Déjà Vu

 Categoria: Strumenti di traduzione

Déjà Vu è un programma fornito da Atril che offre all’utente un ambiente di lavoro unico per la gestione dei database di memoria, dei database terminologici e di quelli di progetto. Tutti i database usati sono in formato MS Access.
Déjà Vu fornisce strumenti tanto potenti quanto flessibili per l’importazione, l’esportazione e la gestione dei propri database, tra i quali il linguaggio SQL (Structured Query Language).
Il traduttore ha la possibilità di gestire come un unico grande file progetti complessi e di grandi dimensioni, comprendenti molti file anche di formati diversi. L’applicazione permette di impostare sul file di cui sopra operazioni di ricerca, sostituzione, propagazione e filtro.

Déjà Vu X, la versione più recente del software, integra in un’interfaccia unificata tutti gli strumenti, compresa la gestione della terminologia che è organizzata per concetti.
In questo programma vi è inoltre la possibilità di gestire più lingue nello stesso database nonché di definire attributi personalizzati.
A dispetto della maggiore complessità introdotta con la versione X, Déjà Vu resta un programma relativamente facile da usare. Clienti e colleghi che utilizzano altre applicazioni possono scambiare dati con il traduttore grazie alla vasta gamma di formati di importazione ed esportazione gestiti dall’applicazione.
Integrata nel Lexicon (un glossario inserito nel progetto), vi è anche una funzione di estrazione terminologica.

Con Déjà Vu è possibile portare avanti progetti comprendenti diversi tipi di file, ivi compresi file già segmentati con altri programmi quali Trados (DOC, RTF, BIF, TTX) e Wordfast.
L’importazione dei file avviene tramite dei componenti appositi chiamati filtri, che convertono i file nel formato utilizzato da Déjà Vu, li segmentano e li rendono disponibili per la traduzione sotto forma di tabella. Dei codici (rappresentati da numeri all’interno di parentesi graffe) sostituiscono le informazioni originarie sulla formattazione.
Nel medesimo ambiente interagiscono i database di memoria e quelli terminologici. A seconda della versione installata del software è possibile associarne più di uno al progetto.

La traduzione assistita

 Categoria: Strumenti di traduzione

In quest’articolo e in quelli che seguiranno nei prossimi giorni presenteremo alcuni dei software di traduzione assistita più diffusi sul mercato: Déjà Vu, SDLX, Trados, Transit e Wordfast. Ognuno di questi programmi è dotato delle seguenti funzioni: allineamento di traduzioni eseguite precedentemente, segmentazione del testo oggetto di traduzione, analisi e pre-traduzione, consultazione automatica della memoria, immissione automatica dei segmenti dalla memoria all’interno del testo e viceversa, desegmentazione e produzione dei documenti di arrivo.
La differenza principale fra i vari programmi è che alcuni (Déjà Vu, SDLX, Transit) forniscono al traduttore un ambiente di traduzione proprietario, mentre altri (Trados e Wordfast) utilizzano un editor di testi, di solito MS Word.

I primi hanno il vantaggio di rendere totalmente trasparente per il traduttore il processo di conversione dei file da uno qualsiasi dei formati supportati all’ambiente di lavoro unificato.
Anche la riconversione al formato originale è altrettanto trasparente. Inoltre, tali programmi danno la possibilità di mostrare tutti i file del progetto nella stessa finestra, come se fossero un unico file.
Gli altri software d’altro canto, grazie all’ambiente di lavoro già in parte conosciuto e alla possibilità di visualizzare i documenti da tradurre nel loro formato originale, permettono al traduttore neofita degli strumenti CAT (Computer Aided Translation o Computer Assisted Translation) un approccio più graduale alla nuova tecnologia.

Nei prossimi giorni analizzeremo brevemente le caratteristiche dei programmi citati in questo articolo e il modo in cui essi implementano le funzioni descritte.

Il project manager (2)

 Categoria: Operatori nel settore traduzioni

L’informazione del gruppo è un nodo cruciale per la buona riuscita del progetto.
Il project manager non deve dare nulla per scontato, deve stabilire un dettagliato piano di lavoro con tutte le informazioni disponibili e, man mano che esse si modificano o si sviluppano, deve analizzarle e comunicarle ai membri del gruppo.
La valutazione del rischio è un altro dei compiti chiave del pm, giacché un evento imprevisto può avere un profondo impatto sul progetto. Tuttavia, non tutti gli imprevisti hanno un effetto negativo, alcuni possono anche essere positivi. Il pm dovrà cercare di canalizzare tutti gli eventi imprevisti in questa direzione. In questo senso, il ruolo del pm consiste nel contenere e controllare i rischi.
Un altro problema per i pm sono i conflitti che sorgono tra i membri del team,  con la dirigenza, oppure con il cliente stesso. Tali disaccordi possono riguardare la terminologia,  i costi, i tempi di consegna e moltissimi altri aspetti. In questi casi il pm deve dimostrare le sue abilità di negoziatore.

