Teoria della traduzione

 Categoria: Attività correlate alla traduzione

Quando si parla di teoria della traduzione ci si riferisce ad una branca delle discipline umanistiche il cui obiettivo è lo studio sistematico ed interdisciplinare della teoria, della descrizione e delle possibilità applicative sia della traduzione in senso stretto che dell’interpretariato.
La teoria della traduzione può limitarsi allo studio di determinate caratteristiche (approccio descrittivo) oppure indicare le regole per l’applicazione di talune attività (approccio normativo).
In quanto scienza interdisciplinare, la teoria della traduzione trae molti contributi dagli altri campi di studio legati alla traduzione in generale. Fra questi troviamo la linguistica, la storia, la terminologia, la lessicologia, la letteratura comparata, la filosofia, l’informatica, la filologia, la semiotica, ecc.

Da notare che questo insieme di teorie, in italiano come in molte altre lingue, è indicato con il termine traduttologia. Tale termine è tuttavia considerato non corretto da molti studiosi, poiché basato sulla traduzione letterale del nome francese della disciplina, la traductologie.
La traductologie in quanto scienza, studia il processo cognitivo inerente alla riproduzione (traduzione) orale, scritta o gestuale, verso una determinata lingua, di un concetto espresso in un’altra lingua in una delle forme sopraccitate.
La nozione di traductologie è stata impiegata per la prima volta nel 1972 dal traduttologo francese Jean-René Ladmiral. Tuttavia, praticamente in contemporanea con il collega francese, anche il traduttologo canadese Brian Harris, pubblicò un saggio nel cui titolo compariva questo termine.

Principali differenze tra internazionalizzazione e localizzazione

 Categoria: Attività correlate alla traduzione

 

Spesso i concetti di internazionalizzazione e localizzazione vengono usati in modo inappropriato oppure si fa riferimento ad essi come se fossero la stessa cosa. Vi è tuttavia una differenza tanto sottile quanto fondamentale fra loro.
Quando si parla di internazionalizzazione ci si riferisce al processo di adattamento di determinati prodotti o servizi per un loro possibile lancio in uno o più mercati (o ambienti) diversi da quelli in cui sono stati pensati e progettati.
La localizzazione è invece l’aggiunta a prodotti o servizi già “internazionalizzati” di caratteristiche particolari che ne rendano possibile l’utilizzo o la fruizione in mercati o ambienti particolari definiti “locali”.

L’internazionalizzazione avviene pertanto già in fase di progettazione del prodotto o del servizio, con la predisposizione di tutti gli elementi necessari affinché possano essere piazzati o forniti senza problemi sul mercato internazionale.
Il processo di localizzazione invece avviene qualora vi sia l’intenzione da parte del fabbricante o del prestatore del servizio di penetrare in un mercato estero specifico.
Intervengono pertanto in questa fase la traduzione del testo, l’adattamento culturale e molti altri aspetti cui abbiamo accennato nei giorni scorsi.
Per tale ragione un prodotto o un servizio possono essere “internazionalizzati” ma non “localizzati”. Ciò avviene quando, pur essendo stati pensati e realizzati per soddisfare i requisiti della comunità internazionale, non sono ancora stati preparati perfettamente per uno specifico mercato.
La complementarità dei processi di internazionalizzazione e localizzazione appare del tutto evidente. Affinchè il prodotto o il servizio funzionino correttamente e abbiano successo a livello globale è assolutamente necessario che i due processi siano sinergici e ben combinati fra loro.

Internazionalizzazione e localizzazione (2)

 Categoria: Attività correlate alla traduzione

I processi di internazionalizzazione e localizzazione vengono applicati in moltissimi campi. I principali sono:

- la traduzione linguistica.
- le immagini, i colori, i simboli, l’estetica in generale: questioni relative all’adeguatezza culturale e alla facilità di comprensione
- gli usi, i costumi e le tradizioni locali
- i valori culturali
- il contesto sociale
- la legislazione in generale
- il formato della data e dell’ora, ivi compreso l’utilizzo di calendari e fusi orari differenti (in ambienti internazionalizzati definiti UTC)
- le misure e la valuta
- i nomi, i documenti d’identità, i titoli, i numeri di telefono, gli indirizzi e i codici postali
- i trasporti. Basti pensare ai paesi bilingui in cui la segnaletica è espressa in due idiomi oppure ai paesi in cui si guida sulla parte sinistra della carreggiata e i veicoli vengono pertanto fabbricati con i comandi sulla parte destra dell’abitacolo.

