preso in considerazione. Il proofreader in genere non conosce nemmeno la lingua di partenza.
Oltre al lavoro sul testo, in un progetto a volte si rende necessario l’intervento di grafici, programmatori o esperti web. Il loro intervento nella maggior parte dei casi è marginale ma talvolta è invece assolutamente determinante per la buona riuscita del progetto.
Infine, le agenzie di traduzione che possono contare su un dipartimento di qualità, effettuano un controllo a campione delle varie fasi di traduzione, revisione e proofreading e assegnano un punteggio a chiunque abbia partecipato al progetto.
Questo tipo di controllo non influisce direttamente sulla qualità del testo consegnato al cliente, ma nel tempo permette di creare una graduatoria che i project manager utilizzano per selezionare i candidati più adatti a ciascun progetto.

L’ordine SVC in inglese e in italiano

 Categoria: Le lingue

Sia l’inglese che l’italiano, sebbene con gradi diversi, nella costruzione della frase seguono un ordine SVC, soggetto-verbo-complemento.
Generalmente in entrambe le lingue il tema (o elemento conosciuto) della frase precede il rema (o nuova informazione). Tema e soggetto tendono a coincidere occupando la parte iniziale della frase mentre il predicato e il rema compaiono come secondo termine.
Tuttavia, se nell’inglese moderno lo schema SVC è decisamente il più utilizzato, in italiano, pur essendo utilizzato con frequenza, per questioni di stile e di espressività individuale talvolta ci si allontana da esso.

La versatilità dell’italiano è possibile grazie al suo vasto sistema di desinenze, mentre la scarsa flessibilità dell’inglese è dovuta alla sua semplicità morfologica.
In questa lingua infatti, il senso o l’interpretabilità di un enunciato dipendono principalmente dalla posizione rigidamente fissata dei diversi elementi grammaticali da cui è costituita, così come dall’accento tonico, dai gruppi ritmici e dai canoni di intonazione della lingua parlata.
La differenza principale fra le due lingue è la capacità dell’italiano nel porre il soggetto dopo il verbo, in qualche caso addirittura alla fine della frase. L’inglese invece, come tutti sappiamo, accetta l’inversione (tra l’altro in modo rigido) solo nella frase interrogativa.

L’inglese seguirà le orme del latino?

 Categoria: Le lingue

L’inglese non è la lingua più parlata del mondo come numero di persone (lo precedono il cinese e l’hindi) ma è quella territorialmente più diffusa e di gran lunga la più studiata.
È l’unica lingua onnipresente ai quattro angoli della Terra e la sua importanza è molto maggiore di quella raggiunta da lingue come il greco, il latino o il francese, che in passato hanno aspirato ad essere lingue universali.
In assenza di un pressante organismo regolatore (come la Real Academia Española e l’Académie française) l’inglese, pur mantenendo un nucleo comune, si evolve seguendo percorsi divergenti nei vari paesi in cui viene parlato. E anche all’interno dello stesso paese, le influenze di altre lingue e di altre culture lo plasmano creando nuove parlate. È il caso dello “spanglish” e dell’inglese “afroamericano” negli Stati Uniti, tanto per citare due esempi.

Il latino fu la base delle lingue romanze, che, a sommi capi, scaturirono da modifiche regionali alla lingua ufficiale di stato.
Seppur in modo impercettibile, esso continua ad essere presente nel nostro modo di parlare (poche righe fa, senza rendercene conto, abbiamo utilizzato “onnipresente” e “divergenti”) ma non possiamo certo affermare che il latino sia la nostra lingua.
La domanda sorge spontanea: l’inglese seguirà le orme del latino? come sarà tra 500 anni? E tra 1000? Nasceranno nuove lingue dal processo di adattamento cui facevamo riferimento poc’anzi? Diventeranno lingue ufficiali con le proprie regole e la propria grammatica così com’è stato per le lingue romanze?