Infine, il pm deve cercare di trarre insegnamenti per i progetti di traduzione futuri. Un modo concreto per farlo è quello di creare un procedimento mediante il quale tutti i membri del team possono lasciare commenti o suggerimenti in una sorta di cassetta postale in qualsiasi fase del progetto. Completato il lavoro, il pm valuterà tutti i commenti, li analizzerà in gruppo e li applicherà in futuro per migliorare le procedure, migliorare la qualità ed evitare imprevisti.

Il project manager

 Categoria: Operatori nel settore traduzioni

Il compito del project manager (pm), è quello di creare un ambiente di lavoro in cui ciascuno dei partecipanti al progetto di traduzione venga messo in grado di esprimere le proprie massime potenzialità. Il pm deve fungere da collegamento tra tutti i partecipanti. La sua missione è quella di garantire che la squadra sia costantemente informata e motivata in modo adeguato e che ogni suo singolo membro si relazioni correttamente con gli altri per raggiungere livelli elevati di qualità e per far sì che la consegna del progetto avvenga nei modi e nei tempi prefissati.
Non è un compito assolutamente facile e i pm per svolgerlo al meglio devono possedere le necessarie competenze.

In primo luogo, come fa il pm a selezionare i traduttori professionisti giusti e a riunirli per il lavoro di gruppo?
Dopo averne vagliato le rispettive competenze, dovrà considerare la loro disponibilità e tenere in conto che quasi certamente sarà impossibile che essi lavorino fianco a fianco condividendo il medesimo luogo di lavoro fisico. Ciò costituisce già di per sé una bella sfida per il pm, che dovrà avere a che fare con professionisti indipendenti che vivono in qualche caso a migliaia di chilometri l’uno dall’altro e che hanno già altri impegni e priorità nella loro agenda.
Il pm dev’essere bravo a farli sentire parte di un team, al di là delle differenze culturali e delle distanze fisiche. Deve fare in modo che alle osservazioni e ai commenti di ciascuno di essi venga data la giusta importanza e la giusta considerazione. In questa maniera ciascuno raggiungerà la consapevolezza di essere importante e sentirà che il suo apporto può davvero fare la differenza. Per questo, il pm dovrà capire chiaramente qual è l’obiettivo del progetto e dovrà tenere il gruppo ben informato sulla portata del progetto, sulla qualità richiesta, sui tempi di consegna, sui costi e sul grado di soddisfazione del cliente. Nella pratica, questo può essere sviluppato sia attraverso incontri periodici o, qualora ciò non sia possibile, attraverso teleconferenze via internet.

Seconda parte di questo articolo

Traduttore, traditore?

 Categoria: Problematiche della traduzione

Tutti i traduttori professionisti conoscono l’espressione “traduttore, traditore” e hanno sicuramente avuto varie esperienze personali con le difficoltà di traduzione.
Tutti si saranno imbattuti almeno una volta in testi tradotti praticamente incomprensibili, avranno visto traduzioni di scarsa qualità, traduzioni che cambiano l’idea del testo originale, o avranno notato errori palesi un po’ ovunque, nei sottotitoli dei film, nei testi delle canzoni, nelle istruzioni per l’uso degli elettrodomestici.

I traduttori diventano così i “cattivi” della storia, i bersagli facili da attaccare. Dopotutto, tradurre non implica semplicemente prendere le parole di una lingua e trovare il loro equivalente in un’altra lingua? Che grado di difficoltà può presentare ciò?
In primo luogo, la traduzione non è un compito facile e richiede molto più di un semplice trasferimento di parole da una lingua ad un’altra. Richiede una conoscenza perfetta sia della lingua di partenza sia di quella d’arrivo, richiede un’ottima cultura generale e un’elevata conoscenza dell’argomento oggetto della traduzione.
Inoltre, pur in presenza di questi requisiti ci sono traduzioni che presentano problematiche interpretative così ardue da risolvere che in qualche caso i traduttori incorrono in errori, talvolta anche piuttosto gravi. Spesso poi i significati delle frasi sono talmente collegati al contesto culturale nelle quali sono inserite, che risulta praticamente impossibile eseguire una traduzione equivalente in grado di mantenere lo stesso senso del testo di origine.

Come si dovrebbe comportare il traduttore in queste circostanze? È meglio tradurre letteralmente per non “tradire” l’idea dell’autore del testo, con il rischio però di pregiudicare la qualità della traduzione, o è meglio trovare l’alternativa più vicina che abbia un senso nella lingua di destinazione, anche se la versione tradotta modifica leggermente l’idea del testo originale?
La maggior parte dei traduttori risponderebbe a questa domanda dicendo che il loro compito è quello di comunicare efficacemente la stessa idea del testo originale. Anche noi siamo dello stesso avviso. Per ottenere lo scopo è necessario tradurre tenendo ben presente chi saranno i fruitori della traduzione, cioè  i lettori madrelingua nell’idioma di destinazione.
Tradurre in questo modo ci condanna probabilmente alla critica perenne, ma noi preferiamo continuare per la strada che riteniamo giusta lasciando da parte le accuse e le critiche poiché la traduzione è un’attività troppo gratificante per noi e troppo essenziale per miliardi di persone. Lo diciamo con Goethe: “Dite quello che volete sull’inadeguatezza della traduzione, essa è e sarà sempre una delle attività più importanti e complesse negli interessi generali del mondo”.