Per semplicità abbiamo separato i vari campi di applicazione, considerando la traduzione linguistica come un campo a sé stante. Tuttavia, come abbiamo più volte avuto modo di sottolineare, una buona traduzione non può limitarsi alla mera trasposizione di una serie di parole da una lingua ad un’altra ma deve tenere in considerazione tutti gli aspetti sopra elencati, non come fossero compartimenti stagni ma come parte di un unico blocco.
Visto che la traduzione linguistica è ovviamente il campo che ci riguarda più da vicino ci sembra opportuno aggiungere altri aspetti strettamente legati ad essa in cui intervengono i processi di internazionalizzazione e localizzazione.
Fra essi ricordiamo: alfabeti diversi, metodi di scrittura diversi (da sinistra verso destra e viceversa oppure dall’alto verso il basso), sistemi diversi di numerazione, metodi di ordinamento degli elenchi diversi.
Grande importanza rivestono inoltre il parlato (audio), i sottotitoli nei prodotti multimediali e le rappresentazioni grafiche di testo (immagini contenenti testo, materiale stampato).
Quando si tratta di testi in formato digitale occorre infine tenere in seria considerazione la codifica dei caratteri. Unicode è il sistema attualmente più utilizzato per risolvere molti dei problemi legati a quest’aspetto.

Internazionalizzazione e localizzazione

 Categoria: Attività correlate alla traduzione

Tutti i prodotti che troviamo sul mercato, prima di giungere ai clienti o agli utenti, sono stati sicuramente pensati e progettati per quel determinato mercato.
Quando invece un prodotto già presente su un mercato dev’essere lanciato in un altro mercato (poniamo il caso di una nazione diversa e con una cultura diversa), affinché il prodotto ottenga i risultati sperati, è necessario ricorrere a delle tecniche, a dei processi di adattamento, denominati internazionalizzazione e localizzazione.
Sul mercato italiano ad esempio uno shampoo da donna può essere efficacemente pubblicizzato mostrando l’immagine di una donna sensuale ed ammiccante che cattura l’attenzione di un uomo grazie alla propria capigliatura fluente e ad una frase particolarmente provocante in italiano.
Banale notare come in un paese islamico, limitandosi alla sola traduzione della frase, la pubblicità non verrebbe trasmessa, il prodotto probabilmente non arriverebbe nemmeno agli scaffali dei supermercati e l’ideatore della pubblicità verrebbe ricercato dalla polizia.

Per poter efficacemente penetrare nel mercato di destinazione è necessario ricorrere ai processi di adattamento cui facevamo riferimento poc’anzi. Occorre conoscere a fondo oltre che la lingua del paese di destinazione, i suoi usi, i suoi costumi, la sua cultura in generale. La pubblicità dell’esempio dev’essere pertanto rivista e corretta in modo da non risultare offensiva per i canoni del paese di destinazione e ottenere i risultati commerciali auspicati.
Oltre alla pubblicità (televisiva, editoriale o di altro genere), i prodotti per cui è opportuno ricorrere a tali processi sono moltissimi: i manuali d’uso, le etichette dei prodotti, i siti internet, le pubblicazioni mediche e scientifiche, i software, ecc.

Seconda parte di questo articolo

Il lato amministrativo del lavoro (2)