Il sistema scolare è cambiato moltissimo rispetto a 1500 anni fa e oggigiorno internet offre a chiunque un’immediata possibilità di accesso a informazioni circa gli usi ritenuti corretti della lingua. Questo, a dispetto delle considerazioni fatte nella prima parte di questo articolo, ci porta a pensare che l’inglese, a differenza del latino, potrebbe sopravvivere a lungo senza eccessive trasformazioni.
Tuttavia, la storia ci insegna che gli esseri umani, per loro stessa natura, vivono adattandosi: se troveranno qualcosa che per loro è più utile lo utilizzeranno senza indugi.
Ai posteri l’ardua sentenza…

Traduzioni legali

 Categoria: Servizi di traduzione

La traduzione legale (o giuridica) è un’area della traduzione particolarmente delicata.
Come talvolta avviene anche in altre aree della traduzione, le difficoltà nascono dalla possibile (e alquanto probabile) non corrispondenza tra termini e concetti nelle due lingue oggetto della traduzione e tra le istituzioni del paese dove è stato prodotto il documento da tradurre e quello in cui deve essere utilizzato il documento tradotto.
Se la traduzione contiene degli errori interpretativi, può causare danni gravissimi sia in termini economici che personali. A livello economico si pensi ad esempio alle conseguenze che potrebbero scaturire da alcune imprecisioni nella traduzione di un contratto fra due aziende.
A livello personale si pensi agli effetti dell’errata traduzione di un atto legale per l’affidamento di un minore o per una pratica di adozione.

Per queste ragioni, per eseguire traduzioni legali corrette è necessario avere alle spalle anni di esperienza in campo giuridico.
Inoltre, per trasmettere in modo chiaro e inequivocabile i contenuti del testo di partenza, è d’obbligo per il traduttore disporre, oltre che di grandi capacità, di documentazione giuridica perfettamente aggiornata (codici, manuali, dizionari, ecc.).
Se riesce nel proprio intento ed esegue un lavoro di qualità, la traduzione può essere addirittura migliore dell’originale.
Con “migliore” ovviamente non ci riferiamo al piano contenutistico ma alla chiarezza espositiva.
I documenti giuridici infatti sono spesso molto ingarbugliati e utilizzano un linguaggio pomposo che in qualche caso ne rende difficile la comprensione.
Il traduttore, per poter raggiungere il suo obiettivo finale (la corretta trasmissione del messaggio in modo chiaro) talvolta è costretto ad utilizzare parafrasi o note chiarificatrici di vario genere.

Così come il diritto comparato è lo studio delle similitudini e delle differenze fra gli ordinamenti giuridici dei vari stati, la traduzione giuridica è, in un certo senso, lo studio comparato della terminologia giuridica appartenente a tali ordinamenti. Di fatto, non si può fare traduzione giuridica senza fare, in un modo o nell’altro, diritto comparato.

Come uccidere una lingua (2)

 Categoria: Le lingue

Sapir-Whorf sosteneva che la lingua parlata da un individuo influenza i suoi canoni di pensiero rispetto alla percezione del mondo.
Questa famosa ipotesi ci è sempre sembrata affascinante per vari motivi, però in modo particolare per il rilievo di alcuni aspetti come l’ordine delle parole nella costruzione di un pensiero e per il modo in cui tale ordine influisce sull’importanza relativa delle parole all’interno di una frase.
Il motivo per cui citiamo questo illustre studioso è per riallacciarci all’articolo apparso ieri su questo blog. In esso abbiamo accennato al ruolo degli organismi che elaborano le regole normative di una lingua (ossia che determinano le parole accettate e quelle non accettate, gli usi corretti e quelli non corretti, ecc.), e a come l’inglese sia di fatto l’unica lingua, fra quelle più diffuse, che non ha un organismo di questo tipo.

Rileggendo l’articolo, la nostra mente ci ha portati verso l’ipotesi di Sapir-Whorf e a porci le seguenti domande: in che modo ciò viene recepito dagli angloparlanti? Significa forse che i loro pensieri sono più malleabili? Significa che oppongono più resistenza a un’autorità centrale?
Non rientra nelle nostre competenze fare un’analisi linguistico-sociologica né è nostra intenzione provarci. La contrapposizione però ci sembra davvero stridente.
Da un lato una lingua come dovrebbe essere: fluida, in evoluzione, viva. Dall’altro lingue quasi imprigionate o che comunque non riescono a sentirsi veramente libere perché per poter far loro una parola devono aspettare che essa venga inserita nel dizionario da un organismo regolatore.
Che i nostri lettori non ci fraintendano. Non siamo a favore dell’anarchia linguistica! È necessario che una lingua abbia delle regole per poter essere insegnata e tramandata. Queste regole però non devono essere asfissianti, non devono uccidere una lingua. E soprattutto non possono essere stabilite da un ristrettissimo numero di persone la cui volontà in qualche caso si scontra frontalmente con quella che è la volontà delle masse.
Un buon comunicatore non è forse un individuo che utilizzando la propria lingua trasmette un messaggio in modo corretto e comprensibile a tutti? O forse per essere considerati tali bisogna seguire scrupolosamente i dogmi di questi organismi evitando di usare parole magari comunissime ma che ancora non hanno raggiunto l’olimpo dei dizionari?