Non sparate sul traduttore

 Categoria: Traduzione letteraria

Leopoldo García-Alas y Ureña, insigne scrittore spagnolo del secolo scorso noto con lo pseudonimo di “Clarin”, sosteneva che uno dei sintomi del fermento letterario che pervade un paese in un certo periodo, è l’opera di assimilazione della letteratura straniera da parte dei più eminenti scrittori nazionali.
Sappiamo tutti che questo è vero, così come uno dei sintomi dell’importanza di una lingua è la frequenza con la quale viene tradotta, tanto dai più eminenti scrittori quanto dai più umili traduttori professionisti.

Clarin scrive questo già nel 1885, per denunciare la comparsa sulla scena letteraria degli scrittori-traduttori, “che traducono tutto dal francese e che non sono né artisti né conoscono il francese e neppure il castigliano”.
Ora sappiamo che molte delle loro traduzioni, anche se entusiaste, effettivamente non furono sempre buone, però solo per il fatto di essere state eseguite da insigni scrittori, erano in un certo qual modo considerate intoccabili.
Nessuno metteva in discussione che Gérard de Nerval non conoscesse il tedesco quando tradusse il” Faust” di Goethe. Nessuno dubitava che le traduzioni fatte da Baudelaire e Unamuno delle opere rispettivamente di Edgar Allan Poe e Shakespeare non fossero ben fatte, e nessuno osava criticare le traduzioni in francese delle opere di Dickens fatte da Pérez Galdós.
Il traduttore professionista invece, a dispetto delle sue capacità sicuramente maggiori rispetto a uno scrittore (seppur famoso), era spesso il triste bersaglio su cui i critici amavano sparare….

La ricerca nel campo della traduzione

 Categoria: Tecniche di traduzione

In qualche occasione a noi traduttori professionisti vengono richieste traduzioni che, seppur afferenti alle materie nelle quali siamo esperti, risultano così complesse e con contenuti talmente specifici da metterci in grossa difficoltà. Come ci dovremmo muovere in questi casi? Ci sono diverse possibilità.
Dopo un’attenta valutazione del testo da tradurre, se consideriamo che la terminologia e il contenuto della documentazione siano eccessivamente complessi per le nostre competenze e che la lunghezza del testo ci richiederebbe un lavoro di ricerca troppo intenso, crediamo che l’atteggiamento più professionale sia quello di rifiutare la traduzione, fornendo le relative spiegazioni del caso.
Non dobbiamo temere che una fonte di lavoro si esaurisca semplicemente perché una volta non abbiamo accettato una traduzione. Al contrario, il farlo è una dimostrazione di serietà e onestà.

Nel caso opposto in cui ci sentiamo in grado di gestire il testo poiché la terminologia ci sembra difficile ma non impossibile o perché il contenuto è piuttosto ridotto, il nostro suggerimento è quello di percorrere la via della ricerca. La strada più facile sarebbe quella di ricorrere al dizionario bilingue, ma non dobbiamo dimenticare che questo strumento è solo un aiuto, una porta che ci si apre davanti quando non abbiamo idea di dove ci troviamo. Non dobbiamo fidarci ciecamente di tutto ciò che un dizionario bilingue ci dice, è sempre opportuno fare ulteriori ricerche.

Prima di iniziare a tradurre, consigliamo ai nostri colleghi due operazioni. La prima è dare una lettura a tutto il testo per individuare fin da subito termini complessi per poi cercarne il significato. La seconda, nel caso debbano tradurre documenti specialistici come ad esempio contratti, è trovare su internet modelli di contratti analoghi o similari. Una volta iniziato il processo di traduzione, quando ci si imbatte in qualche frase ambigua è opportuno ponderarla con molta attenzione anziché avventurarsi in una traduzione di getto, tenendo ben presente il significato di quei termini complessi che abbiamo individuato prima di iniziare il lavoro.

In qualche caso è sicuramente utile rivolgersi a un collega che conosca la materia quanto o più di noi. Il confronto reciproco fa parte del processo di ricerca ed è sempre proficuo per la nostra crescita professionale.
Infine, anche il cliente stesso, in qualche caso in modo del tutto inaspettato, può essere in grado di aiutarci dandoci delle informazioni preziose se non addirittura la traduzione esatta della parola o della frase che non riusciamo a trovare.

Una volta terminata la traduzione, prima di consegnare il documento, è essenziale effettuare una scrupolosa revisione. Dobbiamo verificare che le frasi abbiano senso prese sia separatamente sia all’interno del contesto e che, analogamente, i paragrafi siano fluidi e diano origine ad un documento ben comprensibile e coerente.

Lettura di traduzioni

 Categoria: Traduzione letteraria

In Italia si traduce (per nostra fortuna!), di tutto.
In quest’articolo non ci soffermeremo sulla qualità delle traduzioni: questo è un altro tema, ed ha a che fare, purtroppo in maniera troppo frequente, con il magro stipendio dei traduttori. La questione che ci preme sottolineare in questa sede, è l’effetto estetico causato dalla continua lettura di traduzioni, il tipo di cultura letteraria che quest’abitudine ormai consolidata, quasi in modo impercettibile, sta inevitabilmente creando.
Quando leggiamo un romanzo tradotto (della poesia meglio non parlare!), non stiamo leggendo un testo scritto in una “lingua letteraria”, ma nella lingua neutra della traduzione.
Per quanto zelante e brillante sia stato il traduttore, il testo che leggiamo è scritto in una lingua morta o quasi.