 Categoria: Traduttori freelance

La fatturazione, banale sottolinearlo, è fondamentale. Anche se può sembrare incredibile (oltre che stupido!), a volte ci si dimentica di fatturare qualche lavoro. Per evitare che ciò accada, è opportuno organizzare ed archiviare le nostre scartoffie in modo semplice e razionale. Tra i vari classificatori che dovremmo utilizzare (limitandoci al discorso fatturazione mensile), sarebbe opportuno predisporne uno con tutte le conferme d’ordine del mese suddivise per cliente, in modo tale da poter rintracciare tutti i lavori fatti. Una volta emessa la fattura, dovremmo spillare la nostra copia insieme alla relativa conferma d’ordine ed archiviare il tutto in un altro classificatore in attesa del pagamento. Certo non tutti i clienti hanno l’abitudine di inviare una conferma d’ordine ufficiale. Quando non ce la mandano dovremmo essere noi stessi a fornirgliela. Basta creare un semplice modello in carta intestata che rechi i dati del cliente (gli stessi che appariranno poi sulla fattura) e tutti i dettagli del servizio prestato. Il cliente lo deve compilare e ce lo deve rimandare firmato. Tutto ciò è di vitale importanza non solo per poter tracciare tutti i lavori eseguiti, ma anche come prova del lavoro commissionato dal cliente.
Anche per il cliente stesso una conferma d’ordine costituisce una garanzia contro una nostra eventuale mancanza di professionalità (ad esempio nel caso in cui vi sia da parte nostra un grave prolungamento dei tempi di consegna pattuiti oppure una lievitazione abnorme dei costi previsti in sede di preventivo).

Certo per delle menti relativamente creative come quelle dei traduttori freelance, può risultare piuttosto noioso avere a che fare con conferme d’ordine, archivi, classificatori, fatture e scartoffie varie. Tuttavia è assolutamente necessario affinché la carriera che desideriamo prenda la giusta direzione. Il lato amministrativo della nostra professione non può in alcun modo essere evitato.
Qualcuno potrebbe pensare di incaricare terze persone di svolgerlo al posto nostro. In teoria la cosa è fattibile ma a nostro avviso non molto redditizia. Al di là dei costi vivi (dovremmo stipendiare queste persone), questo ci allontanerebbe dai clienti, perderemmo per così dire “il polso dei clienti” e con il tempo gli effetti negativi sarebbero sicuramente maggiori del sollievo provato nel non dover gestire in prima persona la parte burocratico-amministrativa del nostro lavoro.

Con questo post chiudiamo la finestrella che abbiamo aperto la scorsa settimana sul mondo dei traduttori freelance. Ad ogni modo in futuro torneremo sicuramente a parlare di questa stupenda professione.

Il lato amministrativo del lavoro

 Categoria: Traduttori freelance

Per un traduttore freelance, un’attività importante alla quale dedicare tempo, al pari delle altre di cui abbiamo parlato nei giorni scorsi, è l’organizzazione del lato amministrativo del lavoro, ovvero la fatturazione, la tracciatura dei lavori, ecc.
Investendo in quest’attività le risorse adeguate e organizzandola nel modo corretto, si avrà un valido ritorno in termini di risparmio di tempo e di denaro.
Occorre in primo luogo preparare un piano di lavoro che stabilisca con chiarezza tutte le scadenze: quelle relative alla consegna delle traduzioni e quelle relative ai pagamenti, senza dimenticare di annotare le modalità di saldo concordate con i clienti.
Sempre nell’ottica di risparmio del tempo, è opportuno predisporre ed aggiornare continuamente una lista di tutti i problemi che abbiamo affrontato e le eventuali soluzioni che abbiamo adottato. In questo modo eviteremo a noi stessi e ad altre persone di sprecare tempo prezioso per risolvere problemi in cui si è incorsi in passato ed ai quali abbiamo già trovato soluzioni efficaci.

La fatturazione dovrebbe essere fatta a fine mese, in modo tale da raggruppare tutti i lavori svolti per il medesimo cliente.
Com’è ovvio supporre, questo sogno non si avvera quasi mai, poiché le regole e le modalità concordate variano da un cliente all’altro: c’è chi chiede di fatturare alla consegna di ogni lavoro (piccolo o grande che sia), chi preferisce un’unica fattura a fine mese, chi invece addirittura a metà mese e alla fine, chi invece ci chiede di fatturare solo al raggiungimento di un certo importo e così via. Vi sono poi le agenzie di traduzione di grosse dimensioni nelle quali operano tanti Project Manager e ciascuno di essi chiede una propria fatturazione. In sostanza, se abbiamo eseguito nello stesso mese quattro traduzioni per la stessa agenzia ma per quattro PM diversi è probabile che occorra emettere quattro fatture diverse.
Com’è facile immaginare, la cosa migliore da fare per risparmiare tempo, è creare uno o più modelli di fattura standard. Per esempio si potrebbe pensare di crearne due, uno per i clienti del nostro paese ed uno per quelli internazionali. In ciascun modello dovremmo inserire i dati di ogni cliente (denominazione sociale dell’azienda o semplicemente il nome se si tratta di un privato, indirizzo, recapiti telefonici, nome della persona di riferimento o del PM se si tratta di un’agenzia di traduzioni, ecc.). In questo modo, ogni volta che faremo una traduzione non ci sarà bisogno di preparare una nuova fattura, basterà cambiare le specifiche dei servizi forniti.