Prima parte di questo articolo

Come uccidere una lingua

 Categoria: Le lingue

In una lingua ci sono pochi aspetti che risultano tanto interessanti e intriganti come la capacità di cambiare e di rinnovarsi. Sono queste caratteristiche che rendono le lingue vive, senza di esse le lingue si paralizzerebbero e si incamminerebbero inesorabilmente verso la scomparsa dallo scenario linguistico.
Ciononostante, in molte lingue ci sono gruppi ristretti individui che vorrebbero mantenerle inalterate. Si tratta di convinti sostenitori della purezza delle loro lingue, che desiderano che esse resistano al cambiamento e all’evoluzione, all’adattamento a nuove realtà, a nuove tecnologie, ecc.

La manifestazione più evidente di questa tendenza è sicuramente l’abbondanza di corpi regolatori che essenzialmente decidono ciò può essere considerato parte di una lingua e ciò che invece non ne è degno.
Senza dubbio, fra queste istituzioni ne esistono alcune che resistono a tutte le influenze esterne (per esempio, la Académie française) e altre che invece sono più permeabili ai contributi esterni.
Le più ostinate di tutte sono decisamente quelle che non accettano innovazioni né cambi che si originano all’interno dello stesso gruppo di parlanti madrelingua, un senso di “puritanesimo” che la maggior parte della gente trova soffocante.

Fra le lingue più parlate del mondo, l’inglese è praticamente l’unica che non conta con nessun organismo regolatore. In conseguenza di ciò, non deve sorprendere che l’inglese fluttui e si evolva a un ritmo fenomenale.
Noi consideriamo che qualsiasi ragionamento dal quale partano questi organismi regolatori è totalmente assurdo e crediamo che l’effetto che produrrà nel lungo periodo questo sforzo ottuso di mantenere pura la lingua, sarà semplicemente quello di diminuirne l’importanza e la versatilità fino ad ucciderla.
C’è di più. In qualche caso tali organismi sono talmente chiusi e conservatori che sorge il dubbio che siano alimentati da idee xenofobe e di superiorità culturale, il che non fa altro che renderceli ancora più antipatici. Fortunatamente, in molte lingue la maggior parte della gente lascia da parte le norme stabilite da questi organismi e con il loro comportamento garantisce il vigore e la capacità di adattamento della loro lingua.

Seconda parte di questo articolo

Traduzione di curriculum e lettere di raccomandazione

 Categoria: Servizi di traduzione

 

Come abbiamo più volte sottolineato in questo blog, quando si esegue una traduzione, un’informazione di cui il traduttore deve necessariamente disporre è il destinatario della stessa. A chi si rivolge il documento? Qual è il suo pubblico o il mercato di riferimento?
È importante conoscere questo dato poiché le differenze interculturali tra il paese in cui è stato redatto il documento originale e quello di destinazione del documento finale possono essere sostanziali e pregiudicare gravemente il buon esito del progetto.
È ciò che accade ad esempio con la traduzione di curriculum (*) e la traduzione di lettere di raccomandazione.
I documenti di questo tipo presentano infatti un certo grado di differenza da un paese all’altro. Quelle principali riguardano il tipo di informazioni inserite e il modo in cui esse vengono presentate.
Per esempio, è piuttosto frequente che i curriculum redatti in Europa siano piuttosto corposi, mentre negli Stati Uniti i curriculum brevi sono decisamente più gettonati.
Nel vecchio continente inoltre, spesso contengono molte informazioni personali altamente confidenziali (data di nascita, nazionalità, numero del documento d’identità, indirizzo del domicilio, ecc.), mentre negli Stati Uniti certe informazioni generalmente vengono omesse. Chi manda qualche e-mail oltreoceano in cerca di lavoro non sempre è a conoscenza di quest’aspetto.