Con questo non vogliamo certo dire che non si debbano leggere testi tradotti (che ne sarebbe di noi!), ma che bisogna farlo sapendo che saremo molto probabilmente in grado di cogliere la dimensione narrativa dell’opera nel suo complesso ma non la lingua letteraria. È come vedere la foto in bianco e nero di un quadro a colori, manca la sostanza…

L’importanza dei database in traduzione

 Categoria: Strumenti di traduzione

Nell’ambito degli strumenti informatici di ausilio alla traduzione meritano un discorso a parte i programmi di gestione di basi di dati.
La terminologia, una disciplina sorella della nostra, che risulta indispensabile quando si lavora con testi più o meno specialistici, ha sperimentato un cambiamento rivoluzionario attraverso l’uso di questi potenti strumenti gestionali.
Ogni traduttore che si rispetti dovrebbe saper gestire con facilità questi programmi. Essi hanno facilitato in modo sorprendente l’elaborazione (e in particolare la consultazione) dei glossari terminologici. Ai traduttori dell’ultima generazione sembra impossibile che fino a solo un paio di decenni fa i glossari venissero creati in modo diverso. Inoltre, il problema dell’alimentazione delle banche dati, il lavoro più duro, è stato risolto in gran parte grazie a internet. La rete permette a tutti noi di apportare il nostro granello di sabbia e ci offre in cambio miliardi di granelli dal resto della comunità. Lo sforzo è minimo rispetto a quello che si ottiene.

Attualmente, grazie ai mezzi a nostra disposizione, ogni utente che disponga di una semplice connessione ad internet può (e questa è la grande novità) introdurre in un database che si trova a migliaia di chilometri di distanza, informazioni in tempo reale da qualsiasi angolo del mondo. Informazioni che, a partire da quello stesso istante, saranno consultabili da parte di tutti gli altri utenti.
Inoltre, i database relazionali (così sono chiamati quelli che stabiliscono collegamenti tra due o più tabelle di elementi seguendo criteri matematici predeterminati), non solo ci permettono di ottenere elenchi di termini equivalenti, ma addirittura di relazionare, ad esempio, coppie di documenti. Il vantaggio che si ottiene quando si lavora con traduzioni formalmente molto rigide è incalcolabile.
Nel caso della traduzione giurata per esempio, disporre istantaneamente, poniamo il caso, di un certificato di nascita spagnolo con il suo equivalente francese, italiano, tedesco o inglese, facilita all’inverosimile il lavoro del traduttore. E, ciò che è ancor più importante, fa sì che la traduzione risulti più omogenea, più sicura, più precisa…in una parola: migliore.

Abbreviare non sempre è bene…

 Categoria: Tecniche di traduzione

I traduttori che traducono dall’inglese sanno bene cosa significa abbreviare. A seconda dell’argomento trattato, un testo inglese può aumentare in lunghezza dal 10% al 30% una volta tradotto in italiano. A volte, gli scrittori ed i programmatori inglesi dimenticano che il loro prodotto sarà tradotto, e che il problema dell’aumento della lunghezza riguarda un gran numero di lingue.

Nella cultura anglosassone, in particolare negli Stati Uniti, vi è molta facilità nel creare neologismi a partire da un suono o da un rumore (click, knock…) o per convertire un’espressione colloquiale in un termine tecnico (cookies, bugs…). Al momento di tradurre queste espressioni ci rendiamo conto che ogni traduzione possibile è troppo lunga ed esplicativa, ma a volte non c’è altro rimedio.
In ogni caso, le nostre pretese di imitare la brevità della lingua inglese o di seguire gli schemi logici che hanno portato qualcuno a creare un neologismo in quella lingua non daranno buoni risultati in italiano.
Pensiamo alla quantità incredibile di neologismi sono stati introdotti nella lingua italiana negli ultimi 20 anni ad opera del settore informatico (IT da Information Technology, browser, scanner, download, wireless, ecc.). Quando invece si azzarda una vera e propria traduzione il risultato talvolta non è idilliaco. I verbi come “cliccare”, “surfare”, “zoommare”, ecc. sono, a nostro modesto parere, l’esempio di come una brutta traduzione può essere sponsorizzata dai grandi produttori dei settori dell’alta tecnologia. Abbiamo bisogno di pensare di più in italiano. E’ necessario, che alla presa di certe decisioni partecipino più traduttori e meno esperti in vendite e marketing.

Pro e contro delle memorie di traduzione

 Categoria: Strumenti di traduzione

Quali sono i pro e quali i contro delle memorie di traduzione? Proviamo a elencarli in modo schematico:

- Il primo vantaggio è che si risparmia tempo nei testi molto ripetitivi: il traduttore deve digitare meno e fare meno ricerche.