Seconda parte di questo articolo

La posta elettronica

 Categoria: Traduttori freelance

Con che frequenza è opportuno controllare la propria casella di posta elettronica?
Senza ombra di dubbio, il nostro lavoro dipende in gran parte dalle e-mail, pertanto un controllo frequente della posta è imprescindibile. Questo però non deve diventare un’ossessione. Non dobbiamo stare davanti al monitor in attesa di ricevere nuova posta. Probabilmente la cosa migliore da fare per evitare la “sindrome della posta ricevuta” è quella di impostare un segnale acustico che ci notifichi la ricezione di nuovi messaggi senza dover controllare fisicamente il nostro account.

Un altro aspetto da tenere in considerazione è che, visto che lavoriamo con clienti e con agenzie di traduzione la cui sede può essere in un paese straniero con un fuso orario diverso dal nostro, quando dormiamo o siamo irreperibili, è d’obbligo impostare nel nostro programma di posta elettronica un messaggio automatico di risposta che informi chi ci scrive circa la nostra temporanea assenza.
I clienti infatti spesso non tengono in considerazione quest’aspetto e potrebbero infastidirsi non ricevendo una riposta da parte nostra nelle ore successive. Se veniamo contattati da un cliente con un fuso orario di 6-8 ore diverso dal nostro, questi potrebbe ricevere una risposta anche il giorno dopo aver inviato il proprio messaggio. Per prevenire questo tipo di inconvenienti, è buona norma prevedere una frase automatica di risposta che rassicuri il cliente comunicandogli che risponderemo nel più breve tempo possibile. Probabilmente la cosa non gli andrà a genio lo stesso ma almeno non lo avremo lasciato nell’oblio più totale.

L’organizzazione del tempo (2)

 Categoria: Traduttori freelance

Un’altra delle regole fondamentali da seguire è quella di cercare di non lavorare nei fine settimana. Ovviamente se si hanno delle scadenze da rispettare sarà necessario farlo però in tal caso sarebbe opportuno programmare comunque due giorni di riposo infrasettimanali per poter recuperare energie mentali e fisiche e ristabilire equità nel saldo tempo dedicato al lavoro/tempo libero.

Nella pratica, sarebbe auspicabile organizzarsi con una sorta di “budget temporale” suddividendo il tempo lavorativo a nostra disposizione in varie attività.
Oltre al lavoro vero e proprio di traduzione, è necessario ritagliarsi spazi per dedicarsi al marketing di noi stessi e per aumentare la nostra formazione professionale, frequentando quindi corsi, convegni, seminari linguistici e imparando ad utilizzare nuovi programmi di traduzione. Il tempo che resta dovremmo dedicarlo ai nostri hobby, alle nostre passioni e alla cura delle nostre relazioni sociali. Troppe volte accade che questo lavoro porti a una sorta di isolamento. Dobbiamo assolutamente fare in modo che ciò non accada.

La professione di traduttore freelance dev’essere approcciata come una qualsiasi altra attività lavorativa, nella quale vi sono dei periodi nei quali il lavoro ci assorbe completamente e non è possibile dedicarsi ad altre attività ma vi sono anche periodi nei quali il tempo a disposizione è maggiore.
Tali periodi, lungi dall’essere considerati come una perdita di tempo o come qualcosa di negativo, devono al contrario essere vissuti come un’occasione da non perdere per fare ciò che non riusciamo a fare nei periodi in cui dobbiamo tradurre tante ore al giorno.
Spazio quindi alle pubbliche relazioni, al marketing, alla compilazione di glossari, alla verifica dei database delle agenzie, allo studio per il superamento di un esame per una determinata associazione linguistica, alla costruzione o al miglioramento del nostro sito web, ecc.