Anche le lettere di raccomandazione presentano qualche spina e in qualche caso, paradossalmente, possono ottenere l’effetto contrario rispetto a quello desiderato. Le differenze culturali tra due paesi talvolta sono così marcate che l’uso di un certo tipo di terminologia può far sì che un elogio nella lingua di partenza arrivi nel modo sbagliato a chi legge il curriculum trasformandosi in un boomerang per il candidato.

Il traduttore, che conosce a fondo la cultura della lingua d’arrivo, è consapevole di queste problematiche e può cercare di risolverle in due modi. Il peggiore è decidere autonomamente di “forzare” il messaggio del testo per fare in modo che arrivi nella maniera che egli considera appropriata. Pur facendo l’interesse del proprio cliente, sceglie di aiutarlo nel modo sbagliato. Molto meglio spiegargli direttamente la faccenda. Quasi sempre il cliente recepisce il messaggio e riscrive il proprio curriculum oppure si procura una lettera di raccomandazione che non contenga una terminologia ambigua e, così facendo, aumenta notevolmente le proprie possibilità di ottenere un impiego.

 

 

(*) è in corso un dibattito fra linguisti sulla forma corretta del plurale della parola di origine latina “curriculum”. In italiano i plurali delle parole straniere mantengono la stessa forma del singolare, ma alcuni studiosi sostengono che il latino non può essere considerato una lingua straniera e pertanto la parola al plurale dovrebbe trasformarsi in curricula, seguendo appunto la regola latina. Ad ogni modo, visto che nei più autorevoli dizionari della lingua italiana la parola curriculum al plurale rimane invariata, noi seguiamo la loro indicazione.

I progressi della traduzione

 Categoria: Strumenti di traduzione

Quando noi traduttori ormai un po’ in là con gli anni ci soffermiamo a ricordare il passato, la prima cosa che ci torna in mente è che solo una ventina d’anni fa erano pochissimi i colleghi (e ancora meno gli scrittori) che utilizzavano abitualmente il computer per lavorare.
Oggigiorno è impensabile affrontare una traduzione tecnica senza un editor di testi, senza un buon programma di traduzione assistita, senza internet, senza dizionari tecnici digitali, ecc. Eppure non più tardi di tre decadi fa, i traduttori non avevano risorse digitali, solo tantissima carta e una macchina da scrivere.
A volte è incredibile la facilità con la quale ci si dimentica del passato. La vita è talmente frenetica che si pensa sempre al presente e al futuro, sono pochi i momenti in cui ci soffermiamo a ricordare il tempo che fu.
I nostri genitori hanno vissuto un’epoca nella quale non vi era assolutamente la tecnologia che c’è adesso. Erano poche le case nelle quali c’erano la lavastoviglie, il frigorifero, la lavatrice. In nessuna c’era la televisione, la gente la sera si riuniva al bar a vedere l’unica televisione del paese. Oggigiorno sembra impossibile ma per millenni il mondo ha fatto a meno di tutto ciò, e quel che stupisce ancor di più è che ha funzionato!

Che il mondo di adesso sia migliore o peggiore, con tanti strumenti di appoggio, è qualcosa che devono giudicare quelli che hanno vissuto quella situazione di passaggio, non certo i giovani di oggi, nati praticamente con il modem incorporato. È passato sufficiente tempo per poter paragonare i risultati ed è pertanto arrivato il momento di fare un bilancio e trarre delle conclusioni.

Restando nell’ambito della traduzione, che è il mondo nel quale viviamo da tanti lustri, è fuori discussione che la tecnologia abbia trasformato radicalmente la professione di traduttore.
Con gli strumenti di adesso è tutto più facile e veloce anche se, proprio in virtù di ciò, viene richiesta una qualità di traduzione decisamente più alta e una rapidità di consegna nettamente superiore. Il traduttore lavora meglio ma produce molto di più quindi la sua qualità di vita non ha subito grossi scossoni.
Quando lavorava con la macchina da scrivere e commetteva un errore doveva farlo sparire con una gomma che, se usata con troppa energia abradeva il foglio e nel peggiore dei casi lo forava. Però era comunque felice poiché in quel momento non sapeva che entro breve tempo sarebbero arrivate le macchine da scrivere elettriche, seguite a ruota da quelle elettroniche e infine dai computer. Il presente è insufficiente solo quando diventa passato. Quando è in attività, quando è presente, sembra che non possa essere superato da niente.
E invece il superamento c’è stato, ed ha prodotto un cambiamento spaventoso nel giro di solo dieci anni. Quello che non è cambiato è la sensazione che si prova di fronte a un nuovo testo da tradurre. Quella, finché sarà l’uomo a farla sarà sempre la stessa.