- Una memoria di traduzione è molto efficace per i testi tecnici, dove spesso più del 90% del testo è comune tra una versione del prodotto e quella precedente. Ovviamente questo non è il caso dei testi letterari, che contengono poche ripetizioni nel testo di origine e, ove ve ne siano, non sono auspicabili nel testo di destinazione.

- La maggior parte dei software che utilizzano memorie di traduzione sono a pagamento e sono sviluppati unicamente per Windows (Trados, Workbench, DéjàVuX, SDLX, STAR Transit, MultiTrans, Similis), ma esistono tuttavia anche diverse applicazioni Java che permettono di lavorare sia in ambiente Mac OS X che in ambiente Linux (OmegaT, Open Language Tools, Heartsome, ecc.).

- I programmatori ritengono che questi software non dovrebbero essere concepiti per essere usati da una sola persona ma la maggior parte di tali applicazioni purtroppo non è adatta per il lavoro di gruppo. I sistemi che permettono il lavoro di gruppo sono in genere più costosi. Trados, Workbench, DéjàVuX, SDLX, Similis, ad esempio, offrono ambedue le versioni.

- In termini di qualità della traduzione, i sistemi che utilizzano memorie di traduzione, se agevolano la coerenza d’insieme, possono però porre delle problematiche: essendo le frasi separate, il traduttore è in grado di riscontrare meno ripetizioni ed errori di accordo. Inoltre è più difficile, se non impossibile, a volte, rimodellare un paragrafo per adattarlo allo stile della lingua di destinazione.

- Le agenzie di traduzione impongono con frequenza sempre maggiore i sistemi che utilizzano memorie di traduzione ai traduttori indipendenti. Esse applicano tariffe decrescenti in funzione della percentuale di corrispondenza tra testo e memoria. La negoziazione fra le parti è difficile e non sempre soddisfacente.

Insegnamento della traduzione letteraria

 Categoria: Traduzione letteraria

La stragrande maggioranza dei percorsi di studio riguardanti la traduzione e l’interpretariato, all’interno e all’esterno delle nostre frontiere, non lascia alcuno spiraglio o comunque prevede pochissimo spazio per l’insegnamento e la pratica della traduzione letteraria, nemmeno come tappa per il successivo passaggio ad altri tipi di traduzione.
Gli studenti giungono in tal modo alla traduzione giuridica, economica, tecnica, giornalistica, scientifica o qualunque essa sia, dopo aver ricevuto solo un’infarinatura in traduzione generale.

Testi neutri, senza grosse difficoltà terminologiche o fraseologiche specifiche che, a nostro giudizio, non possono preparare nel modo migliore gli studenti a quello che poi sarà il mondo della traduzione specializzata, ovvero il probabile ambito della loro professione futura.
A nostro modo di vedere, non si può insegnare a tradurre senza trasmettere una minima sensibilità linguistica, senza stimolare il gusto, non solo per la forma corretta, ma anche, ed in particolare, per la comunicazione sfumata, modulata e ricca.
Un gusto che non può in alcun modo nascere se abortito dallo studio di una lingua neutra senza né ricchezza, né sfumature, né musica, né ritmo…

Dimmi ciò che leggi e ti dirò che lingue conosci

 Categoria: Le lingue

 

Sarebbe abbastanza facile dire che ciò che suggerisce il titolo di quest’articolo è rigorosamente esatto. Un individuo che conosca una lingua talmente bene da essere in grado di leggere un libro non sceglierà mai di leggerne la versione tradotta e se lo fa è solo perché non si sente sicuro delle sue competenze linguistiche.
Questo, che è sicuramente vero per le lingue che si conoscono perfettamente, può esser falso per le altre che diciamo di conoscere ma che in realtà non conosciamo così bene.
Ci sono diversi gradi di conoscenza delle lingue, accettati sia a livello accademico sia a livello sociale. C’è ad esempio quello che ti permette di intrattenere una conversazione scorrevole e magari anche di leggere un quotidiano, ma che ti obbliga e ricorrere alla traduzione per accedere ad un testo più elaborato come può essere un romanzo, o a guardare un film doppiato per capirlo meglio. In questi casi sarebbe più corretto scrivere: dimmi ciò che leggi e ti dirò che lingue non conosci appieno.

E’ come se la traduzione facesse concorrenza all’insegnamento delle lingue, però senza strapparsi i capelli, perché, fortunatamente per entrambe le discipline, vi sono molte lingue da apprendere e poche persone che le apprenderanno tutte. A meno che tutti non decidano di imparare solo l’inglese, per esempio…

Gestire bene le specialità

 Categoria: Problematiche della traduzione

Come tutti sappiamo, la stessa parola può avere diversi significati e questi significati vengono definiti in base al contesto. Ad esempio, la parola inglese trial avrà un significato in un documento legale riguardante un contenzioso e un altro in un documento riguardante un rapporto di lavoro. Inoltre, tali significati non devono essere confusi con quelli che la parola può assumere in un documento medico.
Purtroppo, non tutti gli esempi sono chiari come questo, e qualora non lo siano, per le sottilissime differenze di significato che una parola può assumere, è fondamentale saper gestire bene le specialità.