L’organizzazione del tempo

 Categoria: Traduttori freelance

L’organizzazione del tempo è fondamentale per il traduttore freelance.
Chi ha deciso di intraprendere questa carriera deve sapere fin dall’inizio che lavorare come freelance non è sinonimo di libertà assoluta. Al contrario, se non si gestisce al meglio il tempo, questa professione può trasformarsi in una vera e propria gabbia.
Come tutti i lavori autonomi ci sono delle scadenze e dei programmi da rispettare. Essendo in teoria liberi di lavorare 24 ore al giorno o di non lavorare affatto, è importante darsi degli orari e cercare di rispettarli quanto più possibile. Rispetto ad un lavoro tradizionale che obbliga il lavoratore a degli orari, il freelance deve obbligarsi da solo e cercare di pianificare la propria giornata di lavoro e la propria vita personale in modo da dare il giusto spazio ad entrambe.
I rischi che si corrono senza una pianificazione efficiente sono di non riuscire a rispettare le scadenze date ai clienti e alle agenzie oppure, più comunemente, di farsi assorbire totalmente dal lavoro dicendo addio alla propria vita privata.

È ovvio che quasi tutti i traduttori freelance (soprattutto quelli all’inizio della loro carriera) pensino di dover lavorare moltissimo per poter ingranare la quinta marcia. Questo tipo di riflessione, assolutamente razionale e giustificata, rischia però, come accennavamo poc’anzi, di risuccchiare la persona in un vortice dal quale poi è difficile uscire, una volta che le abitudini si siano consolidate.
Chi sceglie questo lavoro lo fa per seguire una passione forte, perché non lavora bene con orari fissi, perché gli risulta pesante recarsi in ufficio ogni mattina, perché preferisce essere il manager di sé stesso anziché dipendere da altre persone.
Tutte queste considerazioni portano inevitabilmente ad un grosso investimento della persona in termini di ore lavorate. Nessuno mi dà ordini, posso lavorare sulla poltrona di casa mia e non devo perdere ore nel traffico per raggiungere il posto di lavoro. Ergo, posso investire in ore lavorative tutto il tempo che avrei perso e in più non mi pesa perché mi piace da morire.
Niente di più sbagliato. Queste considerazioni devono essere lasciate da parte ed è necessario fin da subito organizzarsi con una sorta di orario di apertura e di chiusura del proprio ufficio domestico. Tutti sappiamo quanto sia difficile spegnere il computer alle 18:30 quando ci mancano poche pagine per terminare una traduzione. Ma è proprio in questi casi che occorre rispettare la regola che ci siamo dati.

Seconda parte di qesto articolo

Il traduttore freelance

 Categoria: Traduttori freelance

Tra coloro che non operano nel settore della traduzione professionale, sono molti quelli che pensano che un traduttore freelance abbia più libertà di movimento di quanta ne abbia un traduttore impiegato presso un’agenzia di traduzioni o comunque presso un ente nel quale lavori con un orario fisso. Il pensiero comune è che un traduttore freelance possa decidere in totale autonomia se lavorare oppure no e, nel caso decida di farlo, sia in grado di stabilire quando e quanto.

Il fatto è che la maggior parte delle persone che hanno questi convincimenti o non hanno la più pallida idea di cosa sia e cosa faccia un traduttore freelance oppure ne hanno solo un’idea piuttosto vaga.
Nei prossimi post esploreremo il piccolo grande mondo dei traduttori freelance e vedremo come in esso siano assolutamente fondamentali l’organizzazione e il tempo. Se un freelance non si dà delle regole ben precise e non cerca in tutti i modi di rispettarle rischia di vedere la propria vita stravolta a causa della propria professione.
A seconda della sua indole può ad esempio ritrovarsi nel caos più completo sommerso dalle scartoffie oppure può vedersi inghiottito dalla spirale del lavoro senza riuscire a ritagliarsi neanche un secondo per la vita privata. In entrambi i casi il rischio è quello di esplodere dopo poco tempo.