Il proofreader

 Categoria: Operatori nel settore traduzioni

A seconda del tipo di progetto, della sua dimensione e della sua complessità, intervengono nel processo di traduzione e revisione varie figure professionali.
Nella fase iniziale la traduzione viene affidata ad uno o più traduttori coadiuvati da un project manager. Una volta terminata la traduzione, viene revisionata da uno o più revisori e, nell’ultima fase, anche se si tratta di un documento molto corposo, il lavoro viene ripassato a pettine da un solo specialista del settore oggetto della traduzione per assicurare omogeneità a tutto il testo. Nelle fasi di revisione, in inglese “editing”, si interviene sul testo per verificarne la consistenza terminologica, l’adeguatezza lessicale, lo stile di scrittura, la leggibilità, e, se non fatto in precedenza, vengono apportate le opportune modifiche per far sì che il testo sia adeguato al pubblico di destinazione (localizzazione).

Tuttavia, nonostante tutti questi passaggi, può accadere che in una traduzione permangano errori ortografici o piccole imprecisioni di vario genere (punteggiatura, maiuscole, grassetti, corsivi, spazi, sottolineature, abbreviazioni, ecc.). Il proofreader (in italiano “correttore di bozze”) è il professionista che si occupa di “ripulire” il testo da tutte queste imperfezioni.
Si tratta di un madrelingua nella lingua di destinazione, che possiede una conoscenza perfetta della propria lingua ed è dotato di ottime capacità espressive e analitiche.
Visto che nella fase di revisione sono stati accuratamente controllati tutti gli aspetti relativi alla traduzione, non è fondamentale che il proofreader sia a sua volta un traduttore nè tantomeno un profondo conoscitore della materia trattata.

Tutti i passaggi successivi alla traduzione vera e propria sono importanti in egual misura.
Un lavoro non perfetto vanifica gli sforzi dell’equipe che lo ha eseguito e soprattutto vanifica l’investimento di chi lo ha commissionato. La mancanza di chiarezza di un lavoro, la poca scorrevolezza, la scarsa coerenza terminolgica, o semplicemente la presenza di errori vari, diminuiranno l’interesse di un lettore o di un potenziale cliente e ciò determinerà inevitabilmente il fallimento del progetto di traduzione.

La traduzione in cinese del discorso di Obama

 Categoria: Attività correlate alla traduzione

 

Nell’articolo del 15 febbraio abbiamo parlato del grande potere che può avere un traduttore nella manipolazione dell’opinione pubblica. L’esempio che abbiamo descritto probabilmente ha fatto addirittura sorridere alcuni lettori poiché si trattava di una situazione piuttosto divertente e soprattutto di scarsissima importanza (non ce ne vogliano Pelé e Maradona).
Nell’articolo di oggi, seguendo il filo conduttore del potere di manipolazione delle parole da parte di un traduttore, citeremo invece un episodio di una certa rilevanza che siamo certi non farà sorridere nessuno.

Si tratta della traduzione ufficiale in cinese del discorso di insediamento dell’ultimo presidente degli Stati Uniti.
Il Partito Comunista della Repubblica Popolare Cinese considerò le parole di Barack Obama come troppo forti e dirette per la popolazione cinese e per questo motivo decise che la versione ufficiale della traduzione in cinese non fosse fedele al discorso originale del presidente.
Nella versione trasmessa da tutti i mezzi di comunicazione statali vennero omesse parti relative al comunismo, alla corruzione e ai metodi di eliminazione del dissenso. Venne inoltre ritenuto opportuno interrompere la trasmissione in diretta sul canale di stato quando Obama menzionò la lotta contro il comunismo.

Risulta impressionante come, facendo alcuni tagli e magari sostituendo qua e là qualche parola, si possa potenzialmente manipolare l’opinione di più di un miliardo di persone.
Tuttavia, a dispetto della forte censura operata anche sul web dal Partito Comunista, siamo convinti che il messaggio, almeno alle fasce più moderne, sia arrivato tramite internet. I cinesi che parlano inglese sono tanti e speriamo che almeno loro si siano accorti del papocchio. Il problema sono i milioni di persone semi analfabete che vivono nelle campagne o che non hanno accesso alla rete. Su di esse il risultato della traduzione manipolata è sicuramente quello auspicato dal Partito.