Tutti abbiamo già vissuto situazioni in cui siamo concentrati nella lettura di un documento e avvertiamo chiaramente che una frase stride con il resto del paragrafo rendendolo incomprensibile.
Tale frase risulta incomprensibile, poiché la persona che ha redatto il documento molto semplicemente non lo ha capito appieno e per questo motivo ha inserito una frase incoerente senza una logica di fondo. Non possiamo certo essere specialisti in vari settori e allo stesso tempo traduttori, ma, per quanto possibile, nell’eseguire le nostre traduzioni dobbiamo poter contare sulla preziosa consulenza di specialisti in diversi ambiti. Inoltre, non dobbiamo mai perdere di vista che, in molti casi, è il cliente stesso il miglior specialista possibile in grado di fornirci qualsiasi informazione di cui abbiamo bisogno.

Documenti originali modificabili

 Categoria: Problematiche della traduzione

Capita spesso che un cliente che si voglia avvalere di uno dei nostri servizi di traduzione ci consegni un file in formato pdf.
Questo formato, che è molto pratico per inviare un file via internet non è però modificabile. Se l’agenzia di traduzioni e il cliente arrivano ad un accordo per l’erogazione di un servizio di traduzione, è auspicabile che il cliente invii il file originale modificabile che certamente ha in suo possesso, sia esso in Word, Excel, InDesign, Quark, Publisher, ecc.
Il traduttore infatti può in tal modo lavorare direttamente sul formato del documento originale senza essere obbligato a leggere il pdf con un programma e poi doverne riversare il contenuto su un file creato con il software desiderato dal cliente.
Non inviando il documento originale modificabile, il reparto che si occupa della progettazione grafica dovrà lavorare di più per ricreare la stessa struttura del file originale, e ciò non mancherà di riflettersi nei costi di traduzione a carico del cliente.

In conclusione, al fine di ridurre i costi dei clienti per i servizi di progettazione grafica e di accelerare il lavoro di traduzione, l’ideale è che il cliente invii ai traduttori freelance o alle agenzie di traduzione documenti originali modificabili.

Suggerimenti per il traduttore

 Categoria: Traduttori freelance

Il processo di traduzione non implica solamente la mera traduzione dalla lingua d’origine a quella di destinazione. Vi sono varie fasi da attraversare prima che il documento possa essere considerato pronto per la consegna. Tuttavia, la traduzione è sicuramente il passo fondamentale dell’intero processo: eseguire una traduzione di qualità è essenziale affinché le fasi successive si sviluppino efficacemente.
In questo articolo abbiamo raccolto alcuni semplici suggerimenti che aiuteranno il traduttore a fornire una traduzione di qualità migliore facilitando in tal modo le correzioni successive.

1. prima di accettare la traduzione, controlla il documento e assicurati di avere le competenze necessarie per poter gestire la traduzione sia a livello contenutistico sia per quanto riguarda il registro richiesto dal cliente.

2. assicurati di avere familiarità con il formato del file e con gli strumenti di traduzione richiesti, quali ad esempio programmi di traduzione assistita.

3. mentre traduci, utilizza il materiale di riferimento, le guide di stile e i glossari di traduzione del cliente per mantenere una coerenza terminologica e stilistica rispetto a precedenti documenti tradotti per il cliente stesso da altri professionisti.

4. durante il lavoro, tieni a portata di mano dizionari o altre risorse specifiche di riferimento on-line attinenti all’argomento oggetto della traduzione.

5. prendi immediatamente contatto con il project manager o direttamente con il cliente se hai qualche dubbio, rilevi delle incongruenze o incontri qualche problema con il documento da tradurre.

6. quando hai finito di tradurre, leggi nuovamente tutto il documento per accertarti che ogni frase abbia un senso e che non ci siano errori.

7. devi sempre considerare la tua traduzione come se fosse il documento finale da consegnare al cliente, senza tener conto di eventuali successive modifiche o correzioni apportate da altri.

8. effettua un controllo grammaticale e ortografico prima di consegnare il lavoro.

9. confronta il testo tradotto con l’originale per controllare che non manchi del testo da tradurre e che non vi siano problemi di formattazione.

10. al momento della consegna del file, includi eventuali commenti o note di traduzione per il cliente o per i revisori.

Le politiche pubbliche di preservazione delle lingue

 Categoria: Le lingue


Le politiche pubbliche di preservazione delle lingue
vengono di solito perseguite da stati nazionali di dimensioni ridotte oppure scarsamente popolati (come ad esempio Islanda, Irlanda ed Estonia).
In qualche caso non si tratta di stati veri e propri ma di isole linguistiche minoritarie all’interno di stati nazionali più ampi (come ad esempio il francese del Quebec, il basco, il catalano, ecc.).
Tuttavia, oggigiorno sono sempre più frequenti i casi di paesi di una certa dimensione che adottano misure e provvedimenti per proteggere le loro lingue.