I classici della traduzione (2)

 Categoria: Storia della traduzione

SAN GIROLAMO (347 d.C.- 420 d.C.)
Le leggi di una buona traduzione

In una traduzione si possono accettare alcuni errori, ma ovviamente niente di delittuoso.
Nelle mie traduzioni dal greco al latino non ho mirato a rendere parola per parola, ma ho cercato di riprodurre il senso dell’originale in modo integrale. Come potrete verificare dalla semplice lettura dei miei testi tradotti io non ho effettuato aggiunte, né tantomeno ho alterato dogmi. Nel seguire questa metodologia, Cicerone è stato il mio maestro.
Sono ben lontani i tempi in cui, seguendo l’esempio di certi dotti e ingannato dai loro stessi errori, nella prefazione alla mia traduzione della “Cronaca d’Eusebio” scrissi: “quando si segue il pensiero di un autore è molto difficile riuscire a non allontanarsene mai”.

Potete trovare altri classici della traduzione nella categoria “Storia della traduzione

Nei prossimi 10 giorni le pubblicazioni di questo blog verranno sospese. Riprenderemo con regolarità lunedì 19 ottobre.

Wordfast

 Categoria: Strumenti di traduzione

Gli strumenti che abbiamo analizzato brevemente nei giorni precedenti sono programmi a tutti gli effetti, Wordfast invece è un insieme di macro di MS Word, non è un programma vero e proprio. Ciononostante, l’elaborazione dei documenti segue modalità molto simili a quelle seguite da Trados.
Wordfast nacque anni fa come strumento gratuito per i traduttori che non avevano disponibilità sufficienti per acquistare programmi costosi, ma con il tempo si è evoluto moltissimo, trasformandosi in uno strumento sofisticato che, a un costo decisamente inferiore rispetto agli altri programmi, offre funzioni molto apprezzate dai traduttori e in qualche caso non presenti nemmeno in Trados.

I glossari di Wordfast sono in semplice formato testo delimitato da tabulazione. Per questo motivo risultano estremamente semplici da gestire e compatibili con la maggior parte delle applicazioni più comuni, quali ad esempio Word ed Excel.
Tale semplicità ovviamente si riflette in modo negativo sulla potenza dei glossari stessi che non sono strutturati per concetti e sono solamente bilingui. Per tale motivo risultano in genere sufficienti per il lavoro dei traduttori ma inadeguati per le esigenze dei terminologisti. Una funzione di estrazione terminologica è disponibile in +Tools, la suite di strumenti gratuita che accompagna Wordfast.

Come in Trados, anche in Wordfast il traduttore può scegliere di segmentare i documenti prima di iniziare a tradurre o durante il processo di traduzione, utilizzando solamente macro di Word. Così come i glossari, anche le memorie di traduzione sono in formato testo delimitato da tabulazione, e per tale ragione risultano facilmente scambiabili e gestibili. Ciononostante non memorizzano informazioni sulla formattazione, che dovrà pertanto essere applicata dal traduttore stesso.
La gestione dei segmenti privi di corrispondenza in memoria è uno dei vantaggi di Wordfast rispetto a Trados: attivando determinate opzioni, le traduzioni dei termini eventualmente presenti nel glossario possono essere inserite nei segmenti, andando in tal modo a sostituire i termini originali.
Tra i programmi analizzati, Déjà Vu, capace di effettuare inserimenti dai glossari anche nei fuzzy match, è quello che offre in modo più completo questo meccanismo di “assemblaggio” della traduzione. Transit lo offre in modo più parziale in quanto consente inserimenti solo nei fuzzy match.

Trados

 Categoria: Strumenti di traduzione

Trados, fornito da SDL (la stessa azienda di SDLX), è senza dubbio il sistema più conosciuto e più diffuso nel settore delle traduzioni. In realtà non si tratta di una singola applicazione, bensì di una suite di programmi (Translator’s WorkBench, WinAlign, MultiTerm, Tag Editor), ognuno dei quali specializzato in una particolare funzione.
Il nucleo centrale di Trados è Translator’s WorkBench, l’applicazione che gestisce, anche per mezzo di alcune macro installate in MS Word, l’interazione fra l’editor di scrittura, i database di memoria e i database terminologici.
A Translator’s WorkBench è inoltre affidato il compito di gestire le memorie di traduzione.
Il programma lavora normalmente su documenti MS Word (formati DOC ed RTF) ma grazie ad appositi filtri può tranquillamente gestire anche formati come HTML, PPT, XLS, e molti altri ancora. I file contenenti tag, come quelli in formato HTML vengono tradotti usando Translator’s WorkBench grazie ad un’altra applicazione cui abbiamo fatto riferimento all’inizio del post, Tag Editor.