Traduttori specializzati

 Categoria: Operatori nel settore traduzioni

Il traduttore deve avere la piena padronanza della propria lingua d’origine, delle sue regole ortografiche, grammaticali, sintattiche, morfologiche. Deve avere una grande capacità espressiva e analitica. Idem dicasi per quanto riguarda la lingua verso la quale traduce.
Il buon traduttore oltre a conoscere alla perfezione due lingue deve conoscere le regole, le tecniche e gli strumenti di traduzione e deve avere talento nel tradurre.
L’ottimo traduttore, oltre a conoscere alla perfezione due lingue e avere un’ottima preparazione nel campo della traduzione deve avere anche una buona cultura generale.
Il traduttore specializzato è un ottimo traduttore che in più vanta una conoscenza approfondita di un determinato settore.

La specializzazione di un traduttore in un certo campo può derivare da molti fattori. Egli può aver sviluppato in proprio una passione talmente forte per una certa tematica da essere in grado di tradurre documenti specialistici in totale scioltezza. Può aver studiato all’università e sostenuto diversi esami su una certa materia (magari anche all’estero). Può essere un professionista di un determinato settore che si dedica anche alla professione di traduttore specializzato.
I principali settori nei quali si specializzano i traduttori sono quello medico-scientifico, quello giuridico-legale, quello informatico e quello tecnico (che racchiude un infinità di campi di attività anche molto diversi fra loro).

Oggigiorno le agenzie di traduzione per essere competitive e offrire ai propri clienti un servizio di qualità, devono poter contare su un elevato numero di traduttori specializzati, in modo tale da coprire tutti i settori appena menzionati (considerando che il settore tecnico include decine di sotto settori) in più combinazioni linguistiche possibile. Per questa ragione la nostra agenzia e molte altre agenzie concorrenti si avvalgono di migliaia di traduttori freelance residenti in ogni parte del mondo.

Tradurre gli autori del passato

 Categoria: Traduzione letteraria

La traduzione non è processo chiuso, definitivo e nemmeno il testo originale lo è.
Ogni epoca interpreta le opere letterarie a modo suo e le osserva con i suoi occhi, diversi da quella precedente e da quella seguente. Illustri colleghi sostengono che ogni generazione deve ritradurre i classici per attualizzarli. Ma fino a che punto è opportuno tradurre autori vissuti secoli fa sulla base del linguaggio moderno? Come suonerebbe una commedia di Goldoni se la depurassimo dalle espressioni dialettali della sua epoca e le trapiantassimo artificialmente il linguaggio colloquiale di oggi? Una schifezza, senza alcun dubbio.
Tuttavia, molti lettori traggono giovamento e sollievo da quest’opera di attualizzazione dei testi, poiché permette loro di capire meglio e di conseguenza godere maggiormente della lettura.

Alla luce di quanto detto, il traduttore che deve riadattare o tradurre autori del passato si trova a un bivio: una strada prevede l’utilizzo di un linguaggio moderno che lo conduce lontano dall’autore, l’altra prevede l’utilizzo di un linguaggio arcaico che lo porta lontano dal lettore.
Questa scelta risulta particolarmente delicata nella traduzione della poesia, giacché il linguaggio poetico è di per sé più astratto e letterario di quello della prosa. Pertanto, il traduttore, a nostro modo di vedere, dovrebbe riuscire a elaborare un linguaggio a metà tra l’antico e il moderno che, pur in presenza di qualche polverosa espressione ripescata nella soffitta della tradizione, permetta al lettore contemporaneo di godere dell’opera tradotta o adattata.
Nella scelta delle opere meritevoli di essere riadattate o ritradotte ciò che prevale è senza dubbio l’identificazione di un autore con il presente, e per questo motivo vengono tradotti quei libri le cui problematiche e i cui temi si adattano meglio alle nostre inquietudini, e vengono volutamente dimenticate nella soffitta opere che nella loro epoca hanno fatto furore ma che a noi dicono poco o niente…