Il più famoso (e meno sorprendente per chi conosce gli stereotipi del francese), si è avuto in Francia con la legge Toubon del 1994 che istituì l’uso obbligatorio del francese in tutti i documenti pubblici, nei contratti, nelle comunicazioni e nella pubblicità commerciale.
Un altro esempio eclatante di questa tendenza si è avuto nel 2006 in Malaysia. Venne infatti promulgata una legge che sanzionava con una multa coloro che mescolavano a fini pubblicitari parole dell’inglese con parole della lingua malese, alimentando il cosiddetto manglish.
Si pensi inoltre al caso dell’Iran che a suo tempo decretò che tutti i termini stranieri adottati fino a quel momento fossero immediatamente sostituiti dai loro equivalenti persiani (con l’eccezione dei prestiti dall’arabo, dal momento che essa era la lingua usata nel Corano).
Di recente infine il governo cristiano-democratico in Germania, ha cercato di proteggere la lingua tedesca nella sua costituzione federale. Anche in questo caso, la preoccupazione principale era l’uso crescente di parole inglesi. Secondo uno studio condotto dall’Università di Hannover (citato in un articolo da un importante quotidiano inglese), “23 delle 100 parole tedesche più usate vengono dall’inglese”.

Oltre agli esempi sopraccitati di politiche attuate a livello nazionale in difesa della lingua, ne esistono moltissimi altri. Tuttavia, è piuttosto improbabile che qualcuna di queste politiche riesca a contrastare efficacemente i cambiamenti in atto, in molti casi dovuti alla forte influenza della lingua inglese.

L’interpretazione (4)

 Categoria: Attività correlate alla traduzione

Con il post di oggi terminiamo il nostro breve percorso sull’interpretazione descrivendone le modalità a seconda del luogo di svolgimento.

Interpretazione di conferenza
In questo caso è il luogo a caratterizzare l’attività traduzione poiché in un ambiente di conferenza questa può essere sia simultanea che consecutiva.

Interpretazione di accompagnamento
Anche in questo caso la definizione deriva dall’attività più che dalla modalità con la quale la traduzione avviene. L’interprete infatti accompagna una persona o un gruppo di persone in percorsi, visite, incontri, interviste ecc.

Interpretariato di servizio pubblico o interpretazione di comunità
Questo tipo di interpretazione fa riferimento alla sfera pubblica nel suo complesso e quindi copre i servizi sanitari, sociali, catastali, la salute ambientale, il welfare, l’istruzione, ecc.

Interpretazione di volontariato
Come suggerisce il nome, in questa tipologia rientrano gli interpreti che prestano il proprio servizio come volontari. Spesso si tratta di prestazioni erogate a favore di enti e organizzazioni non profit che portino avanti progetti socialmente utili.

Interpretazione legale
L’interpretazione legale, anche chiamata interpretazione giudiziaria o di tribunale, si svolge nei palazzi di giustizia, nei tribunali o in genere ovunque abbia luogo un processo legale. Questo tipo di interpretazione può essere sia consecutiva (nel caso ad esempio di dichiarazioni di testimoni) oppure anche simultanea e prevedere la traduzione di interi procedimenti. Gli interpreti non devono limitarsi alla conoscenza delle due lingue di riferimento ma avere anche grande dimestichezza con le procedure legali e di tribunale.

Interpretazione medica
L’interpretazione medica ha lo scopo di facilitare la comunicazione tra un referente medico e un paziente e/o i componenti della sua famiglia. L’interprete che operi in questo campo deve avere una buona conoscenza della medicina, del funzionamento dell’ospedale, delle procedure standard, dei procedimenti di intervista ai pazienti. Tutto questo in modo tale da essere utile sia al paziente che al curante.

Dove lavorano gli interpreti
La maggioranza degli interpreti lavora come freelance o presso agenzie negli ambiti che abbiamo appena descritto. Ad essi vanno aggiunti moltissimi altri interpreti che lavorano a tempo pieno all’interno di organizzazioni internazionali come le Nazioni Unite e l’Unione Europea.
L’istituzione che impiega il maggior numero di interpreti a livello mondiale è attualmente la Commissione Europea e le centinaia di interpreti ivi impiegati lavorano con tutte le lingue dell’Unione.
Anche l’ONU dà impiego a moltissimi interpreti, non solo presso la sede centrale ma in quasi tutte le sue sedi sparse nel mondo. Tuttavia, a differenza della UE, le lingue ufficiali sono soltanto sei (inglese, francese, spagnolo, russo, cinese e arabo) e per questa ragione gli interpreti sono presenti in misura decisamente inferiore rispetto alla Commissione Europea.

L’interpretazione (3)

 Categoria: Attività correlate alla traduzione

Con il post di oggi terminiamo la descrizione delle modalità dell’interpretazione in base alla tecnica utilizzata, con quello di domani chiuderemo il nostro breve excursus sull’interpretazione descrivendone le modalità in base al luogo di svolgimento.