MultiTerm è invece l’applicazione per la gestione della terminologia.
I punti di forza di MultiTerm sono la strutturazione in concetti, la capacità di gestire più lingue e l’ampia possibilità di configurazione degli attributi.
Si tratta però di uno strumento piuttosto complesso da usare e l’ultima versione lanciata sul mercato, MultiTerm iX, se da un lato ha introdotto alcune operazioni in precedenza non possibili (come ad esempio l’inserimento interattivo di termini durante la traduzione), dall’altro ne ha amplificato la difficoltà d’uso. In certe versioni di Trados vi è anche un componente per l’estrazione terminologica.

WinAlign è un’altra applicazione del pacchetto Trados e permette l’allineamento di due file, uno nella lingua d’origine e l’altro tradotto, allo scopo di creare una memoria da importare in Trados e poter utilizzare in seguito.

Il traduttore, grazie alla funzione di pre-traduzione, può scegliere di segmentare i documenti prima di iniziare a tradurre oppure può farlo durante la traduzione stessa man mano che il lavoro va avanti.
Lavora tenendo aperti contemporaneamente Translator’s WorkBench, MS Word e nel caso ne abbia bisogno, MultiTerm. Mentre in Translator’s WorkBench vengono visualizzati i suggerimenti della memoria di traduzione (ed eventualmente del glossario), il traduttore traduce agendo sui segmenti del testo mediante le macro di Word installate da Trados.
Translator’s WorkBench permette inoltre di creare, importare ed esportare memorie di traduzione, nonché di eseguire l’analisi dei file che devono essere tradotti ed elaborare i file già tradotti al fine di ripristinarne il formato originario e, laddove si renda necessario, aggiornare la memoria (procedimento detto clean-up).

Transit

 Categoria: Strumenti di traduzione

Il software di traduzione fornito da Star è composto da due applicazioni separate ma strettamente legate fra loro.
Il programma di traduzione vero e proprio è Transit mentre TermStar è il programma di gestione terminologica.
Il primo è basato su un concetto di memoria di traduzione flessibile e originale. L’applicazione infatti utilizza come memoria di traduzione i file dei progetti passati e i file del progetto su cui si sta lavorando (segmentati, indicizzati e tradotti) invece di memorizzare le coppie di segmenti in un database apposito. È inoltre possibile associare ad ogni progetto un numero qualsiasi di database terminologici.

TermStar è un flessibile e potente strumento di gestione terminologica. Come per i due programmi analizzati nei giorni precedenti, la terminologia è organizzata per concetti ed è possibile gestire più lingue nell’ambito dello stesso database nonché definire attributi personalizzati.
L’importazione e l’esportazione dei file avviene tramite un procedimento piuttosto macchinoso anche se sicuramente potente ed efficace. Transit (XV), la versione più recente del software offre inoltre una funzione di estrazione terminologica.
Anche in Transit i vari tipi di file vengono importati in un ambiente di lavoro unificato tramite un’ampia serie di filtri (alcuni dei quali vengono forniti a parte).
La presentazione però è piuttosto diversa: il documento di partenza viene visualizzato in una finestra diversa rispetto a quello di arrivo e i segmenti sono suddivisi in tag numerati.

SDLX

 Categoria: Strumenti di traduzione

SDLX è un’applicazione fornita da SDL che per diversi aspetti risulta molto somigliante a Déjà Vu.
Anche in SDLX, sia i database di memoria sia quelli terminologici vengono gestiti su piattaforma MS Access.
Come per Déjà Vu, la terminologia è organizzata per concetti e al traduttore viene data la possibilità di gestire più lingue nell’ambito dello stesso database nonché di definire attributi personalizzati.
L’importazione e l’esportazione dei termini in altri formati è resa possibile dalla vasta gamma di formati compatibili con altre applicazioni.
Anche SDLX è dotato di svariati filtri di importazione file. L’applicativo di gestione terminologica di SDLX si chiama SDL TermBase.
All’interno del programma, la formattazione del documento di origine è visivamente rappresentata da vari colori di sfondo del testo e anche l’interfaccia tabellare ricorda molto quella di Déjà Vu.
Infine, la funzione di visualizzazione dell’anteprima del documento tradotto risulta molto pratica ed efficace.