L’importanza della comunicazione

 Categoria: Problematiche della traduzione

Mesi fa, negli articoli del 16, 17 e 18 novembre, abbiamo trattato il tema dell’importanza della comunicazione fra agenzia di traduzione e cliente. Si tratta di un aspetto davvero fondamentale nel nostro settore.
Per ottenere il miglior risultato possibile è necessaria una buona comunicazione non solo da parte del traduttore, ma anche e soprattutto da parte del cliente.
Nel caso vi sia una grande mole di materiale da tradurre molto tecnico e complesso, il risultato non dipende solo dalla competenza e dall’esperienza del traduttore ma anche dall’apporto che il cliente, o chi per lui, può dare al progetto.
A volte succede che l’azienda che richiede una traduzione (e magari la paga in anticipo) dia il lavoro già per eseguito senza tenere in considerazione le difficoltà che possono sorgere. Purtroppo non sempre fila tutto liscio. Per quanto bravi possano essere i traduttori incaricati di tradurre i documenti, questi a volte sono talmente ingarbugliati che nemmeno i loro proprietari li capiscono fino in fondo. Ciononostante vengono consegnati e dati per tradotti, senza alcun tipo di spiegazione o chiarimento di sorta, come se non fosse interesse stesso del cliente ottenere un buon risultato.

Quando si lavora con documenti contenenti espressioni, abbreviazioni, sigle, nomenclature particolari usate nell’azienda del cliente, è di fondamentale importanza che all’agenzia di traduzioni venga fornito un glossario che permetta al traduttore o all’equipe di traduttori di mantenere la coerenza terminologica in tutte le parti del documento. Se il cliente non dispone di un glossario è quantomeno auspicabile che fornisca spiegazioni, chiarimenti e quant’altro prima di dare inizio ai lavori di traduzione. In tal modo l’agenzia risparmia noiosi grattacapi ed è in grado di consegnare il prodotto finito in tempi più ristretti.
Dopo la pianificazione iniziale è inoltre importante che il cliente stesso o una persona di sua fiducia a conoscenza della tematica oggetto di traduzione venga messa a disposizione dell’agenzia come referente in grado di rispondere con celerità e concretezza alle eventuali richieste di chiarimento del traduttore che sta eseguendo il lavoro.
Questo canale di comunicazione, purtroppo a volte non è efficiente e costringe il project manager che sta coadiuvando il traduttore ad effettuare varie telefonate in cerca di qualche responsabile che possa chiarire certi dubbi. Anche in questa fase del progetto appare evidente come la mancanza di comunicazione da parte del cliente o comunque una cattiva comunicazione, possa pregiudicare l’esito finale del progetto stesso.

Imparare una lingua straniera (6)

 Categoria: Le lingue

Con il post di oggi chiudiamo quest’articolo relativo all’apprendimento di una lingua straniera. In futuro torneremo sicuramente sull’argomento.

Quando uno studente ha raggiunto un livello di apprendimento tale da permettergli una conversazione senza troppi intoppi con un individuo madrelingua, il suo percorso di studio può dirsi concluso.
È comunque importante che lo studente continui a praticare la lingua parlandola il più possibile e dedicando tempo anche ad attività di ascolto. I soggiorni all’estero, pur non indispensabili, sono sicuramente ottimi strumenti per migliorare anche sensibilmente le proprie capacità e le proprie conoscenze.
Per chi invece non si accontenta e vuole imparare una lingua alla perfezione, un soggiorno all’estero di alcuni mesi è assolutamente imprescindibile. Per chi desidera intraprendere la carriera di traduttore rimandiamo al nostro articolo del 13 gennaio.

Per poter affermare senza timore di conoscere veramente bene una lingua, occorre arrivare a pensare come pensa un parlante madrelingua. Non si tratta solo del diffusissimo stereotipo riguardo al “sognare” in un’altra lingua, questo è qualcosa che può accadere anche a studenti che non abbiano la totale padronanza della lingua.
Si tratta di un concetto che implica il totale svincolamento dal proprio approccio abituale a favore di un nuovo approccio che non venga però percepito come tale ma come naturale. Tale approccio comporta l’interpretazione di una situazione con l’essenza della nuova lingua in termini di vocabolario e struttura sintattica.
Ad esempio, nel caso di una frase come “Staff entrance only”, normalmente, chi si trova in una certa fase del proprio percorso di apprendimento la traduce come “Entrata di personale solamente”, ovvero in modo sicuramente corretto ma non certo appropriato. Solo con l’esperienza si potrà giungere a un approccio che permetta di poter tradurre “Proibito l’accesso alle persone non autorizzate”.