Interpretazione consecutiva
Per interpretazione consecutiva s’intende l’attività di traduzione verso una lingua di ciò che un oratore ha detto poco prima in un’altra lingua. Nell’interpretazione consecutiva infatti l’interprete inizia a parlare solo dopo che l’oratore della lingua di partenza ha terminato di farlo.
Questo tipo di interpretazione viene utilizzato laddove sia necessario tradurre a beneficio di uno o più ascoltatori parlanti la stessa lingua. L’interpretazione consecutiva viene effettuata senza cuffie e di norma l’interprete è a fianco dell’oratore: ascolta attentamente e prende appunti con una speciale tecnica che gli permette di non perdere nessuna informazione. Appena l’oratore ha finito di parlare o si giunge ad una pausa (ogni sezione del discorso dovrebbe essere al massimo di 3-5 minuti), l’interprete prende la parola e riproduce fedelmente il messaggio nella lingua d’arrivo come se dovesse essere lui stesso l’oratore. Com’è ovvio immaginare, con questa tecnica d’interpretazione i tempi degli interventi praticamente si raddoppiano.

Interpretazione sussurrata o chuchotage
L’interpretazione sussurrata o chuchotage è una variante dell’interpretazione simultanea. A differenza di quest’ultima non prevede infatti l’utilizzo di apparecchiature tecnologiche quali cuffie, microfoni e cabine. L’interprete è seduto in piedi a fianco della persona che necessita la traduzione del messaggio e gli sussurra il testo tradotto nella sua lingua. Questa tecnica viene utilizzata quando vi sono poche persone (massimo due per interprete) che non comprendono la lingua di partenza. In genere il servizio viene svolto da un solo interprete per lingua.

Interpretazione di trattativa
Con questo termine si indica l’attività di interpretazione svolta da un interprete durante un incontro fra due o più persone nell’ambito di un colloquio istituzionale, di una visita diplomatica, di una riunione, di un training tecnico, di una fiera, di una manifestazione, della visita di uno stabilimento o più semplicemente di un pranzo d’affari.
Si utilizza la definizione “interpretazione di trattativa” poiché durante la prestazione del servizio l’interprete non si limita a tradurre alla lettera le parole degli interlocutori ma usa anche il proprio intuito per comprendere quali siano gli obiettivi che essi intendano raggiungere con l’incontro. Per far questo è quindi fondamentale che colga i toni e le sfumature proprie di ogni lingua e di ogni cultura ed utilizzi nella traduzione espressioni adeguate al contesto.

Interpretazione gestuale
Con questo termine si indica l’attività di interpretazione da una lingua parlata ad una visiva (come ad esempio il linguaggio dei segni) o viceversa.

Quarta parte di questo articolo

L’interpretazione (2)

 Categoria: Attività correlate alla traduzione

Modalità dell’interpretazione
Possiamo distinguere varie tipologie di interpretazione. Esse possono essere suddivise in base alla tecnica utilizzata (simultanea, consecutiva, di trattativa, sussurrata, gestuale), o a seconda del luogo di svolgimento (interpretazione di conferenza, di accompagnamento, legale, medica, ecc.).

Interpretazione simultanea
Per interpretazione simultanea s’intende l’attività di traduzione immediata verso una lingua di ciò che un oratore sta dicendo in un’altra lingua. È un tipo di traduzione che viene solitamente usato in convegni ed assemblee internazionali per consentire ad un pubblico composto da persone di lingua diversa di seguire lo svolgimento dei lavori nella propria lingua. Normalmente viene eseguita da due interpreti per lingua seduti in una cabina insonorizzata dotata di microfono e cuffie. Per ovvi motivi è auspicabile che gli interpreti abbiano una visione diretta dell’oratore o almeno attraverso le immagini di una telecamera. Gli interpreti ascoltano in cuffia i messaggi nella lingua di partenza e traducono in modo simultaneo parlando al microfono. Le loro parole giungono direttamente nelle cuffie degli ascoltatori. Laddove siano previste più lingue d’arrivo (e di conseguenza più cabine interpreti), gli ascoltatori possono selezionare il canale che trasmette la traduzione simultanea nella loro lingua grazie ad uno speciale dispositivo di cui sono dotate le cuffie.
Ascoltare e comprendere in una lingua e tradurre in modo quanto più preciso possibile in un’altra con uno scarto di poche parole è un’attività che richiede moltissima concentrazione. Per questa ragione è importante che gli interpreti siano sempre due in modo tale da potersi avvicendare ogni 20 minuti circa e mantenere così un livello di concentrazione alto e costante. Oltre ad avere una perfetta conoscenza di entrambe le lingue (talvolta non sufficiente quando l’oratore faccia uso di giochi di parole intraducibili o di uno slang particolare), l’interprete deve aver un buon ritmo. Pur essendo dipendente dal ritmo dell’oratore, deve infatti evitare di assumere un tono piatto e meccanico producendo un discorso fluido, senza pause e successive rincorse.
L’interpretazione simultanea viene spesso definita “traduzione simultanea” e allo stesso modo l’interprete viene chiamato “traduttore”.
Tale terminologia tuttavia non è corretta. Come abbiamo già sottolineato in un articolo precedente, con il termine “traduzione” ci si riferisce ad un’attività scritta mentre l’interpretazione è orale o al limite gestuale. Al di là di ciò, la traduzione non può concettualmente essere “simultanea” poiché tra le parole dell’oratore e quelle dell’interprete c’è sempre un breve periodo di scarto (definito décalage).